Ufficio delle letture - Ambrosiano

Ufficio delle letture - Ambrosiano

Lunedì della settimana della V domenica dopo Pentecoste
XIV settimana del tempo ordinario

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.


Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio fece il firmamento e separò le acque (Gn 1, 7).

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio, che, dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 30, 2-17. 20-25
Supplica fiduciosa nell’afflizione
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46).

I (2-9)

Ant. Tu mi riscatti, Signore, Dio fedele: *
mi affido alle tue mani.

In te, Signore, mi sono rifugiato, †
mai sarò deluso; *
per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l’orecchio, *
vieni presto a liberarmi.

Sii per me la rupe che mi accoglie, *
la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *
per il tuo nome dirigi i miei passi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *
perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani; *
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

Tu detesti chi serve idoli falsi, *
ma io ho fede nel Signore.

Esulterò di gioia per la tua grazia, †
perché hai guardato alla mia miseria, *
hai conosciuto le mie angosce;

non mi hai consegnato nelle mani del nemico, *
hai guidato al largo i miei passi.

Gloria.

Ant. Tu mi riscatti, Signore, Dio fedele: *
mi affido alle tue mani.

II (10-17)

Ant. Fa’ splendere il tuo volto *
sul tuo servo, o Signore.

Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno; †
per il pianto si struggono i miei occhi, *
la mia anima e le mie viscere.

Si consuma nel dolore la mia vita, *
i miei anni passano nel gemito;

inaridisce per la pena il mio vigore, *
si dissolvono tutte le mie ossa.

Sono l’obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, †
l’orrore dei miei conoscenti; *
chi mi vede per strada mi sfugge.

Sono caduto in oblio come un morto, *
sono divenuto un rifiuto.

Se odo la calunnia di molti, *
il terrore mi circonda;

quando insieme contro di me congiurano, *
tramano di togliermi la vita.

Mai io confido in te, Signore; †
dico: «Tu sei il mio Dio, *
nelle tue mani sono i miei giorni».

Liberami dalla mano dei miei nemici, *
dalla stretta dei miei persecutori:

fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, *
salvami per la tua misericordia.

Gloria.

Ant. Fa’ splendere il tuo volto *
sul tuo servo, o Signore.

III (20-25)

Ant. Quanto è grande la tua bontà: *
ti lodiamo, o Signore.


Quanto è grande la tua bontà, Signore! *
La riservi per coloro che ti temono,

ne ricolmi chi in te si rifugia *
davanti agli occhi di tutti.

Tu li nascondi al riparo del tuo volto, *
lontano dagli intrighi degli uomini:

li metti al sicuro nella tua tenda, *
lontano dalla rissa delle lingue.

Benedetto il Signore, †
che ha fatto per me meraviglie di grazia *
in una fortezza inaccessibile.

Io dicevo nel mio sgomento: *
«Sono escluso dalla tua presenza».

Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera *
quando a te gridavo aiuto.

Amate il Signore, voi tutti suoi santi; †
il Signore protegge i suoi fedeli *
e ripaga oltre misura l’orgoglioso.

Siate forti, riprendete coraggio, *
o voi tutti che sperate nel Signore.

Gloria.

Ant. Quanto è grande la tua bontà: *
ti lodiamo, o Signore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.


Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

Benedicimi, Padre.
Per Cristo, che è via e verità, la divina Maestà ci benedica.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal primo libro di Samuele

1Sam 18, 5-27

Invidia di Saul verso Davide

Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul.
Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri. Le donne danzavano e cantavano alternandosi:
«Saul ha ucciso i suoi mille,
Davide i suoi diecimila».
Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide.
Il giorno dopo un cattivo spirito sovrumano s'impossessò di Saul, il quale si mise a delirare in casa.
Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia. Saul impugnò la lancia, pensando: «Inchioderò Davide al muro!». Ma Davide gli sfuggì davanti per due volte. Saul cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perché il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul. Saul lo allontanò da sé e lo fece capo di migliaia e Davide andava e veniva alla testa del suo gruppo. Davide riusciva in tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui. Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui. Ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché egli si muoveva alla loro testa.
Ora Saul disse a Davide: «Ecco Merab, mia figlia maggiore. La do in moglie a te. Tu dovrai essere il mio guerriero e combatterai le battaglie del Signore».
Saul pensava: «Non sia contro di lui la mia mano, ma contro di lui sia la mano dei Filistei». Davide rispose a Saul: «Chi sono io e che importanza ha la famiglia di mio padre in Israele, perché io possa diventare genero del re?». Ma ecco quando venne il tempo di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu data invece in moglie ad Adriel di Mecola.
Intanto Mikal, l'altra figlia di Saul, s'invaghì di Davide; ne riferirono a Saul e la cosa gli piacque. Saul diceva: «Gliela darò, ma sarà per lui una trappola e la mano dei Filistei cadrà su di lui». E Saul disse a Davide: «Oggi hai una seconda occasione per diventare mio genero».
Quindi Saul ordinò ai suoi ministri: «Dite di nascosto a Davide: Ecco, tu piaci al re e i suoi ministri ti amano. Su, dunque, diventa genero del re». I ministri di Saul sussurrarono all'orecchio di Davide queste parole e Davide rispose: «Vi pare piccola cosa divenir genero del re? Io sono povero e uomo di bassa condizione».
I ministri di Saul gli riferirono: «Davide ha risposto in questo modo».
Allora Saul disse: «Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di Filistei, perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Saul pensava di far cadere Davide in mano ai Filistei. I ministri di lui riferirono a Davide queste parole e piacque a Davide tale condizione per diventare genero del re.
Non erano ancora passati i giorni fissati, quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i Filistei duecento uomini.
Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re.
Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.

