Giovedì 8a settimana del tempo ordinario – 1a dopo Pentecoste

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Letture del rito Ambrosiano

Primavera sul lago

ALL’INGRESSO  
«Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore;
essi vi guideranno con sapienza e dottrina»
– dice il Signore –.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, pastore delle anime, che nel beato Luigi [Biraghi] hai fatto risplendere lo zelo sacerdotale, l’amore per la scienza e la passione educativa, concedi a noi, attratti dal suo esempio e sorretti dalla sua intercessione, di essere nel mondo testimoni del tuo amore che accompagna ogni istante della nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA Es 19, 16-19
Lettura del libro dell’Esodo

Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce.

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R

VANGELO Gv 12, 27-32
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

DOPO IL VANGELO  
I saggi rifulgeranno come lo splendore nel firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Dio, che hai chiamato il beato Luigi a diffondere la gioia del Vangelo, concedi che, senza temere difficoltà e fatiche, sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Accogli, o Signore, i doni che ti presentiamo nella memoria del beato Luigi, perché, tenaci e pazienti in tutto, diventiamo capaci di gioiosa dedizione al nostro dovere quotidiano.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Tu ci hai donato il beato Luigi che fu per il popolo cristiano instancabile educatore a una vita santa e operosa. Illustre figlio e presbitero della Chiesa milanese, visse e insegnò ai futuri sacerdoti una passione senza confini per l’annuncio del Vangelo. Devoto studioso di Ambrogio, ne imitò la carità pastorale e l’impegno civile, intimamente persuaso che l’amore verso te si manifesta soprattutto nel servizio dei fratelli.
Ispirandosi a santa Marcellina, affidò alle sue figlie spirituali la cura particolare per l’educazione cristiana e l’istruzione delle giovani. Con questo tuo servo e con tutte le schiere degli angeli e dei santi ci uniamo ora per proclamare senza fine l’inno della tua gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Il Figlio dell’uomo è venuto non per essere servito,
ma per servire e dare la sua vita per tutti gli uomini.

ALLA COMUNIONE
Amate il Signore, voi tutti suoi santi; il Signore protegge i suoi fedeli e ripaga oltre misura l’orgoglioso. Siate forti, riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore.                                                                                                                                

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, il sacramento che abbiamo ricevuto mantenga fissi i nostri cuori nel tuo Figlio, perché, amando senza misura te e i fratelli, possiamo ottenere con il beato Luigi la gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Ufficio delle letture

Primavera con ciliegi in fiore

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Vita di tutti, Cristo Redentore,
o Giudice tremendo, unico Re,
odi pietoso la supplica e accogli
benignamente il canto.

Grata la lode nella notte ascenda
a te, divina Luce,
e l’eco della eterna melodia
consoli e allieti i cuori.

Di gioiosa innocenza adorna i giorni,
pensieri ispira di vita immortale,
in ogni azione nostra
sfavilli la tua gloria.

A te, suprema fonte dell’essere,
o Trinità beata,
la Chiesa dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventie uccelli volino sopra la terra» (Gn 1, 20).

Al quinto giorno tutto ciò che vive
hai tratto, o Dio, dall’acque primordiali:
guizzano i pesci nel mare,
gli uccelli si rincorrono nell’aria.

Nati nell’onda del santo lavacro,
rigenerati dal sangue di Cristo,
serbaci liberi e puri
nella preziosa vita della grazia.

Non ci avvilisca la colpa
né la superba innocenza ci illuda,
il cuore nell’orgoglio non si esalti
né si deprima per le sue cadute.

Così ti implora il tuo popolo, o Padre,
per Cristo Redentore
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 43
Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

I (2-9)

Ant. Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, †
i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, *
nei tempi antichi.

Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, *
per far loro posto, hai distrutto i popoli.

Poiché non con la spada conquistarono la terra, *
né fu il loro braccio a salvarli;

ma il tuo braccio e la tua destra e la luce del tuo volto, *
perché tu li amavi.

Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari *
nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.

Infatti nel mio arco non ho confidato *
e non la mia spada mi ha salvato,

ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, *
hai confuso i nostri nemici.

In Dio ci gloriamo ogni giorno, *
celebrando senza fine il tuo nome.

Gloria.

Ant. Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

II (10-17)

Ant. Non respingerci, o Signore, *
e non coprirci di vergogna.

Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, *
e più non esci con le nostre schiere.

Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari *
e i nostri nemici ci hanno spogliati.

Ci hai consegnati come pecore da macello, *
ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.

Hai venduto il tuo popolo per niente, *
sul loro prezzo non hai guadagnato.

Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, *
scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.

Ci hai resi la favola dei popoli, *
su di noi le nazioni scuotono il capo.

L’infamia mi sta sempre davanti *
e la vergogna copre il mio volto

per la voce di chi insulta e bestemmia, *
davanti al nemico che brama vendetta.

Gloria.

Ant. Non respingerci, o Signore, *
e non coprirci di vergogna.

III (18-27)

Ant. Non abbiamo teso le nostre mani verso un Dio straniero; *
sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto e salvaci, o Dio nostro.

Tutto questo ci è accaduto †
e non ti avevamo dimenticato, *
non avevamo tradito la tua alleanza.

