Settimana autentica – Venerdì nella Passione del Signore
Liturgia del 3 aprile 2026
Calendario
Celebrazione della Passione del Signore nel rito Ambrosiano

INIZIO DEI VESPERI
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Ci troviamo raccolti a commemorare e rivivere la passione del Signore.
La Chiesa contempla il suo Sposo
che, morendo, si offre vittima al Padre
per liberare tutta l’umanità dal peccato e dalla morte.
Noi adoriamo in questa celebrazione il mistero della nostra salvezza
e disponiamo il nostro cuore nella fede e nel pentimento
perché possiamo essere raggiunti, guariti e santificati
dal sacrificio di Cristo Redentore.
RITO DELLA LUCE
O Dio, tu sei la mia luce.
Dio mio, rischiara le mie tenebre.
Per te sarò liberato dal male.
Dio mio, rischiara le mie tenebre.
O Dio, tu sei la mia luce.
Dio mio, rischiara le mie tenebre.
INNO
Del Re il vessillo sfolgora,
la Croce appare in gloria,
ove il Creator degli uomini
è appeso a un patibolo.
I chiodi lo trafiggono,
Gesù sospeso sanguina:
s’immola qui la vittima
che il mondo vuol redimere.
Spietata poi la lancia
trapassa il cuore esanime;
l’acqua e il sangue sgorgano
che i nostri errori lavano.
Veraci ora si adempiono
le profezie di Davide:
dal legno del patibolo
regna il Signor dei secoli.
Albero degno e fulgido,
del Re il sangue sfolgora;
il solo eletto a reggere
le membra sue santissime.
Beata croce, simile
a mistica bilancia!
Tu porti, appesa vittima,
che ci salvò dagli inferi.
Spandi profumi nobili
più dolce sei del nettare,
lieta di frutti floridi,
del Re il trionfo celebri.
Salve altare e vittima!
Nella passione splendida
ormai la morte sgomini,
vita è donata agli uomini.
Croce, speranza unica,
la Chiesa oggi ti celebra:
ai buoni aggiungi grazie,
ai re cancella i crimini.
O Trinità, ti adorino
i tuoi redenti unanimi:
la Croce ebbe a redimerli,
con la tua Croce salvali. Amen.
I LETTURA
Lettura del profeta Isaia
Is 49, 24 – 50, 10

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Dice il Signore: rivesto i cieli di oscurità.
Si può forse strappare la preda al forte?
Oppure può un prigioniero sfuggire al tiranno?
Eppure, dice il Signore:
«Anche il prigioniero sarà strappato al forte,
la preda sfuggirà al tiranno.
Io avverserò i tuoi avversari,
io salverò i tuoi figli.
Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori,
si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.
Allora ogni uomo saprà
che io sono il Signore, il tuo salvatore
e il tuo redentore, il Potente di Giacobbe».
Dice il Signore:
«Dov’è il documento di ripudio di vostra madre,
con cui l’ho scacciata?
Oppure a quale dei miei creditori io vi ho venduti?
Ecco, per le vostre iniquità siete stati venduti,
per le vostre colpe è stata scacciata vostra madre.
Per quale motivo non c’è nessuno, ora che sono venuto?
Perché, ora che chiamo, nessuno risponde?
È forse la mia mano troppo corta per riscattare
oppure io non ho la forza per liberare?
Ecco, con una minaccia prosciugo il mare,
faccio dei fiumi un deserto.
I loro pesci, per mancanza d’acqua, restano all’asciutto,
muoiono di sete.
Rivesto i cieli di oscurità,
do loro un sacco per mantello».
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Ecco, come una veste si logorano tutti,
la tignola li divora.
Chi tra voi teme il Signore,
ascolti la voce del suo servo!
Colui che cammina nelle tenebre,
senza avere luce,
confidi nel nome del Signore,
si affidi al suo Dio.
SALMELLO
Hanno forato le mie mani e i miei piedi, *
posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano: †
si dividono le mie vesti, *
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, *
mia forza, accorri in mio aiuto.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete, *
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe.
ORAZIONE
Preghiamo.
Volgi benevolo il tuo sguardo, o Dio misericordioso,
su questa famiglia, per la quale il Signore nostro Gesù Cristo,
consegnandosi liberamente nelle mani dei carnefici
subì il supplizio della croce,
e ora, glorioso, vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure:
Preghiamo.
O Dio misericordioso, che per la nostra redenzione
hai accettato il sacrificio di Cristo,
infrangi l’opera del demonio e spezza le catene della colpa:
fa’ che l’antico contagio del male
non torni a deturpare l’uomo nuovo che tu hai rigenerato.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
II LETTURA
Lettura del profeta Isaia.
Is 52, 13 – 53, 12

Il quarto cantico del servo del Signore: l’uomo dei dolori che ben conosce il patire.
Così dice il Signore Dio:
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.
RESPONSORIO
Dense tenebre coprirono tutta la terra,
mentre i Giudei crocifiggevano Gesù.
Verso le tre del pomeriggio,
Gesù invocò a gran voce:
«Mio Dio, mio Dio,
perché mi hai abbandonato?».
Uno dei soldati
gli trafisse il fianco con una lancia,
dopo che egli, chinata la testa,
emise lo spirito.
Ecco subito un gran terremoto,
il velo del tempio si strappò
e la terra si scosse,
dopo che egli, chinata la testa,
emise lo spirito.
PASSIONE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO SECONDO MATTEO
Passione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo.
Mt 27, 1-56

La morte del Signore sulla croce.
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il «Campo del vasaio» per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato «Campo di sangue» fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
A questo punto si spegne ogni luce, tutti s’inginocchiano e, mentre la campana annuncia la Morte del Signore, si spoglia l’altare. Un grande silenzio cala sulla chiesa; poi la lettura prosegue con tono di voce più sommesso.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

