Il giorno del Signore nel rito ambrosiano
Cosa pensa Dio
del male che tu compi?
Domenica della penultima settimana dopo l'Epifania
5a settimana del tempo ordinario
nel Rito Ambrosiano

Cosa pensa Dio del male che tu compi? Te lo chiedi mai? Tu, tendi a cercare giustificazioni oppure, risoluto, chiedi luce per vedere anche quello che non vuoi vedere? Sei preoccupato di potere continuare oppure chiedi al Signore con decisione la forza che consente di cambiare davvero lo stato delle cose?
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In queste Domeniche
Dio ti sta raggiungendo
per immergere anche te
nella vita da Lui svelata a Isaia
attraverso alcune fantastiche visioni.
Queste visioni ti propongono ogni volta
un qualcosa di cui tutti hanno
un infinito bisogno
ma che, purtroppo,
non si riesce a raggiungere.
Un bene
che nessuno riesce a produrre
perché solo Dio può accordarlo.
Continua, infatti, a mancare
la capacità di scoprire i propri errori,
ravvedersi sul serio
e fare, in concreto e per sempre,
ripartire la vita da un'altra parte.
Ebbene, oggi Dio ritorna
a parlarti di ravvedimento
con un parlare
tutt'altro che generico o di circostanza.
Lo veicola verso di te
proponendoti l'esperienza spirituale
vissuta da Baruc.
La sua coscienza è vigile.
Gli consente di percepire
con un certo sconcerto
la gravità del fatto
che lui e tutti gli altri
stanno trascurando i doni di Dio
a partire dai suoi comandi.
Questa leggerezza spirituale
finisce per risucchiare tutti
nelle spire di un male peggiore:
sottovalutare e, quindi, trascurare
il proprio stato di colpevolezza.
Baruc sente molto vivamente
la propria indegnità
di fronte a Dio.
Lui è perfettamente consapevole
di meritare la condanna divina.
Eppure è proprio
la consapevolezza piena e addolorata
di essere peccatore incallito
a suggerirgli di rivolgersi a Dio.
Qui, qualcosa di incredibile
passa per l'animo di Baruc.
Baruc avverte che fino a quel momento
il suo animo viveva lontano da Dio
senza che lui se ne accorgesse
in modo debito.
Ιmprovvisamente, Baruc avverte
che il suo animo ha smesso
di pensare astratti concetti religiosi.
Lui, adesso, sta sentendo
che Dio stesso gli si è fatto vicino.
Le qualità buone del suo essere
gli aprono la mente e la coscienza.
Lo portano a scoprire
che quanto lui e il popolo
avevano fino a quel momento
giudicato giusto
in realtà non lo era affatto.
Soprattutto, lui e il popolo
avevano ripetutamente disprezzato
quanto Dio aveva per loro fatto,
fino al punto di vivere
pensando poco e male a Dio.
Ma c'è di più.
L'essere buono di Dio agisce su Baruc
in modo davvero incredibile.
Mentre Baruc si pente del suo passato,
assieme non si deprime.
In lui il pentimento si trasforma
prima in fiducia e poi in preghiera.
Questo fatto ti deve parlare.
Prova anche tu a usare di frequente
la paroletta che Baruc rivolge a Dio:
"Ascolta".
Ma, tu, ti penti sul serio dei tuoi peccati?
Riesci ancora a capirli
o ti sei abituato a vivere
giustificando tutto, sempre?
Capisci che questo modo di vivere
ti allontana da Dio
anzitutto perché ti fa diventare
l'opposto di ciò che Lui è?
Va comunque notato un punto.
Baruc non conosce come Dio
intende chiudere la partita col male
che gli uomini continuano a compiere.
Una cosa è, però, per lui del tutto chiara.
Sente che Dio gli ha messo in animo
una fiducia praticamente illimitata
nella misericordia divina.
È Gesù
a rivelare quanto Baruc ignora.
Il Vangelo odierno
sintetizza perfettamente il tutto.
Attraverso il segno dato
con la vicenda dell'adultera
Gesù afferma che Dio,
prima che pensare a quanto l'uomo compie,
preferisce prendersi cura
della persona e della sua vita.
Interviene. Rende possibile al peccatore
di disfarsi totalmente del male.
Ripristina in lui
l'essere una immagine di Dio.
Soprattutto, Dio rifiuta che il male
conduca la vita dell'uomo
a incrociare un tremendo esito finale.
Tu, capisci tutto ciò?
Ti chiedi davvero: io, chi sono?
Cosa devo fare della mia vita?
Cosa deve restare di me, per sempre?
In ogni caso, fa entrare nel tuo animo
queste parole di Gesù:
"Io non ti condanno.
Tu va' e d’ora in poi non peccare più".
E, allora, nella prossima settimana
affronta i tuoi peccati
ripetendo di continuo a te stesso:
"Gesù mi ha detto:
non lo fare più".
Vedrai come, di volta in volta
queste parole ti daranno forza spirituale
e, così, ti faranno
risorgere a una vita misteriosamente nuova,
proprio come vuole Gesù.
E come Paolo ti ammonisce di fare
con le parole colme di fuoco
della seconda Lettura.
LETTURA Bar 1, 15a; 2, 9-15a
Lettura del profeta Baruc
Direte in quei giorni: «Il Signore ha vegliato su questi mali e li ha mandati sopra di noi, poiché egli è giusto in tutte le opere che ci ha comandato, mentre noi non abbiamo dato ascolto alla sua voce, camminando secondo i decreti che aveva posto davanti al nostro volto. Ora, Signore, Dio d’Israele, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte, con segni e prodigi, con grande potenza e braccio possente e ti sei fatto un nome, qual è oggi, noi abbiamo peccato, siamo stati empi, siamo stati ingiusti, Signore, nostro Dio, verso tutti i tuoi comandamenti. Allontana da noi la tua collera, perché siamo rimasti pochi in mezzo alle nazioni fra le quali tu ci hai dispersi. Ascolta, Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica, liberaci per il tuo amore e facci trovare grazia davanti a coloro che ci hanno deportati, perché tutta la terra sappia che tu sei il Signore, nostro Dio».
SALMO Sal 105 (106)
Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R
Non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe;
ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido. R
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo. R
EPISTOLA Rm 7, 1-6a
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
O forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo.
Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo.
VANGELO Gv 8, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».