Mercoledì 19a settimana del tempo ordinario – 12a dopo Pentecoste – San Simpliciano vescovo
Liturgia del 14 agosto
Calendario
Letture del rito Ambrosiano

Seguono i testi della Liturgia Vigiliare dell’Assunta
ALL’INGRESSO
Nella generosità del suo amore
Dio ha scelto questi uomini santi
e ha dato loro una gloria eterna;
la Chiesa risplende del loro magistero.
LETTURA Ne 4, 1-17
Lettura del libro di Neemia
In quei giorni. Quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione. Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro. Quelli di Giuda dicevano: «Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo ricostruire le mura!». I nostri avversari dicevano: «Senza che s’accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori». Poiché i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: «Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi», io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi. Dopo aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «Non li temete! Ricordatevi del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!». Quando i nostri nemici sentirono che eravamo informati della cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro. Da quel giorno la metà dei miei giovani lavorava e l’altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i preposti stavano dietro a tutta la casa di Giuda. Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi con una mano lavoravano e con l’altra tenevano la loro arma; tutti i costruttori, lavorando, portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il suonatore di corno stava accanto a me. Dissi allora ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «L’opera è grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l’uno dall’altro. Dovunque udrete il suono del corno, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio combatterà per noi». Così continuavamo i lavori, mentre la metà di loro teneva impugnata la lancia, dal sorgere dell’alba allo spuntare delle stelle. Anche in quell’occasione dissi al popolo: «Ognuno con il suo aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, così saranno per noi una guardia di notte e mano d’opera di giorno». Io, poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva l’arma a portata di mano.
SALMO Sal 59 (60)
Con Dio noi faremo meraviglie.
Hai messo a dura prova il tuo popolo,
ci hai fatto bere vino che stordisce.
Hai dato un segnale a quelli che ti temono,
perché fuggano lontano dagli archi.
Perché siano liberati i tuoi amici,
salvaci con la tua destra e rispondici! R
Dio ha parlato nel suo santuario:
«Esulto e divido Sichem,
spartisco la valle di Succot.
Mio è Gàlaad, mio è Manasse,
Èfraim è l’elmo del mio capo,
Giuda lo scettro del mio comando». R
Chi mi condurrà alla città fortificata,
chi potrà guidarmi fino al paese di Edom?
Nell’oppressione vieni in nostro aiuto,
perché vana è la salvezza dell’uomo.
Con Dio noi faremo prodezze,
egli calpesterà i nostri nemici. R
VANGELO Lc 12, 54-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».
DOPO IL VANGELO
Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
– dice il Signore – anch’io lo riconoscerò
davanti al Padre mio che è nei cieli».
ALLA COMUNIONE
Il Signore ti ha rivestito delle vesti di salvezza,
ti ha avvolto con il manto della giustizia;
il Santo di Israele è con te.
* * *
LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA DELL’ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA
ALL’INGRESSO
Grandi cose di te si cantano, o Maria:
oggi sei stata assunta sopra i cori degli angeli
e trionfi con Cristo in eterno.
LETTURA VIGILIARE 1Cr 15, 3-4. 11-12. 14-16. 28; 16, 1-2
Lettura del primo libro delle Cronache
In quei giorni. Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i leviti. Davide chiamò i sacerdoti Sadoc ed Ebiatàr e i leviti e disse loro: «Voi siete i capi dei casati levitici. Santificatevi, voi e i vostri fratelli. Quindi fate salire l’arca del Signore, Dio d’Israele, nel posto che io le ho preparato». I sacerdoti e i leviti si santificarono per far salire l’arca del Signore, Dio d’Israele. I figli dei leviti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei leviti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. Tutto Israele faceva salire l’arca dell’alleanza del Signore con grida, con suoni di corno, con trombe e con cimbali, suonando arpe e cetre. Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.
SALMELLO
L Bellissima la vidi,
quasi colomba che sale dai rivi;
inebriante profumo dalle sue vesti esala.
Di primavera si ammanta
come di rose e di gigli.
L Ascende dal deserto quasi colonna di fumo,
dolce odorando di mirra e d’incenso.
Di primavera si ammanta
come di rose e di gigli.
EPISTOLA 1Cor 15, 54-57
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?». Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!
VANGELO Lc 11, 27b-28
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
DOPO IL VANGELO
Il Cristo è asceso sopra i cieli
e alla sua santissima Madre
ha preparato una sede di gloria eterna.
