Sabato 24a settimana del tempo ordinario – 3a dopo il martirio del Battista – Santi Andrea Kim e compagni martiri
Liturgia del 20 settembre 2025
Calendario
Letture del rito Ambrosiano

ALL’INGRESSO
Questi discepoli fedeli di Cristo
sono giunti alla palma del martirio,
morendo per il Signore.
I santi nella fede conquistarono regni,
operarono la giustizia,
conseguirono i beni promessi.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti, che hai chiamato a far parte dell’unico popolo di adozione i figli della terra coreana e hai fecondato il germe della fede cattolica con il sangue dei santi martiri Andrea [Kim], Paolo [Chong] e compagni, rinnova i prodigi del tuo Spirito e concedi anche a noi, per il loro esempio e la loro intercessione, di perseverare fino alla morte nella via dei tuoi comandamenti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA Dt 12, 29 – 13, 1
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Quando il Signore, tuo Dio, avrà distrutto davanti a te le nazioni di cui tu stai per prendere possesso, quando le avrai conquistate e ti sarai stanziato nella loro terra, guàrdati bene dal lasciarti ingannare seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dal cercare i loro dèi, dicendo: “Come servivano i loro dèi queste nazioni? Voglio fare così anch’io”. Non ti comporterai in tal modo riguardo al Signore, tuo Dio; perché esse facevano per i loro dèi ciò che è abominevole per il Signore e ciò che egli detesta: bruciavano nel fuoco perfino i loro figli e le loro figlie, in onore dei loro dèi. Osserverete per metterlo in pratica tutto ciò che vi comando: non vi aggiungerai nulla e nulla vi toglierai».
SALMO Sal 96 (97)
Il Signore regna: esulti la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R
EPISTOLA Rm 1, 18-25
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
VANGELO Mt 12, 15b-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni». In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni». Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».
DOPO IL VANGELO
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio,
e non le vincerà nessun tormento.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono oppressioni,
la loro speranza è piena di immortalità.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Donaci, o Dio, la gioia di vedere esaudite le nostre preghiere: rendici desiderosi e capaci di collaborare all’edificazione della tua Chiesa con la stessa costanza nella fede dei santi martiri coreani, che veneriamo e invochiamo nella memoria della loro gloriosa passione.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
Guarda con bontà, Dio onnipotente, l’offerta del tuo popolo e, per l’intercessione dei gloriosi martiri coreani, trasforma anche noi in sacrificio a te gradito per la redenzione del mondo.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e celebrare le meraviglie da te compiute nei martiri Andrea, Paolo e compagni. Prima di fondare l’universo per la tua gloria eterna, tu li predestinasti a manifestare agli uomini il tuo amore che salva. Su questi tuoi santi effondesti in tale misura lo Spirito che superarono la fragilità della carne e affrontarono con serena fortezza la morte. Uniti a questi tuoi servi beati e a tutte le creature felici del cielo, eleviamo a te, o Padre, unico Dio con il Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della lode perenne: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Ecco i vincitori, gli amici di Dio,
che sprezzando i comandi dei tiranni
meritarono il premio eterno e ora, coronati,
ricevono la palma della vittoria.
Hanno lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello
e lo seguono dovunque egli vada.
ALLA COMUNIONE
Rallegratevi, martiri di Cristo,
rallegratevi ed esultate
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai nutrito con il pane dei forti nel ricordo dei martiri Andrea, Paolo e compagni, donaci di aderire con lo stesso ardore a Cristo tuo Figlio, per cooperare nella Chiesa alla salvezza di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
I Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
Il gallo annunzia il giorno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,
e dice: «Su! Scotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».
Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.
O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.
O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,
nell’unità del Paraclito
per la distesa dei secoli. Amen.
II Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro (Gn 2, 2).
O misteriosa fonte dell’essere
che le bellezze del mondo hai creato
e hai dato fine all’opera
nella quiete del settimo giorno,
a te i solerti figli
pur nel riposo anelino
e nella vita innocente contemplino
la serena letizia del tuo volto.
O, se ingrati peccammo,
amaro pianto lavi il nostro errore,
sì che non ci impaùri, o Dio pietoso,
l’ora del tuo giudizio.
Accogli, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo che regna
con te e con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.
CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Gloria.
SALMODIA
Cantico Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso
Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (Ap 15, 2-3).
