Lunedì della 5a settimana di Quaresima

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Letture del rito Ambrosiano

Cristo morente in Croce

ALL’INGRESSO
Abbiamo peccato, Signore:
perdona le nostre colpe e salvaci.
Tu che hai guidato Noè sulle onde del diluvio,
ascoltaci.
Tu che hai richiamato Giona dal profondo del mare,
liberaci.
O Cristo Figlio di Dio,
che hai teso la tua mano a Pietro che affondava,
vieni in nostro aiuto
perché la festa prossima ci trovi tutti innocenti,
tutti riscattati.

GENESI 37, 2a-b; 39, 1-6b
Lettura del libro della Genesi

Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe all’età di diciassette anni pascolava il gregge con i suoi fratelli. Giuseppe era stato portato in Egitto, e Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l’avevano condotto laggiù. Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell’Egiziano, suo padrone. Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva. Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell’Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna. Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non si occupava più di nulla, se non del cibo che mangiava.

SALMO Sal 118 (119), 121-128

Beato chi cammina nella legge del Signore.

Ho agito secondo giudizio e giustizia;
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo;
non mi opprimano gli orgogliosi. R

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza
e per la promessa della tua giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore
e insegnami i tuoi decreti. R

Io sono tuo servo: fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore:
hanno infranto la tua legge. R

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R

PROVERBI 27, 23-27b
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, preòccupati dello stato del tuo gregge, abbi cura delle tue mandrie, perché le ricchezze non sono eterne e una corona non dura per sempre. Tolto il fieno, ricresce l’erba nuova e si raccolgono i foraggi sui monti; gli agnelli ti danno le vesti e i capretti il prezzo per comprare un campo, le capre ti danno latte abbondante per nutrire te, per nutrire la tua famiglia.

VANGELO Mc 8, 27-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

DOPO IL VANGELO  
Il Signore si ricordò della parola santa,
data al suo servo Abramo.
Guidò a libertà il suo popolo nell’esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.

ALLO SPEZZARE DEL PANE  
Ascolta, Signore, la voce dei tuoi servi,
dimentica la nostra iniquità,
non ricordare il nostro peccato.

ALLA COMUNIONE  
Signore, non disperdere il tuo popolo,
tua eredità che hai redento per tua misericordia.
Ti lodiamo, Signore,
perché sei buono e hai dato la vita a salvezza di tutti.

Ufficio delle letture

Cristo morente in Croce

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio fece il firmamento e separò le acque (Gn 1, 7).

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 6
L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio
«Ora l’anima mia è turbata… Padre, glorifica il tuo nome» (Gv 12, 27. 28).

Ant. Ascolta, o Dio, la voce del nostro pianto, *
esaudisci la supplica del tuo popolo, accogli la nostra preghiera.

Signore, non punirmi nel tuo sdegno, *
non castigarmi nel tuo furore.

Pietà di me, Signore: vengo meno; *
risanami, Signore: tremano le mie ossa.

L’anima mia è tutta sconvolta, *
ma tu, Signore, fino a quando?

Volgiti, Signore, a liberarmi, *
salvami per la tua misericordia.

Nessuno tra i morti ti ricorda. *
Chi negli inferi canta le tue lodi?

Sono stremato dai lunghi lamenti, †
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, *
irroro di lacrime il mio letto.

I miei occhi si consumano nel dolore, *
Invecchio fra tanti miei oppressori.

Via da me voi tutti che fate il male, *
il Signore ascolta la voce del mio pianto;

il Signore ascolta la mia supplica, *
il Signore accoglie la mia preghiera.

Arrossiscano e tremino i miei nemici, *
confusi, indietreggino all’istante.

Gloria.

Ant. Ascolta, o Dio, la voce del nostro pianto, *
esaudisci la supplica del tuo popolo, accogli la nostra preghiera.

Salmo 9 A
Ringraziamento per la vittoria
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.

I (1-11)

Ant. Vieni, o Dio, a liberarci *
nel tempo dell’angoscia.

Ti loderò, Signore, con tutto il cuore *
e annunzierò tutte le tue meraviglie.

