Venerdì 4a feria dopo Epifania

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Letture del rito Ambrosiano

Adorazione dei Magi

ALL’INGRESSO
Rendiamo grazie al Signore:
l’uomo è caduto e Dio si è chinato;
l’uomo è caduto nella rovina,
e Dio si è chinato nella misericordia;
l’uomo è caduto per la sua superbia,
e Dio è venuto tra noi con la sua grazia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Illumina il tuo popolo, o Dio santo, e accendi i nostri cuori alla splendida fiamma della tua grazia perché la nascita del Salvatore del mondo, rivelataci dal chiarore di una stella, ravvivi negli animi nostri la gioia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA Ct 2, 1; 4, 1a. 3b. 4a; 7, 6; 8, 11a. 12a. 7a-b
Lettura del Cantico dei Cantici

Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Quanto sei bella, amata mia, la tua bocca è piena di fascino. Il tuo collo è come la torre di Davide. Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo e la chioma del tuo capo è come porpora; un re è tutto preso dalle tue trecce. Salomone aveva una vigna a Baal-Amon. La mia vigna, proprio la mia, mi sta davanti. Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.

SALMO Sal 79 (80)

Guarda dal cielo, o Dio, e visita questa vigna.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. R

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra. R

La sua ombra copriva le montagne
e i suoi rami i cedri più alti.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. R

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R

VANGELO Mt 22, 1-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

DOPO IL VANGELO  
Il popolo che era nelle tenebre
vide una grande luce;
chi abitava il paese dell’ombra mortale
fu illuminato dallo splendore della vita.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero, conserva inviolata la fede, e poiché crede e proclama che il tuo Unigenito, vivente con te nella gloria eterna, assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale, preservala dalle insidie del cammino terreno e guidala alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Ti offriamo, o Dio, i doni della tua generosità e ti chiediamo di raccoglierci in unità attorno alla tua mensa e di farci vivere in comunione fraterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, Dio onnipotente ed eterno, esaltarti per il tuo disegno di grazia.
Oggi veramente su di noi rifulge la luce del nostro Salvatore e ci ridona il possesso della vita perduta. Il suo splendore ci guida nel cammino oscuro dell’esistenza fino alla contemplazione svelata della tua gloria infinita.
Confortàti da questa speranza, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE  
Il Re dei cieli si è degnato di nascere da una vergine
per richiamare al cielo l’uomo che si era perduto.
La Parola di Dio si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi.

ALLA COMUNIONE  
Ai figli di Israele Dio mandò la sua parola
e annunciò la pace per mezzo di Cristo.
Misericordia e fedeltà si sono incontrate,
giustizia e pace si sono unite in lui.

DOPO LA COMUNIONE
Portiamo nel nostro cuore, o Dio eterno, il tuo dono santo; la sua grazia purifichi la nostra coscienza e rinvigorisca in noi l’attesa del regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Ufficio delle letture

Magi in cammino

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Diounico Figlio proclama,o contemplata gloria degli angeli,sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla faticatu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;ogni disgusto, ogni triste livoredall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,dall’odioso Nemico salvaci;sciogli l’impaccio delle colpe e guidacialla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,all’Unigenito amato, allo Spiritodal coro dei credenti,gioiosamente si levi il cantico. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio disse: «Facciamo l’uomo e dòmini» (Gn 1, 26).

L’alta tua fantasiaha popolato, Signore, la terra,con ordinata sapienza chiamandoe fiere e rettili e bestie del campo.

E, quasi re, sugli animali ignarihai posto l’uomo, tua vivente immagine,dell’universo coscienza e voce:e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,salva l’uomo dal maleche contamina il cuoree i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:ogni groviglio di contesa sciogli,prosperi nella pace il nostro giorno,salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplicaper Gesù Cristo tuo Figlioche nello Spirito santoregna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il SignoreIl Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †e siedi sui cherubini, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 77, 1-39
Bontà del Signore e infedeltà del popolo nella storia della salvezzaCiò avvenne come esempio per noi (1Cor 19, 6a).