Non si era volto indietro il nostro cuore, *
i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;

ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli *
e ci hai avvolti di ombre tenebrose.

Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio *
e teso le mani verso un dio straniero,

forse che Dio non lo avrebbe scoperto, *
lui che conosce i segreti del cuore?

Per te ogni giorno siamo messi a morte, *
stimati come pecore da macello.

Svégliati, perché dormi, Signore? *
Dèstati, non ci respingere per sempre.

Perché nascondi il tuo volto, *
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

Poiché siamo prostrati nella polvere, *
il nostro corpo è steso a terra.

Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
salvaci per la tua misericordia.

Gloria.

Ant. Non abbiamo teso le nostre mani verso un Dio straniero; *
Sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto e salvaci, o Dio nostro.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo

l Cor 16, 1-24

Raccomandazioni e saluti

Quanto alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare, perché non si facciano le collette proprio quando verrò io. Quando poi giungerò, manderò con una mia lettera quelli che voi avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi partiranno con me.
Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, poiché la Macedonia intendo solo attraversarla; ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l’inverno, perché siate voi a predisporre il necessario per dove andrò. Non voglio vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po’ di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. Mi fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste, perché mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli avversari sono molti.
Quando verrà Timoteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacché anche lui lavora come me per l’opera del Signore. Nessuno dunque gli manchi di riguardo: al contrario, accomiatatelo in pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli. Quanto poi al fratello Apollo, l’ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando gli si presenterà l’occasione.
Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità. Una raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di Stefana, che è primizia dell’Acaia; hanno dedicato se stessi a servizio dei fedeli; siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. Io mi rallegro della visita di Stefana, di Fortunato e di Acaico, i quali hanno supplito alla vostra assenza; essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Sappiate apprezzare siffatte persone.
Le comunità dell’Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. Vi salutano i fratelli tutti. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.
Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia anatema. Maranàtha: Vieni, o Signore! La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

RESPONSORIO
Dio abbia pietà di noi
e ci benedica.

Su di noi faccia splendere il suo volto
e ci benedica.

SECONDA LETTURA
Dal decreto «Presbyterorum ordinis» del Concilio ecumenico Vaticano II sul ministero sacerdotale

n. 3

In questo secolo, ma non conformi al presente secolo

I presbiteri, presi fra gli uomini e costituiti in favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per offrire doni e sacrifici in remissione dei peccati, vivono in mezzo agli altri uomini come fratelli. Così infatti si comportò Gesù nostro Signore, Figlio di Dio, uomo inviato dal Padre agli uomini, il quale dimorò presso di noi e volle in ogni cosa essere uguale ai suoi fratelli, eccetto che per il peccato. È un esempio, il suo, che già imitarono i santi apostoli; e san Paolo, dottore delle genti, «segregato per il vangelo di Dio» (Rm 1, 1), dichiara di essersi fatto tutto per tutti, allo scopo di salvare tutti. Così i presbiteri del nuovo testamento in forza della propria chiamata e della propria ordinazione, sono in un certo modo segregati in seno al popolo di Dio; ma non per rimanere separati da questo stesso popolo o da qualsiasi uomo, bensì per consacrarsi interamente all’opera per la quale il Signore li assume. Essi non potrebbero essere ministri di Cristo se non fossero testimoni e dispensatori di una vita diversa da quella terrena; ma non potrebbero nemmeno servire gli uomini se si estraniassero dalla loro vita e dal loro ambiente. Per il loro stesso ministero sono tenuti con speciale motivo a non conformarsi con il secolo presente; ma allo stesso tempo sono tenuti a vivere in questo secolo in mezzo agli uomini, a conoscere bene – come buoni pastori – le proprie pecorelle e a cercare di ricordare anche quelle che non sono di questo ovile, affinché anch’esse sentano la voce di Cristo, e ci sia un solo ovile e un solo pastore. Per raggiungere questo scopo, di grande utilità risultano quelle virtù che giustamente sono molto apprezzate nella società umana, come ad esempio la bontà, la sincerità, la fermezza d’animo e la costanza, la continua cura per la giustizia, la gentilezza e tutte le altre virtù che raccomanda l’apostolo Paolo quando dice: «Tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è santo, tutto ciò che è degno d’amore, tutto ciò che merita rispetto, qualunque virtù, qualunque lodevole disciplina: questo sia vostro pensiero» (Fil 4, 8).

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
Non fermare lo sguardo, o Dio,
sulle iniquità dei tuoi figli;
pur se ne siamo indegni,
la tua pietà ci soccorra.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Ufficio delle letture – Beato Luigi Biraghi, sacerdote

Beato Luigi Biraghi

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Vita di tutti, Cristo Redentore,
o Giudice tremendo, unico Re,
odi pietoso la supplica e accogli
benignamente il canto.

Grata la lode nella notte ascenda
a te, divina Luce,
e l’eco della eterna melodia
consoli e allieti i cuori.

Di gioiosa innocenza adorna i giorni,
pensieri ispira di vita immortale,
in ogni azione nostra
sfavilli la tua gloria.

A te, suprema fonte dell’essere,
o Trinità beata,
la Chiesa dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventie uccelli volino sopra la terra» (Gn 1, 20).

