Lunedì della 2a settimana di Quaresima
Liturgia del 2 marzo 2026
Calendario
Letture del rito Ambrosiano

ALL’INGRESSO
Anima mia, basta ormai con il peccato.
Pensa che puoi cadere a un tratto nell’eterno tormento,
dove non c’è penitenza e il pianto non vale più a nulla.
Convèrtiti, ora che il tempo della salvezza ti è dato
e grida al Signore Gesù: «Pietà di me, tu che salvi!».
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Guarda con amore, o Dio, e soccorri la sincera volontà del tuo popolo che si corrobora con rinunce penitenziali e chiede di rinnovarsi nel cuore con opere di giustizia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
GENESI 17, 1b-8
Lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò molto, molto numeroso». Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: «Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò. E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio».
SALMO Sal 118 (119), 25-32
Beato chi cammina nella legge del Signore.
La mia vita è incollata alla polvere:
fammi vivere secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e tu mi hai risposto;
insegnami i tuoi decreti. R
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò le tue meraviglie.
Io piango lacrime di tristezza;
fammi rialzare secondo la tua parola. R
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Ho scelto la via della fedeltà,
mi sono proposto i tuoi giudizi. R
Ho aderito ai tuoi insegnamenti:
Signore, che io non debba vergognarmi.
Corro sulla via dei tuoi comandi,
perché hai allargato il mio cuore. R
PROVERBI 5, 1-13
Lettura del libro dei Proverbi
Figlio mio, fa’ attenzione alla mia sapienza e porgi l’orecchio alla mia intelligenza, perché tu possa conservare le mie riflessioni e le tue labbra custodiscano la scienza. Veramente le labbra di una straniera stillano miele, e più viscida dell’olio è la sua bocca; ma alla fine ella è amara come assenzio, pungente come spada a doppio taglio. I suoi piedi scendono verso la morte, i suoi passi conducono al regno dei morti, perché ella non bada alla via della vita, i suoi sentieri si smarriscono e non se ne rende conto. Ora, figli, ascoltatemi e non allontanatevi dalle parole della mia bocca. Tieni lontano da lei il tuo cammino e non avvicinarti alla porta della sua casa, per non mettere in balìa di altri il tuo onore e i tuoi anni alla mercé di un uomo crudele, perché non si sazino dei tuoi beni gli estranei, e le tue fatiche non finiscano in casa di uno sconosciuto e tu non debba gemere alla fine, quando deperiranno il tuo corpo e la tua carne, e tu debba dire: «Perché mai ho odiato l’istruzione e il mio cuore ha disprezzato la correzione? Non ho ascoltato la voce dei miei maestri, non ho prestato orecchio a chi m’istruiva».
VANGELO Mt 5, 27-30
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».
DOPO IL VANGELO
Nel giorno dell’angoscia a te levo il mio grido
e tu mi esaudirai.
Tu sei l’unico Dio, vivo e vero,
non c’è nulla che uguagli le tue opere.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Accogli, o Dio di misericordia, le nostre preghiere: donaci di essere umili nelle ore prospere e fiduciosi nei momenti avversi.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
Concedi, o Dio vivo e vero, al popolo cristiano di comprendere e proclamare il Vangelo della salvezza e di partecipare con amore operoso al mistero di grazia che sta celebrando.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo, tuo Figlio e Signore nostro, perché la sua obbedienza aprisse la via del ritorno a noi che la colpa escluse dal paradiso; ed egli, vincendo il Tentatore antico, si rivelò redentore di quelli che credono in lui. Partecipi della sua vittoria, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime eleviamo l’inno della tua lode: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
In piena vita, ci è sopra la morte.
Dov’è il nostro aiuto, se non in te, Signore?
Santo Dio, Santo forte, Santo pietoso,
salvatore Gesù, non abbandonarci alla morte eterna!
ALLA COMUNIONE
Contro te abbiamo peccato, Signore,
chiediamo un perdono che non meritiamo.
Tendi la mano a noi che siamo caduti,
tu, che al ladro pentito apristi il paradiso.
La vita nostra sospira nell’angoscia,
ma non si corregge il nostro agire.
Se aspetti, non ci pentiamo, se punisci, non resistiamo.
