Lettura 04 Struttura letteraria del Deuteronomio
Gli esegeti sono concordi nell’individuare una struttura di Deuteronomio suddividendolo in quattro parti, tutte caratterizzate da un inizio del tipo:
“Queste le parole /Torà / parole / benedizioni …”.
Sempre si tratta dell’inizio di un discorso di Mosè, quindi quattro discorsi, tutti tenuti nello stesso giorno.
Gli inizi sono precisamente i seguenti:
1 => Dt 1,1«Queste le parole che Mosè disse ad Israele al di là del Giordano…».
2=> Dt 4,44 «Questa è la Torà che Mosè espose alla presenza deli israeliti…».
3=> Dt 28,69 «Queste sono le parole dell’alleanza che JHWH comandò a Mosè...».
4=> Dt 33,1 «Questa è la benedizione con la quale Mosè, uomo di Dio…».
Già da questa semplice ripartizione ci rendiamo conto a colpo d’occhio della grande sproporzione tra le diverse sezioni. La prima è composta all’incirca di 4 capitoli; la seconda di circa 24 capitoli; la terza di 4 capitoli e la quarta di soli due capitoli.
All’interno di queste grandi sezioni sono riconoscibili delle sottosezioni che cerchiamo di descrivere sinteticamente.
PRIMO DISCORSO 1,1 – 4,43
=> Nella prima parte Mosè riprende la storia passata, i quarant’anni trascorsi nel deserto: le difficoltà, le guerre con coloro che ne ostacolavano il cammino, le deviazioni dal percorso per non avere conflitti con i popoli discendenti dai parenti dei Patriarchi: Lot ed Esaù.
Il testo mette bene in chiaro che questi discorsi avvengono in prossimità della scadenza dei quarant’anni trascorsi nel deserto, dopo che il popolo si era rifiutato di entrare nella Terra spaventato dalla descrizione degli abitanti. Il rifiuto ad entrarvi è stato un atto di sfiducia verso Dio che aveva promesso il suo intervento. Quella generazione fu condannata a non entrarvi mai più. Questa ripresa storica è necessaria per spiegare agli attuali ascoltatori la disobbedienza dei padri e la peregrinazione conseguente.
=> La seconda parte, Dt 4, è costituita da un accorato invito di Mosè a rispettare la Torah e il testo mostra chiaramente che si tratta in particolare del primo comandamento: «… non avrai altro Dio fuori di me...». E se ne capisce al volo la ragione. Finché essi stavano nel deserto, guidati dalla Nube di giorno e dalla Nube di Fuoco durante la notte, non c’erano tentazioni idolatriche, ma una volta entrati in Canaan, mescolati con altre genti, la tentazione al sincretismo religioso era più che mai attraente: se un dio protegge due o più dèi proteggono di più.
=> Morte di Mosè: inclusione
Non dobbiamo perdere di vista che in questi versetti si parla della morte di Mosè; un argomento che ritorna anche nell’ultimo capitolo per cui per cui questo argomento fa di inclusione. Vale a dire tutto il Deuteronomio è dominato da questo tema. Allora risulta ovvio affermare che questi quattro discorsi sono una sorta di addio al popolo e più in generale, una specie di testamento del primo e più grande profeta di Israele.
SECONDO DISCORSO 4,44-28,68
Lo esploriamo suddividendolo in due sezioni:
La prima sezione 4,44-11,32 che può essere suddivisa in quattro parti.
1a parte 4,44- 6,3 Rievocazione del Sinai e del Decalogo
2 a parte 6,4-8,20 Esortazione alla fedeltà a JHWH
3a parte 9,1- 10,11 Ostinazioni e ribellioni di Israele
4a parte 10,12-11,32 Esortazione ad essere fedeli all’Alleanza
La seconda sezione 12,1- 28,68 è costituita dal Codice Deuteronomico e lo possiamo suddividere secondo alcuni settori della società:
1- Culto 12,6-16,17
2- Organizzazione dello Stato 16,18-20,20
3- Diritto familiare e leggi varie 21,1-26,15
4- Conclusione dell’Alleanza con l’aggiunta di benedizioni e maledizioni 26,16-28,68
Riteniamo importante rilevare che una parte del Codice dell’Alleanza (Es 21-23), è richiamata nel Codice Deuteronomico, ma in un ordine diverso, forse perché essendo inserito di fatto in un testo omiletico la successione non rispetta Esodo, ma il criterio dell’omileta. Vengono espresse molte norme parallele che dovranno essere valutate più avanti. Però troviamo che, grosso modo, il 50% delle norme corrispondono con il Codice dell’Alleanza, ma un altro 50% divergono. Allora sorge il problema di spiegare queste differenze. Come mai una parte comune e una parte mancante? Le leggi presenti in Deuteronomio sono originali o provengono da un Codice perduto o addirittura un codice più antico da cui dipende sia Deuteronomio che Esodo?
D’altra parte sappiamo anche che mentre il Decalogo è stato rivelato a Mosè sul Sinai tutte le altre leggi, anche per gli argomenti trattati, sono norme provenienti da un mondo stanziale e da uno Stato consolidato e maturo. Certamente non da un gruppo di ex schiavi che, al momento, non ha neanche un territorio nel quale stabilirsi.
La terza sezione “Benedizioni e maledizioni”, 28,1 – 28,68 è costituita da una serie di benedizioni se si osserva l’Alleanza e maledizioni se non la si rispetta; un capitolo comune a tutti i trattati di alleanza dell’epoca: Assiria, Persia, Mari, Ittiti, ecc.
L’idea che regge questa sezione potrebbe essere la convinzione che l’esperienza dell’Esilio sia stata conseguenza delle innumerevoli trasgressioni all’Alleanza Sinaitica e che questa Nuova Alleanza porti ad un cuore nuovo capace di esserle fedele.
TERZO DISCORSO 28, 69-32,48
Qui troviamo le ultime disposizioni di Mosè delle quali la più significativa è la nomina di Giosuè come il condottiero che introdurrà il popolo alla conquista della Terra.
Abbiamo anche una parte teologicamente molto densa e significativa (cc 31-32) proveniente da riflessioni tardive, che dovremo esaminare a suo tempo.
QUARTO DISCORSO 33,1 – 34,12
Questa breve sezione è costituita dalle Benedizioni di Mosè verso suddivise nominalmente tra le dodici tribù sul modello di quelle di Giacobbe di Gn 49.
A questo segue la salita di Mosè sul monte Nebo dal quale Dio gli consente di contemplare tutta la Terra nella quale poco dopo, guidato da Giosuè , il popolo entrerà per prenderne possesso. Su quella vetta Mosè chiude la sua esistenza e viene accolto per sempre tra le braccia di JHWH. Ai piedi del monte, in territorio di Moab, egli sarà sepolto, ma poi nessuno è mai riuscito a ritrovare la sua tomba.