I (1-16)

Ant. Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento, *ascolta le parole della mia bocca.

Aprirò la mia bocca in parabole, *rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto †e i nostri padri ci hanno raccontato, *non lo terremo nascosto ai loro figli;

diremo alla generazione futura †le lodi del Signore, la sua potenza *e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe, *ha posto una legge in Israele:

ha comandato ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, †perché le sappia la generazione futura, *i figli che nasceranno.

Anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli *perché ripongano in Dio la loro fiducia

e non dimentichino le opere di Dio, *ma osservino i suoi comandi.

Non siano come i loro padri, *generazione ribelle e ostinata,

generazione dal cuore incostante *e dallo spirito infedele a Dio.

I figli di Èfraim, valenti tiratori d’arco, *voltarono le spalle nel giorno della lotta.

Non osservarono l’alleanza di Dio, *rifiutando di seguire la sua legge.

Dimenticarono le sue opere, *le meraviglie che aveva loro mostrato.

Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri, *nel paese d’Egitto, nei campi di Tanis.

Divise il mare e li fece passare *e fermò le acque come un argine.

Li guidò con una nube di giorno *e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Spaccò le rocce nel deserto *e diede loro da bere come dal grande abisso.

Fece sgorgare ruscelli dalla rupe *e scorrere l’acqua a torrenti.

Gloria.

Ant. Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
e le meraviglie che egli ha compiuto.

II (17-31)

Ant. Al tuo popolo, Signore, hai dato il cibo degli angeli, *
lo hai saziato con il pane del cielo preparato dai secoli eterni.

I nostri padri continuarono a peccare contro di lui, *a ribellarsi all’Altissimo nel deserto.

Nel loro cuore tentarono Dio, *chiedendo cibo per le loro brame;

mormorarono contro Dio *dicendo: «Potrà forse Dio preparare una mensa nel deserto?».

Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua, *e strariparono torrenti.

«Potrà forse dare anche pane *o preparare carne al suo popolo?».

All’udirli il Signore ne fu adirato; †un fuoco divampò contro Giacobbe *e l’ira esplose contro Israele,

perché non ebbero fede in Dio *né speranza nella sua salvezza.

Comandò alle nubi dall’alto *e aprì le porte del cielo;

fece piovere su di essi la manna per cibo *e diede loro pane del cielo:

l’uomo mangiò il pane degli angeli, *diede loro cibo in abbondanza.

Scatenò nel cielo il vento d’oriente, *fece spirare l’australe con potenza;

su di essi fece piovere la carne come polvere *e gli uccelli come sabbia del mare;

caddero in mezzo ai loro accampamenti, *tutto intorno alle loro tende.

Mangiarono e furono ben sazi, *li soddisfece nel loro desiderio.

La loro avidità non era ancora saziata, *avevano ancora il cibo in bocca,

quando l’ira di Dio si alzò contro di essi, †facendo strage dei più vigorosi *e abbattendo i migliori d’Israele.

Gloria.

Ant. Al tuo popolo, Signore, hai dato il cibo degli angeli, *
lo hai saziato con il pane del cielo preparato dai secoli eterni.

III (32-39)

Ant. Il Signore pietoso *
ci perdonò le colpe invece di distruggerci.

Inostri padri continuarono a peccare *e non credettero ai suoi prodigi.

Allora dissipò come un soffio i loro giorni *e i loro anni con strage repentina.

Quando li faceva perire, lo cercavano, *ritornavano e ancora si volgevano a Dio;

ricordavano che Dio è loro rupe, *e Dio, l’Altissimo, il loro salvatore;

lo lusingavano con la bocca, *e gli mentivano con la lingua;

il loro cuore non era sincero con lui *e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, *li perdonava invece di distruggerli.

