Mercoledì della 5a settimana di Quaresima

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Letture del rito Ambrosiano

Gesù in Croce tra Maria, Giovanni e, sul fondo, san Francesco che bacia i piedi del Signore

Ufficio delle letture

Cristo in Croce tra Maria e Giovanni

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio fece le due luci grandi e le stelle (Gn 1, 16).

Tu che l’immensa volta del cielo
stupendamente di luce avvampi
e di vaghi colori
adorni la bellezza del creato;

tu che nel quarto giorno hai voluto
il fiammeggiante globo del sole
e l’alternante gioco della luna
e il nitido corso degli astri,

così scandendo nell’ordine il tempo
e misurando le notti
e i giorni e i mesi e gli anni,
ascolta, Padre, la nostra preghiera.

Sciogli l’orrido gelo della colpa,
rischiara il cuore degli uomini,
impreziosisci l’anima
della tua santa grazia.

Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 17, 2-30

Ringraziamento per la salvezza e la vittoria
In quello stesso momento ci fu un grande terremoto (Ap 11, 13).

I (2-7)

Ant. Invoco il Signore: egli è degno di lode; *
così sarò salvato dai nemici.

Ti amo, Signore, mia forza, *
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;

mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; *
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.

Invoco il Signore, degno di lode, *
e sarò salvato dai miei nemici.

Mi circondavano flutti di morte, *
mi travolgevano torrenti impetuosi;

già mi avvolgevano i lacci degli inferi, *
già mi stringevano agguati mortali.

Nel mio affanno invocai il Signore, *
nell’angoscia gridai al mio Dio:

dal suo tempio ascoltò la mia voce, *
al suo orecchio pervenne il mio grido.

Gloria.

Ant. Invoco il Signore: egli è degno di lode; *
così sarò salvato dai nemici.

II (8-20)

Ant. Il Signore mi ha liberato, perché mi vuol bene.

La terra tremò e si scosse; †
vacillarono le fondamenta dei monti, *
si scossero perché egli era sdegnato.

Dalle sue narici saliva fumo, †
dalla sua bocca un fuoco divorante, *
da lui sprizzavano carboni ardenti.

Abbassò i cieli e discese, *
fosca caligine sotto i suoi piedi.

Cavalcava un cherubino e volava, *
si librava sulle ali del vento.

Si avvolgeva di tenebre come di velo, *
acque oscure e dense nubi lo coprivano.

Davanti al suo fulgore si dissipavano le nubi *
con grandine e carboni ardenti.

Il Signore tuonò dal cielo, †
l’Altissimo fece udire la sua voce: *
grandine e carboni ardenti.

Scagliò saette e li disperse, *
fulminò con folgori e li sconfisse.

Allora apparve il fondo del mare, *
si scoprirono le fondamenta del mondo,

per la tua minaccia, Signore, *
per lo spirare del tuo furore.

Stese la mano dall’alto e mi prese, *
mi sollevò dalle grandi acque,

mi liberò da nemici potenti, †
da coloro che mi odiavano *
ed erano di me più forti.

Mi assalirono nel giorno di sventura, *
ma il Signore fu mio sostegno;

mi portò al largo, *
mi liberò perché mi vuol bene.

Gloria.

Ant. Il Signore mi ha liberato, perché mi vuol bene.

III (21-30)

Ant. Ascolta misericordioso, o Dio, *
il popolo che ti supplica.

Il Signore mi tratta secondo la mia giustizia, *
mi ripaga secondo l’innocenza delle mie mani;

perché ho custodito le vie del Signore, *
non ho abbandonato empiamente il mio Dio.

I suoi giudizi mi stanno tutti davanti, *
non ho respinto da me la sua legge;

ma integro sono stato con lui *
e mi sono guardato dalla colpa.

Il Signore mi rende secondo la mia giustizia, *
secondo l’innocenza delle mie mani davanti ai suoi occhi.

Con l’uomo buono tu sei buono, *
con l’uomo integro tu sei integro,

con l’uomo puro tu sei puro, *
con il perverso tu sei astuto.

Perché tu salvi il popolo degli umili, *
ma abbassi gli occhi dei superbi.

Tu, Signore, sei luce alla mia lampada; *
il mio Dio rischiara le mie tenebre.

Con te mi lancerò contro le schiere, *
con il mio Dio scavalcherò le mura.

Gloria.

