Bibbia

  • Lettura 6 La struttura del vangelo di Marco

    Il modo in cui gli antichi strutturavano gli scritti non era come il nostro. Noi dividiamo i libri in parti, capitoli, sezioni; usiamo la punteggiatura, mostriamo i paragrafi, ecc. La Bibbia che conosciamo, i cui libri sono divisi in tanti capitoli, le sezioni ciascuna con il suo titolo e i versetti opportunamente numerati, non è stata pensata così dai suoi redattori, ma è opera dei copisti medievali. E non ci furono pochi problemi a mettersi d’accordo sulla tipo di suddivisione da seguire. Inoltre al tempo…

  • Lettura 5 Mc 1, 1 Prologo di Marco, significato di archè

    Mc 1,1« Archè (inizio) del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio». Dobbiamo cercare di comprendere il significato di archè, termine greco che apre il vangelo di Marco; molto probabilmente il primo evangelo ad essere composto. Poco prima del 70 d. C. Chi ha fatto un po’ di filosofia sa che “archè” sono i “fondamenti”, i “principi primi”, ciò da cui dipende tutto il resto. Potremmo anche accogliere i significati che suggerisce il dizionario, ma a noi interessa sapere cosa intendeva con quel termine la cultura di…

  • Lettura 4 Mc 1,1 Prologo di Marco, significato di Evangelo

    Mc 1,1« Inizio del vangelo / euaggelion di Gesù Cristo, Figlio di Dio». Troviamo la parola evangelo già nel primo versetto di Marco, ma cosa significa evangelo.Evangelo è una parola greca composta da due termini eu-aggelon. (in greco gg si legge: ng)eu è un avverbio che significa: bene, buono, lieto, conveniente, opportuno, ecc.“aggelion” significa: notizia, annuncio, messaggio, ecc.“aggelos” significa messaggero, spesso tradotto con “angelo”, che talvolta ci porta fuori strada, perché in italiano “angelo” non è un generico messaggero, ma messaggero di Dio.Anticamente, ma non solo allora, evangelo,…

  • Lettura 3 Il ricupero della memoria di Gesù

    Dobbiamo anzitutto chiarire che a differenza del nostro tempo e fino agli anni ’50 la memoria era un organo che funzionava molto bene perché non c’erano ancora “le” memorie: chiavette, cd, dvd, registratori, etc. La gente, fino ad allora, non passava le serate isolata a “dormire” la televisione, ma si trovava in spazi comuni: l’aia d’estate, la stalla d’inverno, la ringhiera, il cortile, il portico, l’osteria e in quei luoghi si parlava, ma soprattutto si raccontava riandando a fatti attuali e passati. Esisteva cioè, l’arte…

  • Lettura 2 La questione sinottica

    Se il nostro lettore insiste nel leggere i vangeli scopre subito, anche dopo una veloce lettura, che molte parti dei primi tre sono uguali. Sono i vangeli di Matteo, Marco e Luca, chiamati “sinottici” perché se vengono messi appunto in sinossi, cioè uno accanto all’altro, si trova che in gran parte sono corrispondenti. Gli studi moderni mediante il metodo della critica letteraria, il metodo di storia delle forme, il metodo di storia della redazione e oggi, i metodi strutturalisti e quelli narrativi, sono riusciti, in…

  • Lettura 1 Il genere letterario “vangelo”

    Quando uno prende in mano il Vangelo pensa di poter leggere la storia di Gesù. Però si accorge subito che le storie sono quattro. Una incomincia da Abramo, un’altra da uno strano profeta che vive nel deserto e il protagonista, Gesù, è già adulto. Un terzo si rivolge ad un certo Teofilo che nessuno conosce e poi parla dell’annuncio della nascita di un bambino che non è Gesù. Il quarto poi fa tutto un discorso tra il filosofico e il teologico che ti lascia smarrito….

  • Lettura 21 2Re 2, 7-17 Il maestro e i discepoli

    L’ultima tappa riguarda una sorta di attraversamento del Giordano, ma non possiamo tralasciare gli echi provenienti da quattro o cinque secoli precedenti. Riportiamo sinteticamente i testi ma è consigliabile leggere anche gli antefatti.Anzitutto l’attraversamento del Giordano da parte di Giosuè, il condottiero che ha sostituito Mosè: Gs 3, 14 «Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza camminavano davanti al popolo. 15 Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti…

  • Lettura 20  2Re 2,1-7 Verso l’estasi, il maestro e i discepoli

    Anche in questo caso il testo è strutturato nella forma 3+1 di cui la quarta parte è la più importante; esaminiamo le prime tre e lasciamo la quarta alla prossima lettura. 2, 1 «Poi, volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi partì da Gàlgala con Eliseo. DA GALGALA A BETEL => 2 Elia disse a Eliseo: «Rimani qui, perché JHWH mi manda fino a Betel». Eliseo rispose: «Per la vita di JHWH e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Scesero…

  • Lettura 19 2Re 1,2-17 A chi obbedire

    Possiamo sintetizzare la qualità del comportamento di Elia visto nella lettura precedente con il termine “obbedienza“. Certo, una parola fuori moda nelle comprensione di oggi, ma della quale non dovremmo perdere la ricchezza del significato etimologico che proviene dal latino “ob-audire”, cioè ascoltare-per…  E l’ascolto, lo shemah, sta alla radice della nostra fede il cui fondamento è: “Dio ha parlato“. Se il problema dell’obbedienza sempre nella lettura precedente è presente in obliquo e riguarda solo Elia, nella lettura presente è messo proprio a tema, come…

  • Lettura 18 1Re21,8 -16 La vigna di Nabòt, 2a e 3a scena

    2a Scena: La soluzione di Gezabele La depressione di re Acab viene risolta rapidamente dalla moglie, la regina Gezabele. 1Re 21,8 «Gezabele scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo reale, quindi le spedì agli anziani e ai capi, che abitavano nella città di Nabòt. 9 Nelle lettere scrisse: «Bandite un digiuno e fate sedere Nabòt in prima fila tra il popolo. 10 Di fronte a lui fate sedere due uomini figli di Belial (Cei:iniqui) che testimonino contro di lui:…

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