ADORAZIONE DELLA CROCE
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio che ci ami con amore di Padre,
e, in premio della sua fede, nello stesso giorno,
portasti il ladro pentito dalla croce al paradiso,
liberaci dalle nostre ingiustizie e rendici eredi dei tuoi beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Preghiamo.
O Dio, che hai redento l’uomo
col sangue prezioso del tuo Figlio unigenito,
a quelli che adorano la croce concedi la liberazione dal peccato
e la vita eterna che dalla stessa croce è scaturita.
Per Cristo nostro Signore.
Si forma la processione per portare la croce all’altare.
Si fanno tre soste di adorazione. Di volta in volta si canta:
Ecco il legno della croce, al quale fu sospeso colui che è la salvezza del mondo.
Venite, adoriamo.
La croce viene deposta sui gradini dell’altare.
Ant 1. O Signore, adoriamo la tua croce
e cantiamo gloria alla tua risurrezione.
Ant 2. Adoriamo la tua croce, o Signore;
adoriamo il mistero della tua croce
e la salvezza che viene da te crocifisso.
Ant. 3 Noi, ti lodiamo, o Cristo, e ti benediciamo
perché con la tua croce hai redento il mondo.
SALMODIA
Salmo 21 (22) 2a. 4-5. 7-9. 12-16. 20. 23
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? †
Eppure tu sei il Santo, *
tu siedi in trono fra le lodi d’Israele.
In te confidarono i nostri padri, *
confidarono e tu li liberasti;
Ma io sono verme e non uomo, *
rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente.
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, *
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore, lui lo liberi, *
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».
Non stare lontano da me, †
perché l’angoscia è vicina *
e non c’è chi mi aiuti.
Mi circondano tori numerosi, *
mi accerchiano grossi tori di Basan.
Spalancano contro di me le loro fauci: *
un leone che sbrana e ruggisce.
Io sono come acqua versata, *
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera, *
si scioglie in mezzo alle mie viscere.
Arido come un coccio il mio vigore, †
la mia lingua si è incollata al palato, *
mi deponi su polvere di morte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, *
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, *
ti loderò in mezzo all’assemblea.

