Lettura 1 Il genere letterario “vangelo”
Quando uno prende in mano il Vangelo pensa di poter leggere la storia di Gesù.
Però si accorge subito che le storie sono quattro.
Una incomincia da Abramo, un’altra da uno strano profeta che vive nel deserto e il protagonista, Gesù, è già adulto. Un terzo si rivolge ad un certo Teofilo che nessuno conosce e poi parla dell’annuncio della nascita di un bambino che non è Gesù. Il quarto poi fa tutto un discorso tra il filosofico e il teologico che ti lascia smarrito.
E al nostro lettore viene da dire: “Ma almeno potevano mettersi d’accordo”.
Lo sconcerto del lettore è certamente giustificato, tanto che già nell’antichità un discepolo del martire S. Giustino di nome Taziano il Siro, 120 – 180 d. C., avverte la necessità di scrivere un’opera chiamata “Diatessaron”, che potremmo tradurre: “Composizione” e voleva essere la stesura ordinata dei quattro vangeli o anche una biografia di Gesù. L’opera di Taziano è importante se non altro perché rivela che già attorno alla metà del secondo secolo esisteva il canone dei quattro vangeli.
Però il grande successo delle biografie di Gesù si ebbe nel 1800 soprattutto in area protestante, quando anche i più grandi scrittori credenti o non credenti e anche dei teologi, si impegnarono ciascuno per conto proprio a scrivere la loro “vita di Gesù” o addirittura “la vera vita di Gesù”. Ma appunto era solo la “loro“, vita di Gesù…
Queste iniziative erano in parte propiziate dalla teologia di quel tempo che ragionava più o meno così: sì, certo gli evangelisti ce l’hanno messa tutta, ma non avevano la preparazione, erano molto rozzi, ex pescatori, non avevano cultura… però adesso ci siamo noi che mettiamo le cose per bene in ordine.
Il filone letterario delle vite di Gesù si è definitivamente esaurito attorno agli anni cinquanta del secolo scorso.
Contemporaneamente però, in forme meno chiassose, magari ristretti in scuole e conventi, proseguivano gli studi esegetici supportati dalla riscoperta e dall’approfondimento delle lingue antiche, aiutati dai ritrovamenti archeologici e dalla messa a punto di metodi “scientifici” per comprendere a fondo la lettura e la formazione degli antichi codici.
In base a questi studi possiamo dire una prima cosa: il disagio provato dal nostro lettore è giustificato perché il genere letterario dei vangeli non è quello biografico.
Oggi sappiamo che ogni opera appartiene ad un determinato genere letterario. Non stiamo a dare la definizione di genere letterario (Wikipedia dedica molte pagine all’argomento), per semplicità elenchiamo alcuni generi: prosa, poesia, lirica, commedia, romanzo, fantascienza, cronaca, ecc. Allora ad esempio: se voglio sapere cosa ha fatto Carlo Magno non andò a sfogliare un romanzo, ma consulterò un libro di storia.
Allora la nostra domanda è: qual è il genere letterario dei vangeli?
La domanda non è oziosa perché nei vangeli sono presenti diversi generi: racconti, detti, proverbi, parabole, esortazioni, ecc., così gli specialisti ci dicono che i vangeli costituiscono un genere letterario proprio, sui generis, cioè appartengono al genere letterario “vangelo”.
Se è così lì non ci trovo la biografia di Gesù, anche se parlano di Gesù, nella forma di storie.