Bibbia

  • Lettura 23 Es 7,8 -10,29 Le prime nove piaghe

    Pensare di incrinare nell’immaginario collettivo l’idea che gli ebrei siano usciti dall’Egitto a seguito delle piaghe è impresa impossibile, ma non ci si può esimere dal tentare di affermare con forza che quello è un “testo didattico” (vedi nota esegetica 4 ). In quanto didattico dobbiamo cercare di cogliere l’insegnamento che ci viene proposto lasciando perdere i contorni narrativi “fantascientifici”. Questo, però, non vuol dire che là non sia successo “qualcosa” di straordinario perché degli schiavi potessero “uscire” dall’Egitto, ma l’effettivo nucleo originario di quell’evento…

  • Lettura 22 Es 6,1 – 7,7 Una nuova chiamata?

    Es 6:1 «Il Signore disse a Mosè: «Ora vedrai quello che sto per fare al faraone con mano potente, li lascerà andare, anzi con mano potente li caccerà dal suo paese!». 2 Dio parlò a Mosè e gli disse: «Io sono il Signore! 3 Sono apparso ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio onnipotente, ma con il mio nome di Signore non mi son manifestato a loro. 4 Ho anche stabilito la mia alleanza con loro, per dar loro il paese di Canaan, quel paese dov’essi soggiornarono come forestieri. 5 Sono ancora…

  • Lettura 21 Es 5,1-11; 22 Il primo fallimento

    Il primo incontro con il Faraone è un fallimento (5,1-11) Eso 5:1 «Dopo, Mosè e Aronne vennero dal Faraone e gli annunziarono: «Dice il Signore, il Dio d’Israele: Lascia partire il mio popolo perché mi celebri una festa nel deserto!». 2 Il faraone rispose: «Chi è il Signore, perché io debba ascoltare la sua voce per lasciar partire Israele? Non conosco il Signore e neppure lascerò partire Israele!». 3 Ripresero: «Il Dio degli Ebrei si è presentato a noi. Ci sia dunque concesso di partire per un viaggio di tre…

  • Lettura 20 Es 4,31 Il visitare di Dio

    4,31 «Allora il popolo credette. Essi intesero che il Signore aveva visitato (paqad) i figli di Israele e aveva visto la loro afflizione; si inginocchiarono e si prostrarono». I segni presentati da Mosè e il suo racconto cambiano l’atteggiamento del popolo verso di lui, verso Dio ed emerge una sorta di professione di fede: «JHWH ci ha visitati». La nostra idea di “visita” o “visitare” è così diversa da quella intesa dalla Bibbia che rende necessario un approfondimento anche perché il corrispondente verbo ebraico “paqad”…

  • Lettura 19 Es 4,24 – 31 Preghiera come lotta?

    Al termine dell’incontro con Dio (4,14) a Mosè viene annunciato che il fratello, Aronne, gli sta venendo incontro. Sembra che gli avvenimenti erano già in corso in modo autonomo. Mosè ormai è quasi “costretto” a tornare in Egitto. Ricevuta la benedizione-congedo da Ietro inizia il cammino verso un paese e un futuro per lui più che minacciosi. E proprio lungo il percorso accade un fatto stranissimo che ci lascia sorpresi. 4,24« Mentre si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e…

  • Lettura 18 Es 3,12 A proposito dei segni

    Il segno Es 3, 12 «Rispose (Dio): io sono con te. Eccoti il “segno” che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Viene da dire: strano segno! Un segno che non segna niente. Perché io avrei bisogno di un segno che mi rassicurasse che Dio mi ha effettivamente parlato e che non mi sono sognato. Ho bisogno di un segno per trovare la forza di iniziare un’impresa tremendamente impegnativa e pericolosa. E invece questo segno…

  • Lettura 17 Es 3,14a Il nome di Dio: JHWH

    Nella precedente riflessione abbiamo visto il versetto 3,14 che cercava di spiegare il nome di Dio affermando: “Io sono chi sono“ e subito dopo Dio è chiamato con il tetragramma sacro “JHWH” ovvero “Jahwè” che è una forma arcaica del verbo essere, il tempo verbale della quale è molto discusso dagli esperti. JHWH è il nome sacro che non viene pronunciano ed è sostituito con “Adonai”. Anche i cristiani hanno mantenuto questa forma di rispetto usando l’equivalente di Adonai cioè “Signore“. Pertanto quando nella Bibbia leggiamo…

  • Lettura 16 Es 3,14a «E Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono”».

    Che si tratti di un’esperienza mistica non c’è dubbio. Avviene sul Monte di Dio (v1). C’è un roveto che brucia, ma il fuoco non lo consuma. Un fuoco che arde e si vede da lontano non ha bisogno di combustibile. Dal roveto (o dal fuoco?) è chiamato da una “voce” che conosce il suo nome (v4). È un Dio, che può anche essere uno dei tanti dèi dell’Olimpo egiziano. Ma è un Dio che si presenta offrendo come garanzia le relazione con i Padri, però…

  • Lettura 15 Es 3,8 Chi è il liberatore? 

    Es 3,8 Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. 9 Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 10 Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». In questi versetti troviamo alcune cose che…

  • Lettura 14. Es 3,7 Lo sguardo di Dio

    Rivediamo il versetto della lettura precedente mantenendolo il più possibile vicino alla letteralità del testo. «Il Signore disse : “Vedere vidi l’oppressione del mio popolo in Egitto, il loro grido a causa dei sorveglianti opprimenti ascoltai, e conobbi le sue angosce… » • «vedere vidi» L’ebraico ha la possibilità di intensificare l’azione espressa da un verbo anteponendo alla voce verbale l’infinito dello stesso verbo. Una struttura letteraria che manca alle lingue occidentali che pertanto risulta difficile da rendere nella traduzione. Sinonimi di “vedere” come: guardare, osservare,…

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