Spunti per la lettura

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Vangelo di Marco

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Sezione 2.2

Scontro finale      Mc 11,1-13,37     

 

13 - febbraio - 2019

Lettura 85     Mc 12, 38- 40        Ipocrisia degli scribi

 

Mc 12,38 «E molta gente lo ascoltava volentieri. E nel suo insegnare diceva: «Guardatevi dagli scribi, che amano camminare in lunghe vesti (en otolaìs), e ambiscono i saluti nelle piazze, 39 i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40 Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per ostentazione. Essi riceveranno una condanna più grave».

 

Gesù continua ad insegnare nel Tempio è molta folla lo ascolta. Anche in questa lettura ritroviamo il tema degli scribi che sono accusati di ipocrisia, cioè cercano di mostrarsi più importanti, santi e pii di quanto non lo siano realmente. Gesù li accusa di sei atteggiamenti falsi.

1- L'abito non ha solo una funzione protettiva dalle condizioni atmosferiche, ma altresì denotativa. Oggi, forse, questo aspetto è meno palese perché si è diffuso il "casual" a tutti i livelli, ma in certi ambienti "l'abito fa il monaco". Le sfilate di moda mostrano abiti che chi li compra certamente non usa i mezzi pubblici e probabilmente li indosserà una sola volta.

Gesù allude al fatto che si stava diffondendo l'uso di indossare particolari abiti, forse usati nei giorni di sabato e di festa, ma sembra di capire che gli scribi ostentassero questi vestiti tutti i giorni. Tuttavia l'esatto significato del termine greco "en otolaìs" non è conosciuto, è comunque chiaro che si tratta di un abbigliamento ostentativo finalizzato a primeggiare.

2- Nelle piazze essere salutati per primi come segno di deferenza o sottomissione.

4- Primi posti nei banchetti sono quelli prossimi all'ospitante, cosa particolarmente significativa se il banchetto avviene alla maniera romana sul triclinio, cioè sdraiati.

Tutte queste accuse evidenziano la brama di guadagnare un primato sociale e politico.

 

3- Sembra che nelle sinagoghe ci fossero dei posti riservati alle persone di riguardo con sedili su pedane rialzate,  muniti di schienale e braccioli, sicché gli utilizzatori erano ben visibili da tutti.

6- L'ultima accusa è molto sottile, perché si tratta di utilizzare la preghiera non per parlare con Dio, ma per acquistare fama di santità e quindi di emergere sopra gli altri.

Queste accuse rivelano l'idea di raggiungere un primato religioso, una fama di santità.

 

5- Divorare le case della vedove. Gli scribi in greco grammateis, sono gli esperti delle scritture, quindi della Legge, per cui esercitano una funzione simile a quella dei nostri avvocati. E allora può accadere che nelle successioni, l'eredità possa essere sottratta egli eredi più deboli, le vedove, appunto.

Questa accusa segnala l'intenzione di conquistare un primato economico ottenuto anche con mezzi illeciti

 

Questi comportamenti sono da Gesù considerati gravi tanto da meritare una punizione molto pesante.

Tutto ciò perché essendo gli scribi collocati tra i maestri d'Israele, i loro comportamenti dovrebbero essere di insegnamento e di aiuto per le persone più deboli facendo corrispondere l'insegnamento al comportamento.  

In altri parole Gesù sta designando la figura dell'antidiscepolo, se il discepolo, come abbiamo visto, è colui che si pone a servizio degli altri cercando e rimanendo all'ultimo posto al servizio di tutti 9,33-37, Lettura 64; 10,35-45, Lettura 72; proprio come ha fatto e farà Lui, il vero Maestro.

 

Gesù però non ha parlato di "tutti gli scribi" e ciò significa che non sono condannati in blocco e così abbiamo forse individuato cosa mancava allo scriba al quale aveva detto: «Non sei lontano dal Regno di Dio» 12,34 Lettura 83.

Ma questo non vale anche per tutti i discepoli?

 

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