ALLO SPEZZARE DEL PANE
La porta del paradiso, che per tutti fu chiusa da Eva,
a tutti fu riaperta da Maria.
ALLA COMUNIONE
Madre di Dio, noi ti glorifichiamo
perché da te nacque Cristo Signore,
che salva tutti quelli che ti onorano.
Santa Madre di Dio,
rendici a te somiglianti nella vita di grazia.
Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
I Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo Sposo
con animo adorante.
Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.
O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.
II Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Dio fece le due luci grandi…e le stelle(Gn 1, 16)
Tu che l’immensa volta del cielo
stupendamente di luce avvampi
e di vaghi colori
adorni la bellezza del creato;
tu che nel quarto giorno hai voluto
il fiammeggiante globo del sole
e l’alternante gioco della luna
e il nitido corso degli astri,
così scandendo nell’ordine il tempo
e misurando le notti
e i giorni e i mesi e gli anni,
ascolta, Padre, la nostra preghiera.
Sciogli l’orrido gelo della colpa,
rischiara il cuore degli uomini,
impreziosisci l’anima
della tua santa grazia.
Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.
CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr.Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli(Rm 1, 25).
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Gloria.
SALMODIA
Salmo 88, 2-38
La misericordia di Dio per la casa di Davide
Dalla discendenza di Davide secondo la promessa Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù(At 13, 23).
I (2-19)
Ant.La tua fedeltà è fondata nei cieli, Signore.
Canterò senza fine le grazie del Signore, *
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre»; *
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, *
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza, *
ti darò un trono che duri nei secoli».
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, *
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore, *
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?
Dio è tremendo nell’assemblea dei santi, *
grande e terribile tra quanti lo circondano.
Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti? *
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.
Tu domini l’orgoglio del mare, *
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tu hai calpestato Raab come un vinto, *
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.
Tuoi sono i cieli, tua è la terra, *
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati, *
il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.
È potente il tuo braccio, *
forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, *
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.
Beato il popolo che ti sa acclamare *
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome, *
nella tua giustizia trova la sua gloria.
Perché tu sei il vanto della sua forza *
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo, *
il nostro re, del Santo d’Israele.
Gloria.
Ant.La tua fedeltà è fondata nei cieli, Signore.
II (20-30)
Ant. Ho trovato Davide, mio servo, *
con il mio santo olio l’ho consacrato.
Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo: †
«Ho portato aiuto a un prode, *
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.
Ho trovato Davide, mio servo, *
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno, *
il mio braccio è la sua forza.
Su di lui non trionferà il nemico, *
né l’opprimerà l’iniquo.
Annienterò davanti a lui i suoi nemici *
e colpirò quelli che lo odiano.
La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui *
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Stenderò sul mare la sua mano *
e sui fiumi la sua destra.
Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, *
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Io lo costituirò mio primogenito, *
il più alto tra i re della terra.
Gli conserverò sempre la mia grazia, *
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza, *
il suo trono come i giorni del cielo.
Gloria.
Ant. Ho trovato Davide, mio servo, *
con il mio santo olio l’ho consacrato.
III (31-38)
Ant.Non violerò la mia alleanza; *
non muterò la mia promessa.
Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge *
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti *
e non osserveranno i miei comandi,
punirò con la verga il loro peccato *
e con flagelli la loro colpa.
Ma non gli toglierò la mia grazia *
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza; *
non muterò la mia promessa.
Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre: *
certo non mentirò a Davide.
In eterno durerà la sua discendenza, *
il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna, *
testimone fedele nel cielo».
Gloria.
Ant.Non violerò la mia alleanza; *
non muterò la mia promessa.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
PRIMA LETTURA
Dal secondo libro dei Re
2 Re 6, 24-25. 32 – 7, 16
La Samaria liberata miracolosamente dall’assedio
Dopo aver lasciato Israele, Ben-Adàd, re di Aram, radunò tutto il suo esercito e venne ad assediare Samaria. Ci fu una carestia eccezionale in Samaria, mentre l’assedio si faceva più duro, tanto che una testa d’asino si vendeva a ottanta sicli d’argento e un quarto di qab di tuberi a cinque sicli. Eliseo stava seduto in casa; con lui sedevano gli anziani. Il re di Israele si fece precedere da un uomo. Prima che arrivasse il messaggero, quegli disse agli anziani: «Avete visto? Quel figlio di assassino ordina che mi si tolga la vita. Fate attenzione! Quando arriva il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo sulla porta. Forse dietro non si sente il rumore dei piedi del suo padrone?». Stava ancora parlando con loro, quando il re scese da lui e gli disse: «Tu vedi quanto male ci viene dal Signore; che aspetterò più io dal Signore?». Ma Eliseo disse: «Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore: A quest’ora, domani, alla porta di Samaria una sea di farina costerà un siclo e anche due sea di orzo costeranno un siclo». Ma lo scudiero, al cui braccio il re si appoggiava, rispose all’uomo di Dio: «Già, il Signore apre le finestre in cielo! Avverrà mai una cosa simile?». Quegli disse: «Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai».