PREGHIERA UNIVERSALE
Per la santa Chiesa
Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa:
il Signore Dio nostro le conceda pace e unità,
la protegga su tutta la terra e doni a noi di vivere per la sua gloria.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
che in Cristo hai rivelato la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l’opera della tua misericordia
e fa’ che la santa Chiesa, diffusa su tutta la terra,
perseveri con fermezza di fede nella professione del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
Per il Papa
Preghiamo per il nostro santo padre il papa:
il Signore Dio nostro, che lo ha eletto nell’ordine episcopale,
lo conservi alla sua Chiesa per guidare il popolo santo di Dio.
(Pausa di preghiera silenziosa)
Dio onnipotente ed eterno,
sapienza che reggi tutte le cose,
ascolta benigno le nostre preghiere:
custodisci con paterna bontà il papa che tu hai scelto per noi
perché sotto la sua guida il popolo cristiano,
di cui tu sei il pastore unico e vero,
cresca nella fede.
Per Cristo nostro Signore.
Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli
Preghiamo per il nostro vescovo
e per tutti i vescovi, per i sacerdoti e per i diaconi,
per tutti quelli che svolgono un ministero nella Chiesa
e per tutto il popolo di Dio.
(Pausa di preghiera silenziosa)
Dio onnipotente ed eterno,
che nel tuo Spirito guidi e santifichi la Chiesa,
accogli la preghiera che ti innalziamo
perché secondo il dono della tua grazia
tutti i membri della comunità,
nel loro ordine e grado,
ti possano fedelmente servire.
Per Cristo nostro Signore.
Per i catecumeni
Preghiamo per i (nostri) catecumeni:
il Signore Dio nostro
apra i loro cuori alla sua misericordia
perché nell’acqua del battesimo
ricevano il perdono di tutti i peccati
e siano incorporati a Cristo Gesù, nostro Salvatore.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
che rendi la tua Chiesa
sempre feconda di nuovi figli,
accresci nei (nostri) catecumeni la luce della fede
perché, rinati nel fonte battesimale,
siano accolti tra i tuoi figli di adozione.
Per Cristo nostro Signore.
Per l’unità dei cristiani
Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo:
il Signore Dio nostro conceda loro
di vivere secondo la verità che professano
e li raduni e li custodisca nell’unica sua Chiesa.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
che riunisci i dispersi
e li serbi nell’unità,
guarda con amore al gregge del Figlio tuo;
raccogli nell’integrità della fede e nel vincolo della carità
quelli che un unico battesimo ha consacrato.
Per Cristo nostro Signore.
Per gli ebrei
Preghiamo per gli Ebrei:
il Signore Dio nostro,
che li scelse primi fra tutti gli uomini
ad accogliere la sua parola,
li aiuti a progredire sempre
nell’amore del suo nome
e nella fedeltà alla sua alleanza.
(Pausa di preghiera silenziosa)
Dio onnipotente ed eterno,
che hai fatto le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza,
ascolta la preghiera della tua Chiesa,
perché il popolo primogenito della tua alleanza
possa giungere alla pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Per i non cristiani
Preghiamo per quelli
che non credono in Cristo:
illuminati dallo Spirito santo,
possano entrare anch’essi
nella via della salvezza.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
ai nostri fratelli
che camminano alla tua presenza
in sincerità di cuore,
ma non conoscono Cristo,
concedi di trovare la verità;
e a noi dona di crescere nella carità reciproca
e di vivere più profondamente
il tuo mistero di salvezza
per essere nel mondo testimoni più credibili
del tuo amore paterno.
Per Cristo nostro Signore.
Per quelli che non credono in Dio
Preghiamo per quelli che non credono in Dio
perché, vivendo con bontà
e con rettitudine di cuore,
arrivino a conoscerlo e ad amarlo.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
che infondesti nel cuore degli uomini,
così profonda nostalgia di te,
che solo quando ti trovano hanno pace,
concedi ai nostri fratelli
di scorgere nel mondo i segni della tua bontà
e, vedendo la testimonianza di amore di quelli che credono,
di riconoscerti con gioia
come unico vero Dio, padre di tutti.
Per Cristo nostro Signore.
Per i governanti
Preghiamo per quelli che sono chiamati
a reggere la comunità civile:
il Signore Dio nostro li illumini e li guidi
a cercare il bene di tutti
nella libertà, nella giustizia e nella pace.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
nelle tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti dei popoli;
illumina coloro che ci governano
perché promuovano in una pace duratura
il progresso sociale e morale,
e la libertà civile e religiosa.
Per Cristo nostro Signore.
Per quelli che soffrono
Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente
perché salvi l’umanità da ogni male:
allontani le epidemie,
vinca la fame e l’ignoranza,
abbatta i muri di ogni separazione,
liberi gli oppressi,
protegga chi è in viaggio,
conceda il ritorno ai lontani da casa,
la consolazione ai tribolati,
la salute ai malati,
ai morenti la salvezza eterna.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
conforto degli afflitti e sostegno dei deboli,
ascolta il grido dell’umanità sofferente
e accorri in suo aiuto perché tutti si rallegrino
di avere sperimentato la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Per i defunti
Preghiamo per i nostri fratelli che sono morti nella pace di Cristo:
associati a lui nel destino di sofferenza e di morte,
possano partecipare alla gloria della sua risurrezione.
(Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai abbandonato il tuo unico Figlio alla morte di croce
perché tutti noi, chiamati a morire con lui,
potessimo con lui rinascere alla vita,
dona ai nostri fratelli, che nella fede hanno lasciato questo mondo,
di entrare nella gioia della luce senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, che hai dato agli uomini
come modello di umiltà e di pazienza
Gesù Cristo nostro fratello e nostro redentore
morto in croce per noi,
donaci di accogliere gli insegnamenti della sua passione
e di condividere la sua gloria di Salvatore risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Andiamo in pace.
Nel nome di Cristo.
Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te, Signore, re di eterna gloria.
INNO
Lotta gloriosa, cruenta vittoria
oggi celebri il canto:
sul Calvario il Signore
immolato trionfa.
L’albero del primo giardino
disseminò la morte;
dall’albero della croce
rifiorisce la vita.
È l’ora, il disegno del Padre
mirabilmente si compie:
ecco il Figlio di Dio
da grembo vergine nasce;
vive con noi, cammina
sulle sordide strade;
docile agnello, sospira
l’altare della croce.
Strazio crudele! Muore
di sete, di insulti, di spasimi;
scorre il sangue e purifica
il mondo contaminato.
A te sia lode nei secoli,
o Trinità beata;
conserva nella tua grazia
i cuori dei redenti. Amen.
Oppure:
O gran Padre! per Lui che s’immola,
cessi alfine quell’ira tremenda;
e de’ ciechi l’insana parola
volgi in meglio, pietoso Signor.
Sì, quel Sangue sovr’essi discenda;
ma sia pioggia di mite lavacro:
tutti errammo; di tutti quel sacro
santo Sangue cancelli l’error.
E tu, Madre, che immota vedesti
un tal Figlio morir sulla croce,
per noi prega, o regina dei mesti,
che il possiamo in sua gloria veder;
che i dolori, onde il secolo atroce
fa de’ buoni più tristo l’esilio,
misti al santo patir del tuo Figlio,
ci sian pegno d’eterno goder.
RESPONSORIO
Dice il Signore: «L’empio mi consegnerà
ai sommi sacerdoti e ai capi del popolo».
Pietro lo seguiva da lontano
per vedere la conclusione.
Entrato nel cortile del sommo sacerdote,
Pietro si pose a sedere fra i servi
per vedere la conclusione.
SALMODIA
Salmo 31
Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa
Era necessario che Cristo morisse per tutti, perché nella sua croce ci fosse data la remissione dei peccati e il suo sangue lavasse le brutture del mondo (S. Ambrogio).
Ant. «Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, *
sia fatta la tua volontà».
Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa, *
e perdonato il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male *
e nel cui spirito non è inganno.
Tacevo e si logoravano le mie ossa, *
mentre gemevo tutto il giorno.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano, *
come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
Ti ho manifestato il mio peccato, *
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe» *
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.
Per questo ti prega ogni fedele *
nel tempo dell’angoscia.
Quando irromperanno grandi acque *
non lo potranno raggiungere.
Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo, *
mi circondi di esultanza per la salvezza.
Ti farò saggio, t’indicherò la via da seguire; *
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.
Non siate come il cavallo e come il mulo privi d’intelligenza; †
si piega la loro fierezza con morso e briglie, *
se no, a te non si avvicinano.
Molti saranno i dolori dell’empio, *
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
Gioite nel Signore ed esultate, giusti, *
giubilate, voi tutti, retti di cuore.
Gloria.
Ant. «Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, *
sia fatta la tua volontà».
Salmo 66
Tutti i popoli glorificano il Signore
Cristo è il grano dissolto nel corpo e morto per noi, per portare in noi molto frutto (S. Ambrogio).
Ant. «Vegliate e pregate, – dice il Signore – *
per non cadere in tentazione».
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra.
Gloria.
Ant. «Vegliate e pregate, – dice il Signore – *
per non cadere in tentazione».
Salmo 79
Visita, o Signore, la tua vigna
Il Signore Gesù, stendendo le mani sulla croce, risollevò l’universo che stava per andare perduto (S. Ambrogio).
Ant. «Simone dormi? Non siete stati capaci *
di vegliare con me un’ora sola?
Vedete come Giuda invece non dorme *
e si affretta a consegnarmi ai Giudei».
Tu, pastore d’Israele, ascolta, *
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi *
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza *
e vieni in nostro soccorso.
Rialzaci, Signore, nostro Dio, *
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Signore, Dio degli eserciti, †
fino a quando fremerai di sdegno *
contro le preghiere del tuo popolo?
Tu ci nutri con pane di lacrime, *
ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, *
e i nostri nemici ridono di noi.
Rialzaci, Dio degli eserciti, *
fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Hai divelto una vite dall’Egitto, *
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Le hai preparato il terreno, *
hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.
La sua ombra copriva le montagne *
e i suoi rami i più alti cedri.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare *
e arrivavano al fiume i suoi germogli.
Perché hai abbattuto la sua cinta *
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco *
e se ne pasce l’animale selvatico.
Dio degli eserciti, volgiti, *
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, *
il germoglio che ti sei coltivato.
Quelli che l’arsero col fuoco e la recisero, *
periranno alla minaccia del tuo volto.
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, *
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo, *
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, *
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Gloria.
Ant. «Simone dormi? Non siete stati capaci *
di vegliare con me un’ora sola?
Vedete come Giuda invece non dorme *
e si affretta a consegnarmi ai Giudei».
Salmo 85, 1-7
Preghiera del povero nell’afflizione
Gesù, dando un forte grido spirò (Mc 15, 37).
Ant. Come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai tosatori, *
nell’umiliazione non aprì la sua bocca.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.
Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.
Gloria.
Ant. Come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai tosatori, *
nell’umiliazione non aprì la sua bocca.
Salmo 35
Malizia del peccatore, bontà del Signore
Non sulla sua, ma sulla nostra croce Cristo è salito (S. Ambrogio).
Ant. Pilato disse: «Non sono responsabile *
del sangue di questo giusto».
Nel cuore dell’empio parla il peccato, *
davanti ai suoi occhi non c’è timor di Dio.
Poiché egli si illude con sé stesso *
nel ricercare la sua colpa e detestarla.
Inique e fallaci sono le sue parole, *
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Iniquità trama sul suo giaciglio, †
si ostina su vie non buone, *
via da sé non respinge il male.
Signore, la tua grazia è nel cielo, *
la tua fedeltà fino alle nubi;
la tua giustizia è come i monti più alti, †
il tuo giudizio come il grande abisso: *
uomini e bestie tu salvi, Signore.
Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! *
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa *
e li disseti al torrente delle tue delizie.
È in te la sorgente della vita, *
alla tua luce vediamo la luce.
Concedi la tua grazia a chi ti conosce, *
la tua giustizia ai retti di cuore.
Non mi raggiunga il piede dei superbi, *
non mi disperda la mano degli empi.
Ecco, sono caduti i malfattori, *
abbattuti, non possono rialzarsi.
Gloria.
Ant. Pilato disse: «Non sono responsabile *
del sangue di questo giusto».
Salmo 80, 8b-17
Il nostro Dio è solo il Signore
«Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza» (Mc 14, 24).
Ant. «Popolo mio, che cosa ti ho fatto? *
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dall’Egitto, *
tu hai preparato la croce per il tuo Salvatore?».
«Avvolto nella nube ti ho dato risposta, *
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio *
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore tuo Dio, †
che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto; *
apri la tua bocca, la voglio riempire.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *
Israele non mi ha obbedito.
L’ho abbandonato alla durezza del suo cuore, *
che seguisse il proprio consiglio.
Se il mio popolo mi ascoltasse, *
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici *
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.
I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi *
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;
li nutrirei con fiore di frumento, *
li sazierei con miele di roccia».
Gloria.
Ant. «Popolo mio, che cosa ti ho fatto? *
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dall’Egitto, *
tu hai preparato la croce per il tuo Salvatore?».
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
Benedicimi, Padre.
Ci benedica Cristo Gesù, crocifisso per noi.
Amen.
LETTURA BIBLICA
Passione del Signore nostro Gesù Cristo secondo Marco
I (14, 12-52)
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli di Gesù gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi “colui che mangia con me”, mi tradirà». Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».
E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: “Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”. Ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò». Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».
Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Allontanandosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole.
Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!». Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.
RESPONSORIO
«Ero come agnello mansueto:
ero portato al macello e non lo sapevo.
Essi tramavano contro di me e dicevano:
“Abbattiamo l’albero nel suo rigoglio,
strappiamolo dalla terra dei viventi”.
Sorgi, Signore, affrontali, abbattili,
loro che contro di me vanno dicendo:
“Abbattiamo l’albero nel suo rigoglio,
strappiamolo dalla terra dei viventi”».
II (14, 53 – 15, 15)
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.
Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.
Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi. Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d’uomo». Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete “il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I servi intanto lo percuotevano.
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò: «Io non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli». Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo che voi dite». Per la seconda volta il gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto.
Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato.
Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
RESPONSORIO
«Contro di me fremevano gli empi,
s’indurì contro di me il loro cuore.
Essi stabilirono il mio prezzo:
trenta sicli d’argento
sono stato da loro valutato.
Si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettato la sorte;
trenta sicli d’argento
sono stato da loro valutato».
III (15, 16-47)
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
Poi lo crocifissero “e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse” quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero: e l’iscrizione con il motivo della condanna diceva: “Il re dei Giudei”. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.
I passanti lo insultavano e, “scuotendo il capo”, esclamavano: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare sé stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di “aceto” una spugna e, postala su una canna, gli “dava da bere”, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso.
Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era figlio di Dio!».
C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Mágdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato un centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Mágdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto.
RESPONSORIO
«Al sacrificio, solitaria vittima,
tu vai, Signore, per tutti.
Non c’è Pietro con te, che pur diceva:
“Per te voglio morire”.
Ti abbandonò Tommaso, che gridava:
“Andiamo tutti a morire con lui”.
Nessuno c’è dei tuoi: tu muori solo,
Figlio e Dio mio,
che immacolata mi preservasti.
Venite e vedete l’Uomo-Dio
a una croce confitto.
Nessuno c’è dei tuoi: tu muori solo.
Figlio e Dio mio,
che immacolata mi preservasti».
ORAZIONE
Salvatore e Signore,
che, secondo l’eterno disegno del Padre,
hai preso su di te con amore ineffabile
ogni miseria nostra, ogni ferita,
in questo santo giorno
concedi in virtù del tuo sangue
che gli uomini siano liberati da tutte le colpe
e possano abitare nella patria celeste,
con te, che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebradal cuore dei tuoi servie dona alle nostre menti la tua luce.Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Lodi

