Lettura 20 Es 4,31 Il visitare di Dio

4,31 «Allora il popolo credette. Essi intesero che il Signore aveva visitato (paqad) i figli di Israele e aveva visto la loro afflizione; si inginocchiarono e si prostrarono».

I segni presentati da Mosè e il suo racconto cambiano l’atteggiamento del popolo verso di lui, verso Dio ed emerge una sorta di professione di fede: «JHWH ci ha visitati».

La nostra idea di “visita” o “visitare” è così diversa da quella intesa dalla Bibbia che rende necessario un approfondimento anche perché il corrispondente verbo ebraico “paqad” ha un orizzonte semantico molto più ampio del nostro “visitare”.

Già nel versetto riportato la visita non è un semplice gesto di cortesia ma serve per «vedere la loro afflizione».

Vediamo altri brani di Esodo.

3,16 «Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a “visitare visitai” (paqad + paqad) voi e ho visto ciò che vien fatto a voi in Egitto».

Avevamo già visto nella lettura 14 la forma letteraria ebraica che intensifica l’azione di un verbo premettendo alla voce verbale l’infinito dello stesso verbo per cui potremmo pensare questo “visitare visitai” come uno stare lì per vedere anche nei dettagli «ciò che viene fatto a voi».

13,19 «Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe, perché questi aveva fatto giurare solennemente gli Israeliti: “Dio, certo, verrà a visitarvi (paqad); voi allora vi porterete via le mie ossa“».

Parlando di “visita” (paqad) Giuseppe allude o profetizza il ritorno nella terra di Canaan: è una visita che produce effetti inimmaginabili se stiamo alla nostra idea di “visitare”.

20,5 «Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso,che punisce (paqad) la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6 ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano eosservano i miei comandi».

È l’enunciazione del primo comandamento del Decalogo sul Sinai e “visita” è tradotta giustamente con “punire”: Dio visita (paqad) e punisce (paqad) chi adora gli idoli.

30,12 «Quando prenderai per il capo i figli di Israele per visitarli (paqad) [= quando farai il censimento], farai la rassegna degli Israeliti, ciascuno di essi pagherà il riscatto della sua vita a JHWH nel visitarli (paqad[ nel fare il censimento], perché non li colpisca un flagello in occasione del loro (paqad) censimento».

Visitare (paqad) qui ha il senso di “passare in rassegna” per fare un censimento. Quando un ufficiale, un generale, un capo di stato passa in rassegna dei soldati verifica che tutto sia efficiente e ogni uomo o cosa sia al suo posto.

Il censimento qui viene fatto per riscuotere una tassa (nulla di nuovo sotto il sole) e ancora “punire” chi la evade con un flagello.

32,34 «Ora va’, conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco il mio angelo ti precederà; ma nel giorno in cui li visiterò (paqad ) li punirò (paqad) per il loro peccato».

È quanto Dio dice a Mosè quando torna sul Sinai a chiedere perdono per il popolo che in sua assenza si è costruito il vitello d’oro, e si capisce bene che Dio è infuriato. Paqad qui riporta i due significati di “visita” e di “punizione”.

34, 6 «Il Signore passò davanti a lui proclamando: JHWH, JHWH Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga (paqad) castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Questo è uno dei passaggi più importati di tutto l’Esodo e ci dovremo ritornare. Emerge il castigo (paqad) che giunge fino alla quarta generazione e contemporaneamente la grazia che giunge fino a mille generazioni. La cultura del tempo non possedeva il concetto di infinito perché il brano vuol significare che l’amore di Dio è senza limiti.

In conclusione, “paqad” assume i significati di visitare, punire, annoverare, passare in rassegna, contare, censire e se ci riflettiamo sono tutti atteggiamenti che, posseduti da una persona, indicano intenzioni di responsabilità, di attenzione, di cura se non addirittura di amore.

Forse fa problema il punire, ma entro certi limiti, non fa parte dei mezzi usati per l’educazione?

Se tutto questo è vero allora appare più intenso il detto di Gesù dice:

«Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati » Mt10,30.

E ormai parlavano aramaico, ma se avessero parlato ancora l’ebraico avrebbe detto anche lui “paqad“.

E quando al mattino nelle Lodi si recita il Benedictus, che abbiamo ricevuto solo in greco e diciamo:

«Benedetto il Signore Dio d’Israele che “ha visitato” e redento il suo popolo… » (Lc 1,68) e più avanti:

«… grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio / per cui verrà a “vistarci” dall’alto un sole che sorge» (1,78).

teniamo presente che tutta questa roba è iniziata 3200 anni fa!