Ora c’erano quattro lebbrosi davanti alla porta. Essi dicevano fra di loro: «Perché stiamo seduti qui ad attendere la morte? Se risolviamo di andare in città, in città c’è la fame e vi moriremo. Se stiamo qui, moriremo ugualmente. Ora, su, andiamo all’accampamento degli Aramei; se ci lasceranno in vita, vivremo; se ci uccideranno, moriremo». Si alzarono al crepuscolo per andare all’accampamento degli Aramei e giunsero fino al limite del loro campo. Ebbene, là non c’era nessuno. Il Signore aveva fatto udire nell’accampamento degli Aramei rumori di carri, scalpitio di cavalli e chiasso di un grande esercito. Essi si erano detti l’un l’altro: «Ecco, il re di Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittiti e i re dell’Egitto per assalirci». Alzatisi all’imbrunire, erano fuggiti, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini e il campo come si trovava; erano fuggiti per mettersi in salvo. Quei lebbrosi, giunti al limite del campo, entrarono in una tenda e, dopo aver mangiato e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che andarono a nascondere. Ritornati, entrarono in un’altra tenda; portarono via tutto e andarono a nasconderlo. Si dissero: «Non è giusto quello che facciamo; oggi è giorno di buone notizie, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo fino all’alba di domani, potrebbe sopraggiungerci un castigo. Andiamo ora, entriamo in città e annunziamolo alla reggia». Vi andarono; chiamarono le guardie della città e riferirono loro: «Siamo andati nel campo degli Aramei; ecco, non c’era nessuno né si sentiva voce umana. C’erano cavalli e asini legati e le tende intatte». Le guardie allora gridarono e la notizia fu portata dentro la reggia.
Il re si alzò di notte e disse ai suoi ufficiali: «Vi dirò quello che hanno fatto con noi gli Aramei. Sapendo che siamo affamati, hanno abbandonato il campo per nascondersi in campagna, dicendo: Appena usciranno dalla città, li prenderemo vivi e poi entreremo in città». Uno dei suoi ufficiali rispose: «Si prendano i cinque cavalli che sono rimasti in questa città, caso mai capiterà loro come alla moltitudine di Israele, e mandiamo a vedere». Presero allora due carri con i cavalli; il re li mandò a seguire l’esercito degli Aramei, dicendo: «Andate e vedete». Li seguirono fino al Giordano; ecco, tutta la strada era piena di abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella fretta. I messaggeri tornarono e riferirono al re.
Allora uscirono tutti e saccheggiarono il campo degli Aramei. Una sea di farina si vendette per un siclo, così pure due sea di orzo si vendettero per un siclo, secondo la parola del Signore.
RESPONSORIO
La parola del Signore
è stabile come il cielo:
egli agisce con il suo servo
secondo il suo amore.
Tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto:
egli agisce con il suo servo
secondo il suo amore.
SECONDA LETTURA
Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo
L. 8, 1.2
Servo buono di Dio, uomo di grande saggezza
Dio mio, fa’ ch’io ricordi per ringraziartene e ch’io confessi gli atti della tua misericordia nei miei riguardi. «Le mie ossa» s’impregnino del tuo amore, e dicano: «Signore, chi simile a te? Hai spezzato i miei lacci, ti offrirò un sacrificio di lode» (Sal 34, 10). Come li hai spezzati, ora narrerò, e diranno tutti coloro che ti adorano, all’udirmi: «Benedetto il Signore in cielo e in terra; grande e mirabile il suo nome» (cfr. Sal 71, 18; Sal 134, 6; Sal 75, 2; Sal 8, 2). Penetrate stabilmente nelle mie viscere le tue parole, da te assediato d’ogni parte, possedevo la certezza della tua vita eterna.
