Settimana autentica – Sabato
Liturgia del 4 aprile 2026
Calendario
Celebrazione al mattino nel rito Ambrosiano
DAVANTI AL SEPOLCRO DI GESÙ

Soffermati in silenzio profondo per un qualche tempo e decidi di stare semplicemente davanti a questa immagine.
* * *
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

LETTURA
Lettura del libro della Genesi
Gn 6, 9b – 8, 21b
Noè attraversa le acque del diluvio
Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e lafet. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.
Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.
Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro».
Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato: così fece. Il Signore disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. Di ogni animale puro prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono puri un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; cancellerò dalla terra ogni essere che ho fatto». Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
Noè aveva seicento anni quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra. Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. Degli animali puri e di quelli impuri, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo un maschio e una femmina entrarono, a due a due, nell’arca, come Dio aveva comandato a Noè. Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra; nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. In quello stesso giorno entrarono nell’arca Noè, con i figli Sem, Cam e Lafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli; essi e tutti i viventi, secondo la loro specie, e tutto il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, tutti i volatili, secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. Vennero dunque a Noè nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui c’è il soffio di vita. Quelli che venivano, maschio e femmina d’ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio. Il Signore chiuse la porta dietro di lui.
Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca, che s’innalzò sulla terra. Le acque .furono travolgenti e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. Le acque furono sempre più travolgenti sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.
Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta, morì. Così fu cancellato ogni essere che era sulla terra: dagli uomini agli animali domestici, ai rettili e agli uccelli del cielo; essi furono cancellati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca. Le acque furono travolgenti sopra la terra centocinquanta giorni.
Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell’arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Araràt. Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti. Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell’arca e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra. Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco, la superficie del suolo era asciutta. Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra si era prosciugata.
Dio ordinò a Noè: «Esci dall’arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te. Tutti gli animali d’ogni carne che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa».
Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli. Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo le loro specie, uscirono dall’arca. Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò il profumo gradito.
SALMELLO
Dèstati, svègliati per il mio giudizio,
difendi la mia causa, Signore mio Dio.
Non esultino su di me i nemici bugiardi,
non strizzi l’occhio chi mi odia senza motivo;
difendi la mia causa, Signore mio Dio.

PASSIONE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO SECONDO MATTEO
Continuazione del Vangelo secondo Matteo
Mt 27, 62-66
Le guardie al sepolcro
Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
ORAZIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che sei mirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano e riconoscano che,
se fu prodigio grande all’inizio la creazione del mondo,
prodigio ancora più adorabile
e grande nella pienezza dei tempi
è il compimento della nostra salvezza
nell’immolazione pasquale di Cristo,
tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
CONGEDO
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Andiamo in pace.
Nel nome di Cristo.
Ufficio delle letture

Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO
Lotta gloriosa, cruenta vittoria
oggi celebri il canto:
sul Calvario il Signore
immolato trionfa.
L’albero del primo giardino
disseminò la morte;
dall’albero della croce
rifiorisce la vita.
È l’ora, il disegno del Padre
mirabilmente si compie:
ecco il Figlio di Dio
da grembo vergine nasce;
vive con noi, cammina
sulle sordide strade;
docile agnello, sospira
l’altare della croce.
Strazio crudele! Muore
di sete, di insulti, di spasimi;
scorre il sangue e purifica
il mondo contaminato. Amen.
Oppure:
O tementi dell’ira ventura,
cheti e gravi oggi al tempio moviamo,
come gente che pensi a sventura,
che improvviso s’intese annunziar.
Non s’aspetti di squilla il richiamo;
nol concede il mestissimo rito:
qual di donna che piange il marito,
è la veste del vedovo altar.
Cessan gl’inni e i misteri beati,
tra cui scende, per mistica via,
sotto l’ombra de’ pani mutati,
l’ostia viva di pace e d’amor.
S’ode un carme: l’intento Isaia
proferì questo sacro lamento,
in quel dì che un divino spavento
gli affannava il fatidico cor.
Di chi parli, o Veggente di Giuda?
chi è costui che, davanti all’Eterno,
spunterà come tallo da nuda
terra, lunge da fonte vital?
questo fiacco pasciuto di scherno,
che la faccia si copre d’un velo,
come fosse un percosso dal cielo,
il novissimo d’ogni mortal?
Egli è il Giusto che i vili han trafitto,
ma tacente, ma senza tenzone;
egli è il Giusto; e di tutti il delitto
il Signor sul suo capo versò.
Egli è il santo, il predetto Sansone,
che morendo francheggia Israele;
che volente alla sposa infedele
la fortissima chioma lasciò.
RESPONSORIO
Gerusalemme, piangi; leva le vesti festive,
indossa il sacco, cospàrgiti di cenere,
poiché in te è stato ucciso
il Salvatore d’Israele.
Fa’ lutto come per un figlio unico,
laméntati amaramente,
poiché in te è stato ucciso
il Salvatore d’Israele.
SALMODIA
Salmo 87, 2-6
Preghiera di un uomo gravemente malato
«Il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra» (Mt 12, 40).
Ant. Sono come un uomo ormai privo di forza; *
il mio giaciglio è tra i morti.
Signore, Dio della mia salvezza, *
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
tendi l’orecchio al mio lamento
Io sono colmo di sventure, *
la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
sono come un uomo ormai privo di forza.
È tra i morti il mio giaciglio, *
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
e che la tua mano ha abbandonato.
Ant. Sono come un uomo ormai privo di forza; *
il mio giaciglio è tra i morti.
Salmo 87, 7-19
Grido a te, Signore
Dio lo ha risuscitato sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere (At 2, 24).
Ant. Senza scampo sono prigioniero.
Mi hai gettato nella fossa profonda, *
nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.
Hai allontanato da me i miei compagni, *
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo *
si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
O sorgono le ombre a darti lode?
Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
la tua giustizia nel paese dell’oblio?
Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
perché mi nascondi il tuo volto?
Sono infelice e morente dall’infanzia, *
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
i tuoi spaventi mi hanno annientato,
mi circondano come acqua tutto il giorno, *
tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
mi sono compagne solo le tenebre.
Ant. Senza scampo sono prigioniero.
Salmo 101, 2-18
Aspirazioni e preghiere di un esule
Il Dio della pace ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore in virtù del sangue di un’alleanza eterna (Eb 13, 20).
Ant. Tu sorgerai e avrai pietà di Sion; *
è tempo ormai di usarle misericordia.
Signore, ascolta la mia preghiera, *
a te giunga il mio grido.
Non nascondermi il tuo volto; †
nel giorno della mia angoscia piega verso di me l’orecchio. *
Quando ti invoco: presto, rispondimi.
Si dissolvono in fumo i miei giorni *
e come brace ardono le mie ossa.
Il mio cuore abbattuto come erba inaridisce, *
dimentico di mangiare il mio pane.
Per il lungo mio gemere *
aderisce la mia pelle alle mie ossa.
Sono simile al pellicano del deserto, *
sono come un gufo tra le rovine.
Veglio e gemo *
come uccello solitario sopra un tetto.
Tutto il giorno mi insultano i miei nemici, *
furenti imprecano contro il mio nome.
Di cenere mi nutro come di pane, *
alla mia bevanda mescolo il pianto,
davanti alla tua collera e al tuo sdegno, *
perché mi sollevi e mi scagli lontano.
I miei giorni sono come ombra che declina, *
e io come erba inaridisco.
Ma tu, Signore, rimani in eterno, *
il tuo ricordo per ogni generazione.
Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, †
perché è tempo di usarle misericordia: *
l’ora è giunta.
Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre *
e li muove a pietà la sua rovina.
I popoli temeranno il nome del Signore *
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion *
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera del misero *
e non disprezza la sua supplica.
Ant. Tu sorgerai e avrai pietà di Sion; *
è tempo ormai di usarle misericordia.
Salmo 75
Canto di trionfo dopo la vittoria
Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore… rotolò la pietra (Mt 28, 2).
Ant. Sbigottita la terra tace, *
quando il Signore risorge a giudicare.
Dio è conosciuto in Giuda, *
In Israele è grande il suo nome.
È in Gerusalemme la sua dimora, *
la sua abitazione in Sion.
Qui spezzò le saette dell’arco, *
lo scudo, la spada, la guerra.
Splendido tu sei, o Potente, *
sui monti della preda;
furono spogliati i valorosi, †
furono colti dal sonno, *
nessun prode ritrovava la sua mano.
Dio di Giacobbe, alla tua minaccia, *
si arrestarono carri e cavalli.
Tu sei terribile; chi ti resiste *
quando si scatena la tua ira?
Dal cielo fai udire la tua sentenza: *
sbigottita la terra tace
quando Dio si alza per giudicare, *
per salvare tutti gli uomini della terra.
L’uomo colpito dal tuo furore ti dà gloria, *
gli scampati dall’ira ti fanno festa.
Fate voti al Signore vostro Dio e adempiteli, *
quanti lo circondano portino doni al Terribile,
a lui che toglie il respiro ai potenti; *
è terribile per i re della terra.
Ant. Sbigottita la terra tace, *
quando il Signore risorge a giudicare.
Salmo 11
Colui che Dio ha risuscitato non ha subìto la corruzione (At 13, 37).
Ant. «Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, *
io risorgerò», – dice il Signore.
Salvami, Signore! Non c’è più un uomo fedele; *
è scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo.
Si dicono menzogne l’uno all’altro, *
labbra bugiarde parlano con cuore doppio.
Recida il Signore le labbra bugiarde, *
la lingua che dice parole arroganti,
quanti dicono: «Per la nostra lingua siamo forti, †
ci difendiamo con le nostre labbra: *
chi sarà nostro padrone?».
«Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, †
io sorgerò, dice il Signore, *
metterò in salvo chi è disprezzato».
I detti del Signore sono puri, †
argento raffinato nel crogiuolo, *
purificato nel fuoco sette volte.
Tu, o Signore, ci custodirai, *
ci guarderai da questa gente per sempre.
Mentre gli empi si aggirano intorno, *
emergono i peggiori tra gli uomini.
Ant. «Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, *
io risorgerò», – dice il Signore.
Salmo 21, 24-32
È stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione (Rm 4, 25).
Ant. Signore, mia forza, accorri in mio aiuto; *
scampami dalla spada, dalle unghie del cane la mia vita.
Lodate il Signore, voi che lo temete, †
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, *
lo tema tutta la stirpe di Israele;
perché egli non ha disprezzato né sdegnato *
l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto, *
ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.
Sei tu la mia lode nella grande assemblea, *
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati, †
loderanno il Signore quanti lo cercano: *
«Viva il loro cuore per sempre».
Ricorderanno e torneranno al Signore *
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui *
tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il regno è del Signore, *
egli domina su tutte le nazioni.
A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, *
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui, *
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene; *
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno: *
«Ecco l’opera del Signore!».
Ant. Signore, mia forza, accorri in mio aiuto; *
scampami dalla spada, dalle unghie del cane la mia vita.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
PRIMA LETTURA
Dal Libro delle Lamentazioni
Lam 5, 1-22
Supplica del profeta Geremia
Ricordati, Signore, di quanto ci è accaduto,
guarda e considera il nostro obbrobrio.
La nostra eredità è passata a stranieri,
le nostre case a estranei.
Orfani siam diventati, senza padre;
le nostre madri come vedove.
L’acqua nostra beviamo per denaro,
la nostra legna si acquista a pagamento.
Con un giogo sul collo siamo perseguitati
siamo sfiniti, non c’è per noi riposo.
All’Egitto abbiamo teso la mano,
all’Assiria per saziarci di pane.
I nostri padri peccarono e non sono più,
noi portiamo la pena delle loro iniquità.
Schiavi comandano su di noi,
non c’è chi ci liberi dalle loro mani.
A rischio della nostra vita ci procuriamo il pane
davanti alla spada nel deserto.
La nostra pelle si è fatta bruciante come un forno
a causa degli ardori della fame.
Han disonorato le donne di Sion,
le vergini nelle città di Giuda.
I capi sono stati impiccati dalle loro mani,
i volti degli anziani non sono stati rispettati.
I giovani han girato la mola;
i ragazzi son caduti sotto il peso della legna.
Gli anziani hanno disertato la porta,
i giovani i loro strumenti a corda.
La gioia si è spenta nei nostri cuori,
si è mutata in lutto la nostra danza.
È caduta la corona dalla nostra testa;
guai a noi perché abbiamo peccato!
Per questo è diventato mesto il nostro cuore,
per tali cose si sono annebbiati i nostri occhi:
perché il monte di Sion è desolato;
le volpi vi scorrazzano.
Ma tu, Signore, rimani per sempre,
il tuo trono di generazione in generazione.
Perché ci vuoi dimenticare per sempre?
Ci vuoi abbandonare per lunghi giorni?
Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo;
rinnova i nostri giorni come in antico,
poiché non ci hai rigettati per sempre,
né senza limite sei sdegnato contro di noi.
RESPONSORIO
Il velo del tempio si squarciò, la terra si scosse.
Il ladro gridò dalla croce:
«Ricordati di me, Signore,
quando entrerai nel tuo regno».
Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te mi rifugio.
«Ricordati di me, Signore,
quando entrerai nel tuo regno».
SECONDA LETTURA
Dai «Discorsi» di san Massimo di Torino, vescovo
Sermo XXXVIII, 2-4
Risurrezione, nuova e gloriosa rinascita
Grande è il sacramento della croce; a chi sa comprendere, appare che in questo stesso segno anche il mondo quaggiù trova salvezza. Infatti, quando i marinai solcano il mare, prima alzano l’albero e stendono la vela, perché, riprodotta così la croce del Signore, i flutti siano squarciati, e sicuri con questo segno del Signore raggiungono il porto della salvezza e scampano al pericolo della morte.
La vela sospesa all’albero è come una figura del sacramento, come se fosse Cristo innalzato sulla croce. Per la fiducia che proviene da questo mistero, gli uomini non curano le bufere dei venti e formulano i voti per il viaggio. La nave, se priva dell’albero, è impotente, come la Chiesa non può ergersi salda senza la croce. Quando s’innalza il segno della croce, subito viene rintuzzata la malvagità del diavolo e la bufera dei venti si placa.
Anche il buon contadino, quando si accinge a rivoltare il terreno e a procurarsi gli alimenti per la vita, cerca di far questo per mezzo del segno della croce. Infatti, mentre pone sotto l’aratro il dentale e vi inserisce gli orecchi e il manico, riproduce il segno della croce; la struttura dell’aratro è quasi un’immagine della passione del Signore. Lo stesso cielo è disposto secondo la figura di questo segno. Quando infatti viene distinto in quattro parti – oriente, occidente, mezzogiorno, settentrione – richiama i quattro angoli della croce.
Anche la posizione dell’uomo, quando innalza le mani, descrive una croce; per questo ci viene raccomandato di pregare alzando le mani: per confessare la passione del Signore con l’atteggiamento stesso delle membra. La nostra preghiera viene esaudita più prontamente quando anche il corpo imita Cristo, mentre ne parla il cuore. Da questo segno del Signore è dunque solcato il mare, è coltivata la terra, è governato il cielo, sono salvati gli uomini. Da questo segno del Signore sono anche dischiusi gli abissi della terra: da quando il Signore Gesù che portava appunto la croce, fu sepolto nella terra, come da lui squarciata e arata, essa dette alla luce tutti quelli che, morti, serrava nelle sue viscere.
Ma vediamo che cosa avvenne di questo stesso corpo del Signore, una volta deposto dalla croce! Lo prese in consegna Giuseppe d’Arimatèa, uomo giusto, come dice l’evangelista, e lo seppellì nella sua tomba nuova, nella quale nessuno ancora era stato posto. Beato il corpo di Cristo Signore, che, quando nasce, è concepito dal grembo di una vergine, quando lascia questa vita, è affidato alla tomba di un giusto! Beato il corpo, partorito dalla verginità e custodito dalla giustizia! Lo custodì incorrotto la tomba di Giuseppe, come lo conservò illibato il grembo di Maria. Qui infatti non è toccato dalla contaminazione dell’uomo, là non è offeso dalla corruzione della morte; dappertutto a quel beato corpo si rende l’omaggio della santità, dappertutto l’omaggio della verginità.
Come il Signore uscì vivo dal grembo materno, così risorse vivo dalla tomba di Giuseppe; e come allora dal grembo nacque per predicare alle genti, così ora è rinato dal sepolcro per annunziare la buona novella. Ma questa nascita è più gloriosa della prima: quella generò un corpo mortale, questa diede alla luce un corpo immortale; dopo la prima nascita si scende sottoterra, dopo questa si ritorna in cielo.
ORAZIONE
Tu hai voluto, o Dio, che il nostro Salvatore,
affidato il corpo al sonno del sepolcro,
riscattasse gli antichi giusti dal regno di morte;
dona a quanti sono stati sepolti con lui nel battesimo
di risorgere alla libertà della nuova vita
e di entrare nella gloria con lui,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebradal cuore dei tuoi servie dona alle nostre menti la tua luce.Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Lodi

