Lettura 34 Il tema della Nube

Il cammino nel deserto può essere sicuro solo se c’è una guida che conosce bene le piste, la localizzazione delle sorgenti, le oasi in cui trovare cibo, ecc.

I figli di Israele usciti dall’Egitto resteranno nel deserto quarant’anni, certamente condotti da Mosè, ma guidati dalla Nube. Essa merita di essere compresa con una certa precisione perché ha un significato molto profondo e le sue ricadute sono presenti ancora oggi nella nostra Liturgia.

Gli ebrei, a differenza di altri popoli, non hanno personificato o divinizzato i fenomeni naturali identificandoli con delle divinità, ma poiché per essi il “caso” non esisteva e tutto dipendeva da Dio, attribuivano a Lui anche le manifestazioni della natura considerandoli come segni della sua vicinanza, della sua cura.

In questa direzione deve essere intesa anche la Nube.

Nella Bibbia la Nube ricorre circa 100 volte e in 70 casi è chiamata “anan”, tradotta con “nube” che vuol dire anche: coprirefare ombra in senso generale, compresa l’ombra portata dalle nubi.

Vi sono anche altri termini che caratterizzano il tipo di nube, “araphel”: nube scura, spessa; oppure “shahaq”: nube alta nel cielo; “ashan”: la nube prodotta da un fuoco, quindi fumo.

La nube che abbiamo incontrato al c. 13 è tradotta con “colonna di nube”, denominazione criticata da Auzou, Dalla servitù al servizio, E D B, perché porta fuori strada dato che “nube” diventa specificazione della “colonna”. Invece l’ebraico caratterizza quella nube con “amad”: ritto, in piedi, verticale, che sta, potremmo allora dire: “nube verticale”. Come immagine potremmo pensare ai “tornado” americani. La stessa osservazione vale per il fuoco che non è altro che la “nube” durante la notte, quindi “fuoco verticale”. Diamo un esempio nei primi versetti di come potrebbe essere una lettura corretta:

Es 13,21 Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una Nube verticale (colonna di nube), per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una Fuoco verticale (colonna di fuoco) per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. 22 Di giorno la Nube verticale (colonna di nube) non si ritirava mai dalla vista del popolo, né il Fuoco verticale (colonna di fuoco) durante la notte.

Es 14,19 L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la Nube verticale (colonna di nube) si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

Es 14,24 Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. 25 Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».

Certo che nell’ultimo brano risulta complesso tradurre una nube che da un lato è luminosa e dall’altro tenebrosa per cui abbiamo lasciato “colonna”.

Proseguiamo nella lettura di alcuni brani e un breve commento.

Es 16,9 Mosè disse ad Aronne: «dà questo comando a tutta la comunità degli Israeliti: Avvicinatevi alla presenza del Signore, perché egli ha inteso le vostre mormorazioni!». 10 Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria (Kavod) del Signore apparve nella Nube.

In questo caso la Nube è associata alla Kavod di JHWH. Kavod : pesante, appesantire, che sta in basso, indurire e in certi casi onorare; tradotto in greco con “doxa” e in latino con “gloria”. La doxa greca può certamente essere tradotta con gloria, ma sta più sul versante della manifestazione, della epifania, del: “ciò che si vede”.

Il riferimento a “pesante” mostra una comprensione molto raffinata della realtà di Dio. Tutti sanno che Egli sta nei cieli, che nessuna costruzione umana lo può contenere (Tempio), e nessuno umano lo può vedere, però c’è qualcosa di Lui che sta vicino a noi: la sua parte più pesante: la Kavod appunto. In una disputa presente nel vangelo si parla del tempio come “sgabello dei piedi di Dio“.

Sono “teologumeni” che vogliono indicare ad un tempo la vicinanza e la trascendenza di Dio, la Sua presenza nella invisibilità.

Es 19,9 Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa Nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te». Mosè riferì al Signore le parole del popolo.

