Esodo

  • Lettura 41 Es 18 Incontro con Ietro, seconda parte

    La lettura precedente si è aperta con una “notitia Dei” e si chiude con una liturgia; il tutto “presso la Montagna di Dio”. Per “notitia Dei” intendiamo che quando Ietro viene a sapere della liberazione dei figli d’Israele non fa commenti simili ai nostri correnti, del tipo:- Beh, si vede che Faraone troppo impegnato con tutte le sue donne e tutti i suoi festini se li è lasciati scappare. Però sono stati furbi gliel’hanno fatta sotto il naso Toh, guarda: adesso sono liberi! È stato…

  • Lettura 40 Es 18 Incontro con Ietro, prima parte

    Il carattere epico degli avvenimenti precedenti e l’importanza di quelli successivi può fare apparire banale questo capitolo, ma invece la sua funzione è strategica: separare la prima parte di Esodo, “l’opera di liberazione”, dalla “teofania del Sinai”. Dobbiamo ricordare che l’ebraico antico non possedeva segni d’interpunzione, non staccava le parole l’una dall’altra, scriveva solo le consonanti, non divideva lo scritto in capitoli con tanto di titoli e tuttavia riusciva in diversi modi a strutturare il testo. Nel nostro caso troviamo 13 volte il termine “Dio”…

  • Lettura 39 Es 17,8-16 Amalek, seconda parte

    17,8 «Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. […] 13Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada. 14Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il cielo!». Dobbiamo riflettere sul versetto conclusivo di questo brano e cercare di capire chi sia o cosa rappresenta Amalek. Abbiamo già avuto l’occasione di dire che la Bibbia non è il resoconto cronachistico del succedersi degli…

  • Lettura 38 Es 17,8-16 Amalek, prima parte

    17,8 «Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. 9 Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». 10 Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. 11 Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. 12 Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una…

  • Lettura 37 Es 17,1-7 La prova della sete

    Es 17:1 Tutta la comunità degli Israeliti levò l’accampamento dal deserto di Sin, secondo l’ordine che il Signore dava di tappa in tappa, e si accampò a Refidim (grandi spazi). Gli studiosi si sono affannati per cercare di individuare tra il mare e il Sinai questa località, ma i risultati sono deludenti. Anche perché in Nm 20 si racconta un episodio simile che avviene nei pressi di Kadesh che si trova nel sud di Israele. Alcuni propendono per assegnare a Refidim non un nome proprio ma un…

  • Lettura 36 Es 16, 1-36 La prova della fame, manna e quaglie

    Anche per questo capitolo sorprende la difficoltà che hanno gli studiosi ad individuare il percorso e i luoghi di sosta nel deserto e per contro la precisione con la quale il testo scandisce l’itinerario. Alcuni lo spiegano sostenendo che il redattore voglia dare valore scientifico al racconto, ma è più plausibile ritenere che egli voglia dimostrare che tutto il cammino è guidato da Dio nascosto dalla Nube. Nei primi vv viene citato due volte «tutta la comunità dei figli d’Israele» per mostrare che in questa mormorazione…

  • Lettura 35 Le difficoltà del deserto

    Il “cammino nel deserto” è diventato un genere letterario spirituale e, spesso, il paradigma della crescita di ogni uomo che voglia seguire le vie di Dio, tanto che lo stesso deserto ha finito per perdere la sua connotazione geografica e diventare luogo teologico. Ravasi, Esodo, Queriniana, riferendosi a M. Noth, dice che probabilmente l’itinerario seguito corrisponde ad una sorta di “diario di viaggio del pellegrino”, quello che oggi potremmo chiamare “resoconto di viaggio o guida turistica”. Infatti dopo l’Insediamento in Palestina è nato l’uso di recarsi…

  • Lettura 34 Il tema della Nube

    Il cammino nel deserto può essere sicuro solo se c’è una guida che conosce bene le piste, la localizzazione delle sorgenti, le oasi in cui trovare cibo, ecc. I figli di Israele usciti dall’Egitto resteranno nel deserto quarant’anni, certamente condotti da Mosè, ma guidati dalla Nube. Essa merita di essere compresa con una certa precisione perché ha un significato molto profondo e le sue ricadute sono presenti ancora oggi nella nostra Liturgia. Gli ebrei, a differenza di altri popoli, non hanno personificato o divinizzato i fenomeni…

  • Lettura 32 Alcune note sul processo di liberazione

    È opportuno fare una riflessione su tutto il complesso del processo di liberazione. Lo facciamo riferendoci a P. Beauchamp Cinquanta ritratti biblici. Abbiamo visto Faraone persistere nella sua dura ostinazione nel non ascoltare i comandi di Dio e i segni che Mosè presenta a tutto l’Egitto. Abbiamo seguito lo svolgersi delle piaghe. Ogni volta che una piaga cessava Faraone la interpretava come una debolezza della mano di Dio e non come un segno di pazienza. Ci vorranno dieci episodi per rendere evidente e definitivo il fallimento…

  • Lettura 31 Es 15 La seconda Pasqua: il passaggio del popolo, quarta parte

    Attraversato il mare, vista la distruzione dell’esercito egiziano avvenuta per mano di JHWH e dopo avere confessato la loro fede, i salvati ringraziano. È un ringraziamento che occupa tutto il capitolo 15. Già, ma come si fa a ringraziare? Nella nostra fase culturale abbiamo poche forme per esprimere un ringraziamento. Certo, possiamo sempre dire “grazie”, ma è un ringraziamento o una semplice formula di cortesia ? Possiamo affidarci all’idea del “dono” che ovviamente deve essere proporzionato al dono ricevuto quindi un “controdono” adeguato. Sì, ma…

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