Benedetto il signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo (Pausa di preghiera silenziosa)
Salvatore forte e pietoso del genere umano,
che hai debellato il regno degli inferi
con la potenza della tua passione
e hai riportato gli antichi giusti
alla patria sperata,
difendi e rinvigorisci la tua Chiesa,
perché libera e lieta proceda
verso la sua mèta di gloria.
Tu che vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico Gio 2, 3-10
Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio
Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4,10).
Ant. Sono sceso alle radici dei monti, *
l’abisso mi ha avvolto.
Nella mia angoscia ho invocato il Signore *
ed egli mi ha esaudito;
dal profondo degli inferi ho gridato *
e tu hai ascoltato la mia voce.
Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare *
e le correnti mi hanno circondato;
tutti i suoi flutti e le tue onde *
sopra di me sono passati.
Io dicevo: «Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; *
eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio?».
Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, +
l’abisso mi ha avvolto, *
l’alga si è avvinta al mio capo.
Sono sceso alle radici dei monti, +
la terra ha chiuso le sue spranghe *
dietro di me per sempre.
Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, *
Signore mio Dio.
Quando in me sentivo venir meno la vita, *
ho ricordato il Signore.
Fino a te, è giunta la mia preghiera, *
fino alla tua santa dimora.
Quelli che onorano cose vane e false *
abbandonano il loro amore.
Ma io con voce di lode *
offrirò a te un sacrificio.
e adempirò il voto che ho fatto; *
la salvezza viene dal Signore.
Ant. Sono sceso alle radici dei monti, *
l’abisso mi ha avvolto.
Salmi laudativi
Salmo 148
Glorificazione di Dio Signore e Creatore
A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5,13).
Ant. Nella nostra umiliazione *
il Signore si è ricordato di me.
Lodate il Signore dai cieli, *
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, *
lodatelo, voi tutte, sue schiere.
Lodatelo, sole e luna, *
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
Lodatelo, cieli dei cieli, *
voi acque al di sopra dei cieli.
Lodino tutti il nome del Signore, *
perché egli disse e furono creati.
Li ha stabiliti per sempre, *
ha posto una legge che non passa.
Lodate il Signore dalla terra, *
mostri marini e voi tutti abissi,
fuoco e grandine, neve e nebbia, *
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,
monti e voi tutte, colline, *
alberi da frutto e tutti voi, cedri,
voi fiere e tutte le bestie, *
rettili e uccelli alati.
I re della terra e i popoli tutti, *
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le fanciulle, †
i vecchi insieme ai bambini *
lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime, †
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. *
Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.
È canto di lode per tutti i suoi fedeli, *
per i figli d’Israele, popolo che egli ama.
Salmo 149
Festa degli amici di Dio
I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esischio).
Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.
Salmo 150
Ogni vivente dia lode al Signore
A Dio la gloria, nella Chiesa e in Gesù Cristo (Ef 3, 21).
Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e suoi flauti.
Lodatelo con cembali sonori, †
lodatelo con cembali squillanti; *
ogni vivente dia lode al Signore.
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Questo io dico: Le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (Rm 15, 8. 9).
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Ant. Nella nostra umiliazione *
il Signore si è ricordato di me.
RESPONSORIO
Il Signore, pastore buono, offre la vita
per le sue pecore.
Era come un agnello condotto al macello,
trafitto per i nostri delitti,
castigato e percosso
per le sue pecore.
Salmo diretto
Salmo 62, 2-9
L’anima assetata del Signore
Colui che ha sete, desidera sempre star vicino alla fonte (S. Ambrogio).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo *
penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto, *
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe *
l’anima mia
e la forza della tua destra *
mi sostiene.
SECONDA ORAZIONE
O Dio misericordioso, che per la nostra redenzione
hai accettato il sacrificio di Cristo,
infrangi l’opera del demonio
e spezza le catene della colpa;
fa’ che l’antico contagio del male
non torni a deturpare l’uomo nuovo
che tu hai rigenerato.
Per Cristo nostro Signore.
INNO
Albero santo e nobile,
croce di Cristo,
tronco su tutti amabile,
dolce è il tuo frutto!
Piega i tuoi rami, mitiga
la ruvidezza,
il tuo legno sia morbido
al Re che muore.
Tu presenti la Vittima
che tutti salva,
tu sei del sangue rorida
che ci redime.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Cristo, che ha portato a compimento il suo sacrificio e ha ridato a tutti speranza, eleviamo grata e fiduciosa la nostra voce.
Tu sei benedetto, Gesù Signore, che sei salito sulla croce, obbedendo alla volontà del Padre.
Tu sei benedetto.
Tu sei benedetto, Salvatore eterno, che sei stato sepolto secondo le Scritture.
Tu sei benedetto.
Tu sei benedetto, Vincitore dell’inferno, che hai ridestato alla vera vita gli antichi giusti.
Tu sei benedetto.
Tu sei benedetto, Giudice e Redentore, che hai liberato quanti giacevano nelle tenebre.
Tu sei benedetto.
Tu sei benedetto, onnipotente Figlio di Dio, che hai voluto Maria compagna del tuo dolore.
Tu sei benedetto.
Tu sei benedetto, Creatore dell’universo, che hai scardinato le porte del regno di morte e ci hai dischiuso il paradiso.
Tu sei benedetto.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Ora media

Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.
Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infuocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi la pace.
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
SALMODIA
Salmo 68
Mi divora lo zelo per la tua causa
Gesù sapeva che la sua anima non sarebbe stata abbandonata agli inferi. Essa infatti discese non per restarvi prigioniera, ma per sciogliere i prigionieri dalle fauci del regno di morte (S. Ambrogio).
I (2-16)
Ant. Ho indossato come vestito un sacco *
e sono diventato il loro scherno.
Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, gli ubriachi mi dileggiavano, Signore. *
Ma io innalzo a te la mia preghiera.
Salvami, o Dio: *
l’acqua mi giunge alla gola.
Affondo nel fango e non ho sostegno; +
sono caduto in acque profonde *
e l’onda mi travolge.
Sono sfinito dal gridare, +
riarse sono le mie fauci; *
i miei occhi si consumano nell’attesa del mio Dio.
Più numerosi dei capelli del mio capo *
sono coloro che mi odiano senza ragione.
Sono potenti i nemici che mi calunniano; *
quanto non ho rubato, lo dovrei restituire?
Dio, tu conosci la mia stoltezza *
e le mie colpe non ti sono nascoste.
Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, *
Signore, Dio degli eserciti;
per me non si vergogni
chi ti cerca, Dio d’Israele.
Per te io sopporto l’insulto *
la vergogna mi copre la faccia;
sono un estraneo per i miei fratelli, *
un forestiero per i figli di mia madre.
Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, *
ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.
Mi sono estenuato nel digiuno *
ed è stata per me un’infamia.
Ho indossato come vestito un sacco *
e sono diventato il loro scherno.
Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, *
gli ubriachi mi dileggiavano.
Ma io innalzo a te la mia preghiera, *
Signore, nel tempo della benevolenza;
per la grandezza della tua bontà, rispondimi, *
per la fedeltà della tua salvezza, o Dio.
Salvami dal fango, che io non affondi, +
liberami dai miei nemici *
e dalle acque profonde.
Non mi sommergano i flutti delle acque +
e il vortice non mi travolga, *
l’abisso non chiuda su di me la sua bocca.
Ant. Ho indossato come vestito un sacco *
e sono diventato il loro scherno.
Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, gli ubriachi mi dileggiavano, Signore. *
Ma io innalzo a te la mia preghiera.
II (17-20)
Ant. Avvicinati a me: riscàttami, Signore.
Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; *
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Non nascondere il volto al tuo servo, *
sono in pericolo: presto rispondimi.
Avvicinati a me, riscattami, *
salvami dai miei nemici.
Tu conosci la mia infamia, +
la mia vergogna e il mio disonore; *
davanti a te sono tutti i miei nemici.
Ant. Avvicinati a me: riscàttami, Signore.
III (21-22. 30-37).
Ant. Dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto». *
E, chinato il capo, spirò.
L’insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. +
Ho atteso compassione, ma invano, *
consolatori, ma non ne ho trovati.
Hanno messo nel mio cibo veleno *
quando avevo sete mi hanno dato aceto.
Io sono infelice e sofferente; *
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con il canto, *
lo esalterò con azioni di grazie,
che il Signore gradirà più dei tori, *
più dei giovenchi con corna e unghie.
Vedano gli umili e si rallegrino; *
si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,
poiché il Signore ascolta i poveri *
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui acclamino i cieli e la terra, *
i mari e quanto in essi si muove.
Perché Dio salverà Sion, +
ricostruirà la città di Giuda: *
vi abiteranno e ne avranno possesso.
La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, *
e chi ama il suo nome vi porrà dimora.
Ant. Dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto». *
E, chinato il capo, spirò.
TERZA
LETTURA BREVE
1 Cor 1,18-19
Fratelli, la parola della croce è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti».
RESPONSORIO
Ho invocato il Signore.
Ho invocato il Signore *
nella mia angoscia.
Ed egli mi ha esaudito.
Nella mia angoscia.
Ho invocato il Signore.
Nella mia angoscia.
ORAZIONE
O Dio, che ci ami con amore di padre
e, in premio della sua fede,
nel medesimo giorno portasti il ladro pentito
dalla croce al paradiso,
liberaci dalle nostre ingiustizie
e rendici eredi dei tuoi beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
Eb 13, 12-14
Fratelli, Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura.
RESPONSORIO
Non abbandonerai la mia vita.
Non abbandonerai la mia vita *
nel sepolcro, Signore.
Né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Nel sepolcro, Signore.
Non abbandonerai la mia vita.
Nel sepolcro, Signore.
ORAZIONE
Dio onnipotente, autore del nostro riscatto,
dona alla nostra coscienza
la certezza che la morte nel tempo del Figlio tuo
è sorgente di santità nella nostra condotta
e principio per noi della vita eternamente felice.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
2 Cor 5, 14-15
Fratelli, l’amore di Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.
RESPONSORIO
Dio potrà riscattarmi.
Dio potrà riscattarmi *
dalla mano della morte.
Egli mi strapperà.
Dalla mano della morte.
Dio potrà riscattarmi.
Dalla mano della morte.
ORAZIONE
Dio onnipotente ed eterno,
tu hai voluto che alla morte di Cristo
il mondo sperimentasse le tenebre della desolazione;
noi ti preghiamo:
splenda sulla Chiesa l’aurora di luce
del Figlio tuo risorto dal sepolcro,
perché senza timore e senza dubbi
possa serena proseguire il suo cammino.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmodia Complementare
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.
Gloria.
II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.
Gloria.
III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).
Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.
Gloria.
IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).
Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria.
V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).
Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria.
VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).
Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.
I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.
M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.
Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.
Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.
Gloria.
VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).
La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria.
IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.
Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.
Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.
Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.
La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Gloria.
X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.
Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.
Gloria.
XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.
Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.
Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.
Gloria.
XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).
La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.
Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.
Gloria.
XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.
Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.
La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.
Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.
Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.
Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.
Gloria.
XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).
Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.
Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.
Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.
Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.
Gloria.
XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria.
XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).
Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.
Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.
Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.
Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
Gloria.
XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).
I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.
Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.
Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.
Gloria.
XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria.
Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).
La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.
Gloria.
Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.
L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.
Gloria.
Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria.
Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Gloria.
Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria.
Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).
A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.
Gloria.
Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria.
Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!
Gloria.
Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.
Gloria.
Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.
Gloria.
Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!
Gloria.
Veglia pasquale nel rito Ambrosiano
BENEDIZIONE DEL FUOCO

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.
Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
ORAZIONE
Preghiamo.
Signore, Dio nostro, luce perenne,
benedici † questo fuoco (questo lume);
come il volto di Mosè
per la tua presenza divenne raggiante,
così rifulga su noi lo splendore di Cristo,
vera luce del mondo,
e ci sia dato di camminare sulla strada della vita
come figli della luce verso il tuo regno eterno.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
LUCERNARIO

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito santo
siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.
Fratelli, in questa santissima notte,
nella quale Gesù Cristo nostro Signore
è passato dalla morte alla vita,
la Chiesa, diffusa sulla terra,
chiama i suoi figli
a vegliare in preghiera.
Rivivremo la pasqua del Signore,
nell’ascolto della parola di Dio
e nella partecipazione ai sacramenti;
e Cristo risorto confermerà in noi la speranza
di partecipare alla sua vittoria
sul peccato e sulla morte
per vivere con lui, in Dio Padre,
la vita nuova.
PRECONIO PASQUALE