L’avevo vista soltanto «in un enigma» e come « attraverso uno specchio» (1 Cor 13, 12); tuttavia si era dissipato dalla mia mente ogni dubbio sulla sostanza incorruttibile e la derivazione da quella di ogni altra sostanza. Non desideravo acquistare ormai una maggiore certezza di te, quanto piuttosto una maggiore stabilità in te.
Senonché dalla parte della mia vita terrena tutto vacillava, e bisognava ripulirmi il cuore dal fermento vecchio. La via, ossia la persona del Salvatore, mi piaceva, ma ancora mi spiaceva passare per le sue strettoie.
Allora mi ispirasti il pensiero, apparso buono ai miei occhi, di far visita a Simpliciano, che mi sembrava un tuo buon servitore. In lui riluceva la tua grazia; avevo anche sentito dire che fin da giovane viveva interamente consacrato a te. Allora era vecchio ormai e nella lunga esistenza passata a seguire la tua via con impegno così santo, mi sembrava avesse acquistato grande esperienza, grande sapienza; né mi sbagliavo. Era mio desiderio conferire con lui sui miei turbamenti, affinché mi riferisse il metodo adatto a chi si trova nel mio stato per avanzare sulla tua via.
Feci visita dunque a Simpliciano, padre per la grazia, che aveva ricevuto da lui, del vescovo di allora Ambrogio e amato da Ambrogio proprio come un padre. Quando, nel descrivergli la tortuosità dei miei errori, accennai alla lettura da me fatta di alcune opere dei filosofi platonici, tradotte in latino da Vittorino, già rètore a Roma e morto, a quanto avevo udito, da cristiano, si rallegrò con me per non essermi imbattuto negli scritti di altri filosofi, ove pullulavano menzogne e inganni «secondo i princìpi di questo mondo» (Col 2, 8). Nei platonici invece si insinua per molti modi l’idea di Dio e del suo Verbo.
Per esortarmi poi all’umiltà di Cristo, celata ai sapienti e rivelata ai piccoli, evocò i suoi ricordi di Vittorino, appunto, da lui conosciuto intimamente durante il suo soggiorno a Roma. Quanto mi narrò dell’amico non tacerò, poiché offre l’occasione di rendere grande lode alla tua grazia. Quel vecchio possedeva vasta dottrina ed esperienza di tutte le discipline liberali, aveva letto e ponderato un numero straordinario di filosofi, era stato maestro di moltissimi nobili senatori; così meritò ed ottenne per lo splendore del suo altissimo insegnamento un onore ritenuto insigne dai cittadini di questo mondo: una statua nel foro romano. Fino a quell’età aveva venerato gli idoli e partecipato ai sacrifici sacrileghi, da cui la nobiltà romana di allora quasi tutta ormai invasata, delirava per poppanti e per mostri divini di ogni genere e per Anubi l’abbaiatore, i quali un giorno « contro Nettuno e Venere e Minerva » presero le armi. Roma supplicava ora questi dèi dopo averli vinti, e il vecchio Vittorino li aveva difesi per lunghi anni con eloquenza terrificante. Eppure non arrossì di farsi garzone del tuo Cristo e infante alla tua fonte, di sottoporre il collo al giogo dell’umiltà, di chinare la fronte al disonore della croce.
INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.
Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.
Signore Dio, *
Figlio del Padre.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.
Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.
Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.
Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.
Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.
ORAZIONE
O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa
col ministero pastorale del vescovo san Simpliciano,
donaci di avvalerci dei suoi insegnamenti
e dei suoi esempi
e di formare un giorno la sua corona in cielo.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Lodi

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).
Ant. Il Signore stabilì con lui un’alleanza eterna *
gli diede la dignità del sacerdozio.
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria.
Ant. Il Signore stabilì con lui un’alleanza eterna *
gli diede la dignità del sacerdozio.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo. (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa
col ministero pastorale del vescovo san Simpliciano,
donaci di avvalerci dei suoi insegnamenti
e dei suoi esempi
e di formare un giorno la sua corona in cielo.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico Is 33, 13-16
Dio giudicherà con giustizia
Per voi è la promessa, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontano (At 2, 39).
Ant. Chi cammina nella giustizia *
abiterà nei cieli.