Es 19,16 Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una Nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. 17 Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.18 Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. 19 Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.

Osserviamo che JHWH è nella Nube densa, cioè non si può vedere nulla al suo interno. Poi la Nube diventa fuoco e il Signore è nel fuoco. Il “suo fumo” saliva… “suo” di Dio o del fuoco?

Importante: in questo caso più che la Nube è il Fumo che segnala la presenza di Dio.

Es 20,20 Mosè disse al popolo: «Non abbiate timore: Dio è venuto per mettervi alla prova e perché il suo timore vi sia sempre presente e non pecchiate». 21 Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mosè avanzò verso la Nube oscura, nella quale era Dio.

Es 24,15 Mosè salì dunque sul monte e la Nube coprì il monte.

16 La Gloria (Kavod) del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la Nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla Nube.

17 La Gloria (Kavod) del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come Fuoco divorante sulla cima della montagna. 18 Mosè entrò dunque in mezzo alla Nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.

In questi brani riflettiamo sulle diverse modulazioni della Nube, del Fuoco e il loro rapporto con JHWH, con Mosè e con il popolo.

Dopo la prima salita sul Sinai Oreb e avere ricevuto le Dieci Parole Mosè scende dal monte e il popolo nel frattempo ha costruito il vitello’d’oro. Accadono diversi fatti che esamineremo e comunque ad un certo punto viene eretta la “tenda del Convegno”, una tenda posta a debita distanza dall’accampamento, nella quale ci si può recare per “consultare” il Signore. Questa “Tenda” è un luogo sacro, che in latino fa “Tabernacolo” (l’allusione al luogo in cui viene deposta l’Eucaristia è evidente). A proposito di essa leggiamo quanto segue: 

Es 33,8 Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava in piedi, stando ciascuno all’ingresso della sua tenda: guardavano passare Mosè, finché fosse entrato nella tenda. 9 Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di Nube e restava all’ingresso della tenda. Allora il Signore parlava con Mosè. 10Tutto il popolo vedeva la colonna di Nube, che stava all’ingresso della tenda e tutti si alzavano e si prostravano ciascuno all’ingresso della propria tenda. 11 Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro. Poi questi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Num, non si allontanava dall’interno della tenda.

Tornato una seconda volta sul Sinai Oreb per ricevere nuovamente le Dieci parole e l’Alleanza, Mosè ha una visione di Dio che proclama la sua “carta d’identità“:

Es 34,5 Allora il JHWH scese nella Nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «JHWH , JHWH Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Costruita la seconda “tenda del convegno” secondo il progetto voluto da Dio, essa viene inaugurata da Dio stesso:

Es 40,34 Allora la nube coprì la tenda del convegno e la Gloria del Signore riempì la Dimora. 35 Mosè non potè entrare nella tenda del convegno, perché la nube dimorava su di essa e la Gloria del Signore riempiva la Dimora. 36 Ad ogni tappa, quando la Nube s’innalzava e lasciava la Dimora, gli Israeliti levavano l’accampamento. 37 Se la Nube non si innalzava, essi non partivano, finché non si fosse innalzata. 38 Perché la Nube del Signore durante il giorno rimaneva sulla Dimora e durante la notte vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la casa d’Israele, per tutto il tempo del loro viaggio.

Dal v 36 abbiamo anche la descrizione della funzione della Nube lungo tutto il cammino verso Canaan, ripreso in forma più dettagliata dal seguente testo di Numeri:

Num 9,15 Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la Nube coprì la Dimora, ossia la tenda della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l’aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina. 16 Così avveniva sempre: la Nube copriva la Dimora e di notte aveva l’aspetto del fuoco. 17 Tutte le volte che la Nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano. 18 Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano; rimanevano accampati finché la Nube restava sulla Dimora. 19 Quando la Nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non partivano. 20 Se la Nube rimaneva pochi giorni sulla Dimora, per ordine del Signore rimanevano accampati e per ordine del Signore levavano il campo. 21 Se la Nube si fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la Nube si alzava, allora riprendevano il cammino. 22 Se la Nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano: ma quando si alzava, levavano il campo. 23 Per ordine del Signore si accampavano e per ordine del Signore levavano il campo; osservavano le prescrizioni del Signore, secondo l’ordine dato dal Signore per mezzo di Mosè.

