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Abbiamo già visto che possiamo strutturare il Deuteronomio suddividendolo in quattro discorsi tenuti da Mosè in territorio di Moab prima che il popolo attraversasse il Giordano:primo discorso 1,1 – 4,43secondo discorso 4,44-28,68terzo discorso 28, 69-32,48quarto discorso 33,1 – 34,12 Il nostro libro non è nato di getto dalla penna di un redattore seduto a tavolino, ma è il risultato della raccolta di testi ed elaborazioni successive per dare all’intero libro la forma del Trattato di Alleanza. Secondo alcuni autori la liturgia praticata per il rinnovo…
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Nella lettura precedente abbiamo esplorato la struttura letteraria del Deuteronomio così come ci appare semplicemente osservando il testo che abbiamo tra le mani. Tale struttura è indubbiamente corretta, ma riteniamo necessario eseguire un ulteriore approfondimento.Anzitutto non possiamo ragionare sul nostro libro senza affrontare l’opera deuteronomistica, che cerchiamo di spiegare brevemente.Leggendo il testo ci renderemo facilmente conto della ricorrenza costante di alcune espressioni tipiche di questo libro che lo rendono inconfondibile. Ne riportiamo alcune: “amare Dio“; “stare uniti a Dio“; “seguire altri dèi“; “servire altri dèi“;…
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Gli esegeti sono concordi nell’individuare una struttura di Deuteronomio suddividendolo in quattro parti, tutte caratterizzate da un inizio del tipo: “Queste le parole /Torà / parole / benedizioni …”. Sempre si tratta dell’inizio di un discorso di Mosè, quindi quattro discorsi, tutti tenuti nello stesso giorno.Gli inizi sono precisamente i seguenti: 1 => Dt 1,1«Queste le parole che Mosè disse ad Israele al di là del Giordano…».2=> Dt 4,44 «Questa è la Torà che Mosè espose alla presenza deli israeliti…».3=> Dt 28,69 «Queste sono le parole…
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Riprendiamo l’argomento della Legge che avevamo anticipato nella lettura precedente. Solitamente traduciamo “torah” con “legge”, di conseguenza attribuiamo al termine ebraico tutto l’universo simbolico che riguarda la nostra comprensione di “legge”. Però abbiamo già avuto modo di dire che una traduzione puramente letterale rischia di impedirci la corretta comprensione dei significati: la traduzione linguistica deve essere accompagnata dalla traduzione culturale, vale a dire che dobbiamo calarci nella cultura cui appartiene quel termine oltre ad esplorare le variazione storiche che esso ha subito nel tempo. Anche…
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Il nome Deuteronomio è quello derivato dalla Bibbia greca detta dei LXX tradotta dall’ebraico intorno al 300 a. C., di fatto quella più conosciuta nel mondo antico perché l’ebraico non era una lingua molto diffusa e che perfino gli stessi ebrei viventi nella diaspora non sapevano più leggere. Il significato Deuteros-nomos letteralmente significa “Seconda -Legge”, il che porta a pensare che esistessero due leggi, ma la spiegazione poggia piuttosto su due affermazioni. La prima riguarda quello che doveva fare un re appena eletto: scrivere per uso…
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Chiedere a chicchessia qualcosa del Deuteronomio è altamente probabile non avere alcuna risposta. Il motivo è semplice: a differenza di altri libri non vi sono racconti facilmente memorizzabili. Infatti, tutti conoscono la storia di Giuseppe o quella dei Dieci Comandamenti con tanto di traversata del Mar Rosso, senza parlare delle peripezie di Davide e Saul. Nel Deuteronomio invece, con l’eccezione dei primi tre capitoli, abbiamo solo un lunga riflessione sulla Legge e poi l’esposizione di un gruppo di leggi. Forse l’unico evento che si ricorda…
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Abbiamo percorso insieme ai “figli d’Israele” il cammino che hanno fatto dalla prodigiosa uscita / yazah da dall’Egitto fino ai piedi del Sinai. Il monte si presenta come “spazio sacro“, per accostarsi al quale questi schiavi fuggiaschi devono purificarsi (Es19,10, lettura 40).Da sempre il “sacro” non può essere accostato senza una coerente consapevolezza. Qui sono consegnate da Dio le Tavole della Legge, il Decalogo e gli altri codici la cui conoscenza apre ad uno spazio ulteriore: lo “spazio dell’etico“: le modalità del rapporto con Dio espresse…
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IX° Comandamento: « non desiderare la donna d’altri » X° Comandamento: « non desiderare la roba degli altri » Nel libro di esodo questi due comandamenti sono contenuti in un unico versetto: Es 20,17 «Non bramerai / hamad la casa del tuo prossimo, non bramerai / hamad la donna del tuo prossimo, il suo servo, la sua serva, il suo bue, il suo asino e tutto ciò che ha il tuo prossimo». Essi richiamano ancora il problema della suddivisione di questa Legge in Dieci Parole. Tralasciamo questo argomento perché l’abbiamo già…
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VIII° Comandamento: Non dire falsa testimonianza – o la disciplina del dire Questa formulazione del comandamento lo relega esclusivamente all’ambito giudiziario e probabilmente questa era la funzione originaria, tuttavia la traduzione letterale porta a coinvolgere anche altri ambiti. Es 20,16 «Non risponderai “anah” contro il tuo prossimo con menzogna ». Infatti il verbo anah, significa: alzare la voce, prendere pubblicamente la parola, iniziare a parlare, cantare, testimoniare, ecc.Nel nostro caso, essendo riferito al prossimo, non è possibile restringerne l’uso esclusivamente al procedimento giuridico, ma deve altre relazioni che…
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VII° Comandamento: Non rubare Es 20,15 «non tignov ruberai » o la disciplina dell’avere. A differenza dei due comandamenti precedenti il verbo “tignov” non attribuisce il divieto solo a qualche particolare tipo di furto, ma lo apre a tutte le possibili fattispecie e pertanto estende la sua validità ad ogni contesto storico e culturale. Allora dobbiamo passare in rassegna alcune delle varie forme di furto, comprese quelle attuali. Furto di uominiIl comandamento è stato promulgato in un periodo in cui il furto più redditizio era quello di…
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