La Domenica nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Portatori di una risurrezione
che non sempre è da vedere
ma è sempre da credere.

Seconda Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia
nel Rito Ambrosiano

L'apostolo Tommaso è incredulo

Anche tu sei un portatore della risurrezione di Gesù. La risurrezione non è sempre un dato che è da vedere. Talvolta, solo la fede può percerire la sua incredibile realtà. Solo chi crede la sente con sé. La vive. Magari, non gli è consentito di rendere manifesta la sua realtà. In ogni caso, però, la risurrezione porta a lui pace e gioia di vivere quanto Gesù vive e dona di vivere.

Oggi la Liturgia inizia con queste parole
del canto di ingresso:
“Il Signore guidò a libertà il suo popolo
nell’esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia”.

Qui, va subito fatto notare
che il verbo guidò
è usato nella forma
utilizzata per affermare
che l’azione si è conclusa
perché l’esito raggiunto
è pienamente compiuto.
Come vedi, qui il testo sacro
non parla affatto
in modo generico e fumoso
di libertà e di gioia.
Parla di gente in carne e ossa
che Dio incrocia
e guida a conquistare la libertà
una volta per tutte.
Porta così queste persone a esultare
e a cantare con gioia.
Fa, infatti, loro sentire
di vivere una fortuna
che non è affatto l’effervescenza di un momento.
È invece un bene destinato
a durare per sempre.
È un bene che affascina, rassicura e calma
perché, una volta cominciato,
poi non finisce più.

Non si confonde con null’altro.
Soprattutto, avvicina a Dio.
Genera, pertanto, una felicità
colma di sacro.
Quindi di eterno.
Svela il volto vero di Dio.
Fa sentire che Dio ama
e, intanto, scatena una esultanza
che porta a saltare e a cantare.

La prima Lettura
collega misteriosamente questa esultanza
al contesto oscuro
della vita di un disgraziato.
È un paralitico condannato
irrimediabilmente alla sofferenza e all’elemosina.
Ora, Gesù ha fatto in modo che non lo sia più.
Ma ritorniamo a noi.
Ricorda subito a te stesso
che Dio vuole
che ogni fatto raccontato dalla Bibbia
guidi efficacemente ogni credente
a rivivere di persona
la grazia legata a quell’avvenimento.

Tu, stai rivivendo quanto è raccontato
dalla prima Lettura?
Ti ritrovi dentro quell’esperienza religiosa?
Ti senti raggiunto dalla forza di Dio?
La senti pulsare dentro di te
un poco come Pietro ha avvertito
avvenire in lui?
Dio sta liberando anche te
dai vari condizionamenti
che di continuo bloccano l’animo?
Lo avverti combattere in te
il senso di impotenza
che stracolma di indifferenza
facendo sprofondare dentro l’individualismo?
Pietro scopre in sé
la presenza della forza di Gesù.
Crede senza esitazione nel suo potere.
Per questo lo trasmette.
Tu, quale rapporto hai
con le forze spirituali che Gesù mette in te?

Passa ora a meditare sul Salmo.
È chiaro che la pietra d’angolo
di cui lì si parla è proprio Gesù.
Tu pensi a Gesù?

Non limitarti a chiederlo a te stesso.

Prova a chiederlo ai tuoi in famiglia.
Mettiti con loro a riflettere
su quando e come capita
di mettere da parte Gesù.
Arriva a proporre in modo sincero
la necessità di migliorare il rapporto con Gesù.
Se lo farai, giungerai senz’altro
a sperimentare
la splendida e serena gioia di vivere
che si prova ogni volta
che si fa entrare nella gioia
chi non ce l’ha e la sta aspettando,
portati avanti nel compierlo
dalla forza stessa data da Dio.

Al riguardo,
va aggiunto che oggi il Vangelo
prospetta due precisazioni.
Anzitutto fa notare
che tutto deve concretamente partire
dal ricevere “pace” da Gesù
e dallo stabilizzarla in animo.
Certo non è affatto possibile
stabilizzare nella vita
un valore cui si pensa poco o, addirittura, nulla.
Qui, aggiunge una seconda precisazione.
Il Vangelo parla
del potere di rimettere i peccati
dato agli Apostoli.
Chi si rimette a questo potere,
si libera dalle catene che legano la sua vita
a incertezza, insofferenza, odio e rancore.
Esce dalla debolezza spirituale
che favorisce riluttanza
e moltiplica inutili sconcerti.

ALL’INGRESSO
Il Signore guidò a libertà il suo popolo nell’esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia, alleluia.

LETTURA At 4, 8-24a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto. L’uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant’anni. Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio.

SALMO Sal 117 (118)

La pietra scartata dai costruttori
ora è pietra angolare.
oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre». R

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. R

EPISTOLA Col 2, 8-15
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

VANGELO Gv 20, 19-31
✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.