Tendi la mano a noi che siamo caduti,
tu, che al ladro pentito apristi il paradiso.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio onnipotente, che ci hai fatto partecipi della santa cena, donaci di tradurre prontamente in atto l’amore verso i poveri e di ottenere la tua misericordia, quando saremo giudicati.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.
INNO
I Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.
Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.
La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.
A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli. Amen.
II Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Dio fece il firmamento e separò le acque (Gn 1, 7).
Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio, che, dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,
dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.
Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.
Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.
CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Gloria.
SALMODIA
Salmo 30, 2-17. 20-25
Supplica fiduciosa nell’afflizione
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46).
I (2-9)
Ant. Speriamo in te, Signore: *
non saremo delusi.
In te, Signore, mi sono rifugiato, †
mai sarò deluso; *
per la tua giustizia salvami.
Porgi a me l’orecchio, *
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie, *
la cinta di riparo che mi salva.
Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *
per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *
perché sei tu la mia difesa.
Mi affido alle tue mani; *
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
Tu detesti chi serve idoli falsi, *
ma io ho fede nel Signore.
Esulterò di gioia per la tua grazia, †
perché hai guardato alla mia miseria, *
hai conosciuto le mie angosce;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico, *
hai guidato al largo i miei passi.
Gloria.
Ant. Speriamo in te, Signore: *
non saremo delusi.
II (10-17)
Ant. Signore, abbi pietà di me: *
vieni a salvarmi.
Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno; †
per il pianto si struggono i miei occhi, *
la mia anima e le mie viscere.
Si consuma nel dolore la mia vita, *
i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore, *
si dissolvono tutte le mie ossa.
Sono l’obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, †
l’orrore dei miei conoscenti; *
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono caduto in oblio come un morto, *
sono divenuto un rifiuto.
Se odo la calunnia di molti, *
il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano, *
tramano di togliermi la vita.
Mai io confido in te, Signore; †
dico: «Tu sei il mio Dio, *
nelle tue mani sono i miei giorni».
Liberami dalla mano dei miei nemici, *
dalla stretta dei miei persecutori:
fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, *
salvami per la tua misericordia.
Gloria.
Ant. Signore, abbi pietà di me: *
vieni a salvarmi.
III (20-25)
Ant. Quanto è grande la tua bontà: *
ti lodiamo, o Signore.
Quanto è grande la tua bontà, Signore! *
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia *
davanti agli occhi di tutti.
Tu li nascondi al riparo del tuo volto, *
lontano dagli intrighi degli uomini:
li metti al sicuro nella tua tenda, *
lontano dalla rissa delle lingue.
Benedetto il Signore, †
che ha fatto per me meraviglie di grazia *
in una fortezza inaccessibile.
Io dicevo nel mio sgomento: *
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera *
quando a te gridavo aiuto.
Amate il Signore, voi tutti suoi santi; †
il Signore protegge i suoi fedeli *
e ripaga oltre misura l’orgoglioso.
Siate forti, riprendete coraggio, *
o voi tutti che sperate nel Signore.
Gloria.
Ant. Quanto è grande la tua bontà: *
ti lodiamo, o Signore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.
PRIMA LETTURA
Dal libro del Deuteronomio
Dt 24, 1 – 25, 4
Precetti verso il prossimo
Parole di Mosè a Israele:
«Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se essa, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa o se quest’altro marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva rinviata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché sarebbe abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità.
Quando un uomo si sarà sposato da poco, non andrà in guerra e non gli sarà imposto alcun incarico; sarà libero per un anno di badare alla sua casa e farà lieta la moglie che ha sposato.
Nessuno prenderà in pegno né le due pietre della macina domestica né la pietra superiore della macina, perché sarebbe come prendere in pegno la vita.
Quando si troverà un uomo che abbia rapito qualcuno dei suoi fratelli tra gli Israeliti, l’abbia sfruttato come schiavo o l’abbia venduto, quel ladro sarà messo a morte; così estirperai il male da te.
In caso di lebbra bada bene di osservare diligentemente e fare quanto i sacerdoti leviti vi insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro ordinato. Ricòrdati di quello che il Signore tuo Dio fece a Maria durante il viaggio, quando uscivate dall’Egitto.
Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno; te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. Se quell’uomo è povero, non andrai a dormire con il suo pegno. Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti; questo ti sarà contato come una cosa giusta agli occhi del Signore tuo Dio.
Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città; gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e lo desidera; così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato. Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.
Non lederai il diritto dello straniero o dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova, ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti comando di fare questa cosa. Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova, perché il Signore tuo Dio ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai indietro a ripassare i rami: saranno per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare: sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto; perciò ti comando di fare questa cosa.
Quando sorgerà una lite fra alcuni uomini e verranno in giudizio, i giudici che sentenzieranno, assolveranno l’innocente e condanneranno il colpevole. Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza, con un numero di colpi proporzionato alla gravità della sua colpa. Gli farà dare non più di quaranta colpi, perché, aggiungendo altre battiture a queste, la punizione non risulti troppo grave e il tuo fratello resti infamato ai tuoi occhi.
Non metterai la museruola al bue, mentre sta trebbiando».
RESPONSORIO
Rinserra l’elemosina nei tuoi scrigni,
e i poveri pregheranno il Signore per te.
L’acqua spegne un fuoco acceso,
l’elemosina espia i peccati.
Buona cosa è la preghiera col digiuno
e l’elemosina con la giustizia.
L’acqua spegne un fuoco acceso,
l’elemosina espia i peccati.
Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.
SECONDA LETTURA
Dal «Trattato su Giuseppe» di sant’Ambrogio, vescovo
1, 1. 2; 4, 21; 5, 22-23
Giuseppe specchio di castità
La vita dei santi è norma di vita e noi possiamo seguire sulle loro orme risplendenti, per così dire, una specie di sentiero di integrità, aperto dalla loro virtù. Poiché spesso ho trattato di costoro, oggi è la volta del santo Giuseppe. In lui moltissime furono le virtù, ma in modo particolare rifulse la castità. Voi che avete imparato da Abramo la sollecita devozione della fede, da Isacco la purezza di un cuore sincero, da Giacobbe la singolare resistenza d’animo di fronte ai travagli, è giusto che volgiate l’animo dalla virtù nel suo complesso agli specifici esempi di vita.
I modelli per quanto le virtù in generale siano più vaste, i modelli concreti sono più evidenti e tanto più colpiscono la mente quanto più sono circoscritti e delimitati.
Il santo Giuseppe ci stia dunque dinnanzi come specchio di purezza. Nei suoi costumi e nelle sue azioni brilla il pudore e riluce, compagno della continenza, un certo splendore di grazia.
Per merito di Giuseppe il Signore benedisse la casa dell’Egiziano e ci fu la benedizione divina su tutti i suoi averi, in casa e nei campi. «E affidò – dice la Scrittura – tutto ciò che aveva nelle mani di Giuseppe» (Gn 39, 5). Notiamo: chi era un umile servo ha governato ciò che i padroni non erano capaci di governare.
Ma perché dovrei insistere a rilevare le disposizioni impartite riguardo a una casa privata da quell’umile servo che governò un impero? Conta di più il fatto che egli prima governò sé stesso; e per quanto fosse splendido nell’aspetto e molto leggiadro nelle fattezze, non rivolse la bellezza del suo volto a offesa di un altro, ma la custodì per guadagnare grazia a sé stesso, ritenendo che sarebbe diventato più bello se si fosse dimostrato più leggiadro non con la perdita della castità, ma con l’ornamento del pudore.
Pensava che la vera bellezza fosse non quella che conquista gli occhi degli altri e ferisce i fragili cuori, ma quella che guadagna la stima di tutti, destinata non a essere di inganno ad alcuno, ma di lode a sé stessa. Se poi una donna lo ha osservato con occhi sfacciati, la colpa è soltanto di colei che ha guardato con malizia, non di chi non voleva essere guardato con malizia: nell’essere guardato non vi è colpa. Non era in potere del servo non essere guardato: il marito doveva vigilare sugli sguardi della moglie. Se il marito mostrava di non temere niente riguardo a sua moglie, Giuseppe doveva a buon diritto pensare che ciò fosse prova della castità di lei, non pigrizia e trascuratezza del suo padrone.