Ant. Ascolta misericordioso, o Dio, *
il popolo che ti supplica.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla Lettera agli Ebrei
Eb 11, 32-40; 12, 1-2

Gli esempi dei santi dell’Antico Testamento

Fratelli, che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri. Alcune donne riebbero per risurrezione i loro morti.
Altri poi furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora, e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati – di loro il mondo non era degno! –, andarono vagando per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra. Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
Anche noi, dunque, circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.

RESPONSORIO
Ascolta, Signore, la voce dei tuoi servi,
dimentica le nostre iniquità.
Non ricordare il nostro peccato.

Noi siamo i servi di Dio e ti preghiamo:
cancella i nostri delitti.
Non ricordare il nostro peccato.

SECONDA LETTURA
Dal «Trattato su Giacobbe» di sant’Ambrogio, vescovo

L. I, 5, 18-19; 6, 20-21

In virtù di Cristo, la colpa è premessa di redenzione

Il Signore Gesù venne per affiggere sulla croce le nostre passioni e per rimettere i peccati. Nella sua morte siamo stati giustificati, perché tutto il mondo è purificato dal suo sangue. Insomma siamo stati battezzati nella sua morte.
Se nella sua morte sono rimessi a noi i peccati, nella sua morte muoiano anche le passioni che ci portano a peccare, siano tenute inchiodate dai chiodi della sua croce. Se siamo morti nella sua morte, perché sentiamo ancora il richiamo delle cose che sono proprie del mondo, come se fossimo vivi? Che abbiamo a che vedere con gli elementi del mondo, con i desideri, con la lussuria e la lascivia, ai quali siamo morti in Cristo?
Ma se siamo morti in Cristo, in Cristo siamo risorti; dunque restiamo con Cristo, con Cristo cerchiamo ciò che sta in alto, non ciò che è corruttibile e terreno. Cristo, risorgendo dai morti, ha lasciato il vecchio uomo affisso alla croce ed ha risuscitato l’uomo nuovo. Cristo è morto affinché noi morissimo al peccato e risorgessimo a Dio. La nostra carne è morta; perché vive di nuovo al peccato? Perché obbedisce di nuovo al peccato? Perché il peccato regna di nuovo sui morti, quando la morte è la fine del peccato? Siamo morti alla carne, siamo rinnovati nello spirito. Camminiamo nello spirito, poiché abbiamo ricevuto lo spirito di Cristo. Ma se Cristo è in noi, sia dunque morta in noi la carne per colpa del peccato e lo spirito invece viva grazie alla giustificazione.
Così siamo liberati dalle impossibilità della Legge se camminiamo nello spirito: così seppelliamo le passioni se non ci schiodiamo dalla croce di questo corpo, se non firmiamo di nuovo la cambiale del peccato che è stata distrutta dalla croce di Cristo, se non indossiamo la veste dell’uomo vecchio che ci siamo tolta. Ma allora che bisogno ci fu di promulgare la Legge, se poi non ci avrebbe giovato? Avevamo già la legge della natura, ciascuno era legge a sé stesso, poiché aveva il contenuto della legge scritto nel proprio cuore. Non abbiamo saputo mantenerla: perché se ne aggiungeva anche un’altra, nelle cui opere la carne non poteva essere giustificata? Si aggiunse un legame, non la liberazione. Fu aggiunta la conoscenza, non la remissione dei peccati. Abbiamo peccato tutti, mentre potevamo accampare scuse in nome dell’ignoranza: a tutti fu chiusa la bocca.
Tuttavia anche la Legge mi fu vantaggiosa: ho cominciato a confessare ciò che negavo, ho cominciato a riconoscere la mia colpa e a non nascondere la mia ingiustizia, ho cominciato a proclamare al Signore contro di me la mia ingiustizia e tu hai perdonato le empietà del mio cuore. Mi è di aiuto anche il fatto che non siamo giustificati dalle opere della Legge. Non ho dunque niente nelle mie opere di cui possa gloriarmi, non ho niente di cui vantarmi e pertanto mi glorierò in Cristo.
Non mi glorierò perché sono giusto, ma mi glorierò perché sono stato redento. Non mi glorierò perché sono immune da peccati, ma mi glorierò perché i peccati mi sono stati rimessi. Non mi glorierò perché sono stato d’aiuto a qualcuno, né perché qualcuno mi è stato d’aiuto, ma perché Cristo è avvocato per me presso il Padre, perché il sangue di Cristo fu versato per me. La mia colpa è divenuta per me il prezzo della redenzione dal momento che attraverso essa Cristo è venuto a me. Per me Cristo ha debellato la morte. È più produttiva la colpa dell’innocenza. L’innocenza mi aveva reso arrogante, la colpa mi ha reso umile. Eccoti dunque in che cosa ti è giovata la promulgazione della Legge.

