Per te, Dio viene davvero prima di tutto?
I comandi del Signore cosa rappresentano per te?
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Trinità
nel rito Romano

Per te, Dio viene davvero prima di tutto? I comandi del Signore cosa rappresentano per te? Sono la guida che orienta ogni tua scelta oppure soltanto dei consigli da seguire quando è facile e comodo? Quando la volontà di Dio entra in conflitto con i tuoi desideri, chi prevale? La tua fedeltà si misura nelle prove che richiedono sacrificio.
Oggi, la festa della Trinità
ti spinge a fare il punto
sullo stato di vita della tua fede.
Sono da poco finite le celebrazioni
della risurrezione di Gesù.
Domenica scorsa era Pentecoste.
Tu hai, pertanto, ricevuto molto.
Sei pronto a vivere molto?
Chi è Dio per te?
Certo, se lo vuoi amare,
devi anzitutto capirlo.
Solo così puoi stabilire con Lui
un rapporto positivo e fruttuoso.
La festa della Trinità
ti è di grande aiuto nel realizzarlo.
Da una parte essa ti avvicina
ai misteri della persona e della vita di Dio.
Insieme, ti ripropone l’entità e lo splendore
della misericordia che Dio sviluppa su di te,
per liberarti dal potere del male.
La prima Lettura afferma
la paternità di Dio in modo forte.
Per certi versi, duro.
Il suo amore, infatti,
appare al tempo stesso
sconfinato e anche molto esigente.
Perdona all’infinito
ma non giustifica nulla di male.
Tu, come vuoi che Dio ti ami?
Magari, ti stanno bene i tuoi peccati.
Vuoi allora soltanto che Dio li tolleri
e chiuda un occhio.
Cerchi il suo perdono che redime,
oppure invochi semplicemente pietà?
Stani in te la dura cervice
di cui parla Mosè?
Ami essere trasformato da Dio
per diventare l’eredità del Signore?
Vivi la vita nuova
cui Dio ti ha fatto risorgere?
Hai pensieri, parole, agire trasformati da Dio?
Sei facile a scoraggiarti
e a gettare la spugna?
Dio ti offre la pace.
Ma, si tratta della pace del giusto.
E, il primo dei giusti, è proprio Gesù.
Il Vangelo lo ribadisce con decisione.
Infatti, Dio per portare pace nel mondo,
offre al mondo il sacrificio del Figlio.
Tu, comunichi in profondità e lealmente
con l’intendimento di Gesù
di non avere altro intendimento
che il volere del Padre?
Gesù non conosce altra giustizia.
Tu sei, pertanto, un cristiano
che fa sua la misericordia di Dio,
senza mai distorcerne le finalità
o ridicolizzarne gli effetti.
Sapendo che Dio rifiuta la mediocrità
e respinge l’ipocrisia,
tu dai del Padre e di Gesù suo Figlio
una testimonianza decisa
capace di opporsi in ogni circostanza
al fare della giustizia
una effimera parvenza,
perché tu vuoi che sempre sia affermata
la grandezza di Dio, in tutto il suo splendore.
Per questo, tu non giochi mai al ribasso
con la santità di Dio.
Tu fai di tutto perché non vuoi che Dio
divenga una sorta di realtà inutile,
da mettere decisamente da parte.
In modo clamoroso,
questa scelta rivive nella cultura
che in tutti i modi afferma
che la vita dipende primariamente
dall’economia e dalla scienza
e trova nella politica
la sua prima e fondamentale forma
sia di controllo sia di sviluppo.
Come dice Gesù,
tu dai a Cesare tutto quanto è di Cesare.
E dai a Dio tutto quanto gli appartiene.
Tu hai imparato nella tua vita
a tenere sempre ben chiara e operante
la distinzione tra Cesare e Dio?
Tu sai garantire a Dio
un corretto ruolo di guida suprema?
Gli sai, pertanto, riservare
ogni potere di salvezza ultima e definitiva?
Per te, Dio viene davvero prima di tutto?
Come rispetti la sua Legge?
I comandi del Signore
cosa rappresentano per te?
A questo punto si fa essenziale una precisazione.
Mentre la prima Lettura
ti ha proposto la misericordia del Padre,
il Vangelo ti ha proposto il sacrificio di Gesù
come sua piena e necessaria attuazione.
La seconda Lettura
propone una visione lucida
del collegamento concreto
che unisce di fatto ogni uomo
al Padre e al Figlio
in modo dinamico e vincente.
Paolo ha scritto:
“La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”.
Col termine comunione
Paolo chiarisce che è Dio stesso
a farsi garante della fede dei credenti.
Il Padre e il Figlio assicurano infatti
Spirito Santo a ognuno di loro.
Lui assicura il corretto pensare
e il valido agire.
Lui rende gioiosi.
Lui trasmette entusiasmo e slanci.
Lui rende capaci della giusta solidarietà,
perché amalgama i sentimenti
e rende armoniosi i vari progetti d’azione.
Così, Dio risulterà essere presente
in mezzo a una comunità umana
che, rispetto a Lui,
non sarà affatto un corpo estraneo.
Si può concludere
che, oggi, la Liturgia
non fa entrare all’interno
del mistero della Trinità.
Tuttavia, avvicina ogni cristiano
in modo incredibile
alla realtà viva di questo mistero.
Gli consente pertanto
di viverlo in modo pieno.
Di ritrovarsi da esso rallegrato.
Di ricevere una adeguata forza
per continuare a vivere
come parte attiva di esso
e, così, di meritare un giorno
di entrare personalmente in questo mistero.
Allora Dio sarà tutto in tutti.
Prima lettura Es 34,4-6.8-9
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
Salmo Dn 3,52-56
A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
Seconda lettura 2Cor 13,11-13
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Vangelo Gv 3,16-18
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».