Imparino tuttavia anche gli uomini a guardarsi dagli sguardi delle donne. Possono essere amati appassionatamente anche coloro che non vogliono essere amati. Infatti fu amato appassionatamente Giuseppe, nonostante egli disdegnasse colei che lo amava. E la Scrittura lo ha giustificato in modo mirabile dicendo: «La moglie del suo padrone mise gli occhi su Giuseppe» (Gn 39, 7), vale a dire: non fu lui a mettersi in mostra e non fu lui a conquistare l’incauta, ma essa stese le sue reti e fu catturata dal suo accerchiamento, sparse le sue trappole e rimase prigioniera dei suoi lacci. Disse poi a lui: «Giaci con me» (Gn 39, 8). Le prime armi dell’adultera sono quelle degli occhi, le seconde quelle delle parole, ma chi non è sedotto dagli occhi può resistere alle parole. È possibile la difesa quando il sentimento è ancora libero.
ORAZIONE
I tuoi servi, o Dio, custodiscano sempre
purità di parola e di vita,
e la Chiesa rifulga di bellezza davanti a tutti
come la Sposa amata del Figlio tuo,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio
Lodi

ALL’INGRESSO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.
CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).
Ant. Ascolta la nostra voce, o Dio pietoso *
avvolgi questo popolo della tua protezione, gli angeli lo custodiscano.
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria.
Ant. Ascolta la nostra voce, o Dio pietoso *
avvolgi questo popolo della tua protezione, gli angeli lo custodiscano.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo (Pausa di preghiera silenziosa)Donaci, o Dio onnipotente
di rinnovare con propositi di vita austera
il nostro impegno cristiano;
nella lotta contro lo spirito del male
non ci manchi, per tua grazia,
il coraggio di rinunce salutari.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico 1 Cr 29, 10-13
Solo a Dio l’onore e la gloria
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1,3).
Ant. Nella tua mano forza e potenza *
dalla tua mano ogni grandezza.
Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, *
ora e sempre.
Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, †
la gloria, la maestà e lo splendore, *
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.
Tuo è il regno, Signore; *
tu ti innalzi sovrano su ogni cosa.
Da te provengono ricchezza e gloria; *
tu domini tutto;
nella tua mano c’è forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza e potere.
Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo *
e lodiamo il tuo nome glorioso.
Gloria.
Ant. Nella tua mano forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza.
Salmi laudativi
Salmo 28
Il Signore siede re per sempre
Ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il figlio mio prediletto» (Mt 3, 17).
Ant. Il Signore regna in eterno, *
benedice il suo popolo con la pace.
Date al Signore, figli di Dio, *
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome, *
prostratevi al Signore in santi ornamenti.
Il Signore tuona sulle acque, †
il Dio della gloria scatena il tuono, *
il Signore, sull’immensità delle acque.
Il Signore tuona con forza, *
tuona il Signore con potenza.
Il tuono del Signore schianta i cedri, *
il Signore schianta i cedri del Libano.
Fa balzare come un vitello il Libano *
e il Sirion come un giovane bufalo.
Il tuono saetta fiamme di fuoco, *
il tuono scuote la steppa,
il Signore scuote il deserto di Kades *
e spoglia le foreste.
Il Signore è assiso sulla tempesta, *
il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà forza al suo popolo, *
benedirà il suo popolo con la pace.
Nel tempio del Signore *
tutti dicono: «Gloria».
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. Il Signore regna in eterno, *
benedice il suo popolo con la pace.
Salmo diretto
Salmo 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per avere l’aiuto del Signore
Quel Dio che desidera distribuire le corone, procura le tentazioni (S. Ambrogio).
Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: *
intendi il mio lamento.
Ascolta la voce del mio grido, †
o mio re e mio Dio, *
perché ti prego, Signore.
Al mattino ascolta la mia voce; *
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.
Tu non sei un Dio che si compiace del male; †
presso di te il malvagio non trova dimora; *
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male, †
fai perire i bugiardi. *
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
Ma io per la tua grande misericordia †
entrerò nella tua casa; *
mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio.
Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; *
spianami davanti il tuo cammino.
Non c’è sincerità sulla loro bocca, *
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto, *
la loro lingua è tutta adulazione.
Gioiscano quanti in te si rifugiano, *
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno *
quanti amano il tuo nome.
Signore, tu benedici il giusto: *
come scudo lo copre la tua benevolenza.
Gloria.
SECONDA ORAZIONE
Concedi largamente, o Padre santo,
protezione e grazia ai tuoi servi;
donaci prosperità e salvezza,
ma soprattutto
conservaci a te interiormente fedeli,
Per Cristo nostro Signore.
INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.
Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.
Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.
Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà la colpa.
O Trinità beata unico Dio,
odi la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Eleviamo la nostra invocazione al Salvatore, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione di tutti.
Tu che hai dato te stesso per la Chiesa fino all’offerta della vita, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che, per essere nostro modello, sei vissuto in mezzo a noi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che hai obbedito e faticato per santificare l’esistenza e il lavoro degli uomini, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Figlio amato dal Padre celeste, che ci insegni l’amore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Fonte di ogni santità, che ci riscatti dai nostri giorni fuggevoli e vani, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Certezza della nostra gloria futura, che non conoscerà inquinamento né tramonto, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Ora media

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.
Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infuocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi la pace.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen
SALMODIA
Salmo 118, 41-48 VI (Vau)
Meditazione della legge di Dio
È Cristo la misericordia, lui che è la remissione dei peccati (S. Ambrogio).
Ant. Venga a noi, Signore, la tua misericordia.
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
Ant. Venga a noi, Signore, la tua misericordia.
Salmo 39
Ringraziamento e domanda di aiuto
Entrando nel mondo Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato» (Eb 10,5).
I (2-9)
Ant. O Cristo, soccorri i tuoi servi, *
che a caro prezzo hai redento.
Ho sperato: ho sperato nel Signore +
ed egli su di me si è chinato, *
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte, *
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia, *
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, *
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore *
e confideranno nel Signore.
Beato l’uomo che spera nel Signore +
e non si mette dalla parte dei superbi, *
né si volge a chi segue la menzogna.
Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio, +
quali disegni in nostro favore! *
Nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare *
sono troppi per essere contati.
Sacrificio e offerta non gradisci, *
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. *
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro, di me è scritto *
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero, *
la tua legge è nel profondo del mio cuore».
Gloria.
Ant. O Cristo, soccorri i tuoi servi, *
che a caro prezzo hai redento.
II (10-14. 17-18)
Ant. Proteggi dall’alto il tuo popolo, *
o Dio che sei pietoso.
Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; *
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, *
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia *
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *
la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre,
poiché mi circondano mali senza numero, +
le mie colpe mi opprimono *
e non posso più vedere.
Sono più dei capelli del mio capo, *
il mio cuore viene meno.
Dégnati, Signore, di liberarmi; *
accorri, Signore, in mio aiuto.
Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, +
dicano sempre: «Il Signore è grande» *
quelli che bramano la tua salvezza.
Io sono povero e infelice; *
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione, *
mio Dio, non tardare.
Gloria.
Ant. Proteggi dall’alto il tuo popolo, *
o Dio che sei pietoso.
TERZA
LETTURA BREVE
2 Pt 3,9
Fratelli, il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
RESPONSORIO
Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato».
Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato *
nel giorno della salvezza ti ho aiutato».
«Ogni uomo saprà che io sono il tuo Salvatore».
«Nel giorno della salvezza ti ho aiutato».
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato *
nel giorno della salvezza, ti ho aiutato».
ORAZIONE
Guarda con amore, o Dio, e soccorri
la sincera volontà del tuo popolo,
che si corrobora con rinunce penitenziali
e chiede di rinnovarsi nel cuore
con opere di giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
1 Gv 4, 19-20
Fratelli, noi amiamo, perché Dio ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.
RESPONSORIO
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito.
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito: *
così sarò salvato.
Perché tu sei il mio vanto.
Così sarò salvato.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito: *
così sarò salvato.
ORAZIONE
Accogli, o Dio di misericordia, le nostre preghiere:
donaci di essere umili nelle ore prospere
e fiduciosi nei momenti avversi.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
Gc 3, 1-2a
Fratelli miei, non vi fate maestri in molti, sapendo che noi riceveremo un giudizio più severo, poiché tutti quanti manchiamo in molte cose.
RESPONSORIO
Purifica il tuo cuore dalla malvagità.
Purifica il tuo cuore dalla malvagità *
perché tu possa uscirne salvo.
Io sono il Signore che agisce con misericordia.
Perché tu possa uscirne salvo.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Purifica il tuo cuore dalla malvagità *
perché tu possa uscirne salvo.