ORAZIONE
Cristo, Salvatore e Signore,
che hai purificato gli uomini dalle colpe
col tuo prezioso sangue,
dona ai credenti di gloriarsi ogni giorno
per essere stati da te redenti
nella certa speranza
di averti difensore presso il Padre,
tu che sei Dio, e vivi e regni con lui,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Gesù in concreto con Maria, Giovanni e san Francesco

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode e onore a te re di eterna gloria

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Porgi l’orecchio e ascolta, apri i tuoi occhi, guarda la nostra sventura *
e salvaci, Signore, dalla morte.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Porgi l’orecchio e ascolta, apri i tuoi occhi, guarda la nostra sventura *
e salvaci, Signore, dalla morte.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                  (Pausa di preghiera)Concedi, o Dio misericordioso,
che in questi giorni di conversione,
riconoscendo i nostri peccati
e dimenticando ogni torto subìto,
accorriamo con fiducia al tuo perdono.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Gdt 16, 1-2. 13-15
Il signore, creatore del mondo, protegge il suo popolo
Cantavano un canto nuovo (Ap 5,9).

Ant. Lodate il Signore e proclamatelo, cantate sulla cetra al nostro Dio; *
esultate e invocate il suo nome.

Lodate il mio Dio con i timpani, *
cantate al Signore con cembali,

elevate a lui l’accordo del salmo e della lode; *
esaltate e invocate il suo nome.

Poiché il Signore è il Dio *
che stronca le guerre.

Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: +
Signore, grande sei tu e glorioso, *
mirabile nella tua potenza e invincibile.

Ti sia sottomessa ogni tua creatura: *
perché tu dicesti e tutte le cose furon fatte;

mandasti il tuo spirito e furono costruite *
e nessuno può resistere alla tua voce.

I monti sulle loro basi *
insieme con le acque sussulteranno, davanti a te le rocce

si struggeranno come cera; *
ma a coloro che hanno il tuo timore tu sarai sempre propizio.

Gloria.

Ant. Lodate il Signore e proclamatelo, cantate sulla cetra al nostro Dio; *
esultate e invocate il suo nome.

Salmi laudativi
Salmo 46
Il Signore, re dell’universo
Siede alla destra del Padre e il suo regno non avrà fine.

Ant. Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro Re, cantate inni.

Applaudite, popoli tutti, *
acclamate Dio con voci di gioia;

perché terribile è il Signore, l’Altissimo, *
re grande su tutta la terra.

Egli ci ha assoggettati i popoli, *
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.

La nostra eredità ha scelto per noi, *
vanto di Giacobbe suo prediletto.

Ascende Dio tra le acclamazioni, *
il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro re, cantate inni;

perché Dio è re di tutta la terra, *
cantate inni con arte.

Dio regna sui popoli, *
Dio siede sul suo trono santo.

I capi dei popoli si sono raccolti *
con il popolo del Dio di Abramo,

perché di Dio sono i potenti della terra: *
egli è l’Altissimo.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro Re, cantate inni.

Salmo diretto
Salmo 35

Malizia del peccatore, bontà del Signore
Chiunque segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv 8,12).

Nel cuore dell’empio parla il peccato, *
davanti ai suoi occhi non c’è timor di Dio.

Poiché egli si illude con se stesso *
nel ricercare la sua colpa e detestarla.

Inique e fallaci sono le sue parole, *
rifiuta di capire, di compiere il bene.

Iniquità trama sul suo giaciglio, +
si ostina su vie non buone, *
via da sé non respinge il male.

Signore, la tua grazia è nel cielo, *
la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua giustizia è come i monti più alti, +
il tuo giudizio come il grande abisso: *
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! *
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,

si saziano dell’abbondanza della tua casa *
e li disseti al torrente delle tue delizie.

E’ in te la sorgente della vita, *
alla tua luce vediamo la luce.

