Esodo

  • Lettura 20 Es 4,31 Il visitare di Dio

    4,31 «Allora il popolo credette. Essi intesero che il Signore aveva visitato (paqad) i figli di Israele e aveva visto la loro afflizione; si inginocchiarono e si prostrarono». I segni presentati da Mosè e il suo racconto cambiano l’atteggiamento del popolo verso di lui, verso Dio ed emerge una sorta di professione di fede: «JHWH ci ha visitati». La nostra idea di “visita” o “visitare” è così diversa da quella intesa dalla Bibbia che rende necessario un approfondimento anche perché il corrispondente verbo ebraico “paqad”…

  • Lettura 19 Es 4,24 – 31 Preghiera come lotta?

    Al termine dell’incontro con Dio (4,14) a Mosè viene annunciato che il fratello, Aronne, gli sta venendo incontro. Sembra che gli avvenimenti erano già in corso in modo autonomo. Mosè ormai è quasi “costretto” a tornare in Egitto. Ricevuta la benedizione-congedo da Ietro inizia il cammino verso un paese e un futuro per lui più che minacciosi. E proprio lungo il percorso accade un fatto stranissimo che ci lascia sorpresi. 4,24« Mentre si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e…

  • Lettura 18 Es 3,12 A proposito dei segni

    Il segno Es 3, 12 «Rispose (Dio): io sono con te. Eccoti il “segno” che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Viene da dire: strano segno! Un segno che non segna niente. Perché io avrei bisogno di un segno che mi rassicurasse che Dio mi ha effettivamente parlato e che non mi sono sognato. Ho bisogno di un segno per trovare la forza di iniziare un’impresa tremendamente impegnativa e pericolosa. E invece questo segno…

  • Lettura 17 Es 3,14a Il nome di Dio: JHWH

    Nella precedente riflessione abbiamo visto il versetto 3,14 che cercava di spiegare il nome di Dio affermando: “Io sono chi sono“ e subito dopo Dio è chiamato con il tetragramma sacro “JHWH” ovvero “Jahwè” che è una forma arcaica del verbo essere, il tempo verbale della quale è molto discusso dagli esperti. JHWH è il nome sacro che non viene pronunciano ed è sostituito con “Adonai”. Anche i cristiani hanno mantenuto questa forma di rispetto usando l’equivalente di Adonai cioè “Signore“. Pertanto quando nella Bibbia leggiamo…

  • Lettura 16 Es 3,14a «E Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono”».

    Che si tratti di un’esperienza mistica non c’è dubbio. Avviene sul Monte di Dio (v1). C’è un roveto che brucia, ma il fuoco non lo consuma. Un fuoco che arde e si vede da lontano non ha bisogno di combustibile. Dal roveto (o dal fuoco?) è chiamato da una “voce” che conosce il suo nome (v4). È un Dio, che può anche essere uno dei tanti dèi dell’Olimpo egiziano. Ma è un Dio che si presenta offrendo come garanzia le relazione con i Padri, però…

  • Lettura 15 Es 3,8 Chi è il liberatore? 

    Es 3,8 Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. 9 Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 10 Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». In questi versetti troviamo alcune cose che…

  • Lettura 14. Es 3,7 Lo sguardo di Dio

    Rivediamo il versetto della lettura precedente mantenendolo il più possibile vicino alla letteralità del testo. «Il Signore disse : “Vedere vidi l’oppressione del mio popolo in Egitto, il loro grido a causa dei sorveglianti opprimenti ascoltai, e conobbi le sue angosce… » • «vedere vidi» L’ebraico ha la possibilità di intensificare l’azione espressa da un verbo anteponendo alla voce verbale l’infinito dello stesso verbo. Una struttura letteraria che manca alle lingue occidentali che pertanto risulta difficile da rendere nella traduzione. Sinonimi di “vedere” come: guardare, osservare,…

  • Lettura 13 Es 3, 7 L’impatto nella cultura epocale

    Es 3,7 «Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e farlo uscire…» Noi non siamo in grado di cogliere la novità assoluta contenuta in queste parole perché sappiamo e diamo per scontato che Dio si faccia carico dei deboli, dei poveri, dei sofferenti, dei falliti, ecc. ma l’”orizzonte simbolico” di riferimento nel 1200 a. C. era decisamente…

  • Lettura 12: Es 3,6 Dio presenta se stesso

    Es 3,6 «E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”». Arrivati a questo punto nella lettura della Bibbia abbiamo l’impressione che Dio abbia appena finito di parlare ai Patriarchi e invece non parlava in modo diretto o esplicito da almeno 400 o 500 anni. Da questo punto di vista è significativa la “Storia di Giuseppe” (Gn 37 – 49) i cui personaggi parlano continuamente di Dio, ma Dio non dice una parola,…

  • Lettura 10 – 11 Es 3,4-5 L’inizio del dialogo

    Es 3,4 «Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». Il dialogo con Dio sembra iniziare nel migliore dei modi. «Il Signore vide che si era avvicinato e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose (disse): “Eccomi!”. (Es 3,4). Se uno risponde “eccomi” vuol dire che è disponibile verso Colui che l’ha chiamato, ma… Invece inizia un lungo dialogo…

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