ORAZIONE
Guarda con amore, o Dio, e soccorri
la sincera volontà del tuo popolo,
che si corrobora con rinunce penitenziali
e chiede di rinnovarsi nel cuore
con opere di giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Accogli, o Dio di misericordia, le nostre preghiere:
donaci di essere umili nelle ore prospere
e fiduciosi nei momenti avversi.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Vespri

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Tu sei mia fortezza e mia speranza,
mentre declina il giorno.
Brilli la tua verità, Signore Dio,
luce nella mia notte.
Perché vivere triste,
se il nemico mi affligge?
Brilli la tua verità, Signore Dio,
luce nella mia notte.
Tu sei mia fortezza e mia speranza,
mentre declina il giorno.
Brilli la tua verità, Signore Dio,
luce nella mia notte.
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
SALMODIA
Salmo 44
Le nozze del Re
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo, andategli incontro (Mt 25,6).
I (2-10)
Ant. Il tuo trono, o Dio, dura per sempre.
Effonde il mio cuore liete parole, +
io canto al re il mio poema. *
La mia lingua è stilo di scriba veloce.
Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, +
sulle tue labbra è diffusa la grazia, *
ti ha benedetto Dio per sempre.
Cingi, prode, la spada al tuo fianco, +
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, *
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.
La tua destra ti mostri prodigi: +
le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; *
sotto di te cadono i popoli.
Il tuo trono, Dio, dura per sempre; *
è scettro giusto lo scettro del tuo regno.
Ami la giustizia e l’empietà detesti: +
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato *
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.
Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, *
dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre.
Figlie di re stanno tra le tue predilette; *
alla tua destra la regina in ori di Ofir.
Gloria.
Ant. Il tuo trono, o Dio, dura per sempre.
La regina e la sposa
Vidi la nuova Gerusalemme pronta come una sposa adorna per il suo sposo (Ap 21,2).
II (11-18)
Ant. Torniamo pentiti al signore Dio nostro.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, *
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza. *
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.
Da Tiro vengono portando doni, *
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.
La figlia del re è tutta splendore, *
gemme e tessuto d’oro è il suo vestito.
È presentata al re in preziosi ricami; *
con lei le vergini compagne a te sono condotte;
guidate in gioia ed esultanza, *
entrano insieme nel palazzo del re.
Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; *
li farai capi di tutta la terra.
Farò ricordare il tuo nome *
per tutte le generazioni,
e i popoli ti loderanno *
in eterno, per sempre.
Gloria.
Ant. Torniamo pentiti al signore Dio nostro.
PRIMA ORAZIONE
Accogli, o Dio di misericordia, le nostre preghiere:
donaci di essere umili nelle ore prospere
e fiduciosi nei momenti avversi.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).
Ant. Tu sei ricco di misericordia e non trascuri chi afflitto ti invoca per il nome di tua Madre. *
Noi gridiamo a te, Signore, abbi pietà, ricolmaci di gioia.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. Tu sei ricco di misericordia e non trascuri chi afflitto ti invoca per il nome di tua Madre. *
Noi gridiamo a te, Signore, abbi pietà, ricolmaci di gioia.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
Guarda con amore, o Dio, e soccorri
la sincera volontà del tuo popolo,
che si corrobora con rinunce penitenziali
e chiede di rinnovarsi nel cuore
con opere di giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Si vede il battezzato immergersi nel fonte e risalire dall’acqua, ma ciò che veramente avviene non si vede; lo può cogliere solo l’intelligenza spirituale dell’assemblea dei credenti (S. Cromazio).
Il Sacerdote eterno nel suo sangue
ha riconciliato col Padre tutta l’umana famiglia,
perché, detersa ogni colpa,
viviamo nella santità dello Spirito.
È tempo di salvezza: ogni cuore si penta.
Copiosa Dio ci infonde la grazia dei suoi misteri,
perché, detersa ogni colpa,
viviamo nella santità dello Spirito.
ORAZIONE
O Salvatore e Redentore di tutti,
che hai regalato alla tua Sposa un’acqua feconda
perché dallo Spirito generasse un popolo santo,
donale di capire con intelligenza più penetrante
i misteri battesimali, che già lietamente possiede,
e di farne con rigorosa coerenza
principio di vita e di azione.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Preghiamo umilmente Dio, nostro Padre, che ci è vicino lungo la strada della conversione:
Aumenta in noi il desiderio di santità.