Concedi la tua grazia a chi ti conosce, *
la tua giustizia ai retti di cuore.

Non mi raggiunga il piede dei superbi, *
non mi disperda la mano degli empi.

Ecco, sono caduti i malfattori, *
abbattuti, non possono rialzarsi.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Per questo tempo di penitenza
e più ancora per la tua bontà paterna,
illumina, o Dio, i cuori dei tuoi fedeli;
tu che ci infondi la volontà di adorarti,
ascolta benigno
la nostra umile e fiduciosa preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.

Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.

Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà la colpa.

O Trinità beata unico Dio,
odi la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, Signore e Salvatore della Chiesa,si innalzi la nostra supplica:

Figlio di Dio, che sei passato tra noi beneficando e salvando, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio, che sei apparso per distruggere le opere del demonio, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, che sei stato messo alla prova e vieni in aiuto a quelli che subiscono la tentazione, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, vittima di espiazione per i peccati di tutto il mondo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, che hai amato e hai dato te stesso per noi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio,che ci hai riconciliati col Padre per mezzo della tua morte, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Morto, Gesù è deposto dalla Croce

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infuocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

SALMODIA
Salmo 118, 9-16 II (Bet)
Meditazione della legge di Dio
Ecco l’esempio di un giovane che ha tenuto pura la sua giovinezza: Giovanni, che posando il capo sul petto del Signore Gesù beveva i più nascosti segreti della sapienza (S. Ambrogio).

Ant. Abbandoniamo, fratelli, la strada del male.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

Ant. Abbandoniamo, fratelli, la strada del male.

Salmo 16
Dio speranza dell’innocente perseguitato
Nei giorni della vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà (Eb 5,7).

(1-9a)

Ant. Sulle tue vie, Signore, *
tieni saldi i miei passi.

Accogli, Signore, la causa del giusto, *
sii attento al mio grido.

Porgi l’orecchio alla mia preghiera: *
sulle mie labbra non c’è inganno.

Venga da te la mia sentenza, *
i tuoi occhi vedano la giustizia.

Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, *
provami al fuoco, non troverai malizia.

La mia bocca non si è resa colpevole, *
secondo l’agire degli uomini

seguendo la parola delle tue labbra, *
ho evitato i sentieri del violento.

Sulle tue vie tieni saldi i miei passi *
e i miei piedi non vacilleranno.

Io t’invoco, mio Dio: *
dammi risposta;

porgi l’orecchio, *
ascolta la mia voce,

mostrami i prodigi del tuo amore: *
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.

Custodiscimi come pupilla degli occhi, *
proteggimi all’ombra delle tue ali,

di fronte agli empi che mi opprimono, *
ai nemici che mi accerchiano.

Gloria.

Ant. Sulle tue vie, Signore, *
tieni saldi i miei passi.

II (9b-15)

Ant. Dio dei nostri padri, *
fa’ che non andiamo in rovina coi nostri peccati.

Essi hanno chiuso il loro cuore, *
le loro bocche parlano con arroganza.

Eccoli, avanzano, mi circondano, *
puntano gli occhi per abbattermi;

simili a un leone che brama la preda, *
a un leoncello che si apposta in agguato.

Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo; *
con la tua spada scampami dagli empi,

con la tua mano, Signore, dal regno dei morti *
che non hanno più parte in questa vita.

Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre +
se ne sazino anche i figli *
e ne avanzi per i loro bambini.

Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, *
al risveglio mi sazierò della tua presenza.

Gloria.

Ant. Dio dei nostri padri, *
fa’ che non andiamo in rovina coi nostri peccati.

TERZA

LETTURA BREVE
Ef 4,29-30
Fratelli, nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.

RESPONSORIO
Non soffrono la sete, mentre li conduce per deserti.

Non soffrono la sete, mentre li conduce per deserti; *
acqua dalla roccia fa scaturire per loro.

Egli è il Signore, che ti guida per la strada dove devi andare.

Acqua dalla roccia fa scaturire per loro.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Non soffrono la sete, mentre li conduce per deserti; *
acqua dalla roccia fa scaturire per loro.

ORAZIONE
Concedi, o Dio misericordioso,
che in questi giorni di conversione,
riconoscendo i nostri peccati
e dimenticando ogni torto subìto,
accorriamo con fiducia al tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Ef 5, 15-16
Fratelli, vigilate attentamente sulla vostra condotta, comportatevi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi.