Al quinto giorno tutto ciò che vive
hai tratto, o Dio, dall’acque primordiali:
guizzano i pesci nel mare,
gli uccelli si rincorrono nell’aria.

Nati nell’onda del santo lavacro,
rigenerati dal sangue di Cristo,
serbaci liberi e puri
nella preziosa vita della grazia.

Non ci avvilisca la colpa
né la superba innocenza ci illuda,
il cuore nell’orgoglio non si esalti
né si deprima per le sue cadute.

Così ti implora il tuo popolo, o Padre,
per Cristo Redentore
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 43
Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

I (2-9)

Ant. Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, †
i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, *
nei tempi antichi.

Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, *
per far loro posto, hai distrutto i popoli.

Poiché non con la spada conquistarono la terra, *
né fu il loro braccio a salvarli;

ma il tuo braccio e la tua destra e la luce del tuo volto, *
perché tu li amavi.

Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari *
nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.

Infatti nel mio arco non ho confidato *
e non la mia spada mi ha salvato,

ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, *
hai confuso i nostri nemici.

In Dio ci gloriamo ogni giorno, *
celebrando senza fine il tuo nome.

Gloria.

Ant. Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

II (10-17)

Ant. Non respingerci, o Signore, *
e non coprirci di vergogna.

Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, *
e più non esci con le nostre schiere.

Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari *
e i nostri nemici ci hanno spogliati.

Ci hai consegnati come pecore da macello, *
ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.

Hai venduto il tuo popolo per niente, *
sul loro prezzo non hai guadagnato.

Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, *
scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.

Ci hai resi la favola dei popoli, *
su di noi le nazioni scuotono il capo.

L’infamia mi sta sempre davanti *
e la vergogna copre il mio volto

per la voce di chi insulta e bestemmia, *
davanti al nemico che brama vendetta.

Gloria.

Ant. Non respingerci, o Signore, *
e non coprirci di vergogna.

III (18-27)

Ant. Non abbiamo teso le nostre mani verso un Dio straniero; *
sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto e salvaci, o Dio nostro.

Tutto questo ci è accaduto †
e non ti avevamo dimenticato, *
non avevamo tradito la tua alleanza.

Non si era volto indietro il nostro cuore, *
i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;

ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli *
e ci hai avvolti di ombre tenebrose.

Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio *
e teso le mani verso un dio straniero,

forse che Dio non lo avrebbe scoperto, *
lui che conosce i segreti del cuore?

Per te ogni giorno siamo messi a morte, *
stimati come pecore da macello.

Svégliati, perché dormi, Signore? *
Dèstati, non ci respingere per sempre.

Perché nascondi il tuo volto, *
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

Poiché siamo prostrati nella polvere, *
il nostro corpo è steso a terra.

Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
salvaci per la tua misericordia.

Gloria.

Ant. Non abbiamo teso le nostre mani verso un Dio straniero; *
Sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto e salvaci, o Dio nostro.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo

l Cor 16, 1-24

Raccomandazioni e saluti

Quanto alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare, perché non si facciano le collette proprio quando verrò io. Quando poi giungerò, manderò con una mia lettera quelli che voi avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi partiranno con me.
Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, poiché la Macedonia intendo solo attraversarla; ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l’inverno, perché siate voi a predisporre il necessario per dove andrò. Non voglio vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po’ di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. Mi fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste, perché mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli avversari sono molti.
Quando verrà Timoteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacché anche lui lavora come me per l’opera del Signore. Nessuno dunque gli manchi di riguardo: al contrario, accomiatatelo in pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli. Quanto poi al fratello Apollo, l’ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando gli si presenterà l’occasione.
Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità. Una raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di Stefana, che è primizia dell’Acaia; hanno dedicato se stessi a servizio dei fedeli; siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. Io mi rallegro della visita di Stefana, di Fortunato e di Acaico, i quali hanno supplito alla vostra assenza; essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Sappiate apprezzare siffatte persone.
Le comunità dell’Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. Vi salutano i fratelli tutti. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.
Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia anatema. Maranàtha: Vieni, o Signore! La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

RESPONSORIO
Dio abbia pietà di noi
e ci benedica.

Su di noi faccia splendere il suo volto
e ci benedica.

SECONDA LETTURA
Da «L’amore per Gesù Cristo» del beato Luigi Biraghi, sacerdote
Autografo 7 – Positio, 131