Gioisco in te ed esulto, *
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

Mentre i miei nemici retrocedono, *
davanti a te inciampano e periscono,

perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; *
siedi in trono giudice giusto.

Hai minacciato le nazioni, †
hai sterminato l’empio, *
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, *
è scomparso il ricordo delle città che hai distrutto.

Ma il Signore sta assiso in eterno; *
erige per il giudizio il suo trono:

giudicherà il mondo con giustizia, *
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, *
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.

Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, *
perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

Gloria.

Ant. Vieni, o Dio, a liberarci *
nel tempo dell’angoscia.

II (12-21)

Ant. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
davanti a te siano giudicate le genti.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion, *
narrate tra i popoli le sue opere.

Vindice del sangue, egli ricorda, *
non dimentica il grido degli afflitti.

Abbi pietà di me, Signore, †
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, *
tu che mi strappi dalle soglie della morte,

perché possa annunziare le tue lodi, †
esultare per la tua salvezza *
alle porte della città di Sion.

Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, *
nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.

Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; *
l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

Tornino gli empi negli inferi, *
tutti i popoli che dimenticano Dio.

Perché il povero non sarà dimenticato, *
la speranza degli afflitti non resterà delusa.

Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: *
davanti a te siano giudicate le genti.

Riempile di spavento, Signore, *
sappiano le genti che sono mortali.

Gloria.

Ant. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
davanti a te siano giudicate le genti.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

Benedicimi, Padre.
Per Cristo, che è via e verità, la divina Maestà ci benedica.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla Lettera agli Ebrei
Eb 11, 1-16

La fede esemplare degli antenati

Fratelli, la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza.
Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede.
Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.
Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e «non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via» (Gn 5, 24). Infatti, prima di essere portato via, ricevette testimonianza di «essere stato gradito a Dio» (Gn 5, 22). Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.
Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio timore un’arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede.
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.
Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede anche Sara, sebbene fuori dall’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa «come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare» (Gn 22, 17).
Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra.
Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste.
Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città.

RESPONSORIO
La parola del Signore
fu rivolta ad Abramo:
«Non temere: io sono il tuo scudo,
e la tua ricompensa sarà grande.

Io sono il Signore:
ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei
per darti in possesso questo paese.
Non temere: io sono il tuo scudo,
e la tua ricompensa sarà grande».

Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.

SECONDA LETTURA
Dal «Trattato su Caino e Abele» di sant’Ambrogio, vescovo
L. II, 6, 18; 9, 31. 32

