Chi siamo

CHI STA DIETRO A QUESTE PAGINE?

#   A Milano, in Università Cattolica, un giorno un professore, sacerdote insegnante di teologia, propone a due suoi assistenti, laici, di rendere la  comune ricerca teologica suscettibile di svolte esperienziali sempre più pronunciate. Si è cominciato a dare vita a veri e propri tentativi pratici, con umiltà e senza pretese. Per questo, continuavamo a ripeterci vicendevolmente che l'acqua calda era già stata inventata da una eternità.

#   Ognuno di noi tre ha un nome cui tiene molto e fa di tutto per onorarlo. Ma ha anche una fede cui tiene ancora di più. Per questo, preferiamo concretamente presentarci come tre cristiani.

#   Noi tre abbiamo dato vita a PISTEUO. Questa parola è un verbo greco che significa "io credo". E' l'inizio del Credo più antico redatto dalla Chiesa. In questa parola, la Chiesa dei primi secoli ha visto concentrata tutta se stessa: cioè, quello che crede, ama, pratica e annuncia.

L'INTUIZIONE INIZIALE

#   Noi, tre cristiani, siamo convinti che tutto è cominciato così. Un giorno, sconosciuto ma reale, Dio si è fatto vivo con Abramo e lo ha benedetto. Gli ha detto che questa benedizione sarebbe passata alla sua famiglia. La sua famiglia l'avrebbe poi fatta giungere all'ultimo estremo della terra.

#   Da quel momento, Abramo capì con assoluta lucidità che Dio lo aveva misteriosamente cambiato, perché lo aveva cercato e benedetto. Aveva cominciato a parlargli per dirgli cosa doveva fare nella vita. Non era un parlare continuo. Neppure era un chiacchiericcio superficiale. Si trattava di parole misurate, ma molto chiare e, talvolta, assai esigenti. Pensa a quando gli chiese di sacrificare il figlio.

#   Abramo scoprì che, da quando Dio lo aveva raggiunto e gli aveva parlato, lui non pensava più come gli altri uomini. Quando, infatti, gli altri avevano a che fare con Dio, pensavano cose strane. Oppure pensavano e non facevano nulla o addirittura facevano il contrario. Il suo pensare era diverso anche quando provava paura o non capiva nulla. Lui continuava ad avere fiducia in Dio. Andava avanti. Talvolta, non capiva né il come né il perché. Ma sentiva forte di dover andare avanti ugualmente.

#   Una cosa è certa. Abramo non ha mai visto Dio con i suoi occhi . Neppure ha sentito con le sue orecchie le parole che Dio gli diceva e che lui, poi, prendeva molto sul serio. Eppure, la certezza di avere a che fare con Dio e il gusto che ne provava erano fortissimi. Per il figlio e per la sua discendenza, trasformò tutto ciò nella prima eredità che la sua famiglia doveva gelosamente custodire e fieramente tramandare.

#   Così si andò avanti per secoli. Un giorno, tra i discendenti di Abramo, nasce Gesù. Gesù muore sulla croce. Ma il terzo giorno risuscita. Da quel momento, il suo corpo cominciò a sviluppare una vita fantastica. Le forze di questa vita passano in chi si fa suo credente e diventa suo seguace. Insieme, Gesù raduna tutti in una sola famiglia. La Chiesa.

#   Oggi, anche tu puoi dire: PISTEUO. "Io credo". Cioè, anche tu puoi dire, prima di tutto a te stesso, "anch'io sono della famiglia di Gesù". Anche tu puoi passare con Lui le tue giornate. Felice. E, se la vita dovesse farsi complicata, credente.

LA PROPOSTA

#   Visto che hai sempre con te il cellulare, scarica PISTEUO. Ti aiuterà a ripetere sovente PISTEUO, "Io credo".

#   Con le sue infinite e variegate proposte, PISTEUO spinge a programmare giornata, settimana, mese. Non impone obblighi. Semplicemente ricorda che numerosi valori fondamentali vengono sempre di più messi nel dimenticatoio. Così, prima spariscono dalla memoria. Poi, progressivamente di fatto, dalla vita.

#   Ricorda: non è mai possibile fare "tutto" in continuazione. Si tratta, però, di scegliere. Ma, scegliere, è un'arte. Come ogni arte, anche questa si impara insistendo, poco la volta.
Metti ordine allo scorrere della tua vita. Renderai possibile quello che sembrava impossibile. Soprattutto, PISTEUO ti ricorda che sei un cristiano, cioè sei un battezzato. Vale a dire, sei stato "scelto" da Gesù.

#   Gesù non ti chiede, allora, di farti sacerdote o monaco. Ti chiede di vivere da cristiano cosciente e convinto. Quindi di non modellare il tuo vivere quotidiano seguendo stili di vita propri di chi non conosce Gesù. Costui ignora la pratica concreta di riti e valori spirituali che si rifanno a Gesù. Tu, vivili. Ti aiuteranno a passare le tue giornate legato di fatto a Lui.

#   Gli Alpini applicano questo detto al vino: "Poco, ma di continuo". Sarebbe bello che noi cristiani lo applicassimo alla spiritualità.

#   Due citazioni finali.
San Bernardo scrisse a Papa Eugenio: Forse ti sentirai come stomacato, se ancora una volta ci accingiamo  a domandarci chi sia Dio. Troppe volte, infatti, la domanda è stata posta. C'è dunque motivo di temere che essa possa non trovare mai una riposta. Ebbene io ti dico, padre Eugenio: Dio è il solo che non è mai cercato inutilmente, anche nel caso in cui non sia possibile trovarlo. (Bernardo da Chiaravalle, De consideratione, V, XI,4).
Charles de Foucauld ha scritto: Tutta la nostra vita, tutti i nostri atti devono gridare che noi apparteniamo a Gesù, devono presentare l'immagine della vita evangelica, tutto il nostro essere deve diventare una predicazione viva, un riflesso di Gesù, un profumo di Gesù, qualcosa che gridi Gesù, che faccia vedere Gesù, che risplenda come l'immagine di Gesù.