Molte volte placò la sua ira *e trattenne il suo furore,

ricordando che essi sono carne, *un soffio che va e non ritorna.

Gloria.

Ant. Il Signore pietoso *
ci perdonò le colpe invece di distruggerci.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaia

Is 65, 13-25

Nuovi cieli e nuova terra

Così dice il Signore Dio:
«Ecco, i miei servi mangeranno
e voi avrete fame;
ecco, i miei servi berranno
e voi avrete sete;
ecco, i miei servi gioiranno
e voi resterete delusi;
ecco, i miei servi giubileranno per la gioia del cuore,
voi griderete per il dolore del cuore,
urlerete per la tortura dello spirito.
Lascerete il vostro nome
come imprecazione fra i miei eletti:
Così ti faccia morire il Signore Dio.
Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome.
Chi vorrà essere benedetto nel paese,
vorrà esserlo per il Dio fedele;
chi vorrà giurare nel paese,
giurerà per il Dio fedele;
perché saranno dimenticate le tribolazioni antiche,
saranno occultate ai miei occhi.
Ecco infatti io creo
nuovi cieli e nuova terra;
non si ricorderà più il passato,
non verrà più in mente,
poiché si godrà e si gioirà sempre
di quello che sto per creare,
e farò di Gerusalemme una gioia,
del suo popolo un gaudio.
Io esulterò di Gerusalemme,
godrò del mio popolo.
Non si udranno più in essa
voci di pianto, grida di angoscia.
Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni,
né un vecchio che dei suoi giorni
non giunga alla pienezza;
poiché il più giovane morirà a cento anni
e chi non raggiunge i cento anni
sarà considerato maledetto.
Fabbricheranno case e le abiteranno,
pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
Non fabbricheranno perché un altro vi abiti,
né pianteranno perché un altro mangi,
poiché quali i giorni dell’albero,
tali i giorni del mio popolo.
I miei eletti useranno a lungo
quanto è prodotto dalle loro mani.
Non faticheranno invano,
né genereranno per una morte precoce,
perché prole di benedetti dal Signore essi saranno
e insieme con essi anche i loro germogli.
Prima che mi invochino, io risponderò;
mentre ancora staranno parlando,
io già li avrò ascoltati.
Il lupo e l’agnello pascoleranno insieme,
il leone mangerà la paglia come un bue,
ma il serpente mangerà la polvere,
non faranno né male né danno
in tutto il mio santo monte».
Dice il Signore.

RESPONSORIO
Ecco, il Signore fa una cosa nuova;
proprio ora germoglia:
aprirà nel deserto una strada,
immetterà fiumi nella steppa.

Egli percosse la rupe e ne scaturì acqua,
e strariparono torrenti.
Immetterà fiumi nella steppa.

SECONDA LETTURA
Dai «Discorsi» di san Massimo di Torino, vescovo
Disc. sull’Epifania, 13a, 3; 64, 1; 13b, 1-2

La consacrazione delle acque nel battesimo di Cristo

Oggi Cristo viene battezzato nel Giordano. Ma che genere di battesimo è mai questo, dove colui che viene immerso è più puro della stessa fonte? Dove l’acqua, mentre lava quel che accoglie, non si sporca di sozzure, bensì è onorata di benedizioni? Che battesimo è quello del Salvatore, in cui le acque più che purificare vengono esse mondate? Con un nuovo tipo di santificazione l’onda più che lavare Cristo è stata purgata. Dacché, difatti, il Salvatore si immerse nell’onda, consacrò i corsi di tutte le acque e le vene di tutte le fonti col mistero del battesimo, così che chiunque, quando avrebbe voluto essere battezzato nel nome del Signore, non lo lavasse un’acqua mondana, ma lo purificasse l’onda di Cristo. Il Salvatore volle essere battezzato non per ottenere la mondezza per sé, ma per nettàre le acque per noi.
L’onda è stata così purificata, e da fredda e volgare s’è impreziosita del caldo della benedizione del Signore, così da poter ora purificare le macchie spirituali delle anime, mentre prima a fatica detergeva le macchie corporali delle cose. E non meravigliatevi se diciamo che l’acqua, cioè una sostanza corporale, giunge a purificare l’anima.
Ci giunge perfettamente, penetra tutti i meandri della coscienza. Benché già per se stessa fluida e fine, dalla benedizione di Cristo fatta ancora più fluida, arrivi come rugiada spirituale nelle arcane profondità de l’anima passando per vie a noi nascoste.
Il corso delle benedizioni è più sottile del canale delle acque. Perciò abbiamo detto che nel battesimo dei Salvatore la benedizione, che scaturì come fiume spirituale, venne a toccare i corsi di tutte le acque e le vene di tutte le fonti. In maniera prodigiosa, una volta immerso Cristo nel Giordano, mentre scorrevano i fiumi di acqua, defluivano anche i torrenti delle benedizioni; di là il gorgo dell’alveo si muoveva più torbido, da qui emanava la fonte purissima del Salvatore. E con un certo stupore la consacrazione del battesimo ascendeva a ritroso, verso l’origine del Giordano, e il fiume delle benedizioni risaliva contro la corrente delle acque: per questo penso che Davide abbia detto: «Il Giordano si voltò indietro» (Sal 113, 3). Difatti, nel battesimo di Cristo si voltò indietro non con le acque ma nei sacramenti, e nella benedizione più che nella sua sostanza ritornò all’origine della sua natura. Mentre a tutte le fonti viene comunicata per mezzo suo, la grazia della consacrazione, sembra aver richiamato il suo corso all’origine delle sorgenti.

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
Noi che celebriamo l’onda del Giordano
santificata dal battesimo del Salvatore,
eleviamo a te, Padre, la nostra voce:
in ogni tempo e a tutte le genti
sia donata la grazia del santo lavacro.
Per lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebradal cuore dei tuoi servie dona alle nostre menti la tua luce.Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Magi in cammino

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O Sole vero, irràdiati!
(S. Ambrogio).

Ant. Tutti verranno da Saba, portando oro e incenso *
e proclamando le glorie del Signore.

Benedetto, il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Tutti verranno da Saba, portando oro e incenso *
e proclamando le glorie del Signore
.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                   (Pausa di preghiera silenziosa)
Illumina il tuo popolo, o Dio santo,
e accendi i nostri cuori
alla splendida fiamma della tua grazia
perché la nascita del Salvatore del mondo,
rivelataci dal chiarore di una stella,
ravvivi negli animi nostri la gioia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Tb 13, 10-13. 15. 16b-17a. 18
Ringraziamento per la liberazione del popolo
Mi mostrò la città santa di Gerusalemme, risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).

Ant. Di splendida luce brillerai, Gerusalemme, davanti al tuo Dio; *
a te verranno le genti, portando doni al Signore.

Tutti parlino del Signore *
e diano lode a lui in Gerusalemme.

Gerusalemme, città santa, †
ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, *
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.

Da’ lode degnamente al Signore *
e benedici il re dei secoli;

egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, *
per allietare in te tutti i deportati,

per far contenti in te tutti gli sventurati, *
per tutte le generazioni dei secoli.

Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; *
nazioni numerose verranno da te lontano;

gli abitanti di tutti i confini della terra †
verranno verso la dimora del tuo santo nome, *
portando in mano i doni per il re del cielo.

Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza *
e il nome della città eletta durerà nei secoli.

Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: †
tutti presso di te si raduneranno *
e benediranno il Signore nei secoli.

Beati coloro che ti amano, *
beati coloro che gioiscono per la tua pace.

Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano: †
Gerusalemme sarà ricostruita *
come città della sua residenza per sempre.

