La Domenica nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Si vive normalmente così divisi gli uni dagli altri
che della Trinità non si può capire nulla.

Trinità
nel Rito Ambrosiano

La gloria della Trinità

Si vive così divisi gli uni con gli altri che della Trinità non si può capire nulla. Chi vive nella divisione cerca di capire la Trinità con la mente; chi vive nella comunione ne percepisce la verità con tutta la propria esistenza. La Trinità non si dimostra. Si intravede ogni volta che l’amore abbatte le distanze tra le persone.

Dio ha deciso
di cambiare la faccia della terra.

Oggi, la festa della Trinità
te lo ricorda e ti ammonisce
perché tu tragga dalla tua fede
importanti conclusioni di vita.

Serve qui notare una coincidenza.
La Festa della Trinità
segue quella della Pentecoste.
La scorsa Domenica
la Liturgia ha riversato in te
la forza dello Spirito Santo
con tutta la sua eccezionale
capacità di trasformazione della vita.
Oggi, ancora una volta
la Liturgia ti ricollega
alla persona e all’azione travolgente
dello Spirito Santo.
Le collega però direttamente
alla sorprendente unità
che lega la persona dello Spirito Santo
a quella del Padre e a quella del Figlio.

In tal modo la Liturgia
ti rende in modo pieno e fantastico
partecipe della resurrezione di Gesù
e ti abilita a produrre
i frutti di vita che Dio si aspetta da te
dopo averti fatto risorgere.

Ciò è grande.
Dio non si limita ad assecondare
un desiderio generico
di fare qualcosa di buono.
Con tutto se stesso,
Padre – Figlio – Spirito Santo,
include in questa sorprendente unità
gli uomini e lo stesso mondo.
Tutto è destinato a diventare
una immagine  viva di questo Dio.

Guarda come oggi
la Bibbia te ne parla.

La prima Lettura ti ripropone
un’esperienza che Dio fa vivere a Mosè nel deserto.

Sulle prime,
Mosè osserva sterpaglie che bruciano
senza, però, consumarsi.

Subito, Dio trasforma
questa osservazione fisica
in una profondissima percezione spirituale.
Mosè avverte che Dio
lo sta terribilmente scuotendo.
Vuole farlo uscire dal torpore spirituale
in cui di fatto vive del tutto paralizzato.
Uscito dalla casa del Faraone,
vive dentro una tenda nel deserto.
È diventato un anonimo pastore.
Per di più, essendo ricercato a morte,
è obbligato a trasformare la sua persona
in una sorta di nulla indistinto e insignificante.

Mosè avverte che Dio sta sconvolgendo
il corso irrilevante e nefando della sua vita.
Scopre che Dio non sta pensando solo a lui.
Lo sta chiamando a estrarre dallo squallore
i suoi fratelli immersi in una iniqua tragedia.

Dio scuote Mosè.
Lo spinge a ricordarsi
della chiamata rivolta ad Abramo.
Non deve dimenticare
di essere anche lui portatore
di una benedizione
che lui per primo deve vivere
e, insieme, deve anche espandere attorno a sé.
Così, Dio scuote Mosè.
Lo vuole un credente dinamico,
capace di riconoscere perfettamente
la dimensione religiosa propria della sua vita.

Tu, hai un senso religioso della vita?
Quando compi qualche cosa di buono,
lo realizzi semplicemente
perché è giusto o doveroso?
Oppure, senti che è giusto e doveroso
anzitutto perché è Dio a chiedertelo?

Se ora passi a leggere il Vangelo,
ti accorgerai ben presto
di quanto esso ti ripropone tutto ciò
in modo sconvolgente.
Gesù vive per realizzare
il volere del Padre.
Non pensa alla Croce,
ma pensa piuttosto
a quanto il Padre vuole che da essa nasca.
Dà alla sua vita i fini scelti dal Padre.
Tu hai davvero scelto di seguirlo
e, così, vivere da cristiano?
Stai sinceramente imitando Gesù?
Hai un senso forte forte del volere di Dio?
Lo conosci? Lo ami?
Esso è la tua pace e anche la tua gloria?
Quando difficoltà subentrano,
ti rifai alla sapienza e alla forza dello Spirito?
Quando vivi momenti di felicità,
lo Spirito Santo ti consente
di viverli restando collegato a Dio?

Qui, però, spunta una domanda precisa.
La fede ti collega a un contatto incessante
con le persone della Trinità?
Perché vivere una religione
colma di riti o di verità
ma vuota di rapporti vitali
col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo?

Serve poco o nulla pensare a Dio
se poi non si ha concretamente a che fare
con le persone della Trinità.

Tutto ciò è destinato a incidere
beneficamente nei risvolti della tua vita quotidiana.
Smetti di continuare a pensare a mille cose
senza, intanto, magari amare nessuno.
Evita di compiere mille cose
restando ogni volta insensibile alle persone
che ti stanno attorno.
Blocca sul nascere le discussioni sterili.
Tenta, invece, di cambiare almeno qualcosa.

Ricorda, sempre e con gusto, che sei cristiano.

LETTURA Es 3, 1-15
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

SALMO Sal 67 (68)

Cantate a Dio, inneggiate al suo nome.

O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,
tremò la terra, i cieli stillarono
davanti a Dio, quello del Sinai,
davanti a Dio, il Dio di Israele. R

Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono
le porte della morte. R

Verranno i grandi dall’Egitto,
l’Etiopia tenderà le mani a Dio.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore.
Riconoscete a Dio la sua potenza. R

EPISTOLA Rm 8, 14-17
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

VANGELO Gv 16, 12-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».