Commentato sinteticamente così dal Salmo 78:

Sl 78,14 Li guidò con una Nube di giorno / e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Di seguito abbiamo due brani che integrano il tema della Nube con il Fumo /Incenso

Lv 16, 13 Metterà l’incenso sul fuoco davanti al Signore, perché la Nube dell’incenso copra il coperchio che è sull’arca e così non muoia. 14 Poi prenderà un po’ di sangue del giovenco e ne aspergerà con il dito il coperchio dal lato d’oriente e farà sette volte l’aspersione del sangue con il dito, davanti al coperchio.

Vocazione di Isaia

Is 6,1 Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 3 Proclamavano l’uno all’altro: «Santo, santo, santo è JHWH Sabaot (Signore degli eserciti). Tutta la terra è piena della sua gloria». 

4 Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo5 E dissi: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».

Come nel brano del Levitico e alcuni di Esodo, si parala di “fumo” per cui abbiamo a che fare con l’incenso e d’altra parte essendo nel tempio non si può parlare di nubi.

Strana visione! pur affermando di avere visto JHWH “seduto su un trono” non riferisce niente di Lui mentre entra nei dettagli per quanto riguarda l’ambiente circostante.

NOTA BENE: abbiamo parlato di ricadute nella nostra liturgia. La proclamazione dei Serafini è esattamente la prima parte del nostro Sanctus.

In tutto il percorso fatto sin qui abbiamo osserviamo che Nube – Fuoco rivela e nasconde la presenza di Dio che nella visione di Mosè dice: “Tu potrai vedere la mia Kavod – Gloria, ma il mio volto nessuno lo può vedere“.

Quindi in tutte queste teofanie Dio resta, per così dire, nell’ombra che in ebraico è ancora nube come detto all’inizio.

Nuovo testamento

Nel Nuovo Testamento abbiamo una novità radicale: la nube rivela e non nasconde.

L’annunciazione a Maria 

Lc 1, 34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio».

Certo, Maria ormai parlava aramaico e il vangelo è stato scritto in greco per cui non viene usato il termine nube, ma “ombra”, che in ebraico sarebbe ancora: Nube. Però c’è una Nube che circonda la visione, ma è Maria stessa che viene avvolta nella Nube – Ombra perché dopo il “sì” quello che si sta formando in lei è il Figlio di Dio.

La trasfigurazione

Mt 17,1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una Nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.

Strana questa Nube perché non è densa, non è di fuoco, ma luminosa e avvolge tutti nella sua “ombra“(un’altra volta!). E per di più una “ombra luminosa“! Tutti chi? Solo Gesù, Mosè, Elia o anche i discepoli?

Luca commenta le parole di Pietro con una frase del tipo: “non sapeva quello che diceva“. Però noi non possiamo fare a meno di essere rimandati alla Tenda costruita ai piedi del Sinai Oreb.

Comunque anche in questo caso la Nube rivela e non nasconde.

Il processo di Gesù davanti ai sommi sacerdoti

Mt 26,62 Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 63 Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». 64 «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle Nubi del cielo ».

Il discorso escatologico

Mc 13,24 In quei giorni, dopo quella tribolazione, / il sole si oscurerà / e la luna non darà più il suo splendore 25 e gli astri si metteranno a cadere dal cielo / e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 26 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27 Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Mt 24,30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.

Anche in questi due casi le Nubi hanno funzione rivelativa senza nascondere l’oggetto. Importante e non scambiarle per fenomeni meteo!