Esultino i cori degli angeli,
esulti l’assemblea celeste.
Per la vittoria del più grande dei re,
le trombe squillino
e annuncino la salvezza.
Si ridesti di gioia la terra
inondata da nuovo fulgore;
le tenebre sono scomparse,
messe in fuga dall’eterno Signore della luce.
Gioisca la Chiesa, madre nostra,
irradiata di vivo splendore,
e questo tempio risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.
Ci assista Cristo Gesù, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna col Padre, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai consacrato la Pasqua per tutte le genti
senza immolazione di pingui animali,
ma con il corpo e il sangue di Cristo,
tuo Figlio unigenito.
Hai lasciato cadere i riti del popolo antico
e la tua grazia ha superato la legge.
Una vittima sola
ha offerto se stessa alla tua grandezza,
espiando una volta per sempre
il peccato di tutto il genere umano.
Questa vittima è l’Agnello prefigurato dalla legge antica;
non è scelto dal gregge, ma inviato dal cielo.
Al pascolo nessuno lo guida,
poiché lui stesso è il Pastore.
Con la morte e con la risurrezione
alle pecore tutto si è donato
perché l’umiliazione di un Dio
ci insegnasse la mitezza di cuore
e la glorificazione di un uomo
ci offrisse una grande speranza.
Dinanzi a chi lo tosava non volle belare lamento,
ma con voce profetica disse:
«Tra poco vedrete il Figlio dell’uomo
assiso alla destra di Dio».
Col suo sacrificio, o Padre, a te riconcilia i tuoi figli
e, nella sua divina potenza, ci reca il tuo stesso perdono.
Tutti i segni delle profezie antiche
oggi per noi si avverano in Cristo.
Ecco: in questa notte beata
la colonna di fuoco risplende
e guida i redenti alle acque che danno salvezza.
Vi si immerge il Maligno e vi affoga,
ma il popolo del Signore salvo e libero ne risale.
Per Adamo siamo nati alla morte;
ora, generati nell’acqua dallo Spirito Santo,
per Cristo rinasciamo alla vita.
Sciogliamo il nostro volontario digiuno:
Cristo, nostro agnello pasquale,
viene immolato per noi.
Il suo corpo è nutrimento vitale,
il suo sangue è inebriante bevanda;
l’unico sangue che non contamina,
ma dona salvezza immortale a chi lo riceve.
Mangiamo questo pane senza fermento,
memori che non di solo pane vive l’uomo,
ma di ogni parola che viene da Dio.
Questo pane disceso dal cielo
vale più assai della manna,
piovuta dall’alto come feconda rugiada.
Essa sfamava Israele,
ma non lo strappava alla morte.
Chi invece di questo corpo si ciba,
conquista la vita perenne.
Ecco: ogni culto antico tramonta,
tutto per noi ridiventa nuovo.
Il coltello del rito mosaico si è smussato.
Il popolo di Cristo non subisce ferita,
ma, segnato dal crisma, riceve un battesimo santo.
Questa notte, dobbiamo attendere in veglia
che il nostro Salvatore risorga.
Teniamo dunque le fiaccole accese
come fecero le vergini prudenti;
l’indugio potrebbe attardare l’incontro
col Signore che viene.
Certamente verrà e in un batter di ciglio,
come il lampo improvviso
che guizza da un estremo all’altro del cielo.
Lo svolgersi di questa veglia santa
tutto abbraccia il mistero della nostra salvezza;
nella rapida corsa di un’unica notte
si avverano preannunzi e fatti profetici di vari millenni.
Come ai Magi la stella,
a noi si fa guida nella notte
la grande luce di Cristo risorto,
che il sacerdote con apostolica voce oggi a tutti proclama.
E come l’onda fuggente del Giordano
fu consacrata dal Signore immerso,
ecco, per arcano disegno,
l’acqua ci fa nascere a vita nuova.
Infine, perché tutto il mistero si compia,
il popolo dei credenti si nutre di Cristo.
Per le preghiere e i meriti santi
di Ambrogio, sacerdote sommo e vescovo nostro,
la clemenza del Padre celeste
c’introduca nel giorno del Signore risorto.
A lui onore e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.
CATECHESI VETEROTESTAMENTARIA
Fratelli, dopo il solenne inizio della veglia,
disponiamo il nostro cuore ad ascoltare la parola di Dio.
Meditiamo come, nell’antica alleanza, Dio ha salvato il suo popolo
e come, nella pienezza dei tempi,
ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione.
Preghiamo perché il nostro Dio conduca a compimento
l’opera di salvezza incominciata con la Pasqua.

I LETTURA
Lettura del libro della Genesi
Gn 1, 1-2, 3a
La creazione
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò.
SALMELLO
Tuoi sono i cieli, Signore, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
Canterò senza fine le tue grazie,
con la mia bocca annunzierò
la tua fedeltà nei secoli.
Tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, potenza perenne e luce senza tramonto,
guarda con amore allo stupendo mistero della tua Chiesa
e serenamente attendi, secondo il tuo disegno eterno,
all’opera della salvezza umana;
il mondo intero ammirato contempli
che l’universo abbattuto e decrepito risorge e si rinnova,
e tutto ritorna all’integrità primitiva in Cristo,
da cui tutto prese principio.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

II LETTURA
Lettura del libro della Genesi
Gn 22, 1-19
Il sacrificio di Abramo
In quei giorni. Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme.
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.
SALMELLO
Offri a Dio un sacrificio di lode e
sciogli all’Altissimo i tuoi voti.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra; e tu
sciogli all’Altissimo i tuoi voti.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, Padre dei credenti,
che, offrendo a tutti gli uomini il dono della tua adozione,
moltiplichi nel mondo i figli della promessa
e nel mistero battesimale
rendi Abramo, secondo la tua parola, padre di tutte le genti,
concedi ai popoli che ti appartengono
di accogliere degnamente la grazia della tua chiamata.
Per Cristo nostro Signore.

III LETTURA
Lettura del libro dell’Esodo
Es 12, 1-11
L’agnello pasquale
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!”».
CANTICO
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, sorgenti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, servi del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benediciamo il Padre, e il Figlio, e lo Spirito Santo,
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Amen.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio di infinito amore,
che hai comandato al tuo popolo in Egitto di cibarsi dell’agnello,
la cui immolazione per tuo dono avrebbe loro ridato la libertà,
salva anche noi nel sangue di Cristo,
che è il vero Agnello pasquale, perché,
liberati dalla schiavitù del demonio,
nella verità e nella giustizia
possiamo fedelmente celebrare la nostra pasqua nel Signore risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

IV LETTURA
Lettura del libro dell’Esodo
Es 13, 18b – 14, 8
Il «passaggio» pasquale
In quei giorni. Gli Israeliti, armati, uscirono dalla terra d’Egitto. Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe, perché questi aveva fatto prestare un solenne giuramento agli Israeliti, dicendo: «Dio, certo, verrà a visitarvi; voi allora vi porterete via le mie ossa». Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco, per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte.
Il Signore disse a Mosè: «Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achiròt, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Sefòn; di fronte a quel luogo vi accamperete presso il mare. Il faraone penserà degli Israeliti: “Vanno errando nella regione; il deserto li ha bloccati!”. Io renderò ostinato il cuore del faraone, ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!». Ed essi fecero così.
Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata.
CANTICO DI MOSÈ
Allora Mosè e gli Israeliti
cantarono questo canto al Signore e dissero:
«Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!
Il Signore è un guerriero,
Signore è il suo nome.
Il Signore regni
in eterno e per sempre!».
Gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare. Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un tamburello: dietro a lei uscirono le donne con i tamburelli e con danze. Maria intonò per loro il ritornello:
«Cantate al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato».
ORAZIONE
Preghiamo.
Moltiplica, Dio onnipotente ed eterno,
la discendenza promessa alla fede dei patriarchi
e accresci il numero dei tuoi figli
perché la Chiesa veda in larga parte adempiuto
il disegno universale di salvezza
nel quale i nostri padri
hanno fermamente sperato.
Per Cristo nostro Signore.

V LETTURA
Lettura del profeta Isaia
Is 54, 17c – 55, 11
La parola uscita dalla bocca di Dio ne realizza il disegno di salvezza; per tutti i popoli assetati, chiamati alle acque, è stabilita un’alleanza eterna
Così dice il Signore Dio:
Questa è la sorte dei servi del Signore,
quanto spetta a loro da parte mia.
Oracolo del Signore.
O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite,
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
SALMELLO
Benedetto il Signore, Dio di Israele:
Egli solo compie prodigi.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre.
Dio, da’ al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
egli scenderà come pioggia sull’erba,
come acqua che irrora la terra.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre.
ORAZIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente, unica vera speranza del mondo,
con la parola dei profeti
hai preannunziato gli avvenimenti di salvezza
che oggi si compiono;
ravviva nel tuo popolo,
riconciliato con te,
il desiderio del bene
poiché, se tu non la ispiri,
la virtù nei tuoi fedeli non si accresce.
Per Cristo nostro Signore.