Il tormento del peccatore è la testimonianza della sua coscienza

Consideriamo ciò che dice il Signore: «Se tu facessi una giusta offerta, ma non dividessi secondo giustizia, hai peccato: taci». Questo prova che Dio non è placato dai doni che gli sono offerti, ma dal sentimento di chi li offre. Perciò Caino, che aveva offerto un dono non gradito, consapevole della insincerità della propria offerta, comprese che il suo sacrificio non era piaciuto a Dio e divenne triste. Infatti, quando la mente sa di essere nel giusto, si rallegra con sé stessa, e l’animo è colmo di gioia, come per un’infusione spirituale, allorché le aspirazioni e le azioni di una persona non sono riprovate da Dio. La tristezza di Caino dipende quindi dalla testimonianza della sua coscienza, è un indizio della ripulsa da lui subìta. Fece un’offerta, ma non divise secondo piena giustizia, perciò incappò nella colpa.
Neppure è trascurabile l’affermazione fatta da Dio: «La voce del sangue di tuo fratello grida verso di me» (Gn 4, 10); Dio infatti ascolta i suoi giusti anche quando sono morti, perché vivono per Dio. E a buon diritto sono ritenuti viventi: anche se hanno subìto la morte del corpo, ottengono la vita spirituale e sono illuminati dallo splendore dei loro meriti e inoltre godono della luce eterna.
Dio dunque ascolta anche il sangue dei giusti, mentre distoglie la sua attenzione dalle preghiere degli empi, perché essi, pur sembrando vivi, sono più sventurati di tutti i morti, portando attorno il loro corpo come un tumulo in cui hanno seppellito la loro anima infelice. Com’è infatti se non sepolta l’anima che si avvoltola nella terra ed è prigioniera delle brame dell’avidità terrena e di tutti gli altri vizi, così da non poter respirare il soffio della grazia celeste? E per questo a Caino viene comandato «di restare sulla terra gemente e tremante» (Gn 4, 12). La ragione è manifesta e vale per tutti, perché ogni malvagio è colpito da disgrazie sia presenti sia future.
Le disgrazie presenti producono tristezza, le future generano paura; ma il malvagio è tormentato più dalle presenti che non dalle future. Perciò Caino disse al Signore: «Troppo grande è la mia colpa. Se tu oggi mi abbandonerai, mi nasconderò lontano da te» (Gn 4, 13. 14). Non c’è nulla di più grave, infatti, dell’andare errando abbandonato da Dio, senza poter rientrare in sé stesso.
La morte del peccatore reca la fine del peccato, ma la vita, priva della guida divina, è un precipizio e scivola in mali più gravi. Come le fiere assalgono il gregge se il pastore lo abbandona, così, quando Dio abbandona un uomo, gli piomba addosso il diavolo. Grave danno è non avere una guida specialmente per chi non ha senno. Si diffonde la malattia, si estende la ferita, quando è mancata la medicina. Chi vuole celare una colpa e coprire il proprio peccato, si nasconde. Infatti, chi agisce male, odia la luce e cerca le tenebre quale nascondiglio dei suoi diritti, mentre il giusto non suole nascondersi lungi dal Signore suo Dio, ma piuttosto presentarsi a lui spontaneamente dicendo: «Eccomi», perché non ha una coscienza colpevole e timorosa di essere colta in fallo.

ORAZIONE
Padre onnipotente,
rendi sincere e nitide con la tua luce
le coscienze dei figli,
perché vincano la tristezza mortale della colpa
e siano colmate dell’intima gioia della grazia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Volto di crocifisso

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

AntAscolta la nostra voce, o Dio pietoso: *
avvolgi questo popolo della tua protezione, gli angeli lo custodiscano.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Ascolta la nostra voce, o Dio pietoso: *
avvolgi questo popolo della tua protezione, gli angeli lo custodiscano.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                  (Pausa di preghiera)
O Padre, limpida fonte di vita,
donaci per la tua infinita clemenza
di fuggire le torbide acque del male
e, nell’esercizio della penitenza purificatrice,
mantienici sempre assetati di te
che sei la sorgente di ogni bene.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico 1 Cr 29, 10-13
Solo a Dio l’onore e la gloria
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1,3).

Ant. Nella tua mano forza e potenza *
dalla tua mano ogni grandezza.

Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, *
ora e sempre.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, +
la gloria, la maestà e lo splendore, *
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.

Tuo è il regno Signore; *
tu ti innalzi sovrano su ogni cosa.

Da te provengono ricchezza e gloria; *
tu domini tutto;

nella tua mano c’è forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza e potere.

Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo *
e lodiamo il tuo nome glorioso.

Gloria.

Ant. Nella tua mano forza e potenza *
dalla tua mano ogni grandezza.

Salmi laudativi
Salmo 28
Il Signore siede re per sempre
Ecco un voce dal cielo che disse «Questi è il figlio mio prediletto» (Mt 3,17).

Ant. Il Signore regna in eterno, *
e benedice il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio, *
date al Signore gloria e potenza.

Date al Signore la gloria del suo nome, *
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

Il Signore tuona sulle acque, +
il Dio della gloria scatena il tuono, *
il Signore, sull’immensità delle acque.

Il Signore tuona con forza, *
tuona il Signore con potenza.

Il tuono del Signore schianta i cedri, *
il Signore schianta i cedri del Libano.

Fa balzare come un vitello il Libano *
e il Sirion come un giovane bufalo.

Il tuono saetta fiamme di fuoco, *
il tuono scuote la steppa,

il Signore scuote il deserto di Kades *
e spoglia le foreste.

Il Signore è assiso sulla tempesta, *
il Signore siede re per sempre.

Il Signore darà forza al suo popolo *
benedirà il suo popolo con la pace.