«Sentiranno i lontani quanto ho fatto, *
sapranno i vicini qual è la mia forza».
Hanno paura in Sion i peccatori, *
lo spavento si è impadronito degli empi.
«Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante? *
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?».
Chi cammina nella giustizia *
ed è leale nel parlare,
chi rigetta un guadagno frutto di angherie, *
scuote le mani per non accettare regali,
si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue *
e chiude gli occhi per non vedere il male:
costui abiterà in alto, +
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, *
gli sarà dato il pane, avrà l’acqua assicurata.
Gloria.
Ant. Chi cammina nella giustizia *
abiterà nei cieli.
Salmi laudativi
Salmo 97
Il trionfo del Signore
Verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi (Mc 8, 38).
Ant. Acclamate davanti al re, il Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo, *
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra *
e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore, *
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto *
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra, *
gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa, *
con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno *
acclamate davanti al re, il Signore.
Frema il mare e quanto racchiude, *
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani, *
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene, *
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia *
e i popoli con rettitudine.
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. Acclamate davanti al re, il Signore.
Salmo diretto
Salmo 85, 1-10
Preghiera a Dio nell’afflizione
Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.
Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.
Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, *
e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
Tutti i popoli che hai creato verranno +
e si prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare gloria al tuo nome;
grande tu sei e compi meraviglie: *
tu solo sei Dio.
Gloria.
SECONDA ORAZIONE
Dio di bontà,
tu hai esaudito per la sua filiale obbedienza
Gesù, pontefice sommo,
che a te alzava il suo grido nel giorno dell’angoscia,
e gli hai concesso vittoria sulla morte;
a noi, che già abbiamo fatto la gioiosa esperienza
della tua pietà senza confini,
dona di perseverare nell’amore del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
INNO
Simpliciano, di questa Chiesa
dolce padre e maestro,
o fulgido esempio di fede
tu nella luce vivi.
La tua parola illuminò la notte
ansiosa di Agostino
e le menti sottili dei filosofi
conquistò all’evangelo.
Tanto s’irradia nel mondo la fama
di tua serena saggezza
che dalle terre lontane dell’Africa
un concilio ti interroga.
Ambrogio, vescovo santo,
te quasi discepolo onora
e, vicino alla morte,
ti designa a succedergli.
D’anni gravato e di fatiche, è duro
il peso che ti sobbarchi;
ma giovane e forte è lo spirito
che le virtù ritemprano.
Alla divina Trinità cantiamo,
che gli uomini assetati
conduce dalle tenebre
alla pienezza dell’eterna luce. Amen.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, principe dei pastori, esprimiamo la fedeltà e l’amore del suo gregge:
Tu che hai dato te stesso per la Chiesa fino al sacrificio della vita, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che hai condiviso la nostra esistenza per farti nostro modello, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che hai sperimentato la fatica per santificare la vita e il lavoro degli uomini, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Figlio amato dal Padre celeste, che ci insegni l’amore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che sei il principio della santità e ci riscatti dai giorni fuggevoli e vani, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Tu che costituisci la nostra speranza di arrivare alla condizione di gloria che non conoscerà alterazioni né tramonto, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Ora media

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.
Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 118, 105-112 XIV (Nun)
Meditazione della legge di Dio
Per mezzo dell’umiltà e della croce, il Signore si è radunato la Chiesa (S. Ambrogio).
Ant. Lampada per i miei passi, Signore, *
è la tua parola. +
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
+ luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
Ant. Lampada per i miei passi, Signore, *
è la tua parola.
Salmo 69
O Dio, vieni a salvarmi
Salvaci, Signore, siamo perduti (Mt 8, 25).
Ant. Gioia e allegrezza grande *
per quelli che ti cercano, Signore.
Vieni a salvarmi, o Dio, *
vieni presto, Signore, in mio aiuto.
Siano confusi e arrossiscano *
quanti attentano alla mia vita.
Retrocedano e siano svergognati *
quanti vogliono la mia rovina.
Per la vergogna si volgano indietro *
quelli che mi deridono.
Gioia e allegrezza grande per quelli che ti cercano; +
dicano sempre: «Dio è grande» *
quelli che amano la tua salvezza.
Ma io sono povero e infelice, *
vieni presto, mio Dio;
tu sei mio aiuto e mio salvatore; *
Signore, non tardare.
Gloria.