VI LETTURA
Lettura del profeta Isaia
Is 1, 16-19
Invito al fonte: lavatevi, purificatevi
Così dice il Signore Dio:
Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova.
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore –.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra».
CANTO
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia a te, Signore!
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa
chiamando nuovi figli da tutte le genti,
custodisci nella tua protezione
coloro che fai rinascere dall’acqua del battesimo.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure (se vi sono dei battezzandi):
Dio onnipotente ed eterno,
guarda con bontà ai tuoi servi
che si avvicinano con desiderio
all’inizio della nuova vita,
come la cerva assetata
anela alle fonti delle acque,
e fa’ che nel sacramento della fede
trovino la loro salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
ANNUNCIO DELLA RISURREZIONE

Cristo Signore è risorto.
Rendiamo grazie a Dio.
ORAZIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che sei mirabile
in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano e riconoscano
che, se fu prodigio grande all’inizio
della creazione del mondo,
prodigio ancora più adorabile e grande
nella pienezza dei tempi
è il compimento della nostra salvezza
nell’immolazione pasquale di Cristo, tuo Figlio,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURA
Lettura degli Atti degli Apostoli
At 2, 22-28
Pietro annuncia la risurrezione sul fondamento delle Scritture
In quei giorni. Pietro parlò al popolo e disse: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo:
“Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.
Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua,
e anche la mia carne riposerà nella speranza,
perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi
né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.
Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza”».
SALMO
Salmo 117 (118)
Venite al Signore con canti di gioia.
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1, 1-7
Cristo, costituito Figlio di Dio in virtù della risurrezione
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
CANTO AL VANGELO
Alleluia.
È risorto, come da un sonno,
come un forte inebriato.
Alleluia.

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo
Mt 28, 1-7
L’angelo annuncia la risurrezione a Maria di Màgdala e all’altra Maria
In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
1- QUANDO SI CELEBRA IL RITO DEL BATTESIMO

Fratelli, con unanime preghiera
sosteniamo la gioiosa speranza dei nostri fratelli
perché Dio, Padre onnipotente e misericordioso,
li guidi nella sua bontà al fonte della rigenerazione.
[Se non ci sono battezzandi]
Carissimi,
invochiamo la benedizione di Dio Padre onnipotente
sul fonte battesimale,
nel quale i nostri fratelli
saranno rigenerati in Cristo,
per entrare nella famiglia di Dio.
BENEDIZIONE DELL’ACQUA
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
vieni e anima con la tua presenza
questo sacramento del tuo grande amore;
manda il tuo Spirito a generare dal fonte battesimale
la nuova progenie dei tuoi figli
e fa’ che l’efficacia della tua potenza
dia vigore alla pochezza del nostro ministero.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Ricevi la forza di Dio per la salvezza
e sii acqua santa e benedetta.
Sii benedetta per il Dio † vero, per il Dio † vivo, per il Dio † santo,
o acqua, che egli separò dalla terra al principio del mondo;
acqua effusa dalla fonte del cielo
e inviata per quattro fiumi a irrigare tutta la terra;
acqua amarissima,
resa dolce dal legno che prefigurava la croce;
acqua sgorgata dalla roccia
per dissetare il popolo prediletto;
acqua risanatrice, in cui fu mondato dalla lebbra Naham il siro.
Sii benedetta per il Signore nostro Gesù Cristo,
Figlio del Dio vivente,
che in Cana di Galilea ti trasformò mirabilmente in vino;
che camminò sulle tue onde,
in te si immerse, in te fu battezzato da Giovanni;
e ti chiamò fonte di Siloe,
volendo che in te il cieco si lavasse gli occhi per ricuperare la vista;
acqua sorgente di vita,
che lasciò scaturire dal suo fianco insieme con il sangue,
per comandare infine ai suoi discepoli:
andate, portate il vangelo a tutte le genti
e battezzatele nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Sii benedetta per l’efficacia dello Spirito santo,
o acqua pura e purificante,
perché essa possa dissipare ogni presenza diabolica,
ogni influsso del Maligno
e liberare chi sarà immerso in te per il battesimo
e gioioso in te rinascerà senza colpa.
Nel nome di Dio Padre onnipotente,
nel nome di Gesù Cristo,
Figlio del Dio vivo,
che verrà nello Spirito santo
a giudicare il mondo con il fuoco.
Amen.

CONFERIMENTO DEL BATTESIMO
Cari genitori, padrini e madrine,
i bambini che voi presentate stanno per ricevere il battesimo.
Nel suo amore Dio darà loro una vita nuova
e rinasceranno dall’acqua e dallo Spirito santo.
A voi il compito di educarli nella fede
perché la vita divina che ricevono in dono
sia preservata dal peccato e cresca di giorno in giorno.
Se dunque, in forza della vostra fede,
siete pronti ad assumervi questo impegno,
memori delle promesse del vostro battesimo,
rinunziate al peccato
e fate con tutto il popolo di Dio
la vostra professione di fede in Cristo Gesù:
è la fede della Chiesa
nella quale i vostri figli vengono battezzati.
[Se i battezzandi sono bambini e adulti]
Carissimi genitori e padrini,
col sacramento del battesimo i bambini da voi presentati
riceveranno dall’amore del Signore,
e in virtù dell’acqua e dello Spirito Santo,
una vita nuova.
Sarete voi a farli crescere nella fede,
così che tale vita nuova
trascorra lontana dal contagio della colpa,
e maturi giorno dopo giorno nelle opere della grazia.
Allo stesso modo, voi, che in questa veglia pasquale
ricevete la rigenerazione e la vita dello Spirito,
farete crescere il dono di Dio
e la grazia che vi è data come frutto della Pasqua del Signore.
Guidati dalla fede della Chiesa,
che vince il peccato del mondo,
rinunciate al peccato
e professate con tutto il popolo di Dio
la vostra adesione a Cristo, Salvatore e Signore:
[Se i battezzandi sono adulti]
Voi che in questa veglia pasquale
riceverete la rigenerazione e la vita dello Spirito,
farete crescere il dono di Dio
e la grazia che vi è data come frutto della Pasqua del Signore.
Guidati dalla fede della Chiesa,
che vince il peccato del mondo,
rinunciate al peccato
e professate con tutto il popolo di Dio
la vostra adesione a Cristo, Salvatore e Signore:
RINUNCIA
Rinunciate a Satana?
Rinuncio.
E a tutte le sue opere?
Rinuncio.
E a tutte le sue seduzioni?
Rinuncio.
PROFESSIONE DI FEDE
Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
BATTESIMO
Volete dunque che N. riceva il battesimo
nella fede della Chiesa
che tutti insieme abbiamo professato?
[Genitori e padrini]
Sì, lo vogliamo.
N. io ti battezzo nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito santo.
UNZIONE CON IL SACRO CRISMA
Iddio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo,
vi ha liberato dal peccato
e vi ha fatto rinascere dall’acqua
e dallo Spirito santo,
unendovi al suo popolo;
egli stesso vi consacra con il crisma di salvezza
perché inseriti in Cristo,
sacerdote, re e profeta,
siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna.
Amen.
CONSEGNA DELLA VESTE BIANCA
N.e N. siete diventati nuove creature
e vi siete rivestiti di Cristo.
Questa veste bianca
sia segno della vostra nuova dignità;
aiutati dalle parole e dall’esempio dei vostri cari,
portatela senza macchia per la vita eterna.
Amen.
CONSEGNA DEL CERO ACCESO
[Se i battezzati sono bambini]
Ricevete la lampada accesa.
La vostra vita, o genitori e padrini,
sia luminosa come questa lampada,
e trascorra irreprensibile,
così che, sul vostro esempio, questi bambini
possano custodire la santità del loro battesimo.
[Se ci sono anche battezzati adulti]
Così, voi, o fedeli,
che avete ricevuto il dono della vita nuova,
diffondete nel mondo la luce della vita divina,
con le parole e con le opere,
così che il Signore,
al suo ritorno per le nozze,
vi accolga con tutti i santi
nell’aula del convito celeste,
per una vita senza fine,
e per la beatitudine nei secoli dei secoli.
Amen.
[Se ci sono soltanto adulti battezzati]
Voi, o fedeli,
che avete ricevuto il dono della vita nuova,
diffondete nel mondo la luce della vita divina,
con le parole e con le opere,
così che il Signore,
al suo ritorno per le nozze,
vi accolga con tutti i santi
nell’aula del convito celeste,
per una vita senza fine,
e per la beatitudine nei secoli dei secoli.
Amen.
Celebrati i riti battesimali,
diciamo senza fine il nostro grazie
al Padre onnipotente,
Signore del cielo e della terra,
e chiediamogli umilmente
di rendere partecipi
noi e tutto il popolo
della gloria del Cristo risorto.
Ce lo conceda
per il suo stesso Figlio e Signore nostro Gesù Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