Nel tempio del Signore *
tutti dicono: “Gloria!”.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Il Signore regna in eterno, *
e benedice il suo popolo con la pace.

Salmo diretto
Salmo 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per avere l’aiuto del Signore
Quel Dio che desidera distribuire le corone, procura le tentazioni. (S. Ambrogio).

Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: *
intendi il mio lamento.

Ascolta la voce del mio grido, +
o mio re e mio Dio, *
perché ti prego, Signore.

Al mattino ascolta la mia voce; *
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.

Tu non sei un Dio che si compiace del male; +
presso di te il malvagio non trova dimora; *
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.

Tu detesti chi fa il male, +
fai perire i bugiardi. *
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.

Ma io per la tua grande misericordia +
entrerò nella tua casa; *
mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio.

Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; *
spianami davanti il tuo cammino.

Non c’è sincerità sulla loro bocca, *
è pieno di perfidia il loro cuore;

la loro gola è un sepolcro aperto, *
la loro lingua è tutta adulazione.

Gioiscano quanti in te si rifugiano, *
esultino senza fine.

Tu li proteggi e in te si allieteranno *
quanti amano il tuo nome.

Signore, tu benedici il giusto: *
come scudo lo copre la tua benevolenza.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
O Dio forte e buono,
serbaci nella gioia della tua benevolenza;
persuasi della nostra debolezza,
ci affidiamo soltanto alla tua potenza che salva.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.

Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.

Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà dalla colpa.

O Trinità beata unico Dio,
odi la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Acclamiamo a Cristo, Verbo di Dio, luce che splende nelle tenebre e illumina ogni uomo:

Figlio di Dio, venuto nel mondo per salvare i peccatori, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che ti sei reso in tutto simile ai tuoi fratelli, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che ti sei addossato i nostri dolori, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai dato te stesso per strapparci alla corruzione del mondo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che sei stato messo a morte per i nostri peccati e sei risorto per la nostra giustificazione, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Cristo crocifisso, potenza e sapienza di Dio, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Crocifisso

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infuocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen

SALMODIA
Salmo 18 B
Lode a Dio, Signore della legge
Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5,48).

Ant. Assolvimi, Signore, *
dalle colpe di cui non mi avvedo.

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore. *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Ant. Assolvimi, Signore, *
dalle colpe di cui non mi avvedo.

Salmo 7
Preghiera di un giusto calunniato
Ecco il giudice è alle porte (Gc 5,9).

I (1-10)

Ant. Non sia straziata come da un leone la mia povera vita, *
senza che alcuno mi salvi.

Signore, mio Dio, in te mi rifugio: *
salvami e liberami da chi mi perseguita,

perché non mi sbrani come un leone, *
non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.

Signore mio Dio, se così ho agito: *
se c’è iniquità sulle mie mani,

se ho ripagato il mio amico con il male, *
se a torto ho spogliato i miei avversari,

il nemico m’insegua e mi raggiunga, +
calpesti a terra la mia vita *
e trascini nella polvere il mio onore.

Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, +
levati contro il furore dei nemici, *
alzati per il giudizio che hai stabilito.

L’assemblea dei popoli ti circondi: *
dall’alto volgiti contro di essa.

Il Signore decide la causa dei popoli: +
giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, *
secondo la mia innocenza, o Altissimo.

Poni fine al male degli empi; +
rafforza l’uomo retto, *
tu che provi mente e cuore, Dio giusto.

Gloria.

Ant. Non sia straziata come da un leone la mia povera vita, *
senza che alcuno mi salvi.

II (11-18)

Ant. Dio è giudice giusto, *
salva chi gli è fedele.

La mia difesa è nel Signore, *
egli salva i retti di cuore.

Dio è giudice giusto, *
ogni giorno si accende il suo sdegno.

Non torna forse ad affilare la spada, *
a tendere e puntare il suo arco?

Si prepara strumenti di morte, *
arroventa le sue frecce.

Ecco, l’empio produce ingiustizia, *
concepisce malizia, partorisce menzogna.

Egli scava un pozzo profondo *
e cade nella fossa che ha fatto;

la sua malizia ricade sul suo capo, *
la sua violenza gli piomba sulla testa.

Loderò il Signore per la sua giustizia *
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.

Gloria.

Ant. Dio è giudice giusto, *
salva chi gli è fedele.

TERZA

LETTURA BREVE
Col 3, 23-24
Fratelli, qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che quale ricompensa riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore.

RESPONSORIO
Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato».

Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, *
nel giorno della salvezza ti ho aiutato.

Ogni uomo saprà che io sono il tuo Salvatore.

Nel giorno della salvezza ti ho aiutato».

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, *
nel giorno della salvezza ti ho aiutato».

ORAZIONE
O Padre, limpida fonte di vita,
donaci per la tua infinita clemenza
di fuggire le torbide acque del male
e, nell’esercizio della penitenza purificatrice,
mantienici sempre assetàti di te
che sei sorgente di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Eb 13, 16

Fratelli, non dimenticatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

RESPONSORIO
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito.

Guariscimi, Signore, e io sarò guarito: *
così sarò salvato.

Perché tu sei il mio vanto.

Così sarò salvato.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Guariscimi, Signore, e io sarò guarito: *
così sarò salvato.

ORAZIONE
O Dio forte e buono,
serbaci nella gioia della tua benevolenza;
persuasi della nostra debolezza,
ci affidiamo soltanto alla tua potenza ché salva.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Ef 5,10-11

Fratelli, cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente.

RESPONSORIO
«Purifica il tuo cuore dalla malvagità.

Purifica il tuo cuore dalla malvagità, *
perché tu possa uscirne salvo.

Io sono il Signore che agisce con misericordia.

Perché tu possa uscirne salvo».

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

«Purifica il tuo cuore dalla malvagità *
perché tu possa uscirne salvo».

ORAZIONE
O Padre, limpida fonte di vita,
donaci per la tua infinita clemenza
di fuggire le torbide acque del male
e, nell’esercizio della penitenza purificatrice,
mantienici sempre assetàti di te
che sei sorgente di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:

O Dio forte e buono,
serbaci nella gioia della tua benevolenza;
persuasi della nostra debolezza,
ci affidiamo soltanto alla tua potenza ché salva.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Vespri primi

San Giuseppe sorregge Gesù Bambino

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Ecco una luce risplende:
rallegratevi, giusti.
Rifiorisce la gioia
nei retti di cuore.

Regna il Signore: si allieti la terra,
esultino l’isole tutte.
Rifiorisce la gioia
nei retti di cuore.

Ecco una luce risplende:
rallegratevi, giusti.
Rifiorisce la gioia
nei retti di cuore.

INNO
Angeli santi, pronti messaggeri
dei voleri celesti,
ora a Giuseppe, obbediente e giusto,
cantate voi la lode.

All’umile fanciulla nazarena,
docile vela al soffio dello Spirito
vergine intatta e fedele,
verginalmente Giuseppe si unisce.

Nell’ansiosa fuga e nell’esilio
salva il Figlio di Dio;
poi nella casa ignorata assicura
laboriosa quiete.

La sposa e il figlio allietano
gli ultimi giorni di una dura vita;
così tra i dolci affetti
serenamente spira.

Nell’ora della morte
assisti chi ti invoca:
contro ogni insidia del male,
noi ti preghiamo, difendici.

A te, Gesù, sia gloria,
che dalla Vergine nasci,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.

RESPONSORIO
Quest’uomo ha perfettamente adempito
tutti i comandi del Signore.
E Dio gli ha detto: «Entra nel mio riposo,
perché ho visto la tua giustizia
davanti a tutte le genti.

Bene, servo buono e fedele,
prendi parte alla gioia del tuo padrone,
perché ho visto la tua giustizia
davanti a tutte le genti».

SALMODIA
Salmo 145
Beato chi spera nel Signore
Mediante la figura del falegname, Gesù dimostra di avere per padre colui che artefice di tutte le cose, creò il mondo (S. Ambrogio).

Ant. Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, *
dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo
.

Loda il Signore, anima mia: †
loderò il Signore per tutta la mia vita, *
finché vivo canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti, *
in un uomo che non può salvare.