L’Ascensione di Gesù

At 1,6 Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». 7 Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8 ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». 9 Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una Nube lo sottrasse al loro sguardo10 E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11 «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Luca è autore tanto del suo vangelo che di Atti per cui possiamo integrare i due testi.

Lc 24,52 Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia53 e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Adesso la Nube rivela e nasconde, però… Però se i discepoli sono stati tre anni insieme a Gesù e dopo la sua risurrezione altri quaranta giorni e lui li lascia così di stucco con il naso per aria, non è che c’è da tornare a Gerusalemme “pieni gioia“; anzi ci sono molti motivi per essere tristi: hanno perso il loro maestro! oppure…

Oppure a loro risulta molto chiaro cosa significa che Gesù viene sottratto allo sguardo dalla Nube. Forse hanno capito chi effettivamente Lui era: nientemeno che Dio… e infatti lo adorano. Cosa che non avevano mai fatto prima.

Forse è qui che nasce il primo kerygma fondamentale. “Gesù è il Signore” ovvero “Gesù è JHWH“.

Le ricadute nella nostra Liturgia

Incenso – fumo – nube

Prima dell’invenzione dell’energia elettrica c’era un solo mezzo per produrre luce: il fuoco. Torce, candele, lampade a petrolio, a olio, lucerne e via dicendo riescono a fare luce solo attraverso una fiamma. Una luce che rispetto alle nostre lampadine fa ridere.

Ora, per poter camminare di notte è necessaria una luce: la Nube di cui abbiamo trattato è Nube di giorno per cui fa ombra e “colonna di Fuoco durante la notte per cui fa luce.

La nostra Liturgia pasquale “ri-presenta” la colonna di Nube e la colonna di Fuoco mediante il Cero Pasquale (con i tubi al neon si potrebbe simulare più da vicino una colonna di fuoco, ma con i mezzi di un tempo si poteva scegliere solo una candela più grande delle altre!).

Per le altre liturgie possiamo dire che seguendo i testi biblici la Nube rivela e nasconde la presenza di Dio. Ciò vale anche per noi perché all’Ascensione Gesù “si è sottratto ai nostri sguardi” e abbiamo solo i segni della presenza di Dio.

Quindi, se abbiamo seguito lo sviluppo del tema possiamo dire che se c’è la Nube, c’è Dio, se non c’è la Nube non c’è Dio.

Nella liturgia disponiamo del simbolo dell’incenso, del suo fumo – nube tutte le volte che vogliamo indicare la presenza di Dio o del divino. Elenchiamo alcuni momenti in cui questo accade.

Si incensa l’altare perché è simbolo di Cristo.

Si incensa il celebrante perché agisce in persona Christi.

Si incensa il lezionario perché contiene la parola di Dio.

Si incensa l’Ostia consacrata perché è il Corpo di Gesù che è Dio.

Si incensa il calice perché contiene il Sangue di Gesù che è Dio.

Si incensa il defunto perché è figlio di Dio.

Si incensa il popolo perché è popolo di Dio.

Il popolo viene incensato allo stesso modo dell’Eucaristia il che mostra la grande dignità che viene riconosciuta all’Assemblea. Le nostre nonne lo sapevano bene, perché quando il chierichetto incensava il popolo si alzavano rispettosamente in piedi.

Breve nota

L’incenso presso tutti i popoli antichi era offerto esclusivamente agli dei. A Roma per identificare se uno è o no cristiano gli ordinavano di mettere un brancata d’incenso sul braciere acceso davanti all’immagine dell’imperatore ritenuto un dio. Non pochi preferirono morire che compiere quel gesto.

Gli dèi greci avevano la loro sede sull’Olimpo che raggiunge quasi a 3000 m e data la situazione orografica è quasi sempre coperto dalle nubi per cui non si potevano vedere.

Forse anche loro avevano la stessa comprensione degli ebrei.