RESPONSORIO
«Volgetevi a me, e sarete salvi».

«Volgetevi a me, e sarete salvi» *
– dice il Signore -.

«Perché io sono Dio, e non ce n’è altri».

Dice il Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

«Volgetevi a me, e sarete salvi» *
– dice il Signore -.

ORAZIONE
Per questo tempo di penitenza
e più ancora per la tua bontà paterna,
illumina, o Dio, i cuori dei tuoi fedeli;
tu che ci infondi la volontà di adorarti,
ascolta benigno
la nostra umile e fiduciosa preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Fil 2, 3-4

Fratelli, non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ognuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Non cerchi ciascuno il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

RESPONSORIO
Riconosciamo, Signore, la nostra iniquità.

Riconosciamo, Signore, la nostra iniquità: *
abbiamo peccato contro di te.

Non rompere la tua alleanza con noi.

Abbiamo peccato contro di te.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Riconosciamo, Signore, la nostra iniquità: *
abbiamo peccato contro di te.

ORAZIONE
Concedi, o Dio misericordioso,
che in questi giorni di conversione,
riconoscendo i nostri peccati
e dimenticando ogni torto subìto,
accorriamo con fiducia al tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:

Per questo tempo di penitenza
e più ancora per la tua bontà paterna,
illumina, o Dio, i cuori dei tuoi fedeli;
tu che ci infondi la volontà di adorarti,
ascolta benigno
la nostra umile e fiduciosa preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri

Crocifisso del Maestro di Francesco

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
La tua raggiante luce
rischiara l’universo.
Si allietano i tuoi figli
al gioioso splendore

Ma tenebroso carcere hanno in sorte
gli oppressori dei santi.
Si allietano i tuoi figli
al gioioso splendore

La tua raggiante luce
rischiara l’universo.
Si allietano i tuoi figli
al gioioso splendore.

INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietoso e a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.

SALMODIA
Salmo 26, 1-6

Fiducia nei pericoliEcco la dimora di Dio con gli uomini (Ap 21,3).

Ant. Mi protegge il Signore *
nel segreto della sua dimora.

Il Signore è mia luce e mia salvezza, *
di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita, *
di chi avrò terrore?

Quando mi assalgono i malvagi *
per straziarmi la carne,

sono essi, avversari e nemici, *
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito, *
il mio cuore non teme;

se contro di me divampa la battaglia, *
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: *
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,

per gustare la dolcezza del Signore *
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio *
nel giorno della sventura.

Mi nasconde nel segreto della sua dimora, *
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa *
sui nemici che mi circondano;

immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza, *
inni di gioia canterò al Signore.

Gloria.

Ant. Mi protegge il Signore *
nel segreto della sua dimora.

Salmo 26,7-14
Preghiera del giusto perseguitato
Alcuni si alzarono per testimoniare contro Gesù (Mc 14,57).

Ant. Sei tu il mio aiuto: *
non lasciarmi, o Dio.

Ascolta, Signore, la mia voce. *
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; *
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto, *
non respingere con ira il tuo servo.

Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, *
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, *
ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via, +
guidami sul retto cammino, *
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari; +
contro di me sono insorti falsi testimoni *
che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore *
nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte, *
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Gloria.

Ant. Sei tu il mio aiuto: *
non lasciarmi, o Dio.

PRIMA ORAZIONE
Per questo tempo di penitenza
e più ancora per la tua bontà paterna,
illumina, o Dio, i cuori dei tuoi fedeli;
tu che ci infondi la volontà di adorarti,
ascolta benigno
la nostra umile e fiduciosa preghiera.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Abbiamo peccato, Signore, e il nostro peccato ci accusa; *
ma tu perdona, o Dio, chi si pente.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Abbiamo peccato, Signore, e il nostro peccato ci accusa; *
ma tu perdona, o Dio, chi si pente.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
Concedi, o Dio misericordioso,
che in questi giorni di conversione,
riconoscendo i nostri peccati
e dimenticando ogni torto subìto,
accorriamo con fiducia al tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Se con giustizia e fedeltà viviamo alla presenza del Signore, a buon diritto siamo detti figli della Chiesa, perché la Chiesa non ha altro nome se non «madre dei viventi» (S. Cromazio).