Le porte di Gerusalemme risuoneranno di canti di esultanza, *
e in tutte le case canteranno: «Alleluia!

Benedetto il Dio di Israele †
e benedetti coloro che benedicono il suo santo nome *
nei secoli e per sempre!».

Gloria.

Ant. Di splendida luce brillerai, Gerusalemme, davanti al tuo Dio; *
a te verranno le genti, portando doni al Signore.

Salmi laudativi
Salmo 147
La Gerusalemme riedificata
Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).

Ant. Beato il popolo che ha Dio per sempre.

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.

Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.

Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.

Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.

Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli, tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Beato il popolo che ha Dio per sempre.

Salmo diretto
Salmo 50
Pietà di me, o Signore
Finché viviamo, rifugiamoci in colui che è in grado di cancellare le colpe (S. Agostino).

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;

perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issòpo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;

poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,

un cuore affranto e umiliato *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, *
rialza le mura di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,

allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero,
conserva inviolata la fede,
e, poiché crede e proclama che il tuo Unigenito,
vivente con te nella gloria eterna,
assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale,
preservala dalle insidie del cammino terrestre
e guidala alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
Alla luce sapiente di una stella
cercano i Magi la luce
e con insoliti doni
adorano felici il nato Re.

Perché, Erode, di Cristo
il terrore ti invade?
Non toglie i regni terreni
chi ci regala il cielo.

Nell’onda chiara si immerge
l’Agnello senza macchia:
questo lavacro mirabile
lava le nostre colpe.

Nuovo prodigio a Cana:
obbediente l’acqua s’imporpora
e, tramutata in vino,
rallegra il nostro convito.

A te, Gesù, sia gloria
che ti riveli ai popoli
col Padre e con lo Spirito
negli infiniti secoli.
Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Figlio di Dio, che nascendo in una stalla ha onorato e consolato la nostra povertà, diciamo con cuore riconoscente e gioioso:

Unica luce del mondo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Adamo nuovo e vero, principio dell’universo ricreato, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Chiarità indefettibile, che rassereni la nostra notte, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Verità inaccessibile, che ti doni agli uomini accecati, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Giorno eterno, che illumini il tramonto dei nostri giorni, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Vita del mondo, venuto in mezzo ai tuoi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Magi in cammino

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118, 161-168 XXI (Sin)
Meditazione della legge di Dio
La croce è per l’incredulo segno di vergogna; per il fedele invece è segno di grazia, di redenzione, di risurrezione, perché su di essa il Signore ha sofferto per noi (S. Ambrogio).

Ant. Io custodisco, Signore, i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

Ant. Io custodisco, Signore, i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Salmo 132
Gioia dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio (1 Gv 4,7a).

Ant. Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme! +

Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!

+ È come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

È come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.

Gloria.

Ant. Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!

Salmo 139, 1-9. 13-14
Tu sei il mio rifugio
Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26,45).

Ant. I giusti loderanno il tuo nome, Signore, *
alla tua presenza i retti abiteranno.

Salvami, Signore, dal malvagio, *
proteggimi dall’uomo violento,

da quelli che tramano sventure nel cuore *
e ogni giorno scatenano guerre.

Aguzzano la lingua come serpenti; *
veleno d’aspide è sotto le loro labbra.

Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, +
salvami dall’uomo violento: *
essi tramano per farmi cadere.

I superbi mi tendono lacci +
e stendono funi come una rete, *
pongono agguati sul mio cammino.

Io dico al Signore: “Tu sei il mio Dio; *
ascolta, Signore, la voce della mia preghiera”.

Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, *
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

Signore, non soddisfare i desideri degli empi, *
non favorire le loro trame.

So che il Signore difende la causa dei miseri, *
il diritto dei poveri.

Sì, i giusti loderanno il tuo nome, *
i retti abiteranno alla tua presenza.

Gloria.

Ant. I giusti loderanno il tuo nome, Signore, *
alla tua presenza i retti abiteranno.

