Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

Dice il proverbio

non c'è peggior cieco
di chi non vuole vedere.

Domenica  della  4^ settimana di Quaresima
nel Rito Ambrosiano

Dice il proverbio: non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere. Questo vale anche per la fede in Gesù. E' che molti non ci pensano proprio mai. Sono increduli e non se ne accorgono minimamente. Vivono da increduli, ma hanno la sensazione di essere cristiani operosi.

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La scorsa settimana
si diceva che nei momenti duri della crisi
il tempo spinge,
o forse addirittura obbliga,
a pensare a tante cose
cui l'uomo di solito preferisce non pensare.

In questi giorni di Quaresima
va detto che anche Dio stesso lo vuole.
E lo compie
seguendo un fine ben preciso:
purificare da ciò che è male
prima le persone
e, successivamente, la loro vita.

Ti accorgi
che Dio lo sta facendo con Te?
Ci pensi?
Fai i conti con la superficialità
o con l'ipocrisia che stanno anche in te?
Cioè con quell'arrivare a capire
quando è purtroppo tardi,
oppure con quel dire che non diventa mai un fare.

Bada: questo non è detto per umiliarti.
Ti è proposto solo
per guidarti a scoprire
sempre meglio e più a fondo
il bello che Dio è.
Lui non è mai impietoso e implacabile.
Non pretendere, però,
che anche Lui si metta
a giustificare tutto e il contrario di tutto.

La Bibbia ci insegna
che Dio è misericordioso
non tanto perché
giustifica tutto e tollera tutto.

Lui è misericordioso
semplicemente perché sta vicino
a un essere che, tutto considerato, è misero.
Lo ama, ma per trasformarlo
e liberarlo finalmente da tutte le sue miserie.

Un punto va, tuttavia, ben chiarito.
Per capire la misericordia di Dio
non basta il fermarsi un momento.
La bellezza dell'innocenza
o l'importanza dell'onestà integrale
sfuggono irrimediabilmente
a chi capisce solo
pensieri o emozioni
fatti di un fugace istante.
Sottomessi anche loro alla folle pretesa
che esige "tutto e subito"

È che necessitiamo
di ribaltare l'uso del tempo.
Lo stai facendo?
Tu, dedichi un tempo lungo
alla ricerca della purificazione
della tua coscienza e della tua vita?
Oppure concedi ad essa solo ritagli di tempo?

Fermati, davvero.

Lasciati liberare da Dio
Lui pensa a renderti così capace
di cambiare la vita attorno a te,
almeno rispetto a tre ingaggi.
Anzitutto fare finire
quel parlare che fa tanto chiasso,
ma, al di là del chiasso, non fa null'altro.
Poi richiamare tutti
a ricreare nella coscienza
una sana gerarchia dei valori.
Infine, educare i figli a tutto ciò,
evitando di demandare colpevolmente
ad altri il farlo.
Tu gusti
il prepararli a diventare a loro volta genitori
capaci di far crescere in famiglia
il benessere spirituale
al punto da renderlo
la prima difesa di quello economico?

A chi vive tutto ciò
il Vangelo odierno parla
in modo davvero splendido.

Gesù ha senz'altro amato quell'uomo
e con un miracolo strepitoso lo ha strappato
alla sua miseria di uomo nato cieco.
Ma assieme alla guarigione degli occhi
gli ha tolto quel paraocchi
che impedisce di vedere attorno
e, anzitutto, di vedere Dio.

Oggi, se tu lo permetti,
questo uomo ti parlerà di Gesù
per spiegarti
quel che di incredibile gli è successo
quando si è reso conto
che il vedere i colori della realtà
era ancora poco
rispetto a quanto Gesù gli ha fatto vedere.

Va subito precisato
che oggi la prima Lettura inquadra
efficacemente la grazia
che Dio ha nascosto nel miracolo del cieco.
Il libro dell'Esodo ricorda
che quando Mosè entrava in contatto con Dio
il suo volto poi emanava una luce irresistibile.
Ma, insieme, il libro dell'Esodo
rievoca anche la fragilità di Mosè
perché ricorda che quella luce
di lì a poco spariva dal suo volto.
Eppure Dio non si è stancato di lui.

Attenzione, però.
Dio esprime misericordia, non pietà.
La sua misericordia è infatti purificazione.
Pietà sarebbe invece pura sopportazione
e niente altro.

Certo solo con Gesù
tutto ciò giunge al suo compimento concreto e pieno.
Lo afferma bene la seconda lettura:
"Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore".

L'ultima parola
è una forte raccomandazione
a fare sul serio.

Tu riesci a fare uscire da te
queste riflessioni
invitando alla riflessione la tua famiglia?
Fa allora in modo
che la domenica
nella tua casa ci sia questa meditazione comune
proprio a partire dalle letture della Messa.

La famiglia ha bisogno
di assicurare alla sua vita
precisi e importanti punti fermi.
C'è da liberarsi dalle maglie
di quel materialismo
che inzeppa la vita
di confusione e di contraddizioni,
di omissioni e di colpe.

Questo impegno
mira dunque direttamente a costruire
nella coscienza un legame con Gesù
che fa inarrestabilmente partire
un nuovo stile di vivere la giornata
che diffonde giustizia
e, quindi, crea gioia.

 

LETTURA Es 34, 27 – 35, 1
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele». Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole. Quando Mosè scese dal monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui. Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui. Mosè allora li chiamò, e Aronne, con tutti i capi della comunità, tornò da lui. Mosè parlò a loro. Si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato sul monte Sinai. Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso. Quando entrava davanti al Signore per parlare con lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando non fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando non fosse di nuovo entrato a parlare con il Signore. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: «Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare».

SALMO Sal 35 (36)

Signore, nella tua luce vediamo la luce.

Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo:
uomini e bestie tu salvi, Signore. R

Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa:
tu li disseti al torrente delle tue delizie. R

È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore. R

EPISTOLA 2Cor 3, 7-18
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d’Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore effimero del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? Se già il ministero che porta alla condanna fu glorioso, molto di più abbonda di gloria il ministero che porta alla giustizia. Anzi, ciò che fu glorioso sotto quell’aspetto, non lo è più, a causa di questa gloria incomparabile. Se dunque ciò che era effimero fu glorioso, molto più lo sarà ciò che è duraturo. Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli d’Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero. Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l’Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; «ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto». Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore.

VANGELO Gv 9, 1-38b
✠ LETTURA del vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».