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo (Pausa di preghiera silenziosa)
Dio forte clemente, che nella croce di Cristo
effondi sull’universo
tutti i tesori del tuo amore immenso,
ravviva la speranza dei peccatori
che piangono le loro colpe,
e chiama alla gioia del paradiso
quanti con umile cuore
confessano la tua misericordia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico Is 49, 1-4
Il Servo del Signore parla al mondo
Offriamo le nostre membra a questa buona ferita, offriamole a questa «freccia appuntita». Questa freccia è Cristo: essere colpiti è una grazia (S. Ambrogio).
Ant. Il Signore mi ha nascosto all’ombra della sua mano, *
mi ha reso freccia appuntita.
Ascoltatemi, o isole, *
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato, *
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata, *
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita, *
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, *
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato, *
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, *
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Gloria.
Ant. Il Signore mi ha nascosto all’ombra della sua mano, *
mi ha reso freccia appuntita.
Salmi laudativi
Salmo 148
Glorificazione di Dio Signore e Creatore
A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5,13).
Ant. «Ogni giorno sedevo tra voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. *
Ora mi avete flagellato e mi portate a essere crocifisso».
Lodate il Signore dai cieli, *
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, *
lodatelo, voi tutte, sue schiere.
Lodatelo, sole e luna, *
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
Lodatelo, cieli dei cieli, *
voi acque al di sopra dei cieli.
Lodino tutti il nome del Signore, *
perché egli disse e furono creati.
Li ha stabiliti per sempre, *
ha posto una legge che non passa.
Lodate il Signore dalla terra, *
mostri marini e voi tutti abissi,
fuoco e grandine, neve e nebbia, *
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,
monti e voi tutte, colline, *
alberi da frutto e tutti voi, cedri,
voi fiere e tutte le bestie, *
rettili e uccelli alati.
I re della terra e i popoli tutti, *
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le fanciulle, †
i vecchi insieme ai bambini *
lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime, †
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. *
Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.
È canto di lode per tutti i suoi fedeli, *
per i figli d’Israele, popolo che egli ama.
Salmo 149
Festa degli amici di Dio
I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esischio).
Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.
Salmo 150
Ogni vivente dia lode al Signore
A Dio la gloria, nella Chiesa e in Gesù Cristo (Ef 3, 21).
Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e suoi flauti.
Lodatelo con cembali sonori, †
lodatelo con cembali squillanti; *
ogni vivente dia lode al Signore.
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Questo io dico: Le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (Rm 15, 8. 9).
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. «Ogni giorno sedevo tra voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. *
Ora mi avete flagellato e mi portate a essere crocifisso».
Salmo diretto
Salmo 108, 1-5. 21-27. 30-31
Il giusto invoca il Dio della giustizia
La croce è posta sulle sue spalle come un trofeo. L’abbia portata Simone o l’abbia portata lui, la verità è che Cristo la porta nell’uomo e l’uomo la porta in Cristo (S. Ambrogio).
Dio della mia lode, non tacere, *
poiché contro di me si sono aperte la bocca dell’empio e dell’uomo di frode;
parlano di me con lingua di menzogna. +
Mi investono con parole di odio, *
mi combattono senza motivo.
In cambio del mio amore mi muovono accuse, *
mentre io sono in preghiera.
Mi rendono male per bene *
e odio in cambio di amore.
Ma tu, Signore Dio, +
agisci con me secondo il tuo nome: *
salvami, perché buona è la tua grazia.
Io sono povero e infelice *
e il mio cuore è ferito nell’intimo.
Scompaio come l’ombra che declina, *
sono sbattuto come una locusta.
Le mie ginocchia vacillano per il digiuno, *
il mio corpo è scarno e deperisce.
Sono diventato loro oggetto di scherno, *
quando mi vedono scuotono il capo.
Aiutami, Signore mio Dio, *
salvami per il tuo amore.
Sappiano che qui c’è la tua mano: *
tu, Signore, tu hai fatto questo.
Alta risuoni sulle mie labbra la lode del Signore, *
lo esalterò in una grande assemblea;
poiché si è messo alla destra del povero *
per salvare dai giudici la sua vita.
Gloria.
SECONDA ORAZIONE
Dio misericordioso,
dona e conserva ai credenti la salvezza
che ci viene dalla passione redentrice,
e sciogli nell’uomo
ogni impaccio di colpa e di debolezza
col soccorso della tua pietà senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
INNO
Albero santo e nobile,
croce di Cristo,
tronco su tutti amabile,
dolce è il tuo frutto!
Piega i tuoi rami, mitiga
la ruvidezza,
il tuo legno sia morbido
al Re che muore.
Tu presenti la Vittima
che tutti salva,
tu sei del sangue rorida
che ci redime.
Al Padre, all’Unigenito
morto e risorto
e al Paracléto Spirito
salga la lode. Amen.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Re dei secoli, che è morto e risorto per donarci la vita, innalziamo le nostre invocazioni.
Cristo, che hai umiliato l’arroganza del nostro antico Nemico, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Salvatore, che dalla croce irradi sul mondo la tua potenza salvifica, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Figlio dell’Altissimo, che, inchiodato al patibolo hai promesso al ladro pentito il paradiso, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Dio, che regni nel cielo e per liberare l’uomo hai sopportato il rifiuto dei tuoi servi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Giudice degli angeli, che sei stato sottoposto al giudizio degli uomini, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Signore eterno e forte, che morendo in croce ci hai procurato col tuo sangue la gloria della risurrezione, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Ora media

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria.
Lode a te Signore, re di eterna gloria.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
È l’ora terza. Gesù Signore
sale ingiuriato la croce,
ma noi pensosi gli offriamo
l’affetto di un animo orante.
Se in te nasce il Figlio di Dio,
la vita conservi incolpevole
e, con voce assidua implorando,
dischiudi il tuo cuore allo Spirito.
Quest’ora ha segnato la fine
al lungo torpore del male,
ha debellato la morte,
ha cancellato la colpa.
Di qui l’epoca inizia
della salvezza di Cristo,
nelle Chiese dell’universo
la verità s’irradia della fede.
Dalla gloria del suo patibolo
Gesù parla alla Vergine:
Ecco tuo figlio, o donna;
Giovanni, ecco tua madre.
Al vincolo di giuste nozze,
avvolte in profondo mistero,
era solo affidato in custodia
l’onore della Madre.
Stupendi prodigi dal cielo
confermano l’alto disegno;
la turba malvagia non crede,
chi crede ritrova salvezza.
Credo in un Dio Unigenito,
nato tra noi dalla Vergine,
che ha tolto i peccati del mondo
e siede alla destra del Padre.
Gloria si canti all’unico Dio
e a Gesù Cristo Signore,
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Ant. Intrecciata una corona di spine, *
gliela posero sul capo.
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
Ant. Intrecciata una corona di spine, *
gliela posero sul capo.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Ant. Gli diedero da bere vino *
mescolato con fiele.
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
Ant. Gli diedero da bere vino *
mescolato con fiele.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ant. Giuda, vedendo che Gesù era stato condannato, *
disse: «Ho peccato, tradendo sangue innocente».
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
Ant. Giuda, vedendo che Gesù era stato condannato, *
disse: «Ho peccato, tradendo sangue innocente».
TERZA
LETTURA BREVE
2 Cor 5, 20b-21
Fratelli, vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
RESPONSORIO
Hai allontanato da me i miei compagni.
Hai allontanato da me i miei compagni; *
mi hai reso per loro un orrore.
Hai allontanato da me amici e conoscenti.
Mi hai reso per loro un orrore.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Hai allontanato da me i miei compagni; *
mi hai reso per loro un orrore.
ORAZIONE
Dio di sapienza eterna e di bontà infinita,
donaci di accompagnare la passione di Cristo
con la pietà del cuore e la santità delle opere,
perché viviamo sempre nella verità e nella giustizia,
riconciliàti con te dal nostro Salvatore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
Gal 3, 13-14a
Fratelli, Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto: «Maledetto chi pende dal legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti.
RESPONSORIO
Sorgevano testimoni violenti.
Sorgevano testimoni violenti, *
mi interrogavano su ciò che ignoravo.
Mi rendevano male per bene.
Mi interrogavano su ciò che ignoravo.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Sorgevano testimoni violenti, *
mi interrogavano su ciò che ignoravo.
ORAZIONE
Con umile cuore, o Dio,
imploriamo il tuo nome santo e terribile:
tu che all’ora sesta hai voluto
che il Signore Gesù salisse la croce
per la nostra salvezza,
donaci di servirti senza infedeltà in ogni tempo,
poi che siamo stati redenti dal Figlio tuo crocifisso,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
Gal 2, 19b-20
Fratelli, sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma. Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
RESPONSORIO
Io sono un verme, non un uomo.
Io sono un verme, non un uomo, *
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono.
Infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Io sono un verme, non un uomo, *
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
ORAZIONE
Signore Gesù Cristo, all’ora nona hai voluto
che il malfattore crocifisso
pentito entrasse nel tuo paradiso;
fa’ che, riconoscendo le nostre colpe,
possiamo varcare gioiosi
la soglia della dimora celeste.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmodia Complementare
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.
Gloria.
II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.
Gloria.
III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).
Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.
Gloria.
IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).
Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria.
V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).
Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria.
VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).
Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.
I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.
M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.
Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.
Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.
Gloria.
VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).
La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria.
IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.
Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.
Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.
Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.
La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Gloria.
X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.
Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.
Gloria.
XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.
Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.
Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.
Gloria.
XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).
La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.
Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.
Gloria.
XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.
Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.
La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.
Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.
Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.
Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.
Gloria.
XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).
Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.
Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.
Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.
Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.
Gloria.
XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria.
XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).
Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.
Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.
Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.
Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
Gloria.
XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).
I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.
Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.
Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.
Gloria.
XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria.
Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).
La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.
Gloria.
Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.
L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.
Gloria.
Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria.
Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Gloria.
Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria.
Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).
A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.
Gloria.
Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria.
Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!
Gloria.
Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.
Gloria.
Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.
Gloria.
Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!
Gloria.
Celebrazione vespertina della deposizione del Signore
DAVANTI AL SEPOLCRO DI GESÙ

