Spunti per la lettura

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Vangelo di Marco

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Sezione 2.2

Scontro finale      Mc 11,1-13,37     

12 dicembre 2018

Lettura 79           Mc 11,27 - 33        
Controversia sull'autorità exousia di Gesù      

Mc 11,27 «Andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si camminava nel tempio, vennero da lui i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: 28 «Con quale autorità / exousia fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità / exousia per fare questo?». 29 Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e, se mi rispondete, vi dirò con quale autorità /exousia faccio questo. 30 Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 31 Ed essi ragionavano tra di loro dicendo: «Se diciamo: "dal cielo", dirà: Perché allora non gli avete creduto? 32 Diciamo dunque "dagli uomini"?». Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni un vero profeta. 33 Allora diedero a Gesù questa risposta: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità /exousia faccio queste cose».

Con questo brano iniziamo ad esaminare le cinque controversie di Gerusalemme le quali, come già detto, devono essere considerate in relazione alle controversie galilaiche.
Là era in gioco la libertà di Gesù e dei discepoli nei confronti delle deformazioni nelle applicazioni della Legge avvenute nel corso del tempo; esse erano diventate usanze e tradizioni che avevano reso la vita impossibile e, potremmo dire, che avessero anche deformato l'immagine del legislatore: Dio.
Ricordiamo brevemente quelle controversie:
1- La guarigione del paralitico calato dal tetto a dimostrazione della exousia / autorità di Gesù nel perdonare i peccati: 2,1ss; Lettura 20.
2- La chiamata di Levi e la condivisione della mensa con pubblicani e peccatori: 2,19ss; Lettura 21.
3- La discussione sul digiuno che i discepoli non praticavano: 2,18ss; Lettura 22 e 23.
4- Le spighe strappate di sabato: 2,23ss; Lettura 24.
5- La guarigione della mano rattrappita in giorno di sabato: 3,1ss; Lettura 25
Seguiva poi la Lettura 26 per una valutazione d'insieme di quelle controversie.
Ricordiamo che esse terminavano con la decisione presa da farisei ed erodiani di fare perire il Maestro 3,6.
Qui, a Gerusalemme la decisione di uccidere Gesù era già stata presa da scribi e sommi sacerdoti subito dopo la cacciata dei profanatori dal Tempio, Lettura 77.

Le controversie di Gerusalemme hanno per oggetto non più la Legge e le sue applicazioni, ma il Tempio o la sua gestione in quanto tale.
Anche qui come in Galilea è in gioco l'autorità /exousia di Gesù, tant'è che proprio in questo brano gli viene posta la domanda strategica: «Con quale autorità / exousia fai queste cose?».
A Gerusalemme cambiano gli oppositori: mentre in Galilea erano scribi, farisei e in minima parte erodiani, qui troviamo: sommi sacerdoti, sadducei, anziani, scribi quali rappresentanti del Sinedrio e farisei.
Il Sinedrio era la massima autorità religiosa di Israele. In definitiva tutte le autorità religiose della Città Santa erano contro Gesù in modo perfino articolato e con attacchi studiati a tavolino.

Dobbiamo spendere due parole di confronto tra la figura dei discepoli e quella degli oppositori.
Dei discepoli sappiamo molte cose. Di Pietro, ad esempio, sappiamo che faceva il pescatore, aveva un fratello di nome Andrea, conosciamo il nome del padre; aveva anche una suocera, per cui era sposato; abitava a Cafarnao presso il Mare di Galilea e nel corso della lettura abbiamo compreso che aveva un carattere irruente e voleva vederci chiaro nelle cose con cui veniva in relazione. E questo vale per tutti gli altri che non restano personaggi anonimi.  

Degli oppositori invece non sappiamo nulla; non abbiamo nomi, non sappiamo da dove provengano, di cosa vivano. Emergono quasi all'improvviso, senza riferimenti, senza una storia o qualcosa che ne definisca la personalità. Quasi delle voci che vagano ameboidamente nell'aria... ma con grande capacità di ordire intrighi di nascosto.

In questo brano si presentano sommi sacerdoti, scribi, cioè gli esperti delle Scritture e gli anziani  che pongono a Gesù la domanda delle domande, cioè la provenienza della sua exousia.
Se abbiamo ben capito, la strategia di Gesù è quella di non rispondere alla domanda del Sinedrio, ma di calare il problema nella antica questione del rapporto tra autorità religiose e profeti o tra la religione dei riti e religione di una vita buona; quest'ultima è sempre stato l'obiettivo perseguito appunto dai profeti. I quali hanno quasi sempre fatto una brutta fine; ultimo della serie Giovanni Battista.
Allora sono poste a confronto o addirittura in conflitto, l'autorità del Sinedrio contro l'autorità di Gesù.
E Gesù, capito subito la loro malizia, evita la risposta spostando la questione sull'autorità con cui profetava Giovanni Battista: proveniva da Dio o da istanze umane?
In questo modo Gesù pone un dilemma ai suoi interlocutori che così non sono in grado di rispondere.

C'è un principio antropologico fondamentale che Gesù conosce molto bene: se vuoi comprendere il senso di un evento, di un avvenimento, di qualcosa che lì si mostra, devi anticipargli un consenso, altrimenti non vedrai mai niente. O meglio: continuerai a vedere quello vuoi vedere tu. La saggezza popolare lo traduce dicendo che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Come per talk show televisivi per i quali, quando non vedi quello che vuoi vedere, pigi un tasto e cambi canale.
 

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