Ant. Il Signore ha gettato in mare cavallo e cavaliere, *
ha liberato Israele suo popolo dal giogo della schiavitù.
Voglio cantare in onore del Signore: †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.
È il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!
Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.
I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.
Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al mare.
Il nemico aveva detto: «Inseguirò, raggiungerò, †
spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».
Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
sprofondarono come piombo in acque profonde.
Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità, Signore?
Chi è come te, tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?
Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.
Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa dimora.
Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua promessa,
luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.
Il Signore regna *
in eterno e per sempre!
Gloria.
Ant. Il Signore ha gettato in mare cavallo e cavaliere, *
ha liberato Israele suo popolo dal giogo della schiavitù.
Salmo 77, 40-72
Bontà del Signore e infedeltà del popolo nella storia della salvezza
Ora ciò avvenne come esempio per noi (1 Cor 10, 6).
IV (40-55)
Ant. Dio fece dimorare nelle loro tende *
le tribù di Israele.
Quante volte si ribellarono a Dio nel deserto, *
lo contristarono in quelle solitudini!
Sempre di nuovo tentavano Dio, *
esasperavano il Santo di Israele.
Non si ricordavano più della sua mano, *
del giorno che li aveva liberati dall’oppressore,
quando operò in Egitto i suoi prodigi, *
i suoi portenti nei campi di Tanis.
Egli mutò in sangue i loro fiumi *
e i loro ruscelli, perché non bevessero.
Mandò tafàni a divorarli *
e rane a molestarli.
Diede ai bruchi il loro raccolto, *
alle locuste la loro fatica.
Distrusse con la grandine le loro vigne, *
i loro sicomòri con la brina.
Consegnò alla grandine il loro bestiame, *
ai fulmini i loro greggi.
Scatenò contro di essi la sua ira ardente, †
la collera, lo sdegno, la tribolazione, *
e inviò messaggeri di sventure.
Diede sfogo alla sua ira: †
non li risparmiò dalla morte *
e diede in preda alla peste la loro vita.
Colpì ogni primogenito in Egitto, *
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come gregge il suo popolo *
e li guidò come branchi nel deserto.
Li condusse sicuri e senza paura *
e i loro nemici li sommerse il mare.
Li fece salire al suo luogo santo, *
al monte conquistato dalla sua destra.
Scacciò davanti a loro i popoli *
e sulla loro eredità gettò la sorte,
facendo dimorare nelle loro tende *
le tribù di Israele.
Gloria.
Ant. Dio fece dimorare nelle loro tende *
le tribù di Israele.
V (56-72)
Ant. Egli scelse Davide suo servo *
per pascere Israele sua eredità.
Ma ancora lo tentarono, †
si ribellarono a Dio, l’Altissimo, *
non obbedirono ai suoi comandi.
Sviati, lo tradirono come i loro padri, *
fallirono come un arco allentato.
Lo provocarono con le loro alture *
e con i loro idoli lo resero geloso.
Dio, all’udire, ne fu irritato *
e respinse duramente Israele.
Abbandonò la dimora di Silo, *
la tenda che abitava tra gli uomini.
Consegnò in schiavitù la sua forza, *
la sua gloria in potere del nemico.
Diede il suo popolo in preda alla spada *
e contro la sua eredità si accese d’ira.
Il fuoco divorò il fiore dei suoi giovani, *
le sue vergini non ebbero canti nuziali.
I suoi sacerdoti caddero di spada *
e le loro vedove non fecero lamento.
Ma poi il Signore si destò come da un sonno, *
come un prode assopito dal vino.
Colpì alle spalle i suoi nemici, *
inflisse loro una vergogna eterna.
Ripudiò le tende di Giuseppe, *
non scelse la tribù di Èfraim;
ma elesse la tribù di Giuda, *
il monte Sion che egli ama.
Costruì il suo tempio alto come il cielo *
e come la terra stabile per sempre.
Egli scelse Davide suo servo *
e lo trasse dagli ovili delle pecore.
Lo chiamò dal seguito delle pecore madri †
per pascere Giacobbe suo popolo, *
la sua eredità Israele.
Fu per loro pastore dal cuore integro *
e li guidò con mano sapiente.
Gloria.
