Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

Quando la vita tende a farsi asfittica

serve ossigeno

2^  Domenica del tempo ordinario
nel rito ambrosiano

Ascolta "2 Domenica 2022 anno C - Ambrosiano" su Spreaker.

16 gennaio 2022

Con una testimonianza assai vivida
la prima Lettura propone oggi
la fede che Ester ha in Dio.
L'autore di questa storia
si rende perfettamente conto
della eccezionalità di questa testimonianza.
Tuttavia, a lui sta a cuore parlare
di un'altra testimonianza,
certamente ancor più eccezionale.
Ecco le sue parole:
"Ester invocò quel Dio che su tutti veglia e tutti salva".

Una lettura non convenzionale,
tipica di un credente abulico
e totalmente ripiegato su se stesso e sul suo bene,
apre scenari di vita inimmaginabili,
davvero degni della grandezza reale di Dio.

Questa grandezza è portata
in primo piano da un particolare:
lo svenimento di Ester.
Infatti, anche se era principessa amata dal re,
Ester non poteva presentarsi pubblicamente al re
perché non era stata da lui invitata.
Già questa infrazione, da sola,
poteva comportare la morte.
Morte resa ancora più probabile
dalla persecuzione sanguinaria
scatenata da Amman contro gli ebrei
presenti nel regno.
Ester sfida la sua paura.
Una volta che, però, arriva di fronte al re
questa prevale ed Ester sviene.
Ma "quel Dio che su tutti veglia e tutti salva"
a questo punto interviene
come Lui sa e come vuole fare.

Qui, è bene che tu ponga a te stesso
alcune domande.

Tu pensi che Ester pregò Dio intensamente
solo in quella circostanza?
Anche la tua preghiera "normale"
è intensa e, soprattutto, frequente?
Conosco persone che nel corso della giornata
continuano a parlare di Dio.
Purtroppo non lo pregano mai.
Addirittura sono giunti al punto
di non sapere neppure più pregare
perché, a loro, bastano
due o tre frettolose preghiere
e un ancor più frettoloso segno di Croce.

È chiaro che queste domande
ne portano con sé altre.
Chi era Dio per Ester?
E, per te, chi è Dio?
Cosa ti dice il fatto che oggi
ci si sposa a età molto avanzata
perché, prima di tutto, bisogna
ottenere un titolo di studio?
Poi, è indispensabile conquistare
un adeguato posto di lavoro
per mettere al sicuro il resto dei giorni?
Ti dice qualcosa il fatto
che molti oggi non si sposano
perché non hanno i soldi
per organizzare la festa di nozze
in modo da non fare figure?
Per te, chi è Dio?
È "quel Dio che su tutti veglia e tutti salva"?

Certo, oggi, si vive all'interno
di un contesto culturale
che si è totalmente emancipato da Dio.
Per questo si vive senza pensare a Dio.
Si pensa a "quello" e a "quelli"
che di fatto si è sicuri
"salvano" la vita.
Ecco, allora, diventare sempre più necessario
chiedersi: "per me, Dio chi è?"
Riesco, per esempio, a sfuggire allo strapotere
della bellezza del corpo
e dello splendore della ricchezza?
Tu stai cercando Dio, sul serio?

In ogni caso, sappi che Dio
sta cercando te, sul serio.
Oggi, il Vangelo ti parla
sul come Gesù voglia diventare per te
"quel Dio che su tutti veglia e tutti salva".
Te lo spiega con un fatto della sua vita terrena.
Un fatto che per Giovanni
equivale al gesto materiale e visibile
capace di svelare una realtà spirituale,
quindi non visibile.
Equivale a un segno.
Tutto avvenne nel contesto
di un banchetto nuziale.
Sollecitato da Maria, sua madre,
Gesù spiega tutto.
Lui intende intervenire
e ciò che compirà
è collegato a quanto si compirà
nell'ora della Croce.
Per questo, le giare del miracolo
sono soltanto sei.
La settima è quella dell'ultima cena.
Lì, però, sarà il vino
a essere convertito
nello stesso sangue di Gesù.

Ora, fermati. Medita.
Anche a te, Gesù offre
il suo "vino buono".
E, proprio così, diventa
"quel Dio che su tutti veglia e tutti salva".

Non ti pare che stiamo vivendo
e non ci accorgiamo
che infinite volte
stiamo "appiattendo"
lo spessore della fede
in modo pericoloso
e, insieme, estremamente dannoso.

Non è facile parlarne
proprio perché questo fatto
succede senza che ci si renda conto
che la sua realtà
ci sta avvolgendo e paralizzando.
Deforma la nostra coscienza.
La rattrappisce,
calcificando i suoi sensi
e disumanizzando la sua attività.

Non è facile parlarne
semplicemente perché
i nostri pensieri
sono troppo dentro "altro".
Oggi Paolo deve scuoterci
con le parole della seconda Lettura
perché in noi si affermi
il gusto di vivere pieni di fede in Dio.
Eviteremo quel "buttare via" la vita
di cui ci si rende conto sempre "dopo".

Cioè alla morte.

LETTURA Est 5, 1-1c. 2-5
Lettura del libro di Ester

Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, Ester si tolse gli abiti servili e si rivestì di quelli sontuosi. Fattasi splendida, invocò quel Dio che su tutti veglia e tutti salva, e prese con sé due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza, mentre l’altra la seguiva sollevando il manto di lei. Era rosea nel fiore della sua bellezza: il suo viso era lieto, come ispirato a benevolenza, ma il suo cuore era oppresso dalla paura. Attraversate tutte le porte, si fermò davanti al re. Egli stava seduto sul suo trono regale e rivestiva i suoi ornamenti ufficiali: era tutto splendente di oro e di pietre preziose e aveva un aspetto che incuteva paura. Alzato lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e le disse: «Parlami!». Gli disse: «Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore è rimasto sconvolto per timore della tua gloria: tu sei ammirevole, signore, e il tuo volto è pieno d’incanto». Mentre parlava, cadde svenuta; il re si turbò e tutti i suoi servi cercavano di rincuorarla. Allora il re le disse: «Che cosa vuoi, Ester, e qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, sarà tua». Ester rispose: «Oggi è un giorno speciale per me: se così piace al re, venga egli con Amàn al banchetto che oggi io darò». Disse il re: «Fate venire presto Amàn, per compiere quello che Ester ha detto». E ambedue vennero al banchetto di cui aveva parlato Ester.

SALMO Sal 44 (45)

Intercede la regina, adorna di bellezza.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate. R

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.
Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni,
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R

EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

VANGELO Gv 2, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela ». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.