Soffermati in silenzio profondo per un qualche tempo e decidi di stare semplicemente davanti a questa immagine.
* * *
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

I LETTURA
Lettura del profeta Daniele
Dn 3, 1-24
I tre giovani nella fornace benedicono il Signore
In quei giorni. Il re Nabucodònosor aveva fatto costruire una statua d’oro, alta sessanta cubiti e larga sei, e l’aveva fatta erigere nella pianura di Dura, nella provincia di Babilonia. Quindi il re Nabucodònosor aveva convocato i sàtrapi, i governatori, i prefetti, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i questori e tutte le alte autorità delle province, perché presenziassero all’inaugurazione della statua che il re Nabucodònosor aveva fatto erigere.
I sàtrapi, i governatori, i prefetti, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i questori e tutte le alte autorità delle province vennero all’inaugurazione della statua che aveva fatto erigere il re Nabucodònosor. Un banditore gridò ad alta voce: «Popoli, nazioni e lingue, a voi è rivolto questo proclama: Quando voi udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, vi prostrerete e adorerete la statua d’oro che il re Nabucodònosor ha fatto erigere. Chiunque non si prostrerà e non adorerà, in quel medesimo istante sarà gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente».
Perciò tutti i popoli, nazioni e lingue, non appena ebbero udito il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio e di ogni specie di strumenti musicali, si prostrarono e adorarono la statua d’oro che il re Nabucodònosor aveva fatto erigere.
Però in quel momento alcuni Caldei si fecero avanti per accusare i Giudei e andarono a dire al re Nabucodonòsor: «O re, vivi per sempre! Tu hai decretato, o re, che chiunque avrà udito il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, deve prostrarsi e adorare la statua d’oro: chiunque non si prostrerà e non l’adorerà, sia gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Ora, ci sono alcuni Giudei, che hai fatto amministratori della provincia di Babilonia, cioè Sadrac, Mesac e Abdènego, che non ti obbediscono, o re: non servono i tuoi dèi e non adorano la statua d’oro che tu hai fatto erigere».
Allora Nabucodònosor, sdegnato e adirato, comandò che gli si conducessero Sadrac, Mesac e Abdènego, e questi comparvero alla presenza del re. Nabucodònosor disse loro: «È vero, Sadrac, Mesac e Abdènego, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d’oro che io ho fatto erigere? Ora se voi, quando udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, sarete pronti a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatto, bene; altrimenti, in quel medesimo istante, sarete gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Quale dio vi potrà liberare dalla mia mano?».
Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto».
Allora Nabucodònosor fu pieno d’ira e il suo aspetto si alterò nei confronti di Sadrac, Mesac e Abdènego, e ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente. Furono infatti legati, vestiti come erano, con i mantelli, i calzari, i copricapo e tutti i loro abiti, e gettati in mezzo alla fornace di fuoco ardente. Poiché l’ordine del re urgeva e la fornace era ben accesa, la fiamma del fuoco uccise coloro che vi avevano gettato Sadrac, Mesac e Abdènego. E questi tre, Sadrac, Mesac e Abdènego, caddero legati nella fornace di fuoco ardente. Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.
CANTICO
Allora quei tre giovani, a una sola voce, si misero a lodare, a glorificare, a benedire Dio nella fornace dicendo:
«Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Amen.
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, cieli, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, angeli del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, servi del Signore, il Signore
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, santi e umili di cuore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Amen.
Benediciamo il Padre e il Figlio, e lo Spirito Santo,
lodiamo ed esaltiamolo nei secoli.
Amen.
Perché ci ha liberati dagl’inferi,
e salvati dalla mano della morte,
ci ha liberati dalla fiamma ardente,
e ci ha liberati dal fuoco.
Lodate il Signore, perché egli è buono;
perché il suo amore è per sempre».