Meditazione della Passione e devozione a Gesù Cristo nel Sacramento

«L’amore del Cristo ci spinge» ( 2 Cor 5, 14). Vedetelo in sant’Ignazio, gran vescovo e gran martire, quando andava alla morte. Il mio amore (Gesù Cristo) fu crocifisso per amor mio, ed io desidero morire per lui; sono frumento di Cristo, desidero essere per lui macinato dai denti dei leoni. Sono frumento di Cristo… O carissimi, ecco la prima, la eminente qualità del ministri di Gesù Cristo: amare Gesù Cristo, amarlo davvero, amarlo sopra ogni cosa. Ma come avere questa qualità? Come conservarla e crescerla?
La prima cosa, leggere di continuo e meditare la vita e la passione di Gesù Cristo, quel gran mistero, come dice san Paolo, «nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi» ( Col 1, 26). Quel gran sacramento di pietà: «Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria» ( 1 Tm 3, 16). Qui è dove tutti i Santi presero fuoco, fuoco ardentissimo, che fece operare loro tante meraviglie.
Alla meditazione tenga dietro una grande devozione a Gesù Cristo nel Sacramento. Ah, fratelli carissimi, voi abitate, dirò quasi, nella medesima casa con questo amico, fratello e Re vostro. Oh, come vi deve essere gioioso e soave il trovarvi spesso con lui, parlargli faccia a faccia come Mosè sul monte, offrirgli il vostro ministero, offrirgli il vostro popolo, pregarlo di grazie, gustarne le dolcezze, farvi angeli che, curvi e riverenti, circondano l’altare del Signore. Sia questa la più cara vostra consolazione e sia per voi un dolore essere allontanati dal tabernacolo di Gesù Cristo perché chiamati ad altri doveri: «Maestro, è bello per noi stare qui» (Mc 9, 5).
E, siccome sarebbe vana larva di amore colui che con queste pratiche non avesse la continua imitazione di Gesù Cristo, perciò vi raccomando in terzo luogo un frequente esame della vostra vita, se concordi cogli esempi di Gesù Cristo. Dire dunque spesso tra di voi: Gesù non cercava che la gloria del Padre suo e gli interessi delle anime: ed io che cerco? Dove tendo? Qual è il fine e l’anima di ogni mio passo, di ogni mia azione? Gesù umile e obbediente fino alla morte e morte di croce? E io come seguo umiltà e obbedienza? Gesù povero sì che, essendo il padrone di tutto, per noi si è fatto non solo povero, ma bisognoso: «Per noi si è fatto povero» (cfr . 2 Cor 8, 9); Gesù alieno dal mondo e da ogni pompa e piacere del mondo, tanto che poté dire: «Viene il principe di questo mondo e non ha alcun potere su di me» (cfr. Gv 14, 30) e «Io non sono del mondo» ( Gv 17, 14): e io come vivo, come penso, che amo? Gesù dolce e forte, mansueto e pieno di zelo, agnello e leone: e io come seguo mansuetudine nelle ingiurie e fortezza nel difendere la causa di Dio e delle anime?

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
O Dio, che hai chiamato il beato Luigi
a diffondere la gioia del Vangelo,
concedi che, senza temere difficoltà e fatiche,
sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Primavera e fiori

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Dirigi, Signore, i nostri passi *
sulla via della pace.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Dirigi, Signore, i nostri passi *
sulla via della pace.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo                  (Pausa di preghiera silenziosa)
Ti lodi il labbro, o Dio, ti lodi la vita,
e, nell’adorazione di tutto il nostro essere,
l’animo si rischiari alla tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Is 66, 10-14a
Nella città di Dio consolazione e gioia
La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre (Gal 4, 26).

Ant. «Come una madre consola un figlio suo, *
io vi consolerò», – dice il Signore -.

Rallegratevi con Gerusalemme, *
esultate per essa quanti l’amate.

Sfavillate di gioia con essa *
voi tutti che avete partecipato al suo lutto.

Così succhierete al suo petto +
e vi sazierete delle sue consolazioni; *
succhierete, con delizia all’abbondanza del suo seno.

Poiché così dice il Signore: +
«Ecco io farò scorrere verso di essa, la prosperità come un fiume; *
come un torrente in piena la ricchezza dei popoli;

i suoi bimbi saranno portati in braccio, *
sulle ginocchia saranno accarezzati.

Come una madre consola un figlio +
così io vi darò consolazione; *
in Gerusalemme sarete consolati.

Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, *
le vostre ossa saranno rigogliose come erba fresca».

Gloria.

Ant. «Come una madre consola un figlio suo, *
io vi consolerò», – dice il Signore -.

Salmi laudativi
Salmo 146
Potenza e bontà del Signore
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore.

Ant. È bello e dolce lodare il Signore.

Lodate il Signore: +
è bello cantare al nostro Dio, *
dolce è lodarlo come a lui conviene.

Il Signore ricostruisce Gerusalemme, *
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti *
e fascia le loro ferite;

egli conta il numero delle stelle *
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore, onnipotente, *
la sua sapienza non ha confini.

Il Signore sostiene gli umili *
ma abbassa fino a terra gli empi.

Cantate al Signore un canto di grazie, *
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

Egli copre il cielo di nubi, +
prepara la pioggia per la terra, *
fa germogliare l’erba sui monti.

Provvede il cibo al bestiame, *
ai piccoli del corvo che gridano a lui.

Non fa conto del vigore del cavallo, *
non apprezza l’agile corsa dell’uomo.

Il Signore si compiace di chi lo teme, *
di chi spera nella sua grazia.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. È bello e dolce lodare il Signore.

Salmo diretto
Salmo 142, 1-8
Preghiera nella tribolazione
Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, 16).

Signore, ascolta la mia preghiera, +
porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, *
e per la tua giustizia rispondimi.

Non chiamare in giudizio il tuo servo: *
nessun vivente davanti a te è giusto.

Il nemico mi perseguita, *
calpesta a terra la mia vita,

mi ha relegato nelle tenebre *
come i morti da gran tempo.