Ant. Gioia e allegrezza grande *
per quelli che ti cercano, Signore.
Salmo 74
Dio, giudice supremo
Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,52).
Ant. Invochiamo il tuo nome, o Dio nostro.
Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie: *
invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.
Nel tempo che avrò stabilito *
io giudicherò con rettitudine.
Si scuota la terra con i suoi abitanti, *
io tengo salde le sue colonne.
Dico a chi si vanta: «Non vantatevi». *
E agli empi: «Non alzate la testa!».
Non alzate la testa contro il cielo, *
non dite insulti a Dio.
Non dall’oriente, non dall’occidente, *
non dal deserto, non dalle montagne
ma da Dio viene il giudizio: *
è lui che abbatte l’uno e innalza l’altro.
Poiché nella mano del Signore è un calice *
ricolmo di vino drogato.
Egli ne versa: +
fino alla feccia ne dovranno sorbire, *
ne berranno tutti gli empi della terra.
Io invece esulterò per sempre, *
canterò inni al Dio di Giacobbe.
Annienterò tutta l’arroganza degli empi, *
allora si alzerà la potenza dei giusti.
Gloria.
Ant. Invochiamo il tuo nome, o Dio nostro.
TERZA
LETTURA BREVE
2 Tm 1, 13-14
Carissimo, prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito santo che abita in noi.
RESPONSORIO
Esultino e gioiscano in te, Signore.
Esultino e gioiscano in te, Signore, *
quanti ti cercano.
Dicano sempre: Il Signore è grande.
Quanti ti cercano.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Esultino e gioiscano in te, Signore, *
quanti ti cercano.
ORAZIONE
Ai pellegrini anelanti alla terra della promessa
concedi, Signore,
l’acqua viva dello Spirito
che disseta e rinnova,
e sulla strada che conduce al Padre
sii tu con noi, nostra sola speranza,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
Ez 26, 25-26a
Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo.
RESPONSORIO
Il mio cuore sia integro, o Dio.
Il mio cuore sia integro, o Dio, *
nei tuoi precetti.
Perché non resti confuso.
Nei tuoi precetti.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Il mio cuore sia integro, o Dio, *
nei tuoi precetti.
ORAZIONE
O Dio, l’innocente tuo Figlio
è stato giudicato dagli iniqui:
in virtù di questo sacrificio,
salva il popolo che ti invoca
dalla giusta sentenza di condanna,
perché possa gioiosamente cantare
in eterno la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
Eb 9, 11a. 12
Fratelli, Cristo, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.
RESPONSORIO
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato, *
allora io ho detto: Ecco io vengo.
Per fare, o Dio, la tua volontà.
Ecco io vengo.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato, *
allora io ho detto: Ecco io vengo.
ORAZIONE
Gesù, Figlio di Dio,
che ti sei umiliato per noi fino alla morte di croce
perché l’uomo ascendesse agli altissimi cieli,
donaci di entrare fiduciosi
nel mistero della tua passione
e di restare per sempre in comunione con te,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmodia Complementare
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.
Gloria.
II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.
Gloria.
III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).
Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.
Gloria.
IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).
Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria.
V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).
Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria.
VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).
Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.
I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.
M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.
Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.
Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.
Gloria.
VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).
La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria.
IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.
Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.
Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.
Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.
La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Gloria.
X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.
Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.
Gloria.
XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.
Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.
Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.
Gloria.
XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).
La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.
Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.
Gloria.
XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.
Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.
La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.
Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.
Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.
Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.
Gloria.
XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).
Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.
Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.
Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.
Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.
Gloria.
XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria.
XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).
Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.
Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.
Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.
Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
Gloria.
XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).
I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.
Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.
Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.
Gloria.
XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria.
Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).
La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.
Gloria.
Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.
L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.
Gloria.
Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria.
Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Gloria.
Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria.
Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).
A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.
Gloria.
Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria.
Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!
Gloria.
Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.
Gloria.
Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.
Gloria.
Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!
Gloria.
Vespri primi

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Ecco la luce rifulge
e nella notte brilla il Sole vero.
Nella gioconda chiarità di Dio
gli umili e i poveri sono esaltati.
I piccoli gridano al loro Signore,
imploriamo i giusti.
Nella gioconda chiarità di Dio
gli umili e i poveri sono esaltati
Ecco la luce rifulge
e nella notte brilla il Sole vero.
Nella gioconda chiarità di Dio
gli umili e i poveri sono esaltati.