Ant. Egli scelse Davide suo servo *
per pascere Israele sua eredità.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
PRIMA LETTURA
Dal secondo libro dei Re
2 Re 15, 1-5; 32-35; 16, 1-8
I regni di Ozia, Iotam e Acaz in Giuda
Nell’anno ventisette di Geroboamo re di Israele, divenne re Azaria figlio di Amazia, re di Giuda. Quando divenne re aveva sedici anni; regnò in Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, secondo quanto fece Amazia suo padre. Ma non scomparvero le alture. Il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Il Signore colpì con la lebbra il re, che rimase lebbroso fino al giorno della sua morte in una casa appartata. Iotam figlio del re dirigeva la reggia e governava il popolo del paese.
Nell’anno secondo di Pekach figlio di Romelia, re di Israele, divenne re Iotam figlio di Ozia, re di Giuda. Quando divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusa figlia di Zadòk. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, imitando in tutto la condotta di Ozia suo padre. Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Egli costruì la porta superiore del tempio.
Nell’anno diciassette di Pekach figlio di Romelia, divenne re Acaz figlio di Iotam, re di Giuda. Quando divenne re, aveva vent’anni; regnò sedici anni in Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore suo Dio, come Davide suo antenato. Camminò sulla strada dei re di Israele; fece perfino passare per il fuoco suo figlio, secondo gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciato di fronte agli Israeliti. Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde.
In quel tempo marciarono contro Gerusalemme Rezin re di Aram, e Pekach figlio di Romelia, re di Israele; l’assediarono, ma non riuscirono a espugnarla. Ma il re di Edom approfittò di quella occasione per riconquistare Elat e unirla al suo regno; ne scacciò i Giudei e tornarono ad abitarvi gli Idumei fino ad oggi. Acaz mandò messaggeri a Tiglat-Pilèzer re di Assiria, per dirgli: «Io sono tuo servo e tuo figlio; vieni, liberami dalla mano del re di Aram e dalla mano del re di Israele, che sono insorti contro di me». Acaz, preso l’argento e l’oro che si trovava nel tempio e nei tesori della reggia, lo mandò in dono al re di Assiria.
RESPONSORIO
Ascoltate, o re, e cercate di comprendere:
la vostra sovranità proviene dal Signore.
Onorate la sapienza,
perché possiate regnare sempre.
Fate voti al Signore nostro Dio e adempiteli,
a lui che è terribile per i re della terra.
Onorate la sapienza,
perché possiate regnare sempre.
SECONDA LETTURA
Dall’ultima esortazione di sant’Andrea Kim Taegon, sacerdote e martire
Una fede suggellata dall’amore e dalla perseveranza
Fratelli e amici carissimi, pensate e ripensate: all’inizio dei tempi Dio creò il cielo e la terra (cfr. Gn 1, 1) e tutte le cose; chiedetevi il perché e con quale disegno abbia plasmato in modo così singolare l’uomo a sua immagine e somiglianza. Se dunque in questo mondo pieno di pericoli e di miseria non riconoscessimo il Signore come creatore, a nulla ci gioverebbe esser nati e rimanere vivi. Se per grazia di Dio siamo venuti al mondo, pure per la sua grazia abbiamo ricevuto il battesimo e siamo entrati nella Chiesa; e così, divenuti discepoli del Signore, portiamo un nome glorioso. Ma a che cosa gioverebbe avere un così grande nome senza la coerenza della vita? Vano sarebbe esser nati ed entrati nella Chiesa; anzi sarebbe un tradire il Signore e la sua grazia. Meglio sarebbe non esser nati che aver ricevuto la grazia del Signore e peccare contro di lui. Guardate l’agricoltore che semina nel campo (cfr. Gc 5, 7-8): a tempo opportuno ara la terra, poi la concima e stimando un niente la fatica portata sotto il sole, coltiva il seme prezioso. Quando le spighe sono mature e giunge il tempo della mietitura, il suo cuore, dimenticando fatica e sudore, si rallegra ed esulta per la felicità. Se invece le spighe sono vuote e non gli resta altro che paglia e pula, il contadino, ricordando il duro lavoro e il sudore, quanto più aveva coltivato quel campo, tanto più lo lascerà in abbandono. Similmente ha fatto il Signore con noi: la terra è il suo campo, noi uomini i germogli, la grazia il concime. Mediante la sua incarnazione e redenzione egli ci ha irrigato con il suo sangue, perché potessimo crescere e giungere a maturazione. Quando nel giorno del giudizio verrà il tempo di raccogliere, colui che sarà trovato maturo nella grazia, godrà nel regno dei cieli come figlio adottivo di Dio: ma chi sarà rimasto senza