TERZA

LETTURA BREVE
2Tm 2, 4
Carissimo, nessuno, quando presta servizio militare, s’intralcia nelle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che l’ha arruolato.

RESPONSORIO
È apparsa la grazia del nostro Salvatore.

È apparsa la grazia del nostro Salvatore. *
Alleluia, alleluia.

E abbiamo visto la gloria di Dio.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

È apparsa la grazia del nostro Salvatore. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Illumina il tuo popolo, o Dio santo,
e accendi i nostri cuori
alla splendida fiamma della tua grazia
perché la nascita del Salvatore del mondo,
rivelataci dal chiarore di una stella,
ravvivi negli animi nostri la gioia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Tb 13, 13ab
Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; nazioni numerose verranno a te da lontano; gli abitanti di tutti i confini della terra verranno verso la dimora del tuo santo nome, portando in mano i doni per il re del cielo.

RESPONSORIO
Alcuni Magi giunsero da Oriente.

Alcuni Magi giunsero da Oriente. *
Alleluia, alleluia.

Arrivarono a Gerusalemme e dissero:

«Alleluia, alleluia».

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Alcuni Magi giunsero da Oriente. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero,
conserva inviolata la fede,
e, poiché crede e proclama che il tuo Unigenito,
vivente con te nella gloria eterna,
assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale,
preservala dalle insidie del cammino terrestre
e guidala alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Zc 14, 9
Il Signore sarà re di tutta la terra e ci sarà il Signore soltanto, e soltanto il suo nome.

RESPONSORIO
Le tue folgori, o Dio, rischiarano il mondo.

Le tue folgori, o Dio, rischiarano il mondo. *
Alleluia, alleluia.

La terra vede e sussulta.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Le tue folgori, o Dio, rischiarano il mondo. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Illumina il tuo popolo, o Dio santo,
e accendi i nostri cuori
alla splendida fiamma della tua grazia
perché la nascita del Salvatore del mondo,
rivelataci dal chiarore di una stella,
ravvivi negli animi nostri la gioia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:

Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero,
conserva inviolata la fede,
e, poiché crede e proclama che il tuo Unigenito,
vivente con te nella gloria eterna,
assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale,
preservala dalle insidie del cammino terrestre
e guidala alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri

Magi in cammino

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Nella notte del mondo
è apparsa la luce vera:
illumina ogni uomo
che nasce sulla terra.

Sfavilla fra le tenebre
e più non sarà spenta:
illumina ogni uomo
che nasce sulla terra.

Nella notte del mondo
è apparsa la luce vera:
illumina ogni uomo
che nasce sulla terra.

INNO
Tu nella tersa infinità dei cieli
accendi le mirìadi di stelle:
o Gesù, pace, vita, luce vera,
ascolta chi ti implora!

Oggi fulgente un astro ci rivela
il parto verginale
e guida i Magi a prostrarsi
all’umiltà del presepio.

Il rito mistico del tuo battesimo
oggi consacra il corso del Giordano,
che nell’antica storia tre volte
sospinse a ritroso i suoi flutti.

Oggi al banchetto nuziale di Cana
per sorprendente miracolo
il servo dall’idrie ricolme
attinge vino squisito e stupisce

che l’acqua s’invermigli,
donino ebbrezza le fonti,
l’onda muti natura
e di nuova virtù lieta s’adorni.

Con uguale stupore i cinquemila
di cinque soli pani si saziano:
sotto l’avido dente
sempre si accresce il cibo.

Di là di quanto le bocche divorano
il nutrimento arcano si moltiplica:
chi della fresca e nitida sorgente
più meraviglia il perenne prodigio?

Copioso il pane tra le dita scorre;
ed altri tozzi ancora,
che mano d’uomo non ebbe spezzato,
nei canestri rampollano.