II LETTURA
Continuazione del profeta Daniele
Dn 3, 91-100
Nabucodònosor vede nella fornace, disceso in mezzo ai tre, uno simile nell’aspetto a un figlio di dèi.
Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero. Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell’aspetto a un figlio di dèi». Allora Nabucodònosor si accostò alla bocca della fornace di fuoco ardente e prese a dire: «Sadrac, Mesac, Abdènego, servi del Dio altissimo, uscite, venite fuori». Allora Sadrac, Mesac e Abdènego uscirono dal fuoco. Quindi i sàtrapi, i governatori, i prefetti e i ministri del re si radunarono e, guardando quegli uomini, videro che sopra i loro corpi il fuoco non aveva avuto nessun potere, che neppure un capello del loro capo era stato bruciato e i loro mantelli non erano stati toccati e neppure l’odore del fuoco era penetrato in essi.
Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all’infuori del loro Dio. Perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, sia fatto a pezzi e la sua casa sia ridotta a letamaio, poiché non c’è nessun altro dio che possa liberare allo stesso modo».
Da allora il re diede autorità a Sadrac, Mesac e Abdènego nella provincia di Babilonia.
Il re Nabucodònosor a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano i tutta la terra: «Abbondi la vostra pace! Mi è parso opportuno rendervi noti i prodigi e le meraviglie che il Dio altissimo ha fatto per me.
Quanto sono grandi i suoi prodigi
e quanto potenti le sue meraviglie!
Il suo regno è un regno eterno
e il suo dominio di generazione in generazione».
CANTO
Sul mio dorso hanno arato gli aratori,
hanno fatto lunghi solchi.
Il Signore è giusto:
ha spezzato il giogo degli empi.

PASSIONE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO SECONDO MATTEO
Continuazione del Vangelo secondo Matteo
Mt 27, 57-61
La sepoltura del Signore.
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
ORAZIONE
Preghiamo.
Tu hai voluto, o Dio, che il nostro Salvatore,
affidato il corpo al sonno del sepolcro,
riscattasse gli antichi giusti dal regno di morte;
dona a quanti sono stati sepolti con lui nel battesimo
di risorgere alla libertà della nuova vita
e di entrare nella gloria con lui,
nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
CONGEDO
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Andiamo in pace.
Nel nome di Cristo.
Vespri