frutto, pur essendo stato figlio adottivo, diventerà nemico e sarà punito in eterno come merita. Fratelli carissimi, sappiate con certezza che il Signore nostro Gesù, venuto nel mondo, ha preso su di sé dolori innumerevoli, con la sua passione ha fondato la santa Chiesa e la fa crescere con le prove e il martirio dei fedeli. Sebbene le potenze del mondo la opprimano e la combattano, tuttavia non potranno mai prevalere. Dopo l’Ascensione di Gesù, dal tempo degli Apostoli fino ai nostri giorni, in ogni parte della terra la santa Chiesa cresce in mezzo alle tribolazioni. Così nel corso dei cinquanta o sessanta anni da quando la santa Chiesa è entrata nella nostra Corea, i fedeli hanno dovuto affrontare più volte la persecuzione e oggi infuria più che mai. Perciò numerosi amici nella stessa fede, anch’io fra essi, sono stati gettati in carcere e voi pure rimanete in mezzo alla tribolazione. Se è vero che formiamo un solo corpo, come non saremo rattristati nell’intimo dei nostri cuori? Come non sperimenteremo secondo il sentimento umano il dolore della separazione? Tuttavia, come dice la Scrittura, Dio ha cura del più piccolo capello del capo (cfr. Mt 10, 30) e ne tiene conto nella sua onniscienza; come dunque potrà essere considerata una così violenta persecuzione se non una disposizione divina, un premio oppure una pena? Abbracciate dunque la volontà di Dio e con tutto il cuore sostenete il combattimento per Gesù, re del cielo; anche voi vincerete il demone di questo mondo, già sconfitto da Cristo. Vi scongiuro: non trascurate l’amore fraterno, ma aiutatevi a vicenda; e fino a quando il Signore vi userà misericordia allontanando la tribolazione, perseverate. Qui siamo in venti, e per grazia di Dio stiamo ancora tutti bene. Se qualcuno verrà ucciso, vi supplico di avere cura della sua famiglia.
Avrei ancora molte cose da dire, ma come posso esprimerle con la penna e la carta? Termino la mia lettera. Essendo ormai vicini al combattimento io vi prego di camminare nella fedeltà; e alla fine, entrati nel cielo, ci rallegreremo insieme. Vi bacio per l’ultima volta in segno del mio amore.
INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.
Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.
Signore Dio, *
Figlio del Padre.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.
Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.
Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.
Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.
Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.
ORAZIONE
O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti,
che hai chiamato a far parte
dell’unico popolo di adozione
i figli della terra coreana
e hai fecondato il germe della fede cattolica
con il sangue dei santi martiri Andrea Kim,
Paolo Chóng e compagni,
per il loro esempio e la loro intercessione,
rinnova i prodigi del tuo spirito
e concedi anche a noi
di perseverare fino alla morte
nella via dei tuoi comandamenti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Lodi

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).
Ant. «Miei fratelli e amici – dice il Signore -, *
venite nel regno del Padre».
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria.
Ant. «Miei fratelli e amici – dice il Signore -, *
venite nel regno del Padre».
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo. (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti,
che hai chiamato a far parte
dell’unico popolo di adozione
i figli della terra coreana
e hai fecondato il germe della fede cattolica
con il sangue dei santi martiri Andrea Kim,
Paolo Chóng e compagni,
per il loro esempio e la loro intercessione,
rinnova i prodigi del tuo spirito
e concedi anche a noi
di perseverare fino alla morte
nella via dei tuoi comandamenti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico Ez 36, 24-28
Dio rinnoverà il suo popolo
Essi saranno suo popolo ed egli sarà il «Dio-con-loro» (Ap 21, 3).
Ant. Quando mostrerò tra voi la mia santità, vi radunerò da tutta la terra; *
vi darò un cuore nuovo.
Vi prenderò dalle genti, +
vi radunerò da ogni terra *
e vi condurrò sul vostro suolo.
Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; +
io vi purificherò da tutte le vostre sozzure *
e da tutti i vostri idoli;
vi darò un cuore nuovo, *
metterò dentro di voi uno spirito nuovo,
toglierò da voi il cuore di pietra *
e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi +
e vi farò vivere secondo i miei precetti *
e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.
Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; +
voi sarete il mio popolo *
e io sarò il vostro Dio.
Gloria.
Ant. Quando mostrerò tra voi la mia santità, vi radunerò da tutta la terra; *
vi darò un cuore nuovo.
Salmi laudativi
Salmo 8
Grandezza del Signore e dignità dell’uomo
L’uomo è come il culmine e il compendio dell’universo, la suprema bellezza della creazione (S. Ambrogio).
Ant. Dalla bocca dei bimbi, Signore, *
riveli la tua gloria.
O Signore, nostro Dio, +
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: *
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti +
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi *
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. Dalla bocca dei bimbi, Signore, *
riveli la tua gloria.
Salmo diretto
Salmo 91
Lode al Signore creatore
Si celebrano le lodi per le meraviglie dell’Unigenito (S. Atanasio).
È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l’opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:
se i peccatori germogliano come l’erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.
Ecco, i tuoi nemici, o Signore, +
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.
Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.
I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, +
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.
Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.
Gloria.
SECONDA ORAZIONE
Sollevaci, Dio onnipotente,
dall’umiliazione e dalla sventura
e donaci di esultare per l’opera delle tue mani:
così noi, come palme piantate nella dimora divina,
fioriremo di fede, di speranza, di carità
negli atri del tuo santuario.
Per Cristo nostro Signore.
INNO
A te concorde salga la lode
dai servi tuoi, che esaltano
le sanguinose vittorie dei martiri,
Gesù Signore, dolcissimo Re.
Sterile e ottuso, il mondo
l’incomprensibile vita respinse;
essi, spregiandone l’arroganza,
a te, unico bene, si donarono.
Taciti e forti, sopportano
la minaccia, l’ingiuria, il supplizio:
nella violenza non si smarrisce
l’animo assorto in te.
Chi celebrare la celeste gloria
può con umana parola?
Ogni splendore vince la corona
imporporata dal sangue.
Pace e perdono, Trinità beata,
dona ai credenti,
e nel tuo regno di luce
ti canteremo nei secoli. Amen.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Cristo, morto e risorto, unica ragione della nostra vita, si levi la voce dei redenti.
Gesù, vero Dio, che ti sei umiliato nell’obbedienza, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Vittima sacra, che hai effuso il tuo sangue sull’altare della croce, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Figlio di Dio, fortezza dei martiri, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Signore, che hai sofferto e sei stato riconosciuto re dell’universo, Kyrie eleison
Kyrie eleison.
Salvatore crocifisso, che sei stato assunto nella gloria, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Sposo della Chiesa, che sempre le sei vicino, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Ora media

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.
Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 118, 169-176 XXII (Tau)
Meditazione della legge di Dio
La mano di Dio è Cristo, del quale è stato detto: «La destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore mi ha innalzato» (S. Ambrogio).
Ant. La tua mano ci salvi, Signore.
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Posso io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria
Ant. La tua mano ci salvi, Signore.
Salmo 103
Inno al Dio creatore
Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove (2 Cor 5, 17).
I (1-18)
Ant. Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Benedici il Signore, anima mia, *
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, *
avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda, *
costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro, *
cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri, *
delle fiamme guizzanti tuoi ministri.
Hai fondato la terra sulle sue basi, *
mai potrà vacillare.
L’oceano l’avvolgeva come un manto, *
le acque coprivano le montagne.
Alla tua minaccia sono fuggite, *
al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli *
al luogo che hai loro assegnato.
Hai posto un limite alle acque: non lo passeranno, *
non torneranno a coprire la terra.
Fai scaturire le sorgenti nelle valli *
e scorrono tra i monti;
ne bevono tutte le bestie selvatiche *
e gli ònagri estinguono la loro sete.
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, *
cantano tra le fronde.
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, *
con il frutto delle tue opere sazi la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti †
e l’erba al servizio dell’uomo, *
perché tragga alimento dalla terra:
il vino che allieta il cuore dell’uomo; †
l’olio che fa brillare il suo volto *
e il pane che sostiene il suo vigore.
Si saziano gli alberi del Signore, *
i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido *
e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.
Per i camosci sono le alte montagne, *
le rocce sono rifugio per gli iràci.
Gloria
Ant. Signore, mio Dio, quanto sei grande!
II (19-35)
Ant. Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
inneggiare al mio Dio finché esisto.
Per segnare le stagioni hai fatto la luna *
e il sole che conosce il suo tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte *
e vagano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i leoncelli in cerca di preda *
e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole, si ritirano *
e si accovacciano nelle tane.
Allora l’uomo esce al suo lavoro, *
per la sua fatica fino a sera.
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! †
Tutto hai fatto con saggezza, *
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto: †
lì guizzano senza numero *
animali piccoli e grandi.
Lo solcano le navi, *
il Leviatàn che hai plasmato perché in esso si diverta.
Tutti da te aspettano *
che dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, *
tu apri la mano, si saziano di beni.
Se nascondi il tuo volto, vengono meno, †
togli loro il respiro, muoiono *
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, *
e rinnovi la faccia della terra.
La gloria del Signore sia per sempre; *
gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra e la fa sussultare, *
tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; *
la mia gioia è nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra †
e più non esistano gli empi. *
Benedici il Signore, anima mia.
Gloria
Ant. Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
inneggiare al mio Dio finché esisto.
TERZA
LETTURA BREVE
Rm 15, 13
Fratelli, il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito santo.
RESPONSORIO
La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme.
La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme, *
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
Egli annuncia la pace per il suo popolo
E la sua gloria abiterà la nostra terra.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme, *
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
ORAZIONE
All’unica sorgente dello Spirito
ci hai dissetato, o Dio;
ora ci avvinca tutti quella carità
che nella tua bontà inaudita
hai effuso nei cuori dei figli.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
Ap 3, 19-20
«Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».
RESPONSORIO
Presso il Signore è la misericordia.
Presso il Signore è la misericordia, *
grande è presso di lui la redenzione.
L’anima mia spera nel Signore.
Grande è presso di lui la redenzione.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Presso il Signore è la misericordia, *
grande è presso di lui la redenzione.
ORAZIONE
Dio, unica guida della nostra vita,
che a segno eloquente d’amore
ci hai dato la tua legge,
concedi ai figli devoti
di attendere docili alla tua volontà
e di trovare nell’obbedienza
la pace e la gioia dello Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
1 Pt 3, 18
Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
RESPONSORIO
Manifesti la tua forza fra le genti.
Manifesti la tua forza fra le genti; *
tu sei il Dio che opera meraviglie.
Il tuo braccio ha salvato il tuo popolo.
Tu sei il Dio che opera meraviglie.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Manifesti la tua forza fra le genti; *
tu sei il Dio che opera meraviglie.
ORAZIONE
Signore Gesù, che per amore ti sei fatto vittima
e hai versato il tuo sangue,
dona ai tuoi fratelli
di condividere la tua umiliazione
e dar compimento col loro dolore
alla passione che salva.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmodia Complementare
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.
Gloria.
II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.
Gloria.
III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).
Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.
Gloria.
IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).
Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria.
V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).
Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria.
VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).
Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.
I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.
M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.
Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.
Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.
Gloria.
VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).
La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria.
IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.
Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.
Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.
Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.
La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Gloria.
X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.
Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.
Gloria.
XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.
Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.
Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.
Gloria.
XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).
La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.
Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.
Gloria.
XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.
Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.
La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.
Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.
Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.
Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.
Gloria.
XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).
Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.
Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.
Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.
Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.
Gloria.
XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria.
XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).
Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.
Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.
Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.
Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
Gloria.
XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).
I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.
Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.
Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.
Gloria.
XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria.
Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).
La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.
Gloria.
Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.
L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.
Gloria.
Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria.
Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Gloria.
Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria.
Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).
A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.
Gloria.
Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria.
Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!
Gloria.
Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.
Gloria.
Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.
Gloria.
Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!
Gloria.
Vespri primi

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Chi mi segue, ha già vinto le tenebre:
per una strada sicura cammina.
Egli avrà la luce della vita:
– dice il Signore -.
Se custodirà la mia parola,
non gusterà la morte.
Egli avrà la luce della vita:
– dice il Signore -.
Chi mi segue, ha già vinto le tenebre:,
per una strada sicura cammina.
Egli avrà la luce della vita:
– dice il Signore -.
INNO
O Trinità beata, unico Dio,
ora che muore il giorno
all’eterna tua luce
accendi i nostri cuori.
Ascende a te la lode mattutina,
a te nel vespero il canto:
a te, adoranti, la gloria
eleveremo nei secoli.
A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.
SALMODIA
Salmo 141
Sei tu il mio rifugio
Tutte queste cose si sono compiute nel Signore al tempo della passione (S. Ilario).