A te, Cristo, sia gloria,
o Luce delle genti,
col Padre e con lo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 144
Lode alla maestà divina
Sei giusto, Signore, che sei e che eri (Ap 16, 5b).

I (1-13)

Ant. Ogni nostro giorno benediciamo il Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti *
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.

Ti voglio benedire ogni giorno *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore *
e degno di ogni lode,

la sua grandezza *
non si può misurare.

Una generazione narra all’altra le tue opere, *
annunzia le tue meraviglie.

Proclamano lo splendore della tua gloria *
e raccontano i tuoi prodigi.

Dicono la stupenda tua potenza *
e parlano della tua grandezza.

Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamano la tua giustizia.

Paziente e misericordioso è il Signore, *
lento all’ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,

per manifestare agli uomini i tuoi prodigi *
e la splendida gloria del tuo regno.

Il tuo regno è regno di tutti i secoli, *
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

Gloria.

Ant. Ogni nostro giorno benediciamo il Signore.

II (14-21)

Ant. Il Signore è vicino *
a quanti lo invocano.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole, *
santo in tutte le sue opere.

Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa *
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.

Tu apri la tua mano *
e sazi la fame di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie, *
santo in tutte le sue opere.

Il Signore è vicino a quanti lo invocano, *
a quanti lo cercano con cuore sincero.

Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *
ascolta il loro grido e li salva.

Il Signore protegge quanti lo amano, *
ma disperde tutti gli empi.

Canti la mia bocca *
la lode del Signore.

Ogni vivente benedica il suo nome santo, *
in eterno e per sempre.

Gloria.

Ant. Il Signore è vicino *
a quanti lo invocano
.

PRIMA ORAZIONE
Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero,
conserva inviolata la fede,
e, poiché crede e proclama che il tuo Unigenito,
vivente con te nella gloria eterna,
assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale,
preservala dalle insidie del cammino terrestre
e guidala alla gioia senza fine.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Cantico della Beata Vergine
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Magnifichiamo e onoriamo il Re del cielo, *
che sa umiliare chi agisce da superbo.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Magnifichiamo e onoriamo il Re del cielo, *
che sa umiliare chi agisce da superbo.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
Illumina il tuo popolo, o Dio santo,
e accendi i nostri cuori
alla splendida fiamma della tua grazia
perché la nascita del Salvatore del mondo,
rivelataci dal chiarore di una stella,
ravvivi negli animi nostri la gioia.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
O acqua, che hai lavato il mondo, per preannunziare l’immagine dei presenti lavacri! (S. Ambrogio).

Nell’acqua del battesimo, in virtù dello Spirito,
l’uomo è rigenerato alla vita immortale.
La luce di salvezza
si è rivelata ai popoli.

Questa rinascita arcana vince le antiche tenebre,
e il mistico lavacro toglie il contagio malèfico.
La luce di salvezza
si è rivelata ai popoli.

ORAZIONE
Nuova innocenza risplenda, Padre, negli animi
di chi celebra con rinata letizia
la venuta del Figlio tuo
e il mistero del suo battesimo,
e ci renda immagini sempre più fedeli
di Cristo Salvatore e Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Imploriamo il Signore Dio, che ha posto Gesù come luce di tutte le genti:
Ascolta, Padre, la preghiera del tuo popolo.

Estendi la Chiesa su tutta la terra,
– perché a tutti gli uomini sia rivelata la gloria del tuo Figlio.

Tu che hai guidato i Magi fino alla presenza del Salvatore,
– conduci a Cristo ogni ricercatore della verità.

Chiama tutti i popoli al tuo regno mirabile,
– perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi.

Manda gli operai nella tua mèsse,
– ad annunziare ai poveri il tempo di grazia.

Dona ai nostri defunti la pienezza della redenzione,
– e rendili partecipi della vittoria del Risorto.

Invochiamo Dio col dolce nome di padre:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

Magi in cammino

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.

Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.

Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.

Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.