2- QUANDO NON SI CELEBRA IL RITO DEL BATTESIMO
SALMO
Salmo 31 (32), 1-4. 6a.11
Ant. Alleluia, alleluia, alleluia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa *
e coperto il peccato, alleluia.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto *
e nel cui spirito non è inganno, alleluia.
Tacevo e si logoravano le mie ossa, *
mentre ruggivo tutto il giorno, alleluia.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano, *
come nell’arsura estiva si inaridiva il mio vigore, alleluia.
Per questo ti prega ogni fedele *
nel tempo dell’angoscia, alleluia.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti! *
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! Alleluia.
Gloria.
Ant. Alleluia, alleluia, alleluia.
LITANIE DEI SANTI
Rigenerati nel lavacro,
questi neobattezzati vengono chiamati
e sono veramente figli di Dio.
Essi sono divenuti partecipi
della comunione dei santi,
che ora invochiamo come nostri fratelli:
Signore, abbi pietà. Signore, abbi pietà.
O Cristo, liberaci. O Salvatore, liberaci.
Santa Maria, intercedi per loro.
San Michele, intercedi per loro.
San Giovanni, intercedi per loro.
San Giuseppe, intercedi per loro.
San Pietro, intercedi per loro.
San Paolo, intercedi per loro.
Sant’Andrea, intercedi per loro.
Santo Stefano, intercedi per loro.
San Protaso, intercedi per loro.
San Gervaso, intercedi per loro.
Santa Tecla, intercedi per loro.
Sant’Agnese, intercedi per loro.
San Martino, intercedi per loro.
San Galdino, intercedi per loro.
San Carlo, intercedi per loro.
Sant’Ambrogio, intercedi per loro.
Dégnati, Padre onnipotente,
di condurre questi tuoi figli, mediante la santità della loro vita,
alla gioia del regno celeste,
ascolta la nostra voce.
Rendili partecipi della pienezza dello Spirito santo
e della mensa del sacrificio di Cristo,
ascolta la nostra voce.
Fa’ che genitori e padrini
siano fulgido esempio di fede per questi tuoi fedeli
appena rinati alla vita,
ascolta la nostra voce.
Custodisci sempre nel tuo amore le loro famiglie,
ascolta la nostra voce.
Rinnova in noi tutti la grazia del battesimo,
ascolta la nostra voce.
BENEDIZIONE DELL’ACQUA LUSTRALE
Fratelli, preghiamo umilmente il Signore Dio nostro
perché benedica quest’acqua
con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro battesimo.
Egli ci rinnovi interiormente
e ci conceda di essere sempre fedeli
allo Spirito che ci è stato donato.
[Pausa di preghiera silenziosa]
Dio di bontà e di misericordia,
ascolta la preghiera di questo popolo
che ricorda l’opera mirabile della creazione
e la grazia ancora più mirabile della salvezza.
Dégnati di benedire † quest’acqua,
creata a portare fertilità alla terra,
freschezza e sollievo ai nostri corpi.
In questo tuo dono
riveli molti segni della tua benevolenza.
Passando per le acque del Mar Rosso,
Israele ha raggiunto la libertà promessa;
una sorgente, che hai fatto scaturire nel deserto,
ha sollevato il tuo popolo dal tormento della sete;
con l’immagine dell’acqua viva
i profeti hanno offerto agli uomini l’annunzio della nuova alleanza;
infine, nell’acqua del fiume Giordano,
santificata da Cristo, tuo Figlio,
hai dato inizio al popolo nuovo,
liberato dalla colpa d’origine nel sacramento della rinascita.
Nel segno di quest’acqua benedetta,
ravviva, o Padre, il ricordo del nostro battesimo
e raduna l’assemblea gioiosa di tutti i fratelli,
battezzati nel mistero pasquale di Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli
Amen.
RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE BATTESIMALI
Fratelli carissimi, per mezzo del battesimo
siamo divenuti partecipi del mistero pasquale di Cristo:
siamo stati con lui sepolti nella morte
per risorgere con lui a vita nuova.
Ora, al termine dell’itinerario quaresimale,
rinnoviamo le promesse del nostro battesimo,
con le quali un giorno
abbiamo rinunziato a Satana
e alle sue opere,
impegnandoci a servire fedelmente Dio
nella santa Chiesa cattolica.
Rinunciate a Satana?
Rinuncio.
E a tutte le sue opere?
Rinuncio.
E a tutte le sue seduzioni?
Rinuncio.
Credete in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
Iddio Padre onnipotente,
che ci ha liberato dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall’acqua
e dallo Spirito santo,
ci custodisca con la sua grazia,
nel Signore Gesù, per la vita eterna.
Amen.

LA PARTE FINALE DELLA LITURGIA
O Padre, che nella celebrazione pasquale
hai rianimato il mondo con la forza della grazia divina,
serbaci per sempre i doni
che l’annua festività ci ha portato
perché nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni
possiamo arrivare alla vita che non finisce.
Per Cristo nostro Signore.
[Se ci sono dei neobattezzati]
Accogli le nostre preghiere,
o Dio che illumini questa santissima notte
con la gloria del Salvatore risorto:
conserva nei nuovi membri della tua famiglia
lo spirito di figli che hai loro donato
e fa’ che, rinnovàti nel cuore e nella vita,
possano servirti con animo puro.
Per Cristo nostro Signore.
SUI DONI
Accogli, o Padre, questi doni
che lieta la Chiesa ti offre;
tu che l’hai rallegrata
con la celebrazione della vittoria pasquale,
guidala fiduciosa alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta
benedirti in ogni tempo, o Padre,
ma soprattutto proclamare la tua gloria
in questa notte memoranda
nella quale Cristo, nostra pasqua, si è immolato;
Agnello di Dio,
egli ha tolto i peccati del mondo,
morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha rinnovato la vita.
Per questo mistero, con il cuore traboccante di gioia,
esultano gli uomini di tutta la terra
e uniti agli angeli e ai santi
cantano l’inno della lode perenne.
DOPO LA COMUNIONE
A noi, che abbiamo partecipato
al banchetto pasquale
e ci siamo nutriti del Pane di vita
e del Calice di salvezza,
concedi, o Dio, di essere sostenuti e difesi
fino al regno eterno.
Per Cristo nostro Signore.
Vespri