INNO
A te si inchini la porta degli inferi,
o Madre benedetta;
tu, straziata con Cristo sulla croce,
con lui risorgi e regni.
Entra gioiosa, o Vergine,
nella felice dimora di Dio;
di cantici risuona
oggi il cielo per te.
Il Figlio tuo di luce ti riveste,
ti incorona regina;
di sua gloria ineffabile ti avvolge
la Trinità beata.
Sotto il tuo piede si prostri la furia
dell’antico serpente
e, finalmente riscattato e liberto,
l’universo ti veneri.
Del tuo volto bellissimo, Signora,
tu fai liete le stelle;
forte e pietosa la tua dolce mano
ci regga e ci soccorra.
Come tuoi figli, i discepoli
dal Crocifisso accogli
e tutti guida alla casa del Padre
nel regno dei risorti.
A te, Signore, si levi la lode,
che la Madre glorifichi,
al Padre e al santo Spirito,
nei secoli dei secoli. Amen.
RESPONSORIO
«Sono cresciuta come un cedro del Libano,
come un cipresso sui monti dell’Ermon.
Quasi mirra scelta
ho sparso buon odore».
Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia;
dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre.
«Quasi mirra scelta
ho sparso buon odore».
SALMODIA
Salmo 14
Chi è degno di stare davanti al Signore?
Maria fu tale che la vita di lei sola è una scuola per tutti (S. Ambrogio).
Ant. L’intemerata vergine Maria, santa madre di Dio,*
nel coro delle vergini gloriosamente rifulge.
Signore, chi abiterà nella tua tenda? *
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
Colui che cammina senza colpa, *
agisce con giustizia e parla lealmente,
non dice calunnia con la lingua, †
non fa danno al suo prossimo *
e non lancia insulto al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, *
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia; †
presta denaro senza fare usura, *
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo *
resterà saldo per sempre.
Salmo 133
Invito alla preghiera notturna
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. L’intemerata vergine Maria, santa madre di Dio, *
nel coro delle vergini gloriosamente rifulge.
PRIMA ORAZIONE
Si elevi, o Padre, a favore del tuo popolo
la preghiera della Madre di Dio,
che, se per la nostra condizione mortale
ha dovuto abbandonare questa vita,
si allieta ora, gloriosa e potente, presso il tuo trono.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).
Ant. E’ stata esaltata la Madre di Dio *
sopra le schiere degli angeli, nella reggia del cielo.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. E’ stata esaltata la Madre di Dio *
sopra le schiere degli angeli, nella reggia del cielo.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
O Dio, che volgendo lo sguardo
all’umiltà della vergine Maria
l’hai innalzata alla sublime dignità
di madre del tuo unico Figlio fatto uomo
e l’hai coronata di gloria incomparabile,
concedi anche a noi, partecipi del mistero di salvezza,
di giungere fino a te nella luce
e nella pace della tua casa.
Per Cristo nostro Signore.
SALLENDA IN ONORE DELLA BEATA VERGINE
Beato il grembo che ti ha portato, o Cristo,
e beato il seno che ti ha nutrito,
o Signore del mondo,
che per salvare gli uomini
ti sei degnato assumere la natura mortale.
Gloria.
Beato il grembo che ti ha portato, o Cristo,
e beato il seno che ti ha nutrito,
o Signore del mondo,
che per salvare gli uomini
ti sei degnato assumere la natura mortale.
ORAZIONE
Concedi a noi, o Dio, di raggiungere nella gioia eterna
la beata Maria sempre vergine,
poi che ci doni di rallegrarci ogni anno
del mistero venerabile della sua assunzione.
Per Cristo nostro Signore.
INTERCESSIONI
Riuniti nella preghiera di lode, glorifichiamo Dio, Padre onnipotente, che ci ha dato in Maria un pegno sicuro di consolazione e di speranza. Diciamo con fiducia:
Maria, piena di grazia, interceda per noi.
O Dio, operatore di prodigi, che hai concesso alla santa Vergine Maria di condividere, nell’anima e nel corpo, la gloria del Cristo risorto,
– guidaci alla gloria immortale.
Tu, che ci hai dato Maria per madre, concedi per sua intercessione la salute ai malati, il conforto agli afflitti, il perdono ai peccatori;
– dona a tutti pace e salvezza.
Tu, che hai reso piena di grazia la vergine Maria,
– allietaci con l’abbondanza dei doni del tuo spirito.