Ant. Effondo la mia preghiera davanti a te, Signore: *
libera chi ti invoca.
Con la mia voce al Signore grido aiuto, *
con la mia voce supplico il Signore;
davanti a lui effondo il mio lamento, *
al suo cospetto sfogo la mia angoscia.
Mentre il mio spirito vien meno, *
tu conosci la mia via.
Nel sentiero dove cammino *
mi hanno teso un laccio
Guarda a destra e vedi: *
nessuno mi riconosce.
Non c’e’ per me via di scampo, *
nessuno ha cura della mia vita.
Io grido a te, Signore; +
dico: Sei tu il mio rifugio,*
sei tu la mia sorte nella terra dei viventi.
Ascolta la mia supplica: *
ho toccato il fondo dell’angoscia.
Salvami dai miei persecutori *
perché sono di me più forti.
Strappa dal carcere la mia vita, *
perché io renda grazie al tuo nome:
i giusti mi faranno corona *
quando mi concederai la tua grazia.
Gloria.
Ant. Effondo la mia preghiera davanti a te, Signore: *
libera chi ti invoca.
Salmo 140, 1-9
Preghiera nel pericolo
Dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio insieme con le preghiere dei santi (Ap 8, 4).
Ant. Signore, a te grido, *
accorri in mio aiuto. +
Signore, a te grido, accorri in mio aiuto. *
+ Ascolta la mia voce quando t’invoco.
Come incenso salga a te la mia preghiera, *
con le mie mani alzate come sacrificio della sera.
Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, *
sorveglia la porta delle mie labbra.
Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male +
e compia azioni inique con i peccatori: *
che io non gusti i loro cibi deliziosi.
Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri, +
ma l’olio dell’empio non profumi il mio capo; *
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.
Dalla rupe furono gettati i loro capi, *
che da me avevano udito dolci parole.
Come si fende e si apre la terra, *
le loro ossa furono disperse alla bocca degli inferi.
A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi; *
in te mi rifugio, proteggi la mia vita.
Preservami dal laccio che mi tendono, *
dagli agguati dei malfattori.
Gloria.
Ant. Signore, a te grido, *
accorri in mio aiuto.
PRIMA ORAZIONE
Dal sorgere del sole al suo tramonto,
degno di canto e di onore, o Dio,
è il tuo nome sublime;
come nube d’incenso a te salga la nostra preghiera,
e col sacrificio della lode vespertina
si compia il nostro fedele servizio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).
Ant. Illibata trascorra la nostra vita, *
o Dio, che infondi lo Spirito della tua santità nell’umile nostra argilla.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. Illibata trascorra la nostra vita, *
o Dio, che infondi lo Spirito della tua santità nell’umile nostra argilla.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce
gli animi dei tuoi figli
perché si accresca la nostra fede
e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Cantico Fil 2, 6-11
Cristo, servo di Dio
Colui che a tutti donò la grazia, spogliò se stesso per arricchire tutti (S. Ambrogio).
Ant. Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi *
e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore a gloria di Dio Padre.
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, *
non considerò un tesoro geloso la sua somiglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, +
assumendo la condizione di servo *
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se stesso +
facendosi obbediente fino alla morte *
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato *
e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi +
nei cieli, sulla terra *
e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, *
a gloria di Dio Padre.
Gloria.
Ant. Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi *
e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore a gloria di Dio Padre.
ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che assumendo la condizione di servo,
ti sei umiliato fino alla croce
perché su ogni altro fosse esaltato il tuo nome,
dona a quanti nel battesimo
sono diventati figli di Dio,
di proclamare col labbro e col cuore
la gloria del Padre
e il tuo universale dominio,
o Salvatore del mondo,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Nel giorno che ricorda e celebra, il mistero della risurrezione, invochiamo Cristo, nostra salvezza:
In te, Signore, è la nostra gloria.
Tu che hai redento col sangue il tuo popolo,
– dona e difendi in tutti, per mezzo della tua Chiesa, la dignità e la libertà di figli di Dio.
Tu che hai costituito Pietro pastore universale del tuo gregge,
– assisti il papa e i vescovi, vicari del tuo amore.
Tu che ci hai rivelato la gloria del Padre,
– raccogli nell’unità i tuoi figli, perché il mondo riconosca la tua verità.
