Il giorno del Signore nel rito ambrosiano
Qualunque
cosa vi dica di fare
voi fatela.
Domenica della 2^ settimana del tempo ordinario
2^ settimana dopo l'Epifania
nel Rito Ambrosiano

Dio compie il miracolo. Talvolta, però, lo compie in contesti di vita nei quali il potere del male ha sviluppato situazioni limite tali da indurre chiunque a pensare che, ormai, il miracolo è diventato impossibile. Questi casi sono molto più frequenti di quanto non si pensi. Infatti, quante volte capita di dire: "Sì, ma tanto non serve a nulla". E, così, il bene che si potrebbe compiere non lo si compie. Tutto considerato, la fede è venuta meno. Pensaci. Cerca di andare alla ricerca della fede spiritualmente preparato a sostenere impatti esistenziali che possono anche diventare duri e scovolgenti. Scoprirai sempre meglio come Dio ti ama e ti protegge con lo Spirito che Gesù continua a inviare sulla terra proprio perché lo Spirito è indispensabile per conservare la fede e per vivere di essa.
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Anche tu, inizi questo nuovo anno di vita
illuminato e ravvivato
dalla celebrazione del Natale.
Oggi, con le Letture odierne,
Dio ti guida verso la scoperta
di un basilare principio
di orientazione primaria
della tua coscienza.
Lo trovi nelle parole di Maria
rivolte agli inservienti di Cana:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Dio fa partire
questo principio spirituale di vita
da molto lontano.
Prima di addentrarti nelle Letture
conviene che ti rifaccia a un esempio
tratto dall'archeologia.
A Roma esiste
la Chiesa di san Clemente.
Si tratta di una costruzione singolare.
Alla sua base
gli archeologi hanno trovato un Mitreo,
luogo pagano di culto.
Sopra di esso, nel IV secolo,
i cristiani hanno costruito una prima Chiesa.
In epoca medioevale
sopra questa fu costruita una seconda Chiesa.
Infine, in epoca moderna
fu costruita l'attuale Chiesa.
Tu, ora, puoi vedere simboleggiato
il primo strato della Chiesa di san Clemente
nello spaccato di vita
evocato dalla prima Lettura
tolta dal libro dei Numeri.
Qui, trovi il popolo ebraico
avvolto da una tragedia tremenda
che paralizza il suo pensiero,
soffoca la sua fede,
e lo rende incapace
di padroneggiare la vita.
Anche Mosè e Aronne si ritrovano sconvolti.
Cercano di rivolgersi a Dio
per stabilire un contatto con Lui.
Dio si limita a indicare loro una roccia.
Mosè convoca il popolo di fronte a essa.
Qui, tuttavia, la disperazione
si impossessa di lui.
Così, si lascia andare
a una reazione tremenda,
che Dio poi colpisce fermamente.
In questo modo
il libro dei Numeri
delinea un quadro della fede
che l'umanità di ogni epoca
deve prendere in considerazione
e, soprattutto, all'evenienza
deve anche sapere vivere correttamente.
Questo quadro di vita
deve allora ricordare a tutti
che, qualsiasi cosa succeda,
Dio intende in ogni caso persistere
nel salvare l'umanità
tragicamente sballottata dal potere del male
e, magari, irrimediabilmente votata alla morte.
Così, Dio trasforma un popolo incapace di tutto,
capace però di bestemmiarlo,
in un segno portatore
della sua sconfinata misericordia.
Qui, comunque, non è affatto questione
di mettersi a discutere
su questioni generali della vita.
Tu, fermati e chiedi a Dio
cosa vuol dirti
col riproporre anche a te
questa stranissima evenienza
capitata al popolo ebraico.
Nei momenti difficili della vita,
tu, ti collochi di fronte a Dio?
Che gli dici?
Parli soltanto tu
oppure sei pronto ad ascoltare Lui?
Sai aspettare?
Il Vangelo rappresenta una sorta
di secondo strato
di questa proposta divina.
Il popolo dei Numeri,
gente non all'altezza delle prove della vita,
rivive nel caso sollevato dagli sposi.
Ma al posto di Mosè e di Aronne
ora trovi Maria
con la sua sconfinata capacità
di guida spirituale.
Lei si rende perfettamente conto
che ciò che manca ai presenti
è ben altro che solo il vino.
A differenza del quadro precedente
ora la guida spirituale
ha una visione precisa
di ciò che è l'essenziale
e di come lo si raggiunge.
Le bastano poche parole:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Comunque, la prima differenza
è Gesù a realizzarla.
Se a Mosè Dio dà il compito di indicare
il luogo di una salvezza momentanea,
a Gesù Dio assegna la funzione
di realizzare la salvezza
una volta per tutte.
In questa settimana
rispolvera la devozione a Maria.
Pregala sovente.
Infine, puoi soffermarti a notare
che oggi la seconda Lettura crea come
un terzo strato alla odierna proposta divina.
Ora, il popolo dei battezzati
è diventato gente capace
di dominare le prove presenti nella sua vita.
Gesù gli conferisce sapienza e anche forza
grazie al dono dello Spirito Santo.
Tutto ciò, nel corso della settimana
ti deve più volte spingere
a confrontarti con questa Lettura.
LETTURA Nm 20, 2. 6-13
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Mancava l’acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne. Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall’assemblea per recarsi all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai uscire per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame». Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.
Mosè e Aronne radunarono l’assemblea davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate, o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?». Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame.
Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me, in modo che manifestassi la mia santità agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete quest’assemblea nella terra che io le do». Queste sono le acque di Merìba, dove gli Israeliti litigarono con il Signore e dove egli si dimostrò santo in mezzo a loro.
SALMO Sal 94 (95)
Noi crediamo, Signore, alla tua parola.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». R
EPISTOLA Rm 8, 22-27
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
VANGELO Gv 2, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.