A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella tenebra orrenda
veglia sull’opera tua.

Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito santo,
ora e per sempre. Amen.

SALMODIA
Salmo 87
Preghiera di un uomo gravemente ammalato
Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

Signore, Dio della mia salvezza, *
davanti a te grido giorno e notte.

Giunga fino a te la mia preghiera, *
tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure, *
la mia vita è vicina alla tomba.

Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,

dei quali tu non conservi il ricordo *
e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *
nelle tenebre e nell’ombra della morte.

Pesa su di me il tuo sdegno *
e con tutti i suoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *
mi hai reso per loro un orrore.

Sono prigioniero senza scampo; *
si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
verso di te protendo le mani.

Compi forse prodigi per i morti? *
O sorgono le ombre a darti lode?

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
la tua fedeltà negli inferi?

Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
la tua giustizia nel paese dell’oblio?

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
e al mattino giunge a te la mia preghiera.

Perché, Signore, mi respingi, *
perché mi nascondi il tuo volto?

Sono infelice e morente dall’infanzia, *
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.

Sopra di me è passata la tua ira, *
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno, *
tutti insieme mi avvolgono.

Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
mi sono compagne solo le tenebre.

Gloria.

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

LETTURA BREVE
Ger 14, 9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

RESPONSORIO BREVE
Pietà di me, o Dio.

Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.

Mi riparo all’ombra delle tue ali.

In te mi rifugio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Nessuno può strappare da te Cristo, se tu stesso non ti strappi a lui (S. Ambrogio).

Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede
alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo,
per risorgere alla vita nuova con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.
Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine,
pietà di noi peccatori.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Gregorio di Nissa

San Gregorio di Nissa vescovo

Gregorio, fratello minore di Basilio di Cesarea, nacque in Cappadocia tra il 335 e il 340. Educato cristianamente dal fratello e soprattutto dalla sorella maggiore santa Macrina, non seguì subito i fratelli nella vita ascetica. Fu battezzato e ordinato lettore ma, attratto dalla letteratura, si lasciò fortemente influenzare dalla cultura classica, divenne maestro di retorica e si sposò. Alla morte della moglie, richiamato a più austera vita dal fratello Basilio e dall’amico Gregorio di Nazianzo, si ritirò per qualche tempo nel monastero fondato dal fratello, sul fiume Iris. Nonostante non avesse capacità diplomatiche e conservasse amore alla retorica, fu scelto da Basilio come vescovo di Nissa nel 371-372 per fronteggiare l’arianesimo. Ma le sue scarse capacità di governo e di amministrazione offrirono l’occasione, ad elementi filoariani di accusarlo di mala amministrazione, così che nel 376 fu deposto e mandato in esilio. Solo nel 378, alla morte dell’imperatore filoariano Valente, poté riprendere la carica, accolto trionfalmente dalla cittadinanza.
Alla morte di Basilio, avvenuta il 1° gennaio 379, Gregorio ebbe parte di rilievo nei tre concili convocati subito dopo, per mettere fine allo scisma che divideva la Chiesa, quale erede non solo materiale, ma anche dottrinale del grande fratello. Per la sua forte preparazione filosofica e teologica fu soprannominato, dai padri conciliari, la “colonna dell’ortodossia”. Egli seppe, con abilità e coraggio, allargare il fronte dei sostenitori del Credo di Nicea e ristabilire la pace nella Chiesa. Capace di ritornare sistematicamente alle fonti e di approfondire i punti controversi, la sua teologia costituì la base su cui si svilupparono sia la dottrina ascetica che quella mistica dell’Oriente cristiano. Gregorio eccelse soprattutto nei cosiddetti “panegirici”, cioè nel tessere le lodi dei santi e nel compilarne le vite; fra le altre scrisse anche la vita della sorella Macrina. Probabilmente morì nel 395; nel 394 lo troviamo infatti ancora presente al Concilio di Costantinopoli.