Santi Protaso e Gervaso martiri
Liturgia del 19 giugno 2026
Calendario
Letture del rito Ambrosiano

ALL’INGRESSO
Questi santi hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello,
hanno disprezzato la vita fino a subire la morte
e regnano con Cristo in eterno.
LETTURA Sap 3, 1-8
Lettura del libro della Sapienza
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.
SALMO Sal 112 (113)
I cieli narrano la gloria di Dio.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore. R
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra? R
Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.
Fa abitare nella casa la sterile,
come madre gioiosa di figli. R
EPISTOLA Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
VANGELO Lc 12, 1b-8
✠ Lettura del Vangelo secondo LucaIn quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».
DOPO IL VANGELO
Voi siete l’ornamento della casa del Signore,
splendidi come l’oro,
perché avete consacrato a Dio con gioia
la vostra vita per sempre.
ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Voi mi siete rimasti vicini nell’ora della prova,
e io preparo un regno per voi – dice il Signore –
perché possiate mangiare e bere alla mensa del mio regno».
ALLA COMUNIONE
Questi santi, attraverso il martirio,
sono divenuti amici perfetti e fedeli di Cristo.
Rinunziamo alla vita mondana
per seguire Cristo Signore e non perdere la vita eterna
a causa della gloria che passa.
Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
I Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie si dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
II Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.
Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.
Dona quiete ai tempi incerti, salda
custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.
Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.
RESPONSORIO
Vera e santa fraternità,
non incrinata da alcuna discordia!
Nell’effusione del sangue
seguirono Cristo Signore.
Spregiando la corte di un sovrano terreno,
raggiunsero il regno dei cieli.
Docili ai moniti dell’evangelo,
incuranti del fascino di una ricchezza effimera,
alla sequela di Gesù si posero.
Spregiando la corte di un sovrano terreno,
raggiunsero il regno dei cieli.
SALMODIA
Cantico Sap 3, 1-9
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio
Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono (Ap 14, 13).
Ant. Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento. †
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento.
† Agli occhi degli stolti parve che morissero; *
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro dipartita da noi una rovina, *
ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, *
piena di immortalità è la loro speranza.
In cambio di una breve pena *
riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati *
e di sé li ha trovati degni;
li ha saggiati come oro nel crogiuolo *
e li ha graditi come un olocausto.
I giusti nel giorno del loro giudizio risplenderanno; *
correranno qua e là, come scintille nella stoppia.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli *
e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Comprenderanno la verità quanti confidano in lui; *
coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell’amore,
perché grazia e misericordia *
sono riservate ai suoi eletti.
Gloria.
Ant. Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento.
Cantico Sap 5, 1-6. 14-15
La sorte beata dei giusti
I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro (Mt 13, 43).
Ant. Rallegratevi ed esultate, martiri santi di Cristo: *
grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Il giusto starà con grande fiducia †
di fronte a quanti lo hanno oppresso, *
e a quanti han disprezzato le sue sofferenze.
Costoro vedendolo saran presi da terribile spavento, *
saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa.
Pentiti, diranno fra di loro, *
gemendo nello spirito tormentato:
«Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso *
e che stolti abbiam preso a bersaglio del nostro scherno;
giudicammo la sua vita una pazzia *
e la sua morte disonorevole.
Perché ora è considerato tra i figli di Dio *
e condivide la sorte dei santi?
Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità; †
la luce della giustizia non è brillata per noi, *
né mai per noi si è alzato il sole».
La speranza dell’empio è come pula portata dal vento, *
come schiuma leggera sospinta dalla tempesta,
come fumo dal vento è dispersa, *
si dilegua come il ricordo dell’ospite di un sol giorno.
I giusti al contrario vivono per sempre, †
la loro ricompensa è presso il Signore *
e l’Altissimo ha cura di loro.
Gloria.
Ant. Rallegratevi ed esultate, martiri santi di Cristo: *
grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Cantico Sir 51, 1-12
Rendimento di grazie a Dio che ha liberato i suoi dalla tribolazione
Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo (2 Cor 12, 10).
Ant. Allietatevi, santi, al cospetto dell’Agnello: *
dal principio del mondo vi è preparato il regno.
Ti glorificherò, Signore mio re, *
ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome, *
perché fosti mio protettore e mio aiuto,
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione, †
dal laccio di una lingua calunniatrice, *
dalle labbra che proferiscono menzogne.
Di fronte a quanti mi circondavano *
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
secondo la tua grande misericordia *
e per il tuo nome,
dai morsi di chi stava, per divorarmi, *
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo, †
dal soffocamento di una fiamma avvolgente *
e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo seno degli inferi, *
dalla lingua impura e dalla parola falsa.
Una calunnia di lingua ingiusta *
era giunta al re.
La mia anima era vicina alla morte, *
la mia vita era alle porte degli inferi.
Mi assillavano dovunque *
e nessuno mi aiutava;
mi rivolsi per soccorso agli uomini, *
ma invano.
Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, *
e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti in te sperano, *
li salvi dalla mano dei nemici.
Ed innalzai dalla terra la mia supplica; *
pregai per la liberazione dalla morte.
Esclamai: «Signore, mio padre tu sei *
e autore della mia salvezza,
non mi abbandonare nei giorni dell’angoscia, *
nel tempo dello sconforto e della desolazione.
Io loderò sempre il tuo nome; *
canterò inni a te con riconoscenza».
La mia supplica fu esaudita; †
tu mi salvasti infatti dalla rovina *
e mi strappasti da una pessima situazione.
Per questo ti ringrazierò e ti darò lode, *
benedirò il nome del Signore.
Gloria.
Ant. Allietatevi, santi, al cospetto dell’Agnello: *
dal principio del mondo vi è preparato il regno.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Tu sei benedetto, Signore.
Amen.
Benedicimi, Padre.
Per l’intercessione dei santi martiri Protaso e Gervaso, il Signore ci conceda benedizione e salvezza.
Amen.
PRIMA LETTURA
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo
Ap 7, 9-17
L’immensa moltitudine degli eletti
Io, Giovanni, vidi, e mi apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce:
«La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello».
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:
«Amen. Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
«Non avranno più fame,
né avranno più sete,
né li colpirà il sole,
né arsura di sorta» (Sal 120, 6; Is 49, 10),
perché l’Agnello che sta in mezzo al trono
«sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita»
(Sal 22, 2; Ez 34, 23