Ufficio delle letture - Ambrosiano

Ufficio delle letture - Ambrosiano

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

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O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.


Gloria. Alleluia.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si destra allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta, Torna la speranza:
l’inferno sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie si dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito Santo
nella distesa dei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti, salda
custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.

RESPONSORIO
Venite, adoriamo Cristo, Figlio di Dio,
che si sottomette a Maria e a Giuseppe.
Venite, adoriamo.

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Venite, adoriamo.

SALMODIA
Cantico 1 Sam 2,1-10
La gioia e la speranza degli umili è in Dio
Gesù, se era maestro di ogni virtù, poteva fare a meno di adempiere alla perfezione i doveri della pietà? (S. Ambrogio).

Ant. Gesù ridiscese nella casa di Nazareth con Maria e Giuseppe; *
e visse loro sottomesso.


Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.

Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c'è santo come il Signore, *
non c'è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette.

L'arco dei forti s'è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.

La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.

Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,

per farli sedere insieme con i capi del popolo *
e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre. *
Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L'Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
darà forza al suo re *
ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria.

Ant. Gesù ridiscese nella casa di Nazareth con Maria e Giuseppe; *
e visse loro sottomesso.


Cantico Sir 39,13-16a
Invito a lodare Dio
Impara quale sia il tuo debito verso i genitori, quando leggi che il Figlio non è separato dal Padre né per la volontà né per le azioni né per il tempo (S. Ambrogio).

Ant. La Sapienza si è costruita una casa *
in Maria vergine, sposa di Giuseppe.


Ascoltatemi, figli santi, *
e crescete come una pianta di rose su un torrente.

Come incenso spandete un buon profumo, *
fate fiorire fiori come il giglio,

spargete profumo e intonate un canto di lode; *
benedite il Signore per tutte le opere sue.

Magnificate il suo nome; †
proclamate le sue lodi *
con i vostri canti e le vostre cetre;

così direte nella vostra lode: *
«Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore!».

Gloria.

Ant. La Sapienza si è costruita una casa *
in Maria vergine, sposa di Giuseppe.


Cantico Is 45, 15-26
Tutti i popoli si convertano al Signore
Nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio (Fil 2, 10).

Ant. Veramente tu sei un Dio nascosto, *
Dio di Israele, salvatore. †


Veramente tu sei un Dio misterioso, *
Dio di Israele, salvatore.

† Saranno confusi e svergognati *
quanti s'infuriano contro di lui;

se ne andranno con ignominia *
i fabbricanti di idoli.

Israele sarà salvato dal Signore con salvezza perenne. *
Non patirete confusione o vergogna per i secoli eterni.

Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli; †
egli, il Dio che ha plasmato e fatto la terra *
e l'ha resa stabile;

l'ha creata non come orrida regione, *
ma l'ha plasmata perché fosse abitata:

«Io sono il Signore; non ce n'è un altro. †
Io non ho parlato in segreto, *
in un angolo oscuro della terra.

Non ho detto alla discendenza di Giacobbe: *
Cercatemi in un'orrida regione!

Io sono il Signore, che parlo con giustizia, *
che annunzio cose rette.

Radunatevi e venite, †
avvicinatevi tutti insieme, *
superstiti delle nazioni!

Non hanno intelligenza quelli che portano un idolo da loro scolpito *
e pregano un dio che non può salvare.

Manifestate e portate le prove, *
consigliatevi pure insieme!

Chi ha fatto sentire ciò da molto tempo *
e chi l'ha predetto fin da allora?

Non sono forse io, il Signore? †
Fuori di me non c'è altro Dio; *
fuori di me non c'è Dio giusto e salvatore.

Volgetevi a me e sarete salvi, †
paesi tutti della terra, *
perché io sono Dio; non ce n'è un altro.

Lo giuro su me stesso, †
la verità esce dalla mia bocca, *
una parola irrevocabile:

davanti a me si piegherà ogni ginocchio, *
per me giurerà ogni lingua».

Si dirà: «Solo nel Signore *
si trovano vittoria e potenza!».

Verso di lui verranno, coperti di vergogna, *
quanti fremevano d'ira contro di lui.

Nel Signore saranno vittoriosi e si glorieranno. *
tutti i discendenti di Israele.

Gloria.

Ant. Veramente tu sei un Dio nascosto, *
Dio di Israele, salvatore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

Benedici Padre.
Per Cristo, che è via e verità, la divina Maestà ci benedica.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla lettera agli efesini di san Paolo, apostolo

Ef 5,21-6,4

La vita cristiana nella famiglia

Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.
Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra. E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore.