Padre, che ti sei riconciliato il mondo in Cristo,
– fa che la Chiesa sia davanti a tutti testimone del tuo amore.
Padre, che non hai risparmiato il tuo Unigenito, ma lo hai dato per noi,
– stringi tutti gli uomini col vincolo della carità fraterna.
Padre, che laddove è abbondato il peccato, hai effuso sovrabbondante la grazia,
– concedi ai penitenti di allietarsi del tuo perdono e della tua pace.
Padre, che ci soccorri tutti in Cristo,
– ravviva nei credenti la ferma speranza della salvezza.
Padre, che hai risuscitato da morte Gesù tuo Figlio, sacrificato per i nostri peccati,
– rendi partecipi i nostri defunti della sua risurrezione.
Pieghiamo le ginocchia davanti a Dio,
dal quale ogni paternità
nei cieli e in terra prende nome,
e fiduciosi diciamo:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Compieta

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.
INNO
Tu che le tenebre al giorno
sapientemente alterni,
così alleviando nel sonno
le membra affaticate,
ascolta chi nella notte
timoroso ti implora:
se il corpo nel torpore si abbandona,
vegli lo spirito nella tua luce.
Ansia di ignoto pericolo,
Padre pietoso, non ci impauri,
incubi vani non ci inquietino
né fatue visioni ci illudano.
Ogni affanno si perda
nel sonno ristoratore;
ma vigili il cuore e ti sogni,
Ospite dolce di chi crede in te.
A te si innalza, Padre, la supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 85
Preghiera del povero nell’afflizione
Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Ant. Custodiscimi, Signore, perché resti fedele.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.
Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.
Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, *
e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
Tutti i popoli che hai creato verranno †
e si prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare gloria al tuo nome;
grande tu sei e compi meraviglie: *
tu solo sei Dio.
Mostrami, Signore, la tua via, *
perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice *
che tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *
e darò gloria al tuo nome sempre,
perché grande con me è la tua misericordia: *
dal profondo degli inferi mi hai strappato.
Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †
una schiera di violenti attenta alla mia vita, *
non pongono te davanti ai loro occhi.
Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *
lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele,
volgiti a me e abbi misericordia: †
dona al tuo servo la tua forza, *
salva il figlio della tua ancella.
Dammi un segno di benevolenza; †
vedano e siano confusi i miei nemici, *
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.
Gloria.
Ant. Custodiscimi, Signore, perché resti fedele.
LETTURA BREVE
1 Ts 5, 9-10
Fratelli, Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
RESPONSORIO BREVE
Conserva ai miei occhi la luce.
Conserva ai miei occhi la luce, *
perché non mi sorprenda il sonno della morte.
Guarda e rispondimi, o Dio.
Perché non mi sorprenda il sonno della morte.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Conserva ai miei occhi la luce, *
perché non mi sorprenda il sonno della morte.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Chi desidera di essere lasciato andare, venga al Tempio, venga in Gerusalemme, attenda il Cristo del Signore (S. Ambrogio).
Ant. Perfino i capelli del vostro capo sono contati; *
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Gloria.
Ant. Perfino i capelli del vostro capo sono contati; *
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.
ORAZIONE
Rischiara, o Dio, le nostre tenebre
e dalle insidie notturne
difendi sempre i tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Salve Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
Sant’Agnese di Boemia

Agnese nacque a Praga nel 1211, poiché era nobile, sin da quando era bambina la sua famiglia progettò molte ipotesi di fidanzamento, per ragioni politiche e dinastiche. All’età di tre anni fu affidata alle cure della duchessa di Slesia, che divenne Santa Edvige. Ella l’accolse nel monastero cistercense di Trzebnica e la introdusse alla fede cristiana. Tre anni dopo fece ritorno a Praga e venne poi affidata alle monache premonstratensi di Doksany grazie alle quali ricevette un’adeguata istruzione.
