Esodo

  • Lettura 81 Il Decalogo 20,1-17, sesta parte

    II° Comandamento: Non nominare il nome di Dio invano Es 20,7« Non prenderai – pronuncerai il nome di JHWH tuo Dio invano (shaw’) perché JHWH non riterrà innocente chi prende – pronuncia il suo nome invano (shaw’)». Il tema del Nome e il suo uso corretto Il verbo usato nel testo originale, “prendere“, ha una componente più materiale del nostro “dire” o “pronunciare” e già questo rende l’idea di una concretezza del nome che noi non abbiamo o abbiamo perduto. Si è in parte già visto il senso che…

  • Lettura 80 20,1-17 Il Decalogo, quinta parte

    I° Comandamento: Io sono il signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me. (seconda parte) All’interno della cornice di cui abbiamo parlato nella lettura precedente, troviamo tre comandi apodittici. Il loro significato va nella direzione di sostenere l’unicità di Dio articolandola in tre forme. Es 20, 3 «Non sarà per te altri dèi (al ‘panai) di fronte a me». L’ultima parola “al ‘panai”suona letteralmente “a facce di me” e mette in subbuglio gli esegeti perché può essere tradotta in molti modi: in faccia a me;…

  • Lettura 79 20,1-17 Il Decalogo, quarta parte

    I° Comandamento: Io sono il signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me. (prima parte) Es 20,2« Anoki / io JHWH tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3 non avrai altri dèi di fronte a me. 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché Anoki/…

  • Lettura 78 Es 20,1-17 Il Decalogo: uno sguardo d’insieme, terza parte

    Qualche esegeta valuta la Legge Sinaitica come un’imposizione di Dio al suo popolo. Poiché Dio si è dimostrato benevolo verso i “figli d’Israele” si è “acquistato il diritto” di imporre la sua Legge. Questa comprensione era coerente con la teologia esistente fino alla metà del secolo scorso, ma riteniamo più coerente all’insieme del testo considerare la Legge come “dono di Dio” fatto a questo Suo popolo bambino. Infatti i figli d’Israele escono prodigiosamente dall’Egitto dove erano schiavi, continuamente “guidati”, controllati e puniti dai sorveglianti. Diventati…

  • Lettura 77 Es 20,1-17 Il Decalogo: uno sguardo d’insieme, seconda parte

    Anche se il Decalogo non è riferibile ad un determinato periodo storico, ciò non vuol dire che non abbia subito cambiamenti nel corso del tempo. Gli studiosi sono concordi nel ritenere che i primi comandamenti abbiano ricevuto degli ampliamenti e delle precisazioni come ad esempio quelle riportate al v 10 che elenca tutti coloro che al sabato devono risposare. Persino il bestiame! Al solito non conosciamo il testo originale, ma esso doveva essere costituito da formule molto brevi, una o due parole al massimo, in…

  • Lettura 76 Es 20,1- 17 Il Decalogo: un approccio iniziale, prima parte

    Potremmo riflettere sul testo del Decalogo in modo sincronico, senza cioè tenere conto del suo lungo processo di formazione. Se lo facessimo, finiremmo per perdere sicuramente una visione piena e concreta dell’importanza che esso ha avuto per i figli d’Israele. Un altro punto a riguardo della importanza del Decalogo lo possiamo ricavare realizzando un confronto accurato con altri testi giuridici presenti nella Bibbia. Nelle precedente letture avevamo trattato il “Codice dell’Alleanza” (Es 20,22 -24,18) che inizia con queste parole: Es 20,22 «Il Signore disse a Mosè:…

  • Lettura 75 Es 23,10-19 Il Codice dell’Alleanza, ottava e ultima parte

    Gli ultimi versetti del c 24 non appartengono al codice dell’Alleanza, ma alle parti successive e indicano il modo in ci avverrà l’insediamento nella Terra. Tra l’altro è presentata l’idea biblica di guerra santa: una guerra combattuta da JHWH per il suo popolo. Concezione ben diversa da quella corrente, soprattutto islamica: una guerra combattuta per Dio. Come abbiamo visto il Codice dell’Alleanza si era aperto con delle norme cultuali Es 20,22-26 che abbiamo trattato nella Lettura 69, e ora si chiude ancora con norme cultuali….

  • Lettura 74 Es 23,1- 9 Il Codice dell’Alleanza, settima parte

    Il capitolo 23 inizia con l’esposizione di alcuni “debarim”, cioè, “parole” apodittiche che trattano del comportamento da tenere nei tribunali. Non si pensi ai nostri palazzi di giustizia e alle schiere di magistrati e avvocati che le frequentano: professionisti della giurisprudenza. Nel periodo premonarchico e anche più avanti si giudicava fuori dalle porte della città perché ai quei tempi le città venivano costruite senza piazze e se si doveva radunare molta gente bisognava uscire dall’abitato. I giudici erano degli anziani o dei saggi che in…

  • Lettura 73 Es 22,24 – 25 Il Codice dell’Alleanza, sesta parte

    Non è facile fare un discorso rigoroso e sintetico sul tema del prestito / interesse / usura, perché è un argomento che ha subito profondi cambiamenti nel corso della storia. Già il codice di Hammurabi 1700-1800 a. C. contiene alcuni articoli che lo riguardano perché l’interesse a fronte di un prestito non deve diventare usura. Anche a noi risulta semplice dire che l’interesse non deve diventare usura, ma non è altrettanto semplice stabilire il discrimine tra l’uno e l’altra. Se presto un oggetto che non…

  • Lettura 72 Es 22,17 – 22,22 Il Codice dell’Alleanza, quinta parte

    Con Es 22,17 sono abbandonati i comandi casuistici, i mishpatim, e si presentano le norme apodittiche, imperative chiamate “debarim”, cioè “parole”, come quelle del Decalogo, le “Dieci Parole”, appunto. Le prime tre “parole” possono essere accostate perché prevedono la pena di morte del trasgressore. v17:«Non lascerai vivere colei che pratica la magia». Alcuni commentatori intendono la prima parte del versetto come “bandire”, ma troviamo leggi analoghe anche nei popoli vicini, segno che la “magia” era un problema molto sentito. Dal punto di vista civile le…

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