RESPONSORIO
Dentro di me freme il mio cuore,
piombano su di me terrori di morte.
Getta sul Signore il tuo affanno,
ed egli ti darà sostegno.

Chi mi darà ali come di colomba
per volare e trovare riposo?
Getta sul Signore il tuo affanno,
ed egli ti darà sostegno.

Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.

SECONDA LETTURA
Dal «Commento a dodici salmi» di sant’Ambrogio, vescovo

Sal 1, 33

Bevi Cristo in entrambi i testamenti

Bevi per prima cosa l'Antico Testamento, per bere poi anche il Nuovo Testamento. Se non berrai il primo, non potrai bere il secondo. Bevi il primo per mitigare la sete; bevi il secondo per raggiungere la sazietà. Nell'Antico Testamento c'è l'afflizione, nel Nuovo la letizia.
Osserva come il Signore abbia rimediato alle arti del diavolo per i suoi piccoli servi! Il diavolo, con un cibo di frode, ne ingannò uno solo, per insidiare tutti in quel solo. Gesù invece, con un cibo di salvezza, riscattò tutti, perché in tutti fosse ripristinato anche quell'uno che era stato ingannato. Il diavolo inventò il calice d'oro di Babilonia, perché quanto più uno bevesse, tanto più avesse sete e per invogliare alla bevuta, grazie alla preziosità dell'oro, visto che la bevanda non poteva piacere. Propinò il vino delle sue botti, chiedendo aiuto al prezioso metallo. Al contrario il Signore Gesù fece sgorgare l'acqua dalla roccia e tutti bevvero. Quelli che la bevvero nella figura, furono sazi; quelli che la bevvero nella verità, furono inebriati. Buona è l'ebbrezza che infonde letizia e non arreca smarrimento! Buona è l'ebbrezza che rinsalda i passi di una mente sobria! Buona è l'ebbrezza, che irriga il terreno della vita eterna che ci è stato donato! Bevi dunque questo calice, di cui il profeta ha detto: «Che meraviglia il tuo calice, che dà l'ebbrezza!» (Sal22, 5). Non ti faccia impressione che il calice di Babilonia sia d'oro, perché tu invece bevi il calice della sapienza, che è più prezioso dell'oro e dell'argento.
Bevi dunque tutt'e due i calici, dell'Antico e del Nuovo Testamento, perché in entrambi bevi Cristo. Bevi Cristo, che è la vite; bevi Cristo, che è la pietra che ha sprizzato l'acqua; bevi Cristo, che è la fontana di vita; bevi Cristo, che è il fiume la cui corrente feconda la città di Dio; bevi Cristo, che è la pace; bevi Cristo, che «è il ventre da cui sgorgano vene d'acqua viva» (Gv 7, 38); bevi Cristo, per bere il sangue da cui sei stato redento; bevi Cristo, per bere il suo discorso! Il suo discorso è l'Antico Testamento, il suo discorso è il Nuovo Testamento. La Scrittura divina si beve, la Scrittura divina si divora, quando il succo della parola eterna discende nelle vene della mente e nelle energie dell'anima: così, «non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola di Dio» (Lc 4, 4). Bevi questa parola, ma bevila secondo il suo ordine: prima nell'Antico Testamento; e «passa presto» (Is 9, 1) a berla anche nel Nuovo Testamento.

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
O Dio Creatore, sorgente di ogni bene,
donaci la fedeltà nel tuo servizio,
poiché solo nell’obbedirti
sta la felicità senz’ombre e senza fine.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.