Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

LA DOMENICA NEL RITO AMBROSIANO

Quando Gesù arriva

subito apre la mente
e rende seguaci.

I  Domenica dopo la Dedicazione
XXX  settimana del tempo ordinario

25 ottobre 2020

Agli inizi di settembre
il nostro Vescovo
ha proposto alla nostra Chiesa
di vivere in pienezza
il valore della sapienza
che Dio diffonde sulla terra.

Agli inizi di questo anno pastorale
ci stiamo anzitutto impegnando
a rendere il nostro rapporto
con la persona del Signore
ottimale, quindi vivo e sincero.

E, oggi, Dio
fissa con forza la nostra attenzione
proprio su questo punto.
Già a partire dalla prima Lettura.

Oggi, noi ne abbiamo bisogno,
soprattutto per un preciso motivo.
La gente vive
concentrando la sua attenzione
sulla relazione con i "valori"
e intanto trascura sempre più il controllo
delle relazioni con le persone.
Si parla di libertà
e, intanto, non ci si accorge
di essere schiavi
che schiavizzano il loro prossimo.
Ci si agita a tutta forza
attorno alla cosiddetta giustizia
e intanto si diventa sempre più
individualisti ed egoisti.
Ecco, non ci si accorge
che le relazioni sono per i valori
esattamente quello
che l'ossigeno è per i polmoni.

E, ora, guarda come la prima Lettura
richiama questo stato di cose.

All'improvviso, misteriosamente,
Pietro scopre qualcosa di Dio
che fino ad allora gli era sfuggito.
Lo trova così essenziale
da farlo diventare il centro di un discorso
che, in pratica a sua insaputa,
finirà per determinare
un totale cambio di direzione
nel suo pensiero e nella sua azione.
Attraverso lui,
questo cambio passerà alla Chiesa,
anche se poi sarà Paolo
a precisarlo e a radicarlo nella Chiesa.

Pietro scopre che
"Dio è il Signore di tutti".

Ma per capire fino in fondo
il contenuto di queste parole
è indispensabile
considerare il punto di partenza
questa scoperta.
Lui dice anzitutto:
"Sto rendendomi conto".
Come se ammettesse
di non averci prima mai pensato
o, per lo meno, di averci pensato
con superficialità e in modo impreciso.

Qui Pietro scopre
che, prima di tutto,
Dio lo ha avvicinato di persona.

Questa vicinanza
lo porta a percepire
qualcosa che per lui è ancora misterioso:
"Dio non fa preferenze di persone".
Ora, però, comincia a capire.
Prova subito entusiasmo
al pensare che Dio
vuole concretamente
avere a che fare con la persona di tutti.

Nella vita quotidiana non succede.
Qui, la gente parla molto dei cosiddetti valori
e, intanto, trascura le persone.
Moltiplica discorsi fine a se stessi
e parla a vuoto.
Dio parte dalla persona
per prendersi cura di lei a pieno.

Così gli appare sempre più grande
che Dio non ha mandato Gesù
a discutere o a giudicare.
Lo ha mandato a sacrificare la sua vita
per salvare la vita a tutti.

Tutto ciò appare chiarissimo nel Vangelo.
Gesù non si mette
a trattare questioni dottrinali.
Semplicemente propone e offre gratuitamente
il suo sacrificio personale.
Così, apre la mente non tanto al pensare
quanto al ricevere vita
che fa radicalmente rinascere
a vita davvero "nuova".

Qui è bene ritornare alla prima Lettura.
Una volta che Pietro "si è reso conto"
che Dio vuole avere a che fare con tutti,
subito arriva lo Spirito Santo
e tutto diventa allora perfettamente chiaro.

A questo punto gli Atti affermano
che, ora, Pietro è davvero "Pietro"
e la Chiesa diventa davvero la "Chiesa".
La fede diventa la "fede".
Rallegra, rafforza, illumina.
Talvolta chiede molto
senza dare altro che forza di andare avanti.
Ma resta sempre quello che la fede deve essere:
percezione della presenza di Gesù
che fa rinascere a vita nuova.

Se tutto ciò è vivo nel tuo animo,
ti accorgerai che il Salmo non è più
un seguito di parole di circostanza,
assolutamente gratuite:
"Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie".

Gesù opererà in te
quanto ha operato nei due discepoli a Emmaus:
"aprire la mente alla conoscenza".

Nella seconda Lettura odierna
Paolo ripropone il tutto
in un modo semplicemente travolgente.
E oggi lo chiede a te:
tu hai svuotato di contenuto la croce di Gesù?

LETTURA At 10, 34-48a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passo beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

SALMO Sal 95 (96)

Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R

Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA 1Cor 1, 17b-24
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, Cristo mi ha mandato ad annunciare il vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti». Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.

VANGELO Lc 24, 44-49a
✠ Lettura del vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso».