Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

 LA DOMENICA NEL RITO AMBROSIANO

Il pozzo di Sicar
c'è anche per te.

Bevi anche tu la sua acqua.
E' un qualcosa di unico.

Ascolta "Quaresima 2 - Ambrosiano" su Spreaker.

28 febbraio 2021

Domenica scorsa Dio ti ha consegnato
una parola: "Pietà!".
Ti è stato indicato di ripetere questa invocazione
di sovente nel corso della giornata
per renderti ben disposto a vivere
ogni fatto della tua vita
seguendo le forze spirituali
che la pietà di Dio ti avrebbe suscitato in animo.

Lo hai fatto?
Come? Quanto?
Ti sei rimesso a Dio?
Ti sei lasciato da Lui purificare, trasformare?
Hai saputo "ascoltare" Dio?
Senz'altro tu sai parlare a Dio
o sai parlare di Dio.
Ma sai anche "ascoltare" Dio?

Queste domande vogliono riproporti
la necessità di imparare sempre meglio
a scovare, anzitutto in te stesso,
tutto quanto inaridisce l'animo e desertifica la vita.

Senti di essere figlio di Dio?
Vivi tenendo presente il fatto
che Dio ha fatto Alleanza anche con te?
E lo ha fatto esattamente come l'ha fatto
col Papa e col Presidente della Repubblica.
A ogni figlio assegna compiti diversi.
Ma non mette mai in gioco Alleanze diverse.
E ciò succede perché Gesù
si sacrifica sulla Croce
senza fare alcuna distinzione di persone.
Pensi mai, allora, che tu vali non per quanto fai,
ma per quello che vale il sacrificio di Gesù
che ti ha purificato e trasformato?

Medita a fondo, allora, sul Vangelo odierno.

Molti nella Chiesa hanno scritto sulla donna di Samaria.
Addirittura, nel Vangelo di Giovanni ha un posto di primo piano.
Eppure, chi era questa donna prima di incontrare Gesù?
Una parte insignificante di quella infinita umanità
percorsa e travagliata
da ingiustizie. lacrime, paure, disperazione.
Una anonima vittima di quel male
che nessuno riesce mai a estirpare una volta per tutte.
Un male che è tanto forte
da rendere di volta in volta
protagonisti di iniquità importanti
gente che è solo capace di fare male
e, per il resto, è assoluta nullità.

Ma è venuto Gesù.
Lui porta "acqua viva".
Lui cambia dalla testa ai piedi.
Lui è quello che fa uscire i morti dalla loro tomba.
Nel mondo fa crescere quelli come Lui.
E, quando ne uccidono uno, ne spuntano dieci.

Certo, poi la marea di persone è quello che è
e vive come si vede.
Ma questi seguaci di Gesù ci sono.
Agiscono e, soprattutto, crescono.

È gente che rivive in se stessa
quelle forze di vita evocate dalla prima Lettura.

Al riguardo, senti di essere anche tu "convocato" da Dio?
Sei cosciente che Dio ha dato anche a te
queste parole importanti secondo le quali regolare
lo svolgimento della tua vita?
I suoi comandi di vita sono la luce
che ti proietta a combattere la "confusione"
che prolifera attorno a te
e insieme ti consente di eliminare
le "ingiustizie" che fanno marcire la vita attorno?

Hai capito in profondità i comandi di Deuteronomio?
Soprattutto, ti è davvero chiaro chi è Dio
è come Lui si comporta?
Cosa vogliono dirti queste parole:
"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto"?
Senti che Dio lo ha fatto anche con te?
Questa liberazione è allora preziosa per te?

La prima Lettura prosegue con una seconda precisazione.
"Io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso".
Geloso significa che per Lui
il male è grave e, quindi, lo respinge a tutta forza
senza sconti o tentennamenti.
Comunque, morendo sulla Croce,
Gesù rivela un secondo aspetto della gelosia di Dio.
Dio, è geloso della pace e della gioia
che si perde per il male che si fa o si riceve.
Pensaci.

E pensa anche a queste altre parole:
"Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano".
Tu, con Dio fai sul serio
o, tutto considerato, ci scherzi?
Rispetti allora le sue dieci parole,
o vivi campando infinite scuse?
In particolare, la sua grandezza ti conquista
oppure ti lascia indifferente?

Nel corso della settimana
ripeti più volte ogni giorno
il Salmo di oggi.
Al riguardo, usa il tuo smartphone opportunamente.
Tienilo con te anche in nome di Dio.

Ti aiuterà a uscire da ipocrisie, incertezze, smarrimenti.
Ti farà trovare Gesù a fianco del "pozzo".
Comincerai anche tu a bere "acqua viva".
Sentirai di essere anche tu un vero adoratore di Dio,
in Spirito e verità.
Troverai il gusto della giustizia
e il tuo volto diventerà
affabile, generoso, convincente, redimente.

Molti faranno a pezzi la giustizia attorno a te.
Ma tu continuerai a rimettere insieme i pezzi.
Proprio come è scritto nella seconda Lettura odierna.

Nel corso della giornata prova a rileggere anche questo testo.
Magari intervallando la lettura di queste parole
con quelle del Salmo.

È Quaresima. Ma quella promossa da Gesù.

LETTURA Dt 5, 1-2. 6-21
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi: imparatele e custoditele per metterle in pratica. Il Signore, nostro Dio, ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato. Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai testimonianza menzognera contro il tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo. Non bramerai la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”».

SALMO Sal 18 (19)

Signore, tu solo hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R

Ti siano gradite
le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

EPISTOLA Ef 4, 1-7
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

VANGELO Gv 4, 5-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».