Esala lo spirito e ritorna alla terra; *
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, *
chi spera nel Signore suo Dio,

creatore del cielo e della terra, *
del mare e di quanto contiene.

Egli è fedele per sempre, †
rende giustizia agli oppressi, *
dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri, *
il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto, *
il Signore ama i giusti,

il Signore protegge lo straniero, †
egli sostiene l’orfano e la vedova, *
ma sconvolge le vie degli empi.

Il Signore regna per sempre, *
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

Salmo 133
Invito alla preghiera notturna

Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;

voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.

Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.

Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, *
dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

PRIMA ORAZIONE
Ci aiutino, Signore Gesù, i meriti di san Giuseppe,
sposo della tua santissima Madre;
ci sia dato di ottenere per sua intercessione
ciò che la nostra povertà non osa sperare.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua sposa: *
ciò che in lei è generato viene dallo Spirito santo.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua sposa: *
ciò che in lei è generato viene dallo Spirito santo.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
O Dio provvido e buono,
che hai voluto affidare
gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
concedi alla tua Chiesa di cooperare con fedeltà
alla salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

SALLENDA IN ONORE DEL SANTO
Si sorprese, Giuseppe, per la Vergine madre: *
il Verbo si è fatto carne ed abita fra noi.

Gloria.

Si sorprese, Giuseppe, per la Vergine madre: *
il Verbo si è fatto carne ed abita fra noi.

ORAZIONE
Padre d’immenso amore,
che hai onorato san Giuseppe col nome di giusto,
concedi a noi, che dai secoli eterni hai chiamato
alla santità della vita,
di camminare sempre in coerenza
con questo destino mirabile.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI
Rivolgiamo la nostra comune preghiera a Dio, da cui prende nome ogni paternità in cielo e sulla terra:
Padre nostro, che sei nei cieli, ascoltaci.

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di Cristo nascosto nei secoli eterni,
donaci di conoscere e di amare sempre più il tuo Figlio fatto uomo per la nostra salvezza.

Tu che nutri gli uccelli dell’aria e vesti i gigli del campo,
– dona a tutti gli uomini il pane quotidiano.

Hai affidato alle nostre mani l’opera della tua creazione:
– concedi agli operai, agli artigiani, ai contadini un’adeguata ricompensa delle loro fatiche.

O fonte di ogni santità, che chiami tutti gli uomini a configurarsi a te,
– concedi a noi, per intercessione di san Giuseppe, di camminare in santità e giustizia tutti i giorni della nostra vita.

Guarda con bontà ai moribondi e ai defunti:
– fa’ che siano eternamente felici con Gesù, Giuseppe e Maria.

Al Dio nostro, ricco di misericordia,
diciamo con animo filiale:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

dopo i primi Vespri della solennità di san Giuseppe

San Giuseppe al lavoro - Maria insegna a pregare a Gesù

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO
Di tenebra la terra ormai si ammanta:
quasi una dolce morte
scende sui corpi spossati,
che alla luce del giorno rivivranno.

Cristo Signore, luce vera, vita,
salva i tuoi servi:
l’oscura inerzia del sonno
non si tramuti nell’esilio eterno.

Nessuna forza di male
ci vinca nella notte:
tu che ci doni il riposo,
veglia su chi ti implora.

A te Gesù, sia gloria
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 4

Rendimento di grazie
Dio ha reso splendido e glorioso colui che ha resuscitato dai morti (S. Agostino).

Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.

Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: +
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.

Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?

Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.

Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.

Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». *
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.

In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

Gloria.

Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.

Salmo 132
Gioia dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio 
(1Gv 4,7).

Ant. Buono e soave è lodare il Signore.

Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!

E’ come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

E’ come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.

Gloria.

Ant. Buono e soave è lodare il Signore.

LETTURA BREVE
Dt 6, 4-7

Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

RESPONSORIO BREVE
Il mio cuore sia integro

Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.

Perché non resti confuso.

Nei tuoi precetti, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32

Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).

Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola. +

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.

