La Domenica nel Rito Romano

L’Eucaristia cosa rappresenta per la tua vita?
La plasma, davvero?

Corpus Domini
nel rito Romano

Esposizione solenne della Eucaristia

L’Eucaristia cosa rappresenta di fatto per la tua vita? La plasma, davvero? E’ lei che trasforma la tua persona e la tua vita in ciò che è la vita e la persona di Gesù? Oppure sei tu che fai diventare l’Eucaristia che ricevi in ciò che tu sei e in ciò che tu vuoi? L’Eucaristia converte in modo radicale l’uomo, come solo Dio può compiere. Solo se ciò avviene, essa crea fortuna e gioia capaci di resistere a ogni difficoltà.

La festa del Corpus Domini
ci ripropone valori
che stanno al centro
della fede religiosa di un cristiano.
Gli svelano concretamente
chi è il suo Dio
e come il suo Dio
intende relazionarsi con lui.

Ecco: Dio ha preso un corpo
per entrare davvero nella vita di ogni uomo;
Dio ha versato il suo sangue
per tutti gli uomini,
senza fare alcuna distinzione.

In tal modo,
Dio ribalta la visione pagana
della divinità:
Dio rivela all’uomo
la sua capacità di essere
pienamente umano.
Lui si fa come è l’uomo
per servirlo
e, così, per fare entrare la sua vita
nella fortuna propria di Dio.
Esattamente il contrario
di ciò che l’uomo
sovente pretende di realizzare:
farsi come Dio
per imporsi, dominare, sfruttare il prossimo.

Oggi, il Deuteronomio
ripropone tutto ciò
in modo fantastico, travolgente.

Verso il popolo sbadato e fuorviato,
Mosè lancia un duro “Ricordati”.

Lo spinge a rientrare in se stesso
proprio per capire il Dio
che lui continua a non capire.
Un Dio che vuole con forza
che questo popolo sia difeso dal male
e viva libero, con gioia.
Ma con altrettanta forza
pretende di essere capito.
Soprattutto imitato e seguito
per vivere finalmente
come Dio vuole:
vale a dire a sua immagine.

Questo, comunque, va capito bene.

Qui, Mosè ricorda al popolo
che Dio continua a vivere
facendosi vicino ai miseri.
Ecco, allora, spun are una domanda:
ma tu hai veramente capito
il tuo Dio?

In qual modo credi in Lui
imitandolo?

Allora,
che idea ti sei fatto della miseria?
Normalmente,
questa parola
a quali persone concrete ti fa pensare?
Se dovessi trovarti di fronte
uno pieno di soldi
e un mendicante che chiede l’elemosina,

tu dove collochi la miseria?

Bada: essa non sta
né da una parte né dall’altra.

Sta in mezzo ai due.
Meglio dentro gli animi dei due.

La miseria scomparirà davvero
solo quando
i due si uniranno
e diventeranno
uno fratello dell’altro.

C’è quindi da capire
che l’uguaglianza,
così come è concepita dall’uomo,
è solo illusione o ipocrisia.
La legge nasce troppe volte
dall’astuzia del prepotente
che sa fare girare le cose della vita
principalmente a suo vantaggio.
La giustizia diventa facilmente
l’anticamera della guerra o della violenza.

E’ che l’uomo vive
appunto senza “ricordare”
ciò che Dio ha compiuto
e continua a compiere.
Soprattutto, come fa notare Mosè,
non trae lezioni dai guai della sua vita.

Tu, hai davvero capito
che solo dove c’è amore,
come Dio lo vive,
lì la miseria scompare?
Ti lasci allora guarire da Dio
dai virus di tutta la confusione spirituale
che stanno rendendo asfittica
la vita
prima dei singoli
e, successivamente, della società?

Nel Vangelo
Gesù ribadisce tutto ciò.
Prova a misurarti
su queste sue parole:
“In verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita”.
Tu, ricevi l’Eucaristia?
Ma come e perché?

Spartisci la vita con Gesù?
Per te credere
è questo oppure è altro?

Il tuo corpo e il tuo sangue,
allora,
diventa per gli altri
quello che corpo e sangue di Gesù
sono per te?

Quindi,
in questi duri momenti di vita
la fede in Gesù
ti riempie di forze vitali
che ti rendono capace di sacrifici
e ti portano a essere
il cristiano che imita il Cristo?
In questo modo,
riesci a dominare paure ed individualismo?

Impara a guardare attorno a te,
a tirarti su le maniche
e a intervenire per aggiustare
ciò che attorno a te
necessita di amore e di sacrificio.

Nel corso della prossima,
momento dopo momento,
ricorda di avere ricevuto il corpo di Cristo
e impegnati a vivere come dice
Paolo nella seconda Lettura:
“Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane”.

Nel corso della settimana, non tralasciare di meditare sul Messaggio di Papa Francesco per la IV Giornata Mondiale dei poveri.
Per leggere il testo:   CLICCA QUI.

Prima lettura Dt 8,2-3.14-16
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Salmo responsoriale Sal 147

Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Seconda lettura 1Cor 10,16-17
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Vangelo Gv 6,51-58
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».