-
VI° Comandamento: Non farai adulterio Es 20,14 «non tine’af commettere adulterio». L’ebraico con “tine’af” suona letterariamente “non adultererai” che sarebbe chiarissimo se l’italiano non riservasse il verbo adulterare esclusivamente ai prodotti alimentari, mentre ha il sostantivo “adulterio” al quale però dobbiamo premettere un verbo. Non possiamo trascurare il fatto che nel corso del tempo questo comandamento nella catechesi è stato formulato in vari modi nel tentativo di attualizzarlo alla sensibilità e alla realtà dell’epoca. Così troviamo: “non fornicare”, che deriva dai fornici esistenti nel Colosseo di…
-
V° Comandamento: Non uccidere Es 20,13 «non rasah». Saremmo fuori strada se pensassimo che questo comandamento riguardi tutte le possibili forme di uccisione perché l’ebraico, a differenza dell’italiano, dispone di molti verbi che possono qualificare con precisione i vari tipi di ammazzamento, per cui dobbiamo qualificare il significato del verbo “rasah”.Lo facciamo attraverso il testo biblico, cioè commentando la Bibbia con la Bibbia. Il libro di Deuteronomio contiene dal capitolo 22 al 26 il “Codice Deuteronomico” che verosimilmente è la legge trovata nel Tempio alla fine…
-
IV° Comandamento: Onora il padre e la madre Es 20,12 «Onora – kavod tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà JHWH tuo Dio». Abbiamo già incontrato il termine “kavod” alla lettura 34 e ora lo dobbiamo riprendere.“Kavod” ha diversi significati astratti anche se quello materiale è molto semplice: peso, pesante, essere grave, da cui: aggravarsi, dura battaglia, essere accorato, glorificato, onorato…Allora la traduzione letterale del versetto potrebbe essere: “Dà peso a tuo padre e tua madre perché siano lunghi…
-
III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, IIIa parte Al compimento della liberazione segue un sabato e al compimento della creazione segue ancora un sabato. Poiché, come abbiamo detto all’inizio, il libro di Esodo è più antico di Genesi possiamo affermare che il comandamento del sabato con il riferimento alla liberazione valeva solo per i figli d’Israele e, maturata l’idea del Monoteismo, viene riportato al momento della Creazione ed esteso a tutti gli uomini. Se è così dobbiamo comprendere il rapporto esistente tra i sei giorni…
-
III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, IIa parte La “santificazione” del sabato ha prodotto e può essere in grado di produrre, una rivoluzione culturale. La demitologizzazione e la storicizzazione Il primo elemento che dobbiamo sviluppare in relazione a questo comandamento è la demitologizzazione della realtà e la sua conseguente storicizzazione. Riprendiamo allora il comandamento del sabato secondo il libro di Deuteronomio: Dt 5,12 «Osserva il giorno di sabato per “SANTIFICARLO“, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. 13Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, 14 ma il settimo giorno è il…
-
III° Comandamento: Ricordati di santificare le feste, Ia parte Per “santificare” la festa bisognerebbe sapere cos’è la festa ma ci accodiamo ad Agostino che dice: «Se nessuno mi chiede che cosa è oggi la festa, lo so; se voglio spiegare a qualcuno che me lo chiede, non lo so più». (Confessioni XI, 14-17). Forse perché la festa è un avvenimento così originario che non può essere definito. E infatti oggi come ai tempi dei romani o dei sumeri, si continua a fare festa… anche se non…
-
II° Comandamento: Non nominare il nome di Dio invano Es 20,7« Non prenderai – pronuncerai il nome di JHWH tuo Dio invano (shaw’) perché JHWH non riterrà innocente chi prende – pronuncia il suo nome invano (shaw’)». Il tema del Nome e il suo uso corretto Il verbo usato nel testo originale, “prendere“, ha una componente più materiale del nostro “dire” o “pronunciare” e già questo rende l’idea di una concretezza del nome che noi non abbiamo o abbiamo perduto. Si è in parte già visto il senso che…
-
I° Comandamento: Io sono il signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me. (seconda parte) All’interno della cornice di cui abbiamo parlato nella lettura precedente, troviamo tre comandi apodittici. Il loro significato va nella direzione di sostenere l’unicità di Dio articolandola in tre forme. Es 20, 3 «Non sarà per te altri dèi (al ‘panai) di fronte a me». L’ultima parola “al ‘panai”suona letteralmente “a facce di me” e mette in subbuglio gli esegeti perché può essere tradotta in molti modi: in faccia a me;…
-
I° Comandamento: Io sono il signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me. (prima parte) Es 20,2« Anoki / io JHWH tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3 non avrai altri dèi di fronte a me. 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché Anoki/…
-
Qualche esegeta valuta la Legge Sinaitica come un’imposizione di Dio al suo popolo. Poiché Dio si è dimostrato benevolo verso i “figli d’Israele” si è “acquistato il diritto” di imporre la sua Legge. Questa comprensione era coerente con la teologia esistente fino alla metà del secolo scorso, ma riteniamo più coerente all’insieme del testo considerare la Legge come “dono di Dio” fatto a questo Suo popolo bambino. Infatti i figli d’Israele escono prodigiosamente dall’Egitto dove erano schiavi, continuamente “guidati”, controllati e puniti dai sorveglianti. Diventati…
Non ci sono altri risultati.
Non ci sono altri risultati.