Il giorno del Signore nel rito romano

Avvento è

incamminarsi
verso un serio incontro con Dio.

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1^ Domenica di Avvento
nel rito  romano

 

27 novembre  2022

Ogni anno, all'inizio dell'Avvento,
si fa fondamentale
riorientare lo spirito
per incamminarlo verso un serio incontro col Signore.
Dio ha promesso di farsi vivo
per rinnovare la vita degli uomini.
Si tratta, allora, di rinnovare la fede
purificando ancora una volta la coscienza
in vista di ottenere da Dio vita nuova.
Lo realizza il credente
che ripristina la bellezza
del suo rapporto con Dio
proprio a partire dal riportare il suo animo
a un senso forte delle promesse di Dio.
Per ebrei e cristiani la fede parte
dalla promessa fatta da Dio ad Abramo.
Questa prima promessa
si è precisata in successive altre promesse.
Per esempio quelle legate
a Gerusalemme e alla casa di Davide.

La prima Lettura le ripropone
in modo sintetico.
Meglio evocativo.
Non parla infatti alla ragione.
Si rivolge all'animo, al cuore.
Lo fa, per attivare con forza la coscienza
e riportare il credente al credere
semplice, profondo, entusiasta, soprattutto, fattivo.

Isaia parla alla gente.
Lo fa in nome di Dio.
In quel momento,
la gente fa passare per la sua testa
pensieri di ogni genere
che riguardano tutto fuor che Dio.
Le cose della vita vanno molto male.
Le preoccupazioni e le ansie
si moltiplicano a non finire negli animi.
I guai hanno abituato la gente
a reagire in modo strano.
C'è chi reagisce buttandosi nelle follie.
C'è chi continua a pensare ai suoi affari,
poco importa se talvolta si fanno sporchi.
C'è chi culla sogni
legati alla fortuna che un potente promette.

Ma c'è anche Isaia,
uomo che è stato mandato da Dio.
Isaia si sente tale.
Lo fa capire con chiarezza
rivolgendosi a Giuda e a Gerusalemme.
Vale a dire al popolo
legato alla casa di Davide
e al Tempio santo voluto da Dio stesso.

Per Isaia, il monte su cui sta la città
e, soprattutto, il Tempio
devono ritornare al centro dell'attenzione
di tutto il popolo.
Sono realtà che parlano.
Agli smemorati ricordano
che Dio non transita per la terra,
di tanto in tanto, magari per farsi ammirare.
Il Tempio prova con una forza unica
che Dio ha deciso
di mettere casa in Gerusalemme.
Lui vuole, infatti, permanere stabilmente
in mezzo al suo popolo
perché lo ama e lo protegge.
Poco importa se il popolo non ci pensa.
Se non lo apprezza. Anzi, lo trascura.

Certo, l'amore di Dio non arriva al popoolo
veicolato da fatti di magia.
Dio vuole che il popolo
raggiunga il Tempio con santi pellegrinaggi.
Lì, riceverà un insegnamento divino
che dovrà poi attuare nella vita quotidiana.
Nel frattempo, il Signore riporterà alla ragione
anche i popoli che, alla pari di Israele
hanno stravolto l'ordine della vita.
In tal modo, la giustizia
finirà per irradiarsi sulla terra.
Allora trasformeranno gli strumenti della guerra
in strumenti di pace.
Usciranno dalle tenebre in cui vivono immersi.
Prima, però, Israele deve ritornare alla vera fede.
Ecco come è detto nelle splendide parole finali:
"Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore".

Nel corso della settimana
ripensa con calma questo annuncio profetico
e poniti alcune domande.
Quale rapporto stai vivendo col Tempio?
Cosa vivi in concreto in Parrocchia?
La Domenica cosa sta rappresentando per te?
Ti accorgi che Isaia sta chiedendo anche a te
di camminare nella luce del Signore?
Consenti a Dio di cambiarti la vita?
Cosa ti aspetti dal Natale?

Qui è bene fare intervenire
il richiamo fortissimo proposto dal Vangelo.
Le parole di Gesù ruotano
attorno a un verbo, tagliente:
"Vegliate".
Gesù pronuncia questa parola
subito dopo avere richiamato
ciò che accadde ai tempi di Noè.
Allora, tutti ridevano e scherzavano.
Noè appariva loro un pazzo.
perché, nel mezzo di un periodo di aridità,
s'era messo a costruire una barca
sostenendo che Dio gli aveva fatto capire
che stava per sopraggiungere
una tremenda inondazione.

Con la seconda Lettura,
oggi Paolo incita con forza i cristiani a vigilare:
"Fratelli è ormai tempo di svegliarvi dal sonno. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo".
Ogni sera rileggi queste sue parole
e su di esse esamina la tua vita.

Prima lettura Is 2,1-5
Dal libro del profeta Isaìa

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.

Lasciati scuotere dalle parole del Signore.
Non allungare la fila di quanti
arrivano a pensarci sempre dopo
che succede il disastro.

Le parole della seconda Lettura
guidano ad attualizzare le parole di Gesù.

Misura allora la tua vita su di loro:
"Fratelli è ormai tempo di svegliarvi dal sonno. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo".

Prima lettura Is 2,1-5
Dal libro del profeta Isaìa

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.

Salmo Sal 121

Andiamo con gioia incontro al Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Seconda lettura Rm 13,11-14
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Vangelo Mt 24,37-44
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».