Il giorno del Signore nel rito ambrosiano

Gesù non ti vuole
un servo distratto

ma un amico vero.
Lo pensi mai?

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3^ Domenica di Avvento
nel rito  ambrosiano

27 novembre 2022

 

In queste Domeniche di Avvento
ti è chiesto di capire e di vivere
le ragioni che hanno spinto Dio
a venire sulla terra.
Le vuoi davvero fare sempre meglio tue?

È chiaro che Dio non si sposta
da turista vacanziere.
Lui non riduce mai la vita a un gioco
che deve divertire e basta.

Quando Dio arriva sulla terra,
sceglie alcuni e li chiama.
Li fa entrare in Alleanza con Lui
in vista di trasformare la vita terrena.

Oggi, al riguardo,
il Vangelo avverte
che a chi è chiamato occorre del tempo
per mettere a fuoco questa chiamata.
Talvolta gli serve molto tempo.
In ogni caso, punto necessario di partenza
è l'accordare a Dio una grande fiducia.

Ti chiedi mai in che consiste questa "fiducia"?
Prova a partire da un esempio.
Di solito, non ci si prende cura diretta
del tetto della casa.
Così può capitare che un tarlo
roda le sue travi dal di dentro
senza che ci si accorga di nulla.
Allora, sotto il peso di una nevicata,
quel tetto improvvisamente cede e crolla.
Qualcosa di analogo
può capitare alla fiducia in Dio.
La si reputa un valore basilare
cui, però, non ci si pensa.
Un tarlo la corrode e la sbriciola,
senza che lo si scorga.
Allora, quando sopraggiunge un guaio,
crolla tutto.

Ben diverso è il comportamento
del credente autentico.
Lui pensa a Dio di continuo.
Non ha mai visto la sua persona.
Ma vive ugualmente ravvivato
dal sentire interiore
di essere avvicinato, conosciuto e amato,
guidato e protetto da Lui.
Soprattutto, avverte
di essere stato chiamato da Dio
a diventare suo alleato.

Oggi la prima Lettura
lo spiega in modo assai strano.

Isaia ha di fronte a sé
persone stracolme di speranze.
Purtroppo, di genere terreno.
Il mondo circostante
ha immesso nel loro animo
idee false e comportamenti corrotti
che, in loro, hanno finito per diventare
il tarlo dell'esempio sopra proposto.

Proprio a costoro
Dio manda il suo profeta
col compito di ammonirli:
a chi pensa a Dio  poco e male,
Isaia prospetta
una visione del tutto alternativa di fortuna.
Parla di gioia e di benessere,
ma in un modo sconvolgente
che Dio stesso gli propone di annunciare a tutti.
Per questo non è ascoltato.
Infatti, a molti che lo ascoltano
il mondo che Dio vuole cambiare
sta al contrario molto bene.
In esso trovano gioia e benessere.
E non hanno affatto voglia di prendersi cura
di chi vive soffrendo.
E' gente che tira sempre dritto,
unicamente preoccupata
di vivere godendo le infinite soddisfazioni
che la vita sta mettendo loro davanti.

Addirittura, il fatto
che Dio intende rendere "nuova" la vita
li preoccupa follemente.
E, del resto, se c'è da affrontare fatiche,
queste sono compensate da godimenti
sempre attraenti e appaganti.

In fondo, cosa manca?

Questa gente è assolutamente certa
di avere trovato la vita "vera".
Ma si illude
quanto illusori sono gli idoli
cui si pensa e ci si sottomette.

Ora, una qualche domanda.
Le promesse di cui Isaia parla
ti agganciano e ti rallegrano?
Tu sei davvero in sintonia con questo Dio?
Pratichi quello che lui concepisce
come "giusto modo di vivere"?
Trovi che la misericordia di Dio
equivale alla vera "giustizia"
da praticare fino in fondo?

Quanto in Isaia stava sul retroscena,
Gesù lo porta prepotentemente in primo piano,
richiamando l'esempio di Giovanni Battista.
E' un uomo che ha saputo evitare
di intrappolare la fede
in forme fumosamente intimiste.
Si sentiva alleato di Dio.
Per questo viveva continuando a chiedersi
cosa Dio si aspettava da lui.

Citando l'esempio di Giovanni,
Gesù mette in guardia
dal vezzo di trasformarsi in filosofi
che elaborano teorie sul mondo migliore.
Lui per primo anziché scegliere
il mondo "migliore",
si sacrifica per rendere "migliore" il suo mondo,
così sbagliato, perverso, spacciato.

Nella seconda Lettura
Paolo parla con forza di questa scelta.

E, ora, un consiglio finale.
Questa settimana
prova a recitare, la sera, il Salmo odierno.
Usalo come curioso esame di coscienza.
Ti aiuterà a capire Dio e ad amarlo, davvero.

LETTURA Is 35, 1-10
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa; nessun impuro la percorrerà. Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere e gli ignoranti non si smarriranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà. Vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto».

SALMO Sal 84 (85)

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R

EPISTOLA Rm 11, 25-36
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: «Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l’empietà da Giacobbe. Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati». Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti! O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, «chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?». Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

VANGELO Mt 11, 2-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».