Nel 1220, essendo promessa sposa di Enrico VII, figlio dell’imperatore Federico II Barbarossa, Agnese fu condotta a Vienna presso la corte del duca d’Austria, qui visse sino al 1225 rimanendo sempre fedele ai principi e ai doveri della morale cristiana. Quando il patto di fidanzamento fu rotto ritornò a Praga ove poté dedicarsi ad una più intensa vita di preghiere e di opere caritative. Dopo una matura riflessione, decise di consacrare a Dio la sua vita. Pervennero alla corte di Praga nuove proposte nuziali per la giovane principessa boema, ma ella le rifiutò, protetta dal papa Gregorio IX, che intervenne riconoscendo il suo voto, Agnese ottenne allora la libertà e la felicità di consacrarsi a Dio. In quel periodo giungevano a Praga i Frati Minori, grazie ai quali venne a conoscenza della vita spirituale che santa Chiara conduceva ad Assisi, secondo il modello francescano. Ne rimase affascinata e decise di imitarne ad ogni costo l’esempio: usufruendo dei propri beni fondò tra il 1232 ed il 1233 a Praga l’ospedale di San Francesco e per dirigerlo l’Ordine dei Crocigeri della Stella Rossa. Allo stesso tempo fondò il monastero di San Francesco per le “Sorelle Povere o Damianite”, ove lei stessa entrò l’11 giugno 1234, giorno di Pentecoste.
Agnese professò solennemente i voti solenni di castità, povertà ed obbedienza, pienamente consapevole del valore eterno di questi consigli evangelici, e si impegnò nel praticarli con esemplare fedeltà per tutti i suoi giorni. La verginità finalizzata al regno dei cieli costituì l’elemento fondamentale della sua spiritualità. Lo spirito di povertà, che già in precedenza l’aveva indotta a distribuire ai poveri i suoi beni, la spinse a rinunciare totalmente ad ogni proprietà per seguire Cristo povero ed ottenne inoltre che nel suo monastero si praticasse addirittura l’esproprio collettivo. Lo spirito di obbedienza la condusse a conformare sempre più la sua volontà a quella divina che scopriva nella lettura del Vangelo e nella Regola di vita che la Chiesa le aveva donato. Insieme a Santa Chiara si adoperò per ottenere l’approvazione di una nuova ed apposita Regola che, dopo fiduciosa attesa, ricevette e professò con estrema fedeltà.
Poco dopo la professione Agnese divenne badessa del monastero, ufficio che dovette conservare per tutta la vita, esercitandolo con umiltà e carità.
Negli ultimi anni di vita Agnese sopportò con immutata pazienza i molteplici dolori che afflissero lei e l’intera famiglia reale, il monastero e la Boemia, causati da un infausto conflitto e dalla conseguente anarchia, nonché dalle calamità naturali che si abbatterono sulla regione e la conseguente carestia. Morì nel suo monastero il 2 marzo 1282. Il culto nei confronti di Agnese venne riconosciuto il 28 novembre 1874 con decreto del Beato Pio IX. Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha infine canonizzato Agnese di Boemia il 12 novembre 1989 nella Basilica Vaticana.
Oggi si ricorda anche
San Simplicio, papa

Simplicio nacque a Tivoli e fu consacrato papa il 3 marzo 468. Resse la Chiesa in un periodo di grave crisi politica, che condusse alla deposizione, nel 476, dell’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, e alla proclamazione a re d’Italia dell’erulo e ariano Odoacre. Mentre le vicende politiche di un trapasso epocale si ripercuotevano con conseguenze notevoli anche nella vita della Chiesa occidentale, la Chiesa d’Oriente era gravemente turbata dalla reviviscenza del monofisismo, l’eresia che sosteneva essere in Cristo unicamente la natura divina. Simplicio, lungo tutto il suo pontificato, si impegnò a difendere l’autentica dottrina cristiana e prese anche netta posizione contro l’imperatore che, anche dopo il concilio di Calcedonia, tentava, con questa eresia, un impossibile compromesso.
Rispettoso amante dell’arte, salvò dalla distruzione i mosaici pagani della chiesa di S. Andrea e si dedicò ad un’importante opera di edificazione di nuovi luoghi di culto, come S. Stefano Rotondo e S. Bibiana. Stabilì anche una sorta di servizio parrocchiale per le tre grandi basiliche cimiteriali extraurbane di S. Pietro, S. Paolo e S. Lorenzo, affidandolo, a turno, al clero di un certo numero di parrocchie vicine. Morì il 10 marzo 483. Le sue reliquie si venerano a Tivoli.