Quasi colomba scende sull’acqua lo Spirito,
la voce del cielo proclama il Figlio di Dio;
figli nel Figlio, con lui risaliamo dal fonte.
Nella notte del mondo le opere nostre
risplendano della divina grazia.

L’amore del Padre ci accoglie,
ci dona la sua vita,
dall’oppressione di morte ci libera.
Nella notte del mondo le opere nostre
risplendano della divina grazia.

ORAZIONE
Dio, che nel lavacro del battesimo
santificato dall’umiltà del tuo Figlio
hai dissolto la schiavitù degli idoli vani,
fa’ che i credenti sempre obbediscano
con libero cuore ai tuoi divini voleri,
fino a che si allietino nella Pasqua eterna
con Cristo risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
È vicino ormai il tempo in cui celebriamo la passione del Signore. Prepariamo i nostri cuori e diciamo:
Accresci in noi il tuo amore, Salvatore Gesù.

Hai deciso liberamente di salire a Gerusalemme per obbedire alla volontà del Padre;
– aiuta la tua Chiesa a compiere con la sua sofferenza quanto manca alla passione redentrice.

Hai scelto per la salvezza degli uomini la via della croce;
– conforta nei dolori e sostienici nelle avversità.

Sei stato in tutto sottoposto alla prova come noi;
– non lasciare che si abbatta l’animo di chi patisce la persecuzione.

Tu ci liberi con la verità della tua parola;
– guida i giovani a percorrere le tue strade.

Tu sei la via, la verità e la vita;
– accogli nella tua pace i credenti colpiti da tragica morte.

Alla fine della giornata,
memori dell’amore divino per noi,
rivolgiamoci al Padre
con le parole che il Signore Gesù ci ha insegnato:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

Crocifisso

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.

Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.

Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.

Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.

A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella notturna tenebra
veglia sull’opera tua.

Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito santo,
ora e per sempre. Amen.

SALMODIA
Salmo 30, 2-6
Supplica fiduciosa nell’afflizione
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46).

Ant. Per la tua giustizia salvami, Signore.

In te, Signore, mi sono rifugiato, †
mai sarò deluso; *
per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l’orecchio, *
vieni presto a liberarmi.

Sii per me la rupe che mi accoglie, *
la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *
per il tuo nome dirigi i miei passi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *
perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani; *
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

Gloria.

Ant. Per la tua giustizia salvami, Signore.

Salmo 129
Dal profondo a te grido
Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 21).

Ant. Se consideri le colpe, *
chi potrà sussistere, Signore?

Dal profondo a te grido, Signore; *
Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti *
alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore, *
Signore, chi potrà sussistere?

Ma presso di te è il perdono, *
perciò avremo il tuo timore.

Io spero nel Signore, *
l’anima mia spera nella sua parola.

L’anima mia attende il Signore *
più che le sentinelle l’aurora.

Israele attenda il Signore, *
perché presso il Signore è la misericordia,

perché è presso di lui la redenzione; *
egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

Gloria.

Ant. Se consideri le colpe, *
chi potrà sussistere, Signore?

LETTURA BREVE
Ef 4, 26-27. 31-32
Fratelli, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasioni al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

RESPONSORIO BREVE
Ritorna, anima mia, alla tua pace.

Ritorna, anima mia, alla tua pace: *
il Signore ti ha beneficato.

Il Signore protegge gli umili.

Il Signore ti ha beneficato.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Ritorna, anima mia, alla tua pace:*
il Signore ti ha beneficato.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Osserva come per la nascita del Signore si effonda su tutti una grazia copiosa, e come il dono della profezia sia negato non ai giusti, ma solo a chi non ha fede (S. Ambrogio).

Ant. Soccorri, Cristo, i tuoi servi, che a caro prezzo hai redento; *
proteggili dal cielo, o Signore pietoso.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Soccorri, Cristo, i tuoi servi, che a caro prezzo hai redento; *
proteggili dal cielo, o Signore pietoso.