Fa’ che la tua Chiesa sia un cuor solo e un’anima sola;
– donaci di perseverare unanimi nella preghiera con Maria madre di Gesù.
Tu, che hai incoronato Maria regina del cielo,
– fa’ che i nostri fratelli defunti godano la gioia eterna nell’assemblea dei santi.
Rivolgiamo a Dio la preghiera
insegnataci dal Figlio di Maria:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Compieta

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
Di tenebra la terra ormai si ammanta:
quasi una dolce morte
scende sui corpi spossati,
che alla luce del giorno rivivranno.
Cristo Signore, luce vera, vita,
salva i tuoi servi:
l’oscura inerzia del sonno
non si tramuti nell’esilio eterno.
Nessuna forza di male
ci vinca nella notte:
tu che ci doni il riposo,
veglia su chi ti implora.
A te Gesù, sia gloria
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 4
Rendimento di grazie
Dio ha reso splendido e glorioso colui che ha resuscitato dai morti. (S. Agostino).
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: +
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?
Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.
Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.
Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”. *
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.
In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Gloria.
Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.
Salmo 132
Gioia dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio. (1Gv 4,7).
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!
E’ come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.
E’ come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.
Gloria.
Ant. Buono e soave è lodare il Signore.
LETTURA BREVE
Dt 6, 4-7
Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.
RESPONSORIO BREVE
Il mio cuore sia integro
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
Perché non resti confuso.
Nei tuoi precetti, Signore.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Gloria.
Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.
ORAZIONE
Visita, Padre, la nostra casa
e salvala dalle insidie del nemico;
veglino gli angeli santi sulla nostra quiete,
e la tua benedizione sempre rimanga con noi.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Inviolato fiore, purissima Vergine,
porta lucente del cielo,
Madre di Cristo amata, Signora piissima,
odi quest’inno di lode.
Casta la vita scorra, sia limpido l’animo:
così t’implorano i cuori.
Per la tua dolce supplica a noi colpevoli
scenda il perdono di Dio,
Vergine tutta santa, Regina bellissima,
inviolato fiore.
Oppure:
Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
San Simpliciano, vescovo

Probabilmente di origine milanese, Simpliciano fu un uomo dottissimo, teologo colto, buon conoscitore della filosofia neoplatonica. Ebbe una parte importantissima nella formazione cristiana e teologica di sant’Ambrogio e nella conversione di sant’Agostino, che lo ricorda nelle sue Confessioni. L’anno della sua nascita si deve collocare poco dopo il 320.
Sant’Ambrogio, che lo venerava come padre della sua anima, lo designò, sul letto di morte, il 4 aprile 397, come suo successore sulla cattedra di Milano. Di lui fanno l’elogio Gennadio, Ennodio, ed altri scrittori del tempo. Papa Atanasio I gli indirizzò una lettera con la quale gli comunicava la sentenza pronunciata contro i libri di Origene. Nel 397-398 fu lui a consacrare Gaudenzio, il primo vescovo di Novara, e forse presiedette nel 398 il concilio di Torino.
Il vescovo Vigilio di Trento gli scrisse per informarlo del martirio, avvenuto nella Valle di Non, dei santi Sisinnio, Martirio e Alessandro e per inviargli le loro reliquie, che san Simpliciano collocò nella basilica virginum, costruita da sant’Ambrogio, ma successivamente detta di S. Simpliciano. Qui infatti alla sua morte, dopo tre anni di episcopato, egli stesso fu sepolto; era l’anno 400. Nel sec. XII la basilica di S. Simpliciano – trasformata da paleocristiana in romanica – fu il centro spirituale della resistenza civica di Milano contro Federico Barbarossa.
Nelle Confessioni di sant’Agostino leggiamo: “Mi ispirasti il pensiero di far visita a Simpliciano, che mi sembrava un tuo buon servitore. In lui riluceva la tua grazia; avevo anche sentito dire che fin da giovane viveva interamente consacrato a te. Allora era vecchio ormai e nella lunga esistenza passata a seguire la tua via con impegno così santo, mi sembrava avesse acquistato grande esperienza, grande sapienza; né mi sbagliavo… Feci visita dunque a Simpliciano, padre per la grazia che aveva ricevuto da lui, del vescovo di allora Ambrogio e amato da Ambrogio proprio come un padre” (L. 8, 1-2).