Esodo

  • Lettura 91 Es 40 Epilogo del libro di Esodo

    Abbiamo percorso insieme ai “figli d’Israele” il cammino che hanno fatto dalla prodigiosa uscita / yazah da dall’Egitto fino ai piedi del Sinai. Il monte si presenta come “spazio sacro“, per accostarsi al quale questi schiavi fuggiaschi devono purificarsi (Es19,10, lettura 40).Da sempre il “sacro” non può essere accostato senza una coerente consapevolezza. Qui sono consegnate da Dio le Tavole della Legge, il Decalogo e gli altri codici la cui conoscenza apre ad uno spazio ulteriore: lo “spazio dell’etico“: le modalità del rapporto con Dio espresse…

  • Lettura 90 Es 20,1-17 Il Decalogo, quindicesima parte

    IX° Comandamento: « non desiderare la donna d’altri »  X° Comandamento: « non desiderare la roba degli altri » Nel libro di esodo questi due comandamenti sono contenuti in un unico versetto: Es 20,17 «Non bramerai / hamad la casa del tuo prossimo, non bramerai / hamad la donna del tuo prossimo, il suo servo, la sua serva, il suo bue, il suo asino e tutto ciò che ha il tuo prossimo». Essi richiamano ancora il problema della suddivisione di questa Legge in Dieci Parole. Tralasciamo questo argomento perché l’abbiamo già…

  • Lettura 89 Es 20,1-17 Il Decalogo, quattordicesima parte

    VIII° Comandamento: Non dire falsa testimonianza – o la disciplina del dire Questa formulazione del comandamento lo relega esclusivamente all’ambito giudiziario e probabilmente questa era la funzione originaria, tuttavia la traduzione letterale porta a coinvolgere anche altri ambiti. Es 20,16 «Non risponderai “anah” contro il tuo prossimo con menzogna ». Infatti il verbo anah, significa: alzare la voce, prendere pubblicamente la parola, iniziare a parlare, cantare, testimoniare, ecc.Nel nostro caso, essendo riferito al prossimo, non è possibile restringerne l’uso esclusivamente al procedimento giuridico, ma deve altre relazioni che…

  • Lettura 88 Es 20,1-17 Il Decalogo, tredicesima parte

    VII° Comandamento: Non rubare Es 20,15 «non tignov ruberai » o la disciplina dell’avere. A differenza dei due comandamenti precedenti il verbo “tignov” non attribuisce il divieto solo a qualche particolare tipo di furto, ma lo apre a tutte le possibili fattispecie e pertanto estende la sua validità ad ogni contesto storico e culturale. Allora dobbiamo passare in rassegna alcune delle varie forme di furto, comprese quelle attuali. Furto di uominiIl comandamento è stato promulgato in un periodo in cui il furto più redditizio era quello di…

  • Lettura 87 Es 20,1-17 Il Decalogo, dodicesima parte

    VI° Comandamento: Non farai adulterio Es 20,14 «non tine’af commettere adulterio». L’ebraico con “tine’af” suona letterariamente “non adultererai” che sarebbe chiarissimo se l’italiano non riservasse il verbo adulterare esclusivamente ai prodotti alimentari, mentre ha il sostantivo “adulterio” al quale però dobbiamo premettere un verbo. Non possiamo trascurare il fatto che nel corso del tempo questo comandamento nella catechesi è stato formulato in vari modi nel tentativo di attualizzarlo alla sensibilità e alla realtà dell’epoca. Così troviamo: “non fornicare”, che deriva dai fornici esistenti nel Colosseo di…

  • Lettura 86  ES 20,1-17  Il Decalogo, undicesima parte

    V° Comandamento: Non uccidere Es 20,13 «non rasah». Saremmo fuori strada se pensassimo che questo comandamento riguardi tutte le possibili forme di uccisione perché l’ebraico, a differenza dell’italiano, dispone di molti verbi che possono qualificare con precisione i vari tipi di ammazzamento, per cui dobbiamo qualificare il significato del verbo “rasah”.Lo facciamo attraverso il testo biblico, cioè commentando la Bibbia con la Bibbia. Il libro di Deuteronomio contiene dal capitolo 22 al 26 il “Codice Deuteronomico” che verosimilmente è la legge trovata nel Tempio alla fine…

  • Lettura 85 Es 20,1-17  Il Decalogo, decima parte

    IV° Comandamento: Onora il padre e la madre Es 20,12 «Onora – kavod tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà JHWH tuo Dio». Abbiamo già incontrato il termine “kavod” alla lettura 34 e ora lo dobbiamo riprendere.“Kavod” ha diversi significati astratti anche se quello materiale è molto semplice: peso, pesante, essere grave, da cui: aggravarsi, dura battaglia, essere accorato, glorificato, onorato…Allora la traduzione letterale del versetto potrebbe essere: “Dà peso a tuo padre e tua madre perché siano lunghi…

  • Lettura 84 Es 20,1-17 Il Decalogo, nona parte

    III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, IIIa parte Al compimento della liberazione segue un sabato e al compimento della creazione segue ancora un sabato. Poiché, come abbiamo detto all’inizio, il libro di Esodo è più antico di Genesi possiamo affermare che il comandamento del sabato con il riferimento alla liberazione valeva solo per i figli d’Israele e, maturata l’idea del Monoteismo, viene riportato al momento della Creazione ed esteso a tutti gli uomini. Se è così dobbiamo comprendere il rapporto esistente tra i sei giorni…

  • Lettura 83 20,1-17 Il Decalogo, ottava parte

    III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, IIa parte La “santificazione” del sabato ha prodotto e può essere in grado di produrre, una rivoluzione culturale. La demitologizzazione e la storicizzazione Il primo elemento che dobbiamo sviluppare in relazione a questo comandamento è la demitologizzazione della realtà e la sua conseguente storicizzazione. Riprendiamo allora il comandamento del sabato secondo il libro di Deuteronomio: Dt 5,12 «Osserva il giorno di sabato per “SANTIFICARLO“, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. 13Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, 14 ma il settimo giorno è il…

  • Lettura 82 Es 20,1-17 Il Decalogo, settima parte

    III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, Ia parte Per “santificare” la festa bisognerebbe sapere cos’è la festa ma ci accodiamo ad Agostino che dice: «Se nessuno mi chiede che cosa è oggi la festa, lo so; se voglio spiegare a qualcuno che me lo chiede, non lo so più». (Confessioni XI, 14-17). Forse perché la festa è un avvenimento così originario che non può essere definito. E infatti oggi come ai tempi dei romani o dei sumeri, si continua a fare festa… anche se non…

Non ci sono altri risultati.

Non ci sono altri risultati.