ORAZIONE
Visita, Padre, la nostra casa
e salvala dalle insidie del nemico;
veglino gli angeli santi sulla nostra quiete,
e la tua benedizione sempre rimanga con noi.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Salve Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Turibio di Mongrovejo, vescovo

San Turibio di Mongrobvejo vescovo

Nato il 16 novembre 1538 da nobile famiglia a Mayorga de Campos, nel Léon (Spagna), Turibio compì gli studi umanistici a Valladolid, poi di diritto canonico a Salamanca e infine all’università di Santiago di Compostella. Nominato nel 1573 inquisitore a Granada, entrò in relazione con il re Filippo II, di cui godette sempre alta stima, tanto che questi indicò in lui il candidato adatto per il vacante arcivescovado di Lima, in Perù. Turibio, in quanto laico, si oppose a tale nomina, ma dovette piegarsi alla volontà del re. Ricevuti insieme tutti gli ordini sacri, ebbe la consacrazione episcopale nella cattedrale di Siviglia nell’agosto 1580. Appena preso possesso della sua diocesi, Turibio vi restaurò la disciplina ecclesiastica, combatté le ingiustizie e, mostrandosi sempre schierato dalla parte dei poveri, venne osteggiato e perseguitato dai potenti.
Eresse chiese, case religiose, ospedali e nel 1591 il primo seminario del Terzo Mondo. Durante il suo servizio alla diocesi convocò tre concili provinciali, celebrò tredici sinodi diocesani, visitò tre volte la sua sterminata diocesi, impiegando in tali visite 17 dei suoi 25 anni di episcopato. Ammalatosi mentre stava compiendo la terza delle sue visite pastorali, morì a Sana il 23 marzo 1606. Fu beatificato da Innocenzo XI nel 1679 e canonizzato da Benedetto XIII nel 1726. San Turibio è patrono del Perù.


Oggi si fa anche memoria della


Beata Annunciata Cocchetti

Beata Annunciata Cocchetti

Annunciata nacque nel 1800 a Rovato, in provincia di Brescia. La sua famiglia era benestante, ma la sua infanzia fu segnata dalla morte dei genitori, quando aveva solo sette anni. Per questo motivo visse con la nonna, che le trasmise la fede e curò la sua istruzione. Annunciata ebbe sempre grande cura per l’istruzione delle ragazze, così quando ebbe 17 anni ottenne il permesso della nonna per aprire nella sua casa una scuola gratuita per le sue compaesane che non potevano permettersi di ricevere un’istruzione in altro modo. La formazione della dimensione culturale si univa però all’attenzione per la vita dello spirito, che Annunciata curava innanzitutto per sé e che testimoniava nell’oratorio femminile. La passione per la scuola era molto forte, così, quando dovette chiudere la scuola che aveva fondato a causa di una riforma si impegnò per ottenere l’abilitazione per essere assunta come prima maestra della scuola comunale di Rovato. Nel frattempo approfondiva la sua ricerca vocazionale, che continuò anche quando, morta la nonna, raggiunse uno zio a Milano. La decisione definitiva fu presa nel 1831, quando raggiunse Cemmo, in Valcamonica, dove don Luca Passi, con il quale aveva già collaborato all’oratorio femminile, aveva fondato una scuola per ragazze. Lì si dedicò all’assistenza nel campo dell’educazione e dell’istruzione, fino a che ottenne di consacrarsi come suora nella congregazione delle Maestre di santa Dorotea, fondata a Venezia da don Luca Passi. Nel 1843 emise i voti e tornò a Cemmo, dove nel 1853 fu inaugurato il noviziato della comunità da lei coordinata, sempre dedita all’educazione delle ragazze. Dal 1866 il vescovo di Brescia chiese che la comunità delle suore, chiamata di Santa Dorotea, fosse alle sue dirette dipendenze, la comunità crebbe, guidata da Annunciata, dotata di una forte spiritualità e di spirito pratico. Annunciata morì il 23 marzo 1882. Venne dichiarata beata nel 1991, oggi il suo carisma è custodito dalle Suore Dorotee di Cemmo e dalle Consacrate secolari e dalla Comunità Laicale Annunciata Cocchetti.