Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

Quello che sei

conta  molto di più
di quello che hai.

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Domenica della  14^  settimana del Tempo Ordinario
settimana della 4^ Domenica dopo Pentecoste

nel rito  ambrosiano

3 luglio 2022

Questo tempo
che segue alla Pasqua
ti sta proponendo di impegnarti
ad assestare
nello scorrere del quotidiano
la forza della Risurrezione.

Oggi,
le Letture partono da una domanda
precisa e tagliente:
chi può dirsi
davvero risorto
con Gesù?

Tu, ti interroghi
sul come vivere la Risurrezione?
Esamini se la stai di fatto vivendo
in pienezza e con frutto?

Lasciati ora pungolare
da una delle domande
sollevate dal Salmo:
"Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!"
Cosa ti dicono queste parole?

Riesce a scuoterti
il versetto sferzante:
"Forse credevi che io fossi come te!"?
Sovente, purtroppo,
si riduce a zero il senso della diversità
rispetto a Dio.
Così, si perde rispetto e sottomissione
verso la santità di Dio.
Insieme, si riduce la fiducia in Lui.
Si vanifica allora
la possibilità di avere stima di Lui.
Più a fondo,
si annulla la capacità di amarlo.
Gli stessi valori legati alla pratica del sacro
vengono resi inconsistenti e vuoti.
Diventano un qualcosa di inutile.

Ma la domanda del Salmo
dovrebbe porti un'altra domanda.
Come dici di te stesso:
io sono libero
perché nessuno mi comanda?
Tu riesci ancora a percepire
l'arroganza e la prepotenza
come difetti molto insidiosi?
Oppure, tendi anche tu a considerarli
come virtù che stimolano l'efficienza
e forze che portano al successo?
Ti lasci magari attrarre
dalla loro incredibile capacità
di suscitare sogni fantastici?
Temi di finire assimilato alle persone
che si sono lasciate convogliare
dentro un universo spietato?

Allora, tu vuoi essere un risorto
reso da Gesù capace di controllare
i sensi del piacere?
Di dominare adeguatamente
la volontà di successo?
Di padroneggiare ciò che è
fatua agitazione e porta fatalmente
verso noia, nervoso, stress
e infinite altre stranezze?

Puoi allora affermare
che Dio, in quanto è
diverso e tutt'altro rispetto all'uomo,
ogni giorno ti libera
e ti fa risorgere a vita nuova?
Ti lasci portare da Dio lontano
dal mondo fatto di vuoto
e dalla vita distrutta dal non senso?
Gesù non ha niente a che fare
con illusioni e con disillusioni.

Chi è allora il tuo Dio?
Tu, quanto sei risorto
alla sua splendida vita?

Passa ora a leggere
la seconda Lettura.
Le sue parole mettono in guardia
dal lasciarsi andare
all'attrazione esercitata dai sogni.
Propone un esercizio della fede
determinato e fiero.
Mentre leggi questo brano di Ebrei,
chiediti se in te
sta la forza e la saggezza
che animano Dio
e, alla pari, Abele e Enoc?

Se non le trovi in te,
non cercarle nei ragionamenti.
La questione, infatti,
non riguarda tanto il mettersi a pensare
quanto l'attuare risoluti e spediti
comportamenti virtuosi.

È il grande insegnamento
proposto sia dalla Prima Lettura
sia dal Vangelo.

Insegnamento che continuerà a sfuggire
a tutti quanti
si prendono cura del corpo
e trascurano la loro anima.
Il loro pensiero
continuerà ad essere colmo
di incertezze e di errori,
di lacune e di contraddizioni.

Ecco una basilare scoperta
da fare propria:
il retto pensare
nasce dal retto agire.
Tonnellate di giustificazioni
non produrranno mai
un solo grammo di giustizia.

LETTURA Gen 4, 1-16
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».
Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello? ». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

SALMO Sal 49 (50)

Sacrificio gradito al Signore è l’amore per il fratello.

Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti». R

Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R

Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa». R

EPISTOLA Eb 11, 1-6
Lettera agli Ebrei

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.
Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.
Per fede, Enoc fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.

VANGELO Mt 5, 21-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.