RESPONSORIO
Come per la disobbedienza di un solo
tutti sono stati costituiti peccatori,
così per l’obbedienza di un solo
tutti sono stati costituiti giusti.

Gesù tornò a Nazareth
e stava sottomesso;
così per l’obbedienza di un solo
tutti sono stati costituiti giusti.

Benedici Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i vostri sensi e il vostro cuore.
Amen.

SECONDA LETTURA
Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo

VIII, 73-75

Onora i tuoi famigliari, perché il Figlio ha onorato i suoi

«Onora tuo padre e tua madre» (Lc 18, 20; cfr Es 20, 12). È bello che per me, oggi, si legga l’inizio della Legge, quando è il giorno natalizio del mio episcopato; infatti sembra quasi che ogni anno l’episcopato ricominci daccapo, quando si rinnova con la stagione del tempo. Bello è anche quanto si legge: «Onora tuo padre e tua madre»; voi, infatti, siete per me come i genitori, perché mi avete dato l’episcopato, voi, ripeto, siete come figli o genitori, uno per uno figli, tutti insieme genitori. Effettivamente di gran cuore vi vorrei chiamare sia miei figli sia miei genitori, voi che ascoltate e mettete in pratica la parola di Dio: figli, perché sta scritto: «Venite, figli, ascoltatemi» (Sal 33, 12); genitori, perché il Signore ha detto: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Mc 3, 33; Lc 8, 21).
Pertanto è giusto che la Legge, la quale prima aveva scritto: «Amerai il Signore tuo Dio» (Dt 6, 5; cfr. Mc 12, 30) e «amerai il prossimo tuo» (Lv 19, 18), abbia aggiunto: «Onora tuo padre e tua madre». Codesto, in realtà, è il primo gradino della pietà, perché Dio ha disposto che essi ti facessero nascere. Onorali con dimostrazioni di rispetto, in modo da astenerti da ogni offesa, perché nemmeno con l’espressione del viso si deve mancare alla pietà verso i genitori. Ma è ancor poco non offendere, dato che la Legge ha provveduto che non patissero oltraggio – infatti – «colui che maledice suo padre o sua madre sarà messo a morte» (Es 21, 17; Mt 15, 4) –; tu invece onorali, per essere buono. Una cosa è l’ossequio comandato dalla Legge, un’altra è il dovere della pietà. Onora i tuoi, perché il Figlio di Dio ha onorato i suoi; hai letto infatti: «E stava loro sottomesso» (Lc 2, 51). Se Dio stava sottomesso a due poveri servitori, come devi comportarti tu con i tuoi genitori? Cristo onorava Giuseppe e Maria non per un debito di natura, ma per un dovere di pietà, e inoltre onorava Dio suo Padre, nel modo in cui nessuno mai poté onorarlo, al punto di essere «obbediente fino alla morte» (Fil 2, 8); perciò anche tu onora i genitori.
L’onore però non consiste soltanto nelle manifestazioni di rispetto, ma anche nella generosità. «Onora le vedove, quelle che sono veramente tali» (1 Tm 5, 3); onore infatti significa dar aiuto secondo i meriti. Sostenta tuo padre, sostenta tua madre. E quand’anche avrai sostentato tua madre, non compenserai mai i dolori, non compenserai gli strazi che ha patito per te; non compenserai gli atti di amore con cui essa ti ha portato in grembo; non compenserai il nutrimento che ti ha dato, premendo soavemente le poppe sulle tue labbra con tenerezza di affetto; non compenserai la fame che a sopportato per te, quando non voleva mangiare nulla che ti potesse nuocere, né toccar nulla che le danneggiasse il latte. Per te essa ha digiunato, per te ha mangiato, per te ha rifiutato il cibo che pur desiderava, per te ha preso il cibo che non le piaceva, per te ha vegliato, per te ha pianto: e tu permetterai che essa viva nel bisogno? O figlio, che terribile giudizio vai a cercare, se non sostenti colei che ti ha partorito! Tu devi quello che hai a colei alla quale devi quello che sei. Che giudizio terribile, se dovrà essere la Chiesa a nutrire quelli che non vuoi nutrire tu! «Se qualcuno», dice, «o se qualcuna della nostra fede ha delle vedove, provveda a loro, e non si aggravi la Chiesa, perché possa venire incontro alle vedove che sono veramente tali» (1 Tm 5, 16). E questo è detto degli estranei: ma che cosa non si dovrà fare per i genitori?

TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *
tutta la terra di adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

ORAZIONE
Signore Gesù, altissimo e dolce modello di vita,
insegnaci ad amare i nostri familiari
con limpido affetto
e ad attendere con sollecitudine assidua
alle cose del Padre celeste.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.