ORAZIONE
Dopo la fatica del giorno
ti supplichiamo, Dio di eterna luce:
l’incessante alternanza dei tempi
ci porta un’altra notte,
ma il tuo splendore indefettibile
ci custodisca sereni nel nostro riposo.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Salve Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Cirillo di Gerusalemme

San Cirillo di Gerusalemme

Nacque intorno al 315 da genitori cristiani. Iniziato alla vita monastica e allo studio delle Scritture, fu ordinato presbitero dal vescovo Massimo, al quale nel 348 succedette nella cattedra di Gerusalemme. Tutta la sua vita fu coinvolta nel travaglio di un periodo tormentato e confuso, quando le controversie teologiche, connesse con le lotte delle fazioni politiche ed episcopali, furono piuttosto esasperate che conchiuse con la condanna di Ario. Tre volte, ingiustamente accusato di errori dottrinali e legami con correnti dell’arianesimo, fu condannato all’esilio, conquistando con la sua predicazione l’ammirazione e la stima del popolo presso il quale scontava la sua pena.
Tornato definitivamente alla sua sede nel 378, vi prestò le sue cure di pastore interamente dedito all’edificazione del suo gregge fino alla morte, avvenuta nel 386. Ne testimonia Basilio, che elogiò più tardi la fiorente vita della comunità cristiana di Geruralemme. Sebbene Rufino denunci l’incostanza di Cirillo nella retta professione di fede, la sua vita si può considerare spesa, non senza personali sofferenze, al servizio dell’ortodossia. Pur non essendo un sottile ingegno speculativo, ma piuttosto un pastore che istruisce il suo gregge, egli dà prova di piena ortodossia nella dottrina sia trinitaria che cristologia.
Partecipò nel 381 al Concilio di Costantinopoli (secondo concilio ecumenico) e a quello successivo del 382 e lasciò nelle sue 24 Catechesi un’opera che gli valse il titolo di Dottore della Chiesa. Vi sono compendiate le sue istruzioni ai candidati al battesimo e ai neobattezzati sul Simbolo, la Penitenza, il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Il pensiero cristiano, negli aspetti dogmatici, morali e sacramentali vi è presentato in un’esposizione trasparente, sicura ed efficace per l’adattamento psicologico dell’oratore alla mentalità dell’uditorio. Le fonti di Cirillo sono le Scritture e la tradizione apostolica.
Cirillo fu venerato sia in Oriente che in Occidente fin dall’antichità. Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 18 marzo, data, secondo un calendario siriano, della sua morte. Si ricorda anche Santa Maria di Cleofa. Appare nei Vangeli accanto a Maria di Nazaret, Madre di Gesù e a Maria di Magdala. Moglie di Cleofa, o Alfeo, venne chiamata anche più semplicemente Cleofe. Era la madre di uno dei discepoli di Gesù, Giacomo detto il Minore, ed era la cognata di Giuseppe, sposo della Vergine. Possiamo perciò vederla presente in tutti i principali episodi della vita pubblica del Maestro e in quelli drammatici della sua Passione. Con Maria, con la Maddalena e con Giovanni, è annoverata dal IV Vangelo tra i presenti sul Calvario, ai piedi della Croce. Due giorni dopo è nominata tra le donne che si recano a portare gli unguenti al sepolcro del Crocifisso e incontrano l’Angelo che annunzia loro la Risurrezione.


Il 9 aprile 1945 muore nel campo di concentramento di Flossenbürg il pastore evangelico tedesco 


Dietrich Bonhoeffer

Dietrich Bonhoeffer

Nato a Breslavia nel 1906, aveva ereditato dalla madre l’inclinazione a venire in aiuto agli altri, assieme a una energica calma; dal padre, invece, aveva appreso la capacità di concentrarsi, e la ferma adesione alla realtà, a tutto ciò che è umano. Esercitò per alcuni anni il ministero di pastore; nel 1935 la Chiesa Confessante, cioè alcuni protestanti tedeschi non disposti a compromettere la loro fede con i dettami del regime nazista, lo invitò a guidare il seminario per i giovani pastori. In questo periodo Bonhoeffer condivise tutto con i suoi allievi e si convinse della profonda necessità che il cristiano ha di rimanere fedele alla realtà in cui è chiamato a investire il dono della fede. Alla chiusura forzata del seminario, Bonhoeffer si trasferì in America dove visse un tempo di inquietudine, al termine del quale ruppe gli indugi e rientrò a Berlino; qui poté unire alla fedeltà alla terra la memoria della croce, senza la quale non vi è vera vita cristiana. Dopo due anni di prigionia, reo di cospirazione contro Hitler, Bonhoeffer veniva condannato a morte per ordine dello stesso Führer. Ha lasciato molti scritti che continuano a sollecitare la riflessione di generazioni di uomini amanti della giustizia e della verità.