Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

 LA DOMENICA NEL RITO AMBROSIANO

 

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20 giugno 2021

Nulla caratterizza
l'uomo e la sua vita
quanto l'amore.
Ora, succede di vedere
che, nell'uomo, l'amore
può diventare tutto
e anche il contrario di tutto.
In lui il bene si confonde col male.
La fedeltà cede il passo all'infedeltà.
L'unione si fa rarefatta
fino magari a dissolversi nel nulla.
Soprattutto, la gioia si stempera nel dolore
proprio come la vita annega nelle acque della morte.
Tutto ciò porta a chiedersi
chi è davvero l'uomo
e cosa è mai la sua vita.

Ma, tu, chi sei?
E la tua vita cosa è?
Chieditelo, in particolare,
nei momenti in cui le difficoltà crescono
e la fatica diventa sofferenza.
Solo così chiederai a te stesso
di realizzare quel bene
che, alla fine di tutto,
ti renderà un reale vincitore
e ti consentirà
di non finire mai vittima
di tuoi fatali errori di valutazione.

Oggi, la Bibbia inquadra
il rapporto con Dio
proprio all'interno
di questo genere di problematiche.
Per questo le letture
non sono di immediata comprensione.

C'è anzitutto da cogliere
la differenza radicale di rapporto
che Abramo e Lot
stabiliscono con Dio.
Per scoprirlo va tenuto presente
il comando che Dio ha dato ad Abramo:
"Esci!".
Ora Lot sceglie di vivere
"dentro" la città,
anche se non ne accetta la vita.
Abramo, invece, vive "fuori".
Particolarmente grave
è il comportamento della moglie di Lot
che mentre "esce" dalla città
si volta "indietro".

Chiediti ora cosa Dio
intende farti capire.
Non cercare, comunque, risposte
semplicemente immergendoti in ragionamenti.
Nel corso della settimana
pensaci sovente mentre vivi.
Dio ti farà trovare risposte
proprio dentro gli avvenimenti
che ti capiterà di vivere.
Certo, dovrai evitare di vivere
lasciandoti sommergere dai fatti
e, così, finire per pensare
sempre e soltanto a tutt'altro.

Sempre nella prima Lettura
c'è da spiegare il comportamento
che Dio tiene con Lot.
Qui, è scritto al riguardo
qualcosa che turba.
Lot è salvato
perché è parte della famiglia di Abramo.
Ora, la Genesi afferma
che la protezione di questa famiglia
è finalizzata al mantenimento sulla terra
della benedizione concessa ad Abramo
e che Abramo dovrà far giungere
fino agli ultimi confini della terra.

Ecco: in questione
c'è un servizio, non un privilegio.
C'è allora da capire
che la fede chiama a un servizio
che non sempre è comprensibile
né tanto meno agevole.
Per questo, l'uomo preferisce
trasformare la fede in superstizione,
cioè pensa soltanto alla conservazione
del proprio utile personale
In altri termini, pensa alla benedizione
che Dio può concedere.
Solo che lui concepisce la benedizione
come garanzia del proprio utile immediato.

Questo modo di concepire il rapporto con Dio
ha una conseguenza precisa e dura:
non capire il motivo
che spinge Dio a distruggere Sodoma.
Dio agisce perché dalla città
sale un grido tremendo.
Qui, il male non ha argini.
Fa annegare nel dolore e nella disperazione
infinite persone,
vittime inermi di una violenza
ormai trasformata in normalità.

C'è pertanto da capire bene
che Dio agisce
non tanto per colpire il peccato
quanto piuttosto
per liberare le vittime di esso
che "gridano".

E, qui, emerge un tema
che percorre tutta la Bibbia.

Più che punire e distruggere il peccatore,
Dio intende cancellare dalla terra
tutto il disordine eretto a sistema,
per poter fare ripartire la vita dell'uomo
in un nuovo ordine di esistenza.

Il Vangelo riprende tutto ciò.

La festa che sta al centro del racconto
è una chiara immagine
della festa legata alla risurrezione della vita
nel mondo ripulito dal disordine.

Gli invitati rappresentano
quanti Dio chiama a seguire il Figlio
nel creare e nell'espandere sulla terra
la risurrezione della vita.

Che ti fa pensare
il rifiuto degli invitati
a "entrare" in questa festa
per poter fare tutt'altro nella loro vita?
Oggi, la tua vita
sta ricalcando atteggiamenti e decisioni
degli invitati riluttanti della parabola?
E la durezza del finale della parabola
ti parla e ti ammonisce?
Riesci a stanare la superficialità
che sta in te e ti impedisce
di compiere "bene" il bene
che ti capita di dover attuare?

In ultima analisi,
la seconda Lettura pungola non poco
i credenti superficiali e male intenzionati.

 

LETTURA Gen 18, 17-21; 19, 1. 12-13. 15. 23-29
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!». I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lostava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli». Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città». Il sole spuntava sulla terra e Lot  era arrivato a Soar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

SALMO Sal 32 (33)

Il Signore regna su tutte le nazioni.

Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni. R

Beata la nazione
che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto
come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini. R

Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R

EPISTOLA 1Cor 6, 9-12
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomìti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi! Ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio. «Tutto mi è lecito!». Sì, ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Sì, ma non mi lascerò dominare da nulla.

VANGELO Mt 22, 1-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andaròno chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».