Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

 LA DOMENICA NEL RITO AMBROSIANO

Ascolta Dio

e fa uscire la tua fede
dalla banalità.

4^  Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

26 settembre 2021

Questa va capito bene:
Dio non ci rivolge mai un invito generico.
È sempre qualcosa di più e di diverso.
Oggi, l'esperienza di Elia
ce lo spiega in modo chiaro e ruvido.

Dio, infatti, lo raggiunge.
Non si limita affatto
a sistemare la sua vita,
aggiustando qualcosa che in essa non va.
Del resto, ogni intervento di Dio
non è mai qualcosa di occasionale.
Lui, non si limita a fare qualcosa.
Ha sempre un progetto.

Nel caso di Elia,
Dio intende cambiare la sua vita,
orientandola da un'altra parte.
Perciò, gli chiede decisioni globali.
Davanti a lui pone un cammino lungo e impegnativo.
Solo il suo cibo gli consentirà di compierlo.

Certo, Elia non capisce tutto, subito.
In questo senso la grazia chiede fiducia somma.
Giustamente, allora, san Tommaso d'Aquino,
nel suo libretto "Il male e la libertà",
fa notare che la conversione
ha potenzialità infinite
ma, in concreto,
si realizza solo poco per volta.
È perciò necessario
"non temere", come ha detto l'Arcivescovo
lo scorso 8 settembre.
Tanto meno, non tirarsi indietro.
Urge restare sempre disponibili
a lasciarsi progressivamente convertire da Dio.

La prima lettura odierna lo spiega
con una vivacità impressionante.
Elia, infatti,
entra in una crisi tremenda
proprio con se stesso.
Dopo anni di lotta fortissima
si fa strada nel suo animo
il dubbio
che tutto quanto ha fatto
sia sostanzialmente inutile.
Così, giunge a un passo dal suicidio.

Ma Dio la pensa in altro modo.
Lo vuole vivo.
Lo aspetta proprio sul monte
dove fu sancita l'Alleanza.

Ecco, Elia cerca la morte
piuttosto che cercare Dio.
E, intanto, Dio cerca Elia.
Lo porta avanti,
un poco per volta.
Dio lo fa giungere
"sulla cima del monte Oreb",
per imprimere alla sua vita
la svolta suprema e definitiva.

Ora chiediti:
io mi sto lasciando raggiungere da Dio?
Mi lascio convertire da Lui
e, così, animare e rallegrare?
Il mio impegno precede o segue la grazia?
Elia, cosa mi sta dicendo?

Certo, se ora ti è chiaro
quale è la funzione
propria del cibo ricevuto da Elia,
allora sei in grado
di capire quanto oggi Gesù
intende dirti con le parole
del Vangelo odierno.

Anzitutto Gesù precisa:
"Nessuno può venire a me
se il Padre non lo attira".

Ti è davvero chiaro
che la fede non è mai un affare
semplicemente "umano"?
Rispetti davvero il dono divino?
Lo ricevi nel silenzio?
Lo fai crescere nel silenzio?

A proposito,
tu sai stare in silenzio di fronte a Dio?
Quanto? Quando? Come?

Contestualmente
a questa prima affermazione
Gesù ne propone una seconda,
incredibile.

Riprendendo il tema
del cibo che viene dal cielo
avverte:
"Io sono il pane della vita.
E il pane che io darò
è la mia carne".

Qui, ti è detto
che Dio non ti nutre con parole o verità
ma con il corpo crocifisso del Figlio.

Tu capisci questo?
Ti commuove profondamente?

Fa uscire la tua fede dalla banalità?

Proprio come successe a Paolo
e, attraverso lui,
successe alla prima Chiesa.

Lo testimoniano ampiamente
le ultime parole della seconda Lettura:
"Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga".

Tu parli mai della morte del Signore?
Come? Perché?
Senti che quella morte
ti ha fatto risorgere
"alla vita del cielo"?

LETTURA 1Re 19, 4-8
Lettura del primo libro dei Re

In quei giorni. Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

SALMO Sal 33 (34)

Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R

EPISTOLA 1Cor 11, 23-26
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

VANGELO Gv 6, 41-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».