Per coloro che non partecipano all’Azione liturgica pomeridiana.
Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
INNO
Ecco il vessillo di un Re crocifisso,
mistero di morte e di gloria:
il Signore del mondo
si spegne su un patibolo.
Straziato nelle carni,
atrocemente inchiodato,
si immola il Figlio di Dio,
vittima pura del nostro riscatto.
Colpo di lancia crudele
squarcia il tuo cuore; fluisce
sangue ed acqua: è la fonte
che ogni peccato lava.
Sangue regale imporpora
lo squallore del legno:
risplende la croce e Cristo
regna da questo trono.
Salve, croce adorabile!
Su questo altare muore
la Vita e morendo ridona
agli uomini la vita.
Salve, croce adorabile,
sola nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.
O Trinità beata unico Dio,
a te si elevi la lode;
custodisci nei secoli
chi dalla croce è rinato. Amen.
LETTURA BREVE
Rm 5, 6-11
Fratelli, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi, perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati, con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Qui su osservi un breve spazio di preghiera silenziosa e di riflessione sul sacrificio del Signore.
SALMODIA
Salmo 21
Il giusto provato dalla sofferenza è esaudito
Gesù gridò a gran voce: Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 24,46).
I (2-12)
Ant. Dio mio, Dio mio, guardami!
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? +
Tu sei lontano dalla mia salvezza»: *
sono le parole del mio lamento.
Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *
grido di notte e non trovo riposo.
Eppure tu abiti la santa dimora, *
tu, lode di Israele.
In te hanno sperato i nostri padri, *
hanno sperato e tu li hai liberati;
a te gridarono e furono salvati, *
sperando in te non rimasero delusi.
Ma io sono verme, non uomo, *
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono, *
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *
lo liberi, se è suo amico».
Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Al mio nascere tu mi hai raccolto, *
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Da me non stare lontano, +
poiché l’angoscia è vicina *
e nessuno mi aiuta.
Ant. Dio mio, Dio mio, guardami!
II (13-23)
Ant. «Si dividono le mie vesti, *
suo mio vestito gettano la sorte».
Mi circondano tori numerosi, *
mi assediano tori di Basan.
Spalancano contro di me la loro bocca *
come leone che sbrana e ruggisce.
Come acqua sono versato, *
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera, *
si fonde in mezzo alle mie viscere.
È arido come un coccio il mio palato, +
la mia lingua si è incollata alla gola, *
su polvere di morte mi hai deposto.
Un branco di cani mi circonda, *
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi, *
posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano: +
si dividono le mie vesti, *
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, *
mia forza, accorri in mio aiuto.
Scampami dalla spada, *
dalle unghie del cane la mia vita.
Salvami dalla bocca del leone *
e dalle corna dei bufali.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Ant. «Si dividono le mie vesti, *
suo mio vestito gettano la sorte».
III (24-32)
Ant. «Posero sopra il mio capo la motivazione scritta della condanna: *
“Questi è Gesù Nazareno, il re dei Giudei”».
Lodate il Signore, voi che lo temete, +
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, *
lo tema tutta la stirpe di Israele;
perché egli non ha disprezzato né sdegnato *
l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto, *
ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.
Sei tu la mia lode nella grande assemblea, *
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati, +
loderanno il Signore quanti lo cercano: *
«Viva il loro cuore per sempre».
Ricorderanno e torneranno al Signore *
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui *
tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il regno è del Signore, *
egli domina su tutte le nazioni.
A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, *
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui, *
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene; *
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno: *
«Ecco l’opera del Signore!».
Ant. «Posero sopra il mio capo la motivazione scritta della condanna: *
“Questi è Gesù Nazareno, il re dei Giudei”».
ORAZIONE
Volgi benevolo il tuo sguardo,
o Dio misericordioso, su questa famiglia,
per la quale il Signore nostro Gesù Cristo,
consegnandosi liberamente nelle mani dei carnefici
subì il supplizio della croce,
e ora, glorioso,
vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Celebrando i misteri della passione di Cristo, che ha portato la salvezza all’universo, supplichiamo con fiducia la misericordia del Padre:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per la tua santa Chiesa, diffusa su tutta la terra perché perseveri con fermezza nella confessione del tuo nome:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per il nostro santo padre il papa e per il nostro vescovo, perché sotto la loro guida paterna il popolo cristiano cresca nella fede:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per tutti i credenti in Cristo, perché siano radunati nell’integrità della fede e nel vincolo della carità coloro che un unico battesimo ha consacrato:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per gli uomini, che tutti hai creato nella tua bontà e nella tua saggezza, perché ti riconoscano come Padre e Signore:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per la sicurezza della pace in tutto il mondo, la prosperità dei popoli, il libero esercizio della religione in tutte le genti:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
Per i fratelli che sono morti nell’amore di Cristo, perché ottengano i beni eterni della vita risorta:
– Ascolta pietoso la nostra preghiera.
A Dio, che tanto ha amato gli uomini
da dare il Figlio suo per la nostra salvezza,
salga devota e riconoscente la nostra invocazione:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Compieta

Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.
Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.
Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.
Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.
A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella tenebra orrenda
veglia sull’opera tua.
SALMODIA
Salmo 87
Preghiera di un uomo gravemente ammalato
Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).
Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.
Signore, Dio della mia salvezza, *
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
tendi l’orecchio al mio lamento.
Io sono colmo di sventure, *
la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
sono come un uomo ormai privo di forza.
È tra i morti il mio giaciglio, *
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
e che la tua mano ha abbandonato.
Mi hai gettato nella fossa profonda, *
nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
e con tutti i suoi flutti mi sommergi.
Hai allontanato da me i miei compagni, *
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
verso di te protendo le mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
O sorgono le ombre a darti lode?
Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
la tua giustizia nel paese dell’oblio?
Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
perché mi nascondi il tuo volto?
Sono infelice e morente dall’infanzia, *
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
i tuoi spaventi mi hanno annientato,
mi circondano come acqua tutto il giorno, *
tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
mi sono compagne solo le tenebre.
Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.
LETTURA BREVE
Ger 14, 9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
RESPONSORIO BREVE
Pietà di me, o Dio.
Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.
Mi riparo all’ombra delle tue ali.
In te mi rifugio.
Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Nessuno può strappare da te Cristo, se tu stesso non ti strappi a lui (S. Ambrogio).
Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede
alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo,
per risorgere alla vita nuova con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
Venerdì Santo

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Il profeta Isaia descrive con queste parole il destino di un servo del Signore che avrebbe portato su di sé il peccato di tutti: Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. È questo che la comunità cristiana ha da sempre celebrato il Venerdì santo, facendo memoria di una morte che dà salvezza. Il servo di cui si parla è ovviamente il Signore Gesù, ma si tratta di un giusto che non dovrebbe fare questa fine. Perché è andata così? Non è la fine tragica di una storia iniziata bene, ma la scelta consapevole di colui che porta su di sé le nostre colpe: è stato annoverato tra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.
L’evangelista Matteo da parte sua ci racconta l’epilogo di questo dramma, a cominciare dai rimorsi di Giuda, il discepolo che lo aveva venduto e che getta nel tempio le trenta monete per poi impiccarsi, sopraffatto dai sensi di colpa. Vediamo anche il tentativo di Pilato di sbarazzarsi di un imputato così scomodo, proponendo lo scambio con Barabba, ma la folla, manovrata dai
capi dei sacerdoti e dagli anziani, grida ripetutamente la condanna a morte: Sia crocifisso! Meditiamo ancora una farsa crudele, fatta di oltraggi e di scherni: Gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi inginocchiatosi davanti a lui lo deridevano… Fino alla conclusione: Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Se ci pensiamo bene non è
un dramma del passato, ma del presente: nelle mille ingiustizie e soprusi del nostro tempo, nelle morti infamanti di oggi, nei tanti «poveri cristi» che hanno solo la colpa di essere poveri e
incapaci di far valere le proprie ragioni, negli ultimi e negli scartati, la passione del Signore si rinnova. Gesù muore oggi per noi, muore oggi con noi, Gesù muore perché oggi noi lo abbiamo condannato a morte.