Il giorno del Signore nel rito romano

LA DOMENICA NEL RITO ROMANO

Sei un ragazzo o un uomo?

Sei una ragazza o una donna?

Domenica della  XXX  settimana del Tempo Ordinario

Se partiamo dalla prima Lettura,
ci accorgiamo subito
che, oggi, Dio intende rivolgerci
un forte e pressante ammonimento.
Ci avverte
di girare alla larga
dall'abitudine di dibattere
questioni drammatiche
evitando, però, di avvicinarci concretamente
alle persone schiacciate dal dramma in atto.

Leggi, allora, il testo
e, anzitutto, continua a chiederti
a quale distanza tieni da te
le persone lì indicate,
quando ti capita di incrociarle.
Fallo con calma.
Lasciati interrogare
senza mai obiettare.

Mettiti poi di fronte
a quel tagliente "Così dice il Signore".
Chiediti allora
quale rapporto tu hai con Dio?
Ci stai bene con Lui?
Lo senti vicino?
Lo tratti davvero da Dio?
Ti approfitti della sua misericordia?
Cerchi di illuminare
chi vive un rapporto con Dio
freddo, distaccato, infastidito?

Rendi, comunque, chiaro un punto.
Dio non ti rivolge queste parole
per trarne un suo personale vantaggio.
Sta unicamente difendendo
chi è povero, schiacciato,
e in aggiunta incapace di difendersi.
Chi papa Francesco
chiama gli "scarti" della società.

Più a fondo, c'è da capire
che Dio interviene
per ridisegnare le forme abiette
della vita quotidiana della società.

Qui è bene precisare una verità.
Per capire in pienezza
questo suo appello
è necessario scorgere
come e quanto esso si salda
all'Alleanza
che Dio ha sancito con Abramo
e ha formalizzato con Mosè al Sinai.

In particolare, va aggiunto
che questo appello
può essere vissuto
solo da chi sinceramente percepisce
il valore "unico" di questa Alleanza
e, per questo, ne sente il fascino
e ne riceve forza ed entusiasmo.

Così, questo testo
scatena una generosità inarrestabile
e, se serve, anche eroismo.
Fa infatti sentire di essere molto vicini
al Dio dell'Esodo e del Sinai.
Il Dio che attrae e avvince a sé
per la vita e per la stessa morte
e, intanto, porta fuori da ogni schiavitù.
Proprio come avvenne in Egitto.

Ma, tu, vivi qualcosa di questo genere?
Oppure la tua fede
ti collega a un qualcosa di indistinto
che di fatto finisce per disperderti nel nulla?
Già, la fede dell'incredulo
somiglia molto
alle onde del mare sulla spiaggia:
è un'onda che viene avanti
ma, subito, si ritrae e scompare.

Soprattutto, il tuo legame con Dio
colma i tuoi rapporti umani
della forza del chiodo
o della coerenza della vite?
Vivi con tutti nella gioia?
In ogni incontro ti ritrovi ogni volta
immerso nella pace
al riparo da tristezza, rimpianti, paure?

Oggi il Vangelo riprende tutto ciò
in modo molto originale,
meglio, eccitante.

In una parola,
si può dire che Gesù vuole portarti
a dire a Dio:
"Tu, sei 'unico' per me".

E ne ha un grande motivo.

Vuole svelare
come vanno pronunciate
le parole fondamentali di ogni vita:
"ti amo!".
Cioè: "sei unica!" o "sei unico!".

Nel momento in cui vengono pronunciate
in pienezza
esse trasformano un ragazzo in un uomo
e una ragazza in una donna.

Ecco di che si tratta:
chi spartisce la vita con te,
al suo fianco, ha un ragazzo o un uomo?
Una ragazza o una donna?
Se tu sei un uomo o una donna,
il tuo amore non è mai
il bagliore
di un istante banale e ingannevole.

Qui, ancora una volta,
Gesù alza l'asticella del discorso.

Le sue parole svelano il punto di arrivo
del sentiero che Dio ha aperto
ad Abramo, a Mosè e ai profeti.

A chi chiede
quale è il primo comando della Legge,
Gesù ricorda
che non c'è solo da chiedere a Dio
cosa c'è da fare.
Bisogna chiederGli
che sia Lui a manifestare alla coscienza
il senso profondo
di quanto va fatto.

In altri termini, il "cosa"
deve sempre procedere unito a sé un "perché".

Troppa gente affoga
dentro un qualcosa che deve fare
e che, il più, delle volte
non capisce
e, perciò, non ama, non stima, non condivide.
Agisce perciò contro se stessa
perché si ritrova obbligata,
contrariata quanto può esserlo
chi si sente vittima di una ingiustizia.
Anche il peccatore ama Dio,
ma non lo fa mai con tutto se stesso.
Non si sente "immagine" di Dio.
Per questo, se ama il prossimo,
non lo farà mai come uno
che è "immagine" di Dio.

Ecco cosa oggi Gesù ti dice:
vivi non solo con Dio vicino,
ma con Dio "dentro" di te.

Fallo, e vedrai
quanto prodigi nasceranno da te!

Proprio come è scritto nella seconda Lettura.

Prima lettura Es 22,20-26
Dal libro dell’Èsodo

Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

Salmo Sal 17

Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

Seconda lettura 1Ts 1,5-10
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.

Vangelo Mt 22,34-40
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».