La Veglia pasquale fa le veci dei Vesperi, di Compieta e dell’Ufficio delle letture.
Perciò i Vesperi e la Compieta del Sabato santo sono recitati soltanto da coloro che non partecipano alla Veglia pasquale.
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO
Ecco il vessillo di un Re crocifisso,
mistero di morte e di gloria:
il Signore del mondo
si spegne su un patibolo.
Straziato nelle carni,
atrocemente inchiodato,
si immola il Figlio di Dio,
vittima pura del nostro riscatto.
Colpo di lancia crudele
squarcia il suo cuore; fluisce
sangue ed acqua: è la fonte
che ogni peccato lava.
Sangue regale imporpora
lo squallore del legno:
risplende la croce e Cristo
regna da questo trono.
Salve, croce adorabile!
Su questo altare muore
la Vita e morendo ridona
agli uomini la vita.
Salve, croce adorabile,
sola nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.
SALMODIA
Salmo 15
Il Signore è la mia eredità
Dio ha risuscitato Gesù, sciogliendolo dalle angosce della morte (At 2, 24).
Ant. Tu non abbandonerai, Signore, la mia vita nel sepolcro, *
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Proteggimi, o Dio: *
in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, *
senza di te non ho alcun bene».
Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, *
è tutto il mio amore.
Si affrettino altri a costruire idoli: †
io non spanderò le loro libazioni di sangue, *
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: *
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, *
la mia eredità è magnifica.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; *
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore, *
sta alla mia destra, non posso vacillare.
Di questo gioisce il mio cuore, †
esulta la mia anima; *
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, *
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Mi indicherai il sentiero della vita, †
gioia piena nella tua presenza, *
dolcezza senza fine alla tua destra.
Ant. Tu non abbandonerai, Signore, la mia vita nel sepolcro, *
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Salmo 110
Grandi le opere del Signore
La sua morte è vita, la sua ferita è vita, il suo sangue è vita, la sua risurrezione è la vita di tutti (S. Ambrogio).
Ant. Il Signore mandò a liberare il suo popolo.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, *
nel consesso dei giusti e nell’assemblea.
Grandi sono le opere del Signore, *
le contemplino coloro che le amano.
Le sue opere sono splendore di bellezza, *
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: *
pietà e tenerezza è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme, *
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere, *
gli diede l’eredità delle genti.
Le opere delle sue mani sono verità e giustizia, *
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre, *
eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mandò a liberare il suo popolo, *
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile il suo nome. *
Principio della saggezza è il timore del Signore,
saggio è colui che gli è fedele; *
la lode del Signore è senza fine.
Ant. Il Signore mandò a liberare il suo popolo.
ORAZIONE
O Dio,
che hai disposto l’incarnazione del Figlio tuo
e la sua morte in croce
perché fosse dato agli uomini
un esempio ineffabile di umiltà,
concedi ai credenti di scrutare con docile cuore
gli insegnamenti della sua passione
e di partecipare con gioia
alla sua gloria di Salvatore risorto,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Nella notte imminente le tenebre del peccato e della morte saranno squarciate dal fulgore di Cristo, che ha patito sotto Ponzio Pilato, è stato crocifisso, è morto, è stato sepolto, e infine è risorto alla vita immortale.
Vegliamo e preghiamo nell’attesa dello splendore della Pasqua, dicendo:
Sorgi, Signore, e salvaci.
Signore Gesù, dal tuo fianco squarciato sono scaturiti sangue e acqua, segni della nuova vita e dei sacramenti della nostra rinascita;
– dona alla tua Chiesa, in questa celebrazione pasquale, di crescere per la rigenerazione del battesimo e di essere nutrita dal cibo dell’eucaristia.
Luce del mondo, che ti sei liberamente abbandonato al potere delle tenebre, ma sei uscito vincitore,
– illumina con la tua parola quanti camminano nell’oscurità del dubbio e dell’errore.
Salvatore, che ci hai riconciliati a Dio quando ancora eravamo peccatori,
– colma della gioia della tua risurrezione coloro che, confessando le loro colpe, ricevono il sacramento del tuo perdono.
Dalla croce, guardando il discepolo prediletto, ci hai dato come madre la tua stessa Madre;
– fa’ che quanti sono nella sofferenza sperimentino il conforto della sua affettuosa protezione.
Tu che hai predetto la tua risurrezione al terzo giorno,
– rivesti della vita gloriosa e immortale i nostri fratelli defunti.
Guardiamo con fiducia a Dio,
che ci ha redento per mezzo del Figlio suo
e nel battesimo ci ha fatto rinascere,
e con animo grato preghiamo:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Compieta

Il Sabato santo la Compieta è detta solo da chi non partecipa alla Veglia pasquale.
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO
Di tenebra la terra ormai si ammanta:
quasi una dolce morte
scende sui corpi spossati,
che alla luce del giorno rivivranno.
Cristo Signore, luce vera, vita,
salva i tuoi servi:
l’oscura inerzia del sonno
non si tramuti nell’esilio eterno.
Nessuna forza di male
ci vinca nella notte:
tu che ci doni il riposo,
veglia su chi ti implora.
SALMODIA
Salmo 4
Rendimento di grazie
Dio ha reso splendido e glorioso colui che ha resuscitato dai morti (S. Agostino).
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: +
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?
Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.
Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». *
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.
In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Salmo 132
Gloria dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio (1 Gv 4,7).
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!
E’ come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.
E’ come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
LETTURA BREVE
Dt 6, 4-7
Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.
RESPONSORIO BREVE
Il mio cuore sia integro
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
Perché non resti confuso.
Nei tuoi precetti, Signore.
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola. +
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
+ perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.
ORAZIONE
Visita, Padre, la nostra casa
e salvala dalla insidie del nemico;
veglino gli angeli santi sulla nostra quiete,
e la tua benedizione sempre rimanga su di noi.
Per Cristo nostro Signore.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
Sabato Santo

Il rito ambrosiano prevede la mattina del Sabato santo una celebrazione che orienti la preghiera di questo giorno, contrassegnato dal silenzio: è un tempo di sosta, un tempo sospeso, in cui la morte sembra aver detto l’ultima parola e i discepoli del Signore sembrano condannati al non senso. Viene proposto alla nostra meditazione il racconto del diluvio universale, che da un punto di vista simbolico rappresenta una storia di morte e risurrezione,
la fine di un mondo e l’inizio di un’era nuova. Ricordiamo l’ordine dato da Dio a Noè di costruire un’arca e di portare con sé tutta la sua famiglia e una coppia di ogni specie di animali; le acque poi ricoprono la terra facendo morire ogni genere di vita. La ragione del diluvio viene spiegata così: La terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Ma dall’arca inizia nuovamente la vita sulla terra, come una seconda creazione: Dio offre sempre una nuova possibilità e, attraverso le acque della morte, è capace di generare nuova vita. In questo giorno in cui la pietra davanti al sepolcro sembra togliere ogni speranza e ogni possibilità di futuro, il racconto del diluvio ci lascia invece intravedere uno spiraglio, una luce. Le autorità hanno mandato le guardie a sorvegliare il sepolcro e a sigillarne la pietra, quasi a scongiurare il fatto che, dopo quella condanna a morte, ciò che il Signore aveva preannunciato potesse davvero accadere: Ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: «Dopo tre giorni risorgerò». Curiosamente queste parole vengono ricordate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, ma non dai suoi discepoli: nei momenti di vuoto e di lutto, tutto si fa silenzio, dentro e fuori di noi, e ogni promessa di vita sembra svanire. Chiediamo al Signore di sostenere la nostra fede in questi momenti, perché il silenzio e il vuoto apparente del Sabato santo siano riempiti dalla speranza di una vita nuova che il Signore ha conquistato per noi.