In me languisce il mio spirito, *
si agghiaccia il mio cuore.

Ricordo i giorni antichi, +
ripenso a tutte le tue opere, *
medito sui tuoi prodigi.

A te protendo le mie mani, *
sono davanti a te come terra riarsa.

Rispondimi presto, Signore, *
viene meno il mio spirito.

Non nascondermi il tuo volto, *
perché non sia come chi scende nella fossa.

Al mattino fammi sentire la tua grazia, *
poiché in te confido.

Fammi conoscere la strada da percorrere, *
perché a te si innalza l’anima mia.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che nel mattino della tua risurrezione
hai fatto sentire agli uomini la tua grazia
e hai illuminato coloro che giacevano nelle tenebre
con l’aurora di una nuova letizia,
non chiamare in giudizio i tuoi servi fedeli
quando la morte ci porterà davanti a te,
ma col tuo Spirito buono
guidaci alla terra della promessa,
o Redentore misericordioso,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
Il sole nuovo sorge
e invita alla tua lode:
salvaci, o Dio di luce, in questo giorno
dall’insidia del male.

Prudente e casta sia la nostra lingua,
ogni litigio aborra;
lucidi e penetranti gli occhi vedano
oltre le cose vane.

Sia pura la coscienza
e non accolga pensiero maligno;
la sobrietà raffreni
l’arroganza dei sensi.

E quando, spenti i fuochi del tramonto,
la notte tornerà con le sue stelle,
serbati illesi dai terrestri inganni
ancora canteremo la tua gloria.

Lode all’eterno Padre,
all’unigenito Figlio,
allo Spirito santo,
unico nei secoli. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Si elevi la nostra preghiera a colui che per salvarci è venuto tra noi ed è ritornato al Padre per riaprirci le porte del santuario di Dio.

Cristo, che per santificare il tuo popolo ti sei immolato fuori dalla porta della tua città, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, provato in ogni cosa eccetto il peccato, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu, che mirando alla gioia ti sei sottoposto alla croce, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Mediatore e garante dell’alleanza nuova e migliore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Sommo sacerdote dei beni futuri, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Gesù Cristo, che sei sempre lo stesso, ieri, oggi e nei secoli, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Lodi – Beato Luigi Biraghi, sacerdote

Beato Luigi Biraghi

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Come sono belli i passi del messaggero di pace; *
di chi annuncia il Vangelo della salvezza.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Come sono belli i passi del messaggero di pace; *
di chi annuncia il Vangelo della salvezza.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                 (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che hai chiamato il beato Luigi
a diffondere la gioia del Vangelo,
concedi che, senza temere difficoltà e fatiche,
sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Is 66, 10-14a
Nella città di Dio consolazione e gioia
La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre (Gal 4, 26).

Ant. «Come una madre consola un figlio suo, *
io vi consolerò», – dice il Signore -.

Rallegratevi con Gerusalemme, *
esultate per essa quanti l’amate.

Sfavillate di gioia con essa *
voi tutti che avete partecipato al suo lutto.

Così succhierete al suo petto +
e vi sazierete delle sue consolazioni; *
succhierete, con delizia all’abbondanza del suo seno.

Poiché così dice il Signore: +
«Ecco io farò scorrere verso di essa, la prosperità come un fiume; *
come un torrente in piena la ricchezza dei popoli;

i suoi bimbi saranno portati in braccio, *
sulle ginocchia saranno accarezzati.

Come una madre consola un figlio +
così io vi darò consolazione; *
in Gerusalemme sarete consolati.

Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, *
le vostre ossa saranno rigogliose come erba fresca».

Gloria.

Ant. «Come una madre consola un figlio suo, *
io vi consolerò», – dice il Signore -.

Salmi laudativi
Salmo 146
Potenza e bontà del Signore
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore.

Ant. È bello e dolce lodare il Signore.

Lodate il Signore: +
è bello cantare al nostro Dio, *
dolce è lodarlo come a lui conviene.

Il Signore ricostruisce Gerusalemme, *
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti *
e fascia le loro ferite;

egli conta il numero delle stelle *
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore, onnipotente, *
la sua sapienza non ha confini.

Il Signore sostiene gli umili *
ma abbassa fino a terra gli empi.

Cantate al Signore un canto di grazie, *
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

Egli copre il cielo di nubi, +
prepara la pioggia per la terra, *
fa germogliare l’erba sui monti.

Provvede il cibo al bestiame, *
ai piccoli del corvo che gridano a lui.

Non fa conto del vigore del cavallo, *
non apprezza l’agile corsa dell’uomo.

Il Signore si compiace di chi lo teme, *
di chi spera nella sua grazia.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. È bello e dolce lodare il Signore.

Salmo diretto
Salmo 142, 1-8
Preghiera nella tribolazione
Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, 16).

Signore, ascolta la mia preghiera, +
porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, *
e per la tua giustizia rispondimi.

Non chiamare in giudizio il tuo servo: *
nessun vivente davanti a te è giusto.

Il nemico mi perseguita, *
calpesta a terra la mia vita,

mi ha relegato nelle tenebre *
come i morti da gran tempo.

In me languisce il mio spirito, *
si agghiaccia il mio cuore.

Ricordo i giorni antichi, +
ripenso a tutte le tue opere, *
medito sui tuoi prodigi.

A te protendo le mie mani, *
sono davanti a te come terra riarsa.

Rispondimi presto, Signore, *
viene meno il mio spirito.

Non nascondermi il tuo volto, *
perché non sia come chi scende nella fossa.

Al mattino fammi sentire la tua grazia, *
poiché in te confido.

Fammi conoscere la strada da percorrere, *
perché a te si innalza l’anima mia.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che nel mattino della tua risurrezione
hai fatto sentire agli uomini la tua grazia
e hai illuminato coloro che giacevano nelle tenebre
con l’aurora di una nuova letizia,
non chiamare in giudizio i tuoi servi fedeli
quando la morte ci porterà davanti a te,
ma col tuo Spirito buono
guidaci alla terra della promessa,
o Redentore misericordioso,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
A te, Signore, pontefice eterno,
principe dei pastori,
oggi concorde e lieto
il sacro canto della Chiesa ascende.

Accanto a te volesti
questo presbitero santo
perché reggesse con la tua parola
la fede del tuo popolo.

Specchio di vita al gregge,
fu luce al cieco; fu conforto al misero:
provvido padre di tutti,
si fece a tutti servo.

Gesù, che in cielo nella tua gloria
la santità coroni,
fa’ che l’esempio di questa vita
eguale sorte un giorno ci propizi.

Lode si canti al Padre,
lode all’unico Figlio,
lode al divino Spirito
nei secoli risuoni. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, principe dei pastori,esprimiamo la fedeltà e l’amore del suo gregge:

Tu che hai dato te stesso per la Chiesa fino al sacrificio della vita, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai condiviso la nostra esistenza per farti nostro modello, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai sperimentato la fatica per santificare la vita e il lavoro degli uomini, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio amato dal Padre celeste, che ci insegni l’amore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che sei il principio della santità e ci riscatti dai giorni fuggevoli e vani, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che costituisci la nostra speranza di arrivare alla condizione di gloria che non conoscerà alterazioni né tramonto, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Primavera nella foresta

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118, 153-160 XX (Res)
Meditazione della legge di Dio
La giustizia ci è data dal sangue di Cristo (S. Ambrogio).

Ant. La verità, Signore, *
è principio della tua parola.

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

Ant. La verità, Signore, *
è principio della tua parola.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia fedele
«Il Signore ti benedica da Sion», cioè dalla sua Chiesa (Arnobio).

Ant. Ti benedica il Signore da Sion, *
possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme.

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Ant. Ti benedica il Signore da Sion, *
possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme.

Salmo 128
Rinasce la fiducia del popolo provato
La Chiesa dei santi parla della zizzania che deve tollerare fra i suoi membri (S. Agostino).

Ant. La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore.

Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
– lo dica Israele –

dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *
ma non hanno prevalso.

Sul mio dorso hanno arato gli aratori, *
hanno fatto lunghi solchi.

Il Signore è giusto: *
ha spezzato il giogo degli empi.

Siano confusi e volgano le spalle *
quanti odiano Sion.

Siano come l’erba dei tetti: *
prima che sia strappata, dissecca;

non se ne riempie la mano il mietitore, *
nè il grembo chi raccoglie covoni.

I passanti non possono dire: +
«La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore».

Gloria.

Ant. La benedizione del Signore sia su di voi, *
vi benediciamo nel nome del Signore.

TERZA

LETTURA BREVE
Rm 8, 26
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.

RESPONSORIO
Il mio grido raggiunga.

Il mio grido raggiunga *
la tua maestà, Signore.

Secondo la tua parola fammi comprendere.

La tua maestà, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Il mio grido raggiunga *
la tua maestà, Signore.

ORAZIONE
Dio pietosissimo, che sui credenti
copiosamente effondi i doni dello Spirito
e sostenti la nostra vita fragile e mortale,
fa’ che il tuo popolo sempre ti serva
con fede forte e sincera
e vigilando attenda il tuo regno con sicura speranza.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Ger 17, 14
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito, salvami e io sarò salvato, poiché tu sei il mio vanto.

RESPONSORIO
Risanami, Signore.

Risanami, Signore: *
contro di te ho peccato.

Io ho detto: Signore, abbi pietà.

Contro di te ho peccato.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Risanami, Signore: *
contro di te ho peccato.

ORAZIONE
Pietà dei tuoi servi, Padre,
pietà poiché abbiamo peccato;
concedi tu la volontà di cambiare,
perché non ci sia ricusata la grazia del perdono.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Eb 12, 1c. 2
Fratelli, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.

RESPONSORIO
Camminerò alla presenza del Signore.

Camminerò alla presenza del Signore *
nella terra dei viventi.

Egli mi ha sottratto alla morte e mi ha liberato.

Nella terra dei viventi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Camminerò alla presenza del Signore *
nella terra dei viventi.

ORAZIONE
Dio onnipotente,
se le avversità si moltiplicano,
la nostra debolezza non si regge;
ci doni sollievo e vigore
la grazia della passione salvifica
del Figlio tuo Gesù Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri – Santi Sisinio, Martirio e Alessandro

Vigilio, Sisinio, Martirio e Alessandro

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Splenda su noi, Signore,
la luce del tuo volto.
Il nostro cuore in festa
canti di gioia.

Più che per mèsse copiosa
o vendemmia felice,
il nostro cuore in festa
canti di gioia.

Splenda su noi, Signore,
la luce del tuo volto.
Il nostro cuore in festa
canti di gioia.

INNO
Gli eterni doni di Cristo Signore
gioiosamente cantiamo:
così la Chiesa esalta
le vittorie dei martiri

e leva la sua lode
agli eroi della fede,
ai cittadini beati del cielo,
onore del popolo santo.

L’incubo del tiranno non li vince
né li piega lo scempio delle membra;
a prezzo di orribile morte
conquistano la vita.

Sono gettati sui roghi
in pasto alle belve azzannanti;
la mano del carnefice li strazia,
armata di unghiati tormenti.

O prodigio di grazia!
La fede viva, la speranza indomita
la divina carità trionfa
sul tenebroso Principe del mondo.

Riluce in essi la gloria del Padre
l’infocato amore dello Spirito
la superna bellezza del Figlio,
che di sé allieta le schiere celesti. Amen.

SALMODIA
Salmo 143
Preghiera del re per la vittoria e per la pace
Le mani del Redentore furono addestrate alla battaglia, con la quale ha vinto il mondo: «Io – ha detto – ho vinto il mondo» (S. Ilario).

I (1-8)

Ant. Benedetto è il Signore, nostra roccia.

Benedetto il Signore, mia roccia, +
che addestra le mie mani alla guerra, *
le mie dita alla battaglia.

Mia grazia e mia fortezza, *
mio rifugio e mia liberazione,

mio scudo in cui confido, *
colui che mi assoggetta i popoli.

Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi? *
Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?

L’uomo è come un soffio, *
i suoi giorni come ombra che passa.

Signore, piega il tuo cielo e scendi, *
tocca i monti ed essi fumeranno.

Le tue folgori disperdano i nemici, *
lancia frecce, sconvolgili.

Stendi dall’alto la tua mano, +
scampami e salvami dalle grandi acque, *
dalla mano degli stranieri.

La loro bocca dice menzogne *
e alzando la destra giurano il falso.

Gloria.

Ant. Benedetto è il Signore, nostra roccia.

II (9-15)

Ant. Beato il popolo che ha Dio per Signore.

Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, *
suonerò per te sull’arpa a dieci corde;

a te, che dai vittoria al tuo consacrato, *
che liberi Davide tuo servo.

Salvami dalla spada iniqua, *
liberami dalla mano degli stranieri;

la loro bocca dice menzogne *
e la loro destra giura il falso.

I nostri figli siano come piante *
cresciute nella loro giovinezza;

le nostre figlie come colonne d’angolo *
nella costruzione del tempio.

I nostri granai siano pieni, *
trabocchino di frutti d’ogni specie;

siano a migliaia i nostri greggi, +
a miriadi nelle nostre campagne; *
siano carichi i nostri buoi.

Nessuna breccia, nessuna incursione, *
nessun gemito nelle nostre piazze.

Beato il popolo che possiede questi beni: *
beato il popolo il cui Dio è il Signore.

Gloria.

Ant. Beato il popolo che ha Dio per Signore.

PRIMA ORAZIONE
O Dio, che allieti ogni nostro giorno
con la memoria dei tuoi benefici,
rendici capaci di ripartire tra noi
secondo giustizia e fraternità
le ricchezze della tua creazione
e di trasmetterle accresciute alle generazioni future,
fino a che tutti arriveremo
a partecipare al tuo convito eterno.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Non temere, piccolo gregge, *
perché al Padre è piaciuto di darvi il suo regno.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Non temere, piccolo gregge, *
perché al Padre è piaciuto di darvi il suo regno.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
O Dio forte ed eterno,
che nel cuore dei santi
accendi la fiamma della tua carità,
sull’esempio del vescovo Vigilio
e dei martiri Sisinio, Martirio e Alessandro
donaci di tendere a quella passione d’amore
che arriva a sacrificare generosamente
anche la vita.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Nel rito battesimale, anche se visibilmente siamo segnati nel corpo, tuttavia nella realtà siamo segnati nel nostro cuore, perché lo Spirito santo riproduca in noi i lineamenti dell’uomo celeste (S. Ambrogio).

Gesù, vincitore di Satana, splendido
risorge da morte,
abbatte le orribili porte degli inferi.
E’ aperta la strada del cielo.

Infranta è da Cristo la legge tirannica
del primo peccato;
agli uomini è dolce nel fonte rinascere.
E’ aperta la strada del cielo.

ORAZIONE
O Dio, che hai rinnovato nel fonte battesimale
questi figli che credono in te,
ora che sono rinati nel Cristo
concedi loro la tua protezione
perché nessuna insidia del male
li privi mai della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI
Al Signore Gesù, perfetto modello di ogni credente, rivolgiamo la nostra preghiera:
Lode a te, o Cristo, testimone fedele.

Nessuna tentazione potè separare i santi martiri Sisinio, Martirio e Alessandro e il vescovo Vigilio dall’unità del tuo Corpo;
– raccogli nel vincolo della carità quanti credono nel tuo nome.

Questi martiri hanno sopportato con coraggio la persecuzione per il vangelo;
– sostieni con la tua grazia chi soffre a causa della fede.

Essi per darti testimonianza hanno disprezzato ogni mondano valore;
– libera i nostri cuori dall’amor proprio e dal desiderio di dominare sugli altri.

Forti della speranza di risorgere un giorno, non hanno esitato a dare la vita per te;
– fa’ che viviamo nell’attesa della tua gloriosa venuta.

Tu che hai chiamato tutti gli uomini alla gioia del tuo regno,
– dona ai fedeli defunti l’eredità promessa del cielo.

Spronàti dalla parola di Cristo,
rivolgiamo a Dio la lode e l’implorazione:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

Primavera sul lago al tramonto

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Tu che le tenebre al giorno
sapientemente alterni,
così alleviando nel sonno
le membra affaticate,

ascolta chi nella notte
timoroso ti implora:
se il corpo nel torpore si abbandona,
vegli lo spirito nella tua luce.

Ansia di ignoto pericolo,
Padre pietoso, non ci impauri,
incubi vani non ci inquietino
né fatue visioni ci illudano.

Ogni affanno si perda
nel sonno ristoratore;
ma vigili il cuore e ti sogni,
Ospite dolce di chi crede in te.

A te si innalza, o Dio, la nostra supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 15
Il Signore è la mia eredità
Dio ha risuscitato Gesù, sciogliendolo dalle angosce della morte (At 2, 24).

Ant. Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio. +

Proteggimi, o Dio: *
in te mi rifugio.

+ Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, *
senza di te non ho alcun bene».

Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, *
è tutto il mio amore.

Si affrettino altri a costruire idoli: †
io non spanderò le loro libazioni di sangue, *
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: *
nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, *
la mia eredità è magnifica.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; *
anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, *
sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, †
esulta la mia anima; *
anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, *
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita, †
gioia piena nella tua presenza, *
dolcezza senza fine alla tua destra.

Gloria.

Ant. Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio.

LETTURA BREVE
1 Ts 5, 23
Fratelli, il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

RESPONSORIO BREVE
Rallegra la vita del tuo servo.

Rallegra la vita del tuo servo, *
perché tu sei buono, Signore.

Sii attento alla voce della mia supplica.

Perché tu sei buono, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Rallegra la vita del tuo servo, *
perché tu sei buono, Signore.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).

Ant. In te, Signore, la tua famiglia abbia un cuor solo e un’anima sola *
O datore di pace, unico Re, da tutti i mali salvaci.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. In te, Signore, la tua famiglia abbia un cuor solo e un’anima sola *
O datore di pace, unico Re, da tutti i mali salvaci.

ORAZIONE
O Creatore dei secoli e ordinatore dei tempi,
che giorni e notti avvicendi,
a te devota sale la supplica:
tu che hai dato di sostenere fino alla sera
la fatica diurna,
donaci di attraversare la tenebra
sereni al riparo delle tue ali.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella di mare,
soccorri il tuo popolo che anela a risorgere.
Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine, pietà di noi peccatori.

Oppure:

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

Beato Luigi Biraghi, sacerdote

Beato Luigi Biraghi

Nacque a Vignate (MI) il 2 novembre 1801, quinto degli otto figli di Francesco Biraghi e Maria Fina; a 12 anni entrò nel piccolo seminario di Castello sopra Lecco, fu ordinato sacerdote il 28 maggio 1825 a 24 anni. Subito destinato all’insegnamento nei Seminari di Castello sopra Lecco, di Seveso e di Monza, nel 1833 fu direttore spirituale del Seminario Maggiore di Milano; nel 1855 fu nominato dottore della prestigiosa Biblioteca Ambrosiana e nel 1864 viceprefetto.

Il papa Pio IX lo stimava moltissimo, tanto che nel 1862 gli chiese di farsi mediatore e paciere nel clero milanese, in quel tempo di contrasti diviso in due fazioni; i sostenitori della nuova unità nazionale italiana che stava concretizzandosi, ed i sostenitori del potere temporale dei Papi.

Mons. Luigi Biraghi, uomo di grande cultura e profonda vita interiore, fondò l’Istituto delle ‘ Suore di Santa Marcellina’, per l’educazione della gioventù femminile. L’Istituto, popolarmente detto delle “Marcelline”, fu fondato da mons. Luigi Biraghi nel 1838 a Cernusco sul Naviglio, con la collaborazione di madre Marina Videmari (1812-1891) che ne fu la prima superiora e la continuatrice della fondazione dopo la morte di lui. Mons. Biraghi consacrò tutte le sue energie, fino all’ultimo, alla formazione spirituale delle sue suore ed all’organizzazione della nuova Congregazione. Morì l’11 agosto 1879 a 78 anni, fu sepolto nella tomba di famiglia a Cernusco sul Naviglio, ma poi nel 1951 le sue spoglie furono traslate nella Cappella della Casa-madre delle ‘Marcelline’ sempre a Cernusco. E’ stato proclamato beato il 30 aprile 2006 nel Duomo di Milano.