Tu che hai detto beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
– ricordati di chi soffre persecuzione per il tuo regno.
Niente, Signore, ci può separare dalla tua carità:
– apri la tua casa ai giusti che sono morti nella tua pace.
Rivolgiamo a Dio Padre
l’attenzione del nostro cuore
e diciamo, come Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Compieta

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
Di tenebra la terra ormai si ammanta:
quasi una dolce morte
scende sui corpi spossati,
che alla luce del giorno rivivranno.
Cristo Signore, luce vera, vita,
salva i tuoi servi:
l’oscura inerzia del sonno
non si tramuti nell’esilio eterno.
Nessuna forza di male
ci vinca nella notte:
tu che ci doni il riposo,
veglia su chi ti implora.
A te Gesù, sia gloria
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 4
Rendimento di grazie
Dio ha reso splendido e glorioso colui che ha resuscitato dai morti. (S. Agostino).
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: +
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?
Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.
Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.
Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”. *
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.
In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Gloria.
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Salmo 132
Gloria dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio. (1 Gv 4,7).
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!
E’ come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.
E’ come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.
Gloria.
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
LETTURA BREVE
Dt 6, 4-7
Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.
RESPONSORIO BREVE
Il mio cuore sia integro
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
Perché non resti confuso.
Nei tuoi precetti, Signore.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.+
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola
+ perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Gloria.
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.
ORAZIONE
Veglia su di noi nella notte imminente,
Dio dell’universo; la tua mano ci desti
al nuovo giorno perché possiamo
celebrare con gioia la risurrezione di Cristo,
tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Ave, regina dei cieli,
ave, signora degli angeli;
porta e radice di salvezza,
rechi nel mondo la luce.
Godi, Vergine gloriosa,
bella fra tutte le donne;
salve, o tutta santa,
prega per noi Cristo Signore.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
Santi Andrea Kim e compagni martiri

L’evangelizzazione della Corea risale agli inizi del secolo XVII, quando alcuni coreani, visitando Pechino, vennero a contatto con la fede cristiana. Ritornati in patria, seppero organizzare, anche senza pastori, una fervente comunità, che perseverò nella fede fino all’arrivo dei primi missionari francesi.
Notizie di Andrea Kim, figlio di Ignazio (il padre fu pure martirizzato nel 1821), ci giungono da due lettere da lui scritte in carcere nel 1846. Andrea nacque nel 1821 da una fervente famiglia cristiana, che dovette fuggire da Seul per l’incombere della persecuzione. Nel 1836, ormai quindicenne, entrò in contatto con padre Maubant, uno dei primi missionari entrato clandestinamente in Corea, che lo mandò a Macao nella speranza di prepararlo al sacerdozio.
Nel 1844, diacono, ritornò in patria. A ordinarlo sacerdote fu Mons. Ferréol, che Andrea, con molta astuzia, era riuscito a introdurre nel suo paese. La stretta collaborazione tra i due, pur in clima di persecuzione, portò molti frutti. Andrea fu molto amato dai suoi connazionali, non solo perché coreano, ma anche perché esemplare nella pratica del vangelo e di grande capacità comunicativa nel trasmettere la fede con un linguaggio semplice e profondo. Casualmente scoperta la sua identità di cristiano, fu incarcerato nella primavera del 1846; si cercò in ogni modo di farlo apostatare ma, non riuscendovi, dopo atroci torture, fu decapitato, il 16 settembre del 1846.
Altro insigne apostolo, ma laico, fu Paolo Chong Hasang nato a Mahyan nel 1795. Suo padre Agostino e suo fratello Carlo furono martirizzati nel 1801, mentre lui, la madre e la sorella furono imprigionati e privati di tutti i loro beni. Una volta liberato, ormai ventenne, si dedicò alla comunità cristiana, allora senza pastori, privilegiando i poveri. Una delle aspirazioni più grandi di Paolo Chong era quella di cooperare all’introduzione dei sacerdoti in Corea. Per questo affrontò numerosi e difficilissimi viaggi fino a Pechino – dove poteva partecipare all’Eucaristia – per implorare l’invio dei missionari. La venuta del vescovo Imbert fece sì che Paolo Chong potesse pensare ad una sua preparazione al sacerdozio. Ma il riaccendersi della persecuzione lo portò in prigione, dove, dopo atroci torture, fu decapitato il 22 settembre 1839.