PRIMA DELLA DOTTRINA VIENE IL METODO

#   Il metodo va considerato come il primo dei contenuti fondamentali. Chi è saggio, non si comporta mai come un praticone che di volta in volta inventa il da farsi, seguendo l'andamento delle sue reazioni o di quelle di chi gli sta attorno. E' saggio perché ha messo un grande ordine nel suo pensare e nel suo agire. Si è creato un metodo.

#   Nel Discorso sul metodo, una delle principali sue opere che ha inciso molto sul pensiero occidentale successivo, Cartesio sostiene che il maestro deve spendere poco tempo nel delineare il suo metodo. Deve invece mettersi subito ad applicarlo. Il maestro, infatti, spiega il suo metodo proprio col metterlo in pratica in modo avveduto e compiuto.

#   Il sito nasce da un preciso metodo di accesso alla fede e alla sua pratica quotidiana. E' stato elaborato con cura. Di esso se ne parla soltanto in queste scarne righe iniziali. Crediamo che ciò sia più che sufficiente. Così, a dargli vita è proprio il seguito ordinato delle varie sezioni. Con le loro incessanti articolazioni, queste lo generano e lo fanno vivere. Comunque, soltanto una pratica lenta e progressiva delle varie parti lo farà apparire con chiarezza alla coscienza di chi ha deciso di seguirlo.

#   Tutto ciò non può realizzarsi in un istante. Succede come col fuoco. In un istante si accende. Ma poi va tenuto acceso. Nel caso tuo, ci vuole molta pazienza. Meglio, fede in Gesù.

#   Un'ultima annotazione. Fin dall'inizio, abbiamo voluto che questo metodo fosse prima teologico che "pastorale". La visione della fede deve, infatti, venire prima della pratica. Solo così la fede resta un fatto ragionevole e non emozionale, Un'esperienza stabile e non vagante. Una fortuna destinata a non dissolversi mai.

#   In questo senso si può, però, affermare che questo metodo è altamente pastorale. Nasce incessantemente da una riflessione teologica sempre preoccupata di diventare l'anima di un vissuto quotidiano che fa di ogni uomo una persona liberata dal potere del male da Gesù risorto. Per questo fa del cristiano, sincero e cosciente, un uomo dalla vita gioiosa.

COSA VOGLIAMO

Perché abbiamo cominciato?
Perché continuiamo ad andare avanti?
Perché ci limitiamo a rigenerare contenuti che vogliamo non smettano mai di rinascere?
Perché vogliamo che questi ultimi riescano incessantemente a permanere nel tempo?

#   Per noi, "permanere" è una parola primaria, da difendere ed affermare ad ogni costo. Ripetere è un fatto meccanico. Poco interessato. Far permanere è un fatto vivo, pieno di convinzione e anche di entusiasmo.

#   Soprattutto, se il permanere procede avveduto e forte, la novità non crea mai cambiamento. Nasce da una splendida vitalità che fa rinascere di continuo i valori. Genera trasformazione. Ma trasformazione è l'esatto opposto di cambiamento.
Per noi, Gesù è ieri, oggi, sempre!

#   Siamo sempre più convinti che "cambiamento" è parola decisamente estranea al linguaggio usato da Dio.

#   Troviamo che l'uso di questa parola sanziona incredibilmente il dominio della fine. Quindi, fa parte del regno della morte. Sanziona, appunto, la morte come fattore ultimo, invincibile. Fatale, perché tutto passa e alla fine scompare.

#   Noi cristiani diciamo a tutti che Gesù è venuto sulla terra, ma non è di questa terra. Ed è venuto sulla terra col potere di eliminare la morte che condanna tutto a "cambiare", cioè a finire nel nulla.

#   Oggi si vive all'insegna del famigerato "usa e getta". Noi usiamo i nostri valori senza, però, mai gettarli. Non cambiamo nulla, ma trasformiamo tutto. Solo ciò che incessantemente si trasforma è vivo. Il resto è fossile. Troviamo che "cambiare" sia un atto di incredulità. Proprio perché non erano increduli, i nostri genitori non hanno "gettato" i vari valori della fede. Li hanno invece consegnati ai loro figli come voglia di essere cristiani e anche come modi di esserlo di fatto, da praticare senza stancarsi. Però, hanno anche detto loro di impegnarsi a trasformarli per conservarli sempre vitalmente aderenti alla loro vita quotidiana.

#   Questo fatto è davvero grande. Questa voglia di fare permanere la fede intatta nella sua pienezza, lega in una unità piena e inalterabile le generazioni le une alle altre. Forma una preziosa catena che collega gli ultimi cristiani ai primi. Quindi, a Gesù risorto. Fin dai primi secoli i cristiani hanno dato a questa catena santa un nome preciso: Tradizione. Purtroppo, gli increduli hanno trasformato la Tradizione in tradizionalismo. Ma, ogni volta, sono, fortunatamente scomparsi nel loro nulla. Nei secoli, infatti, permane solo la santa Tradizione.

#   Lo ripetiamo ancora una volta. Noi vogliamo con tutto noi stessi che Gesù sia ieri, oggi, sempre il primo e l'ultimo, il grande Salvatore di tutti. Noi seguiamo la santa Tradizione, perfettamente convinti che in essa ogni giorno ritroviamo il contatto genuino con Lui che è il fuoco della nostra vita. E in questo contatto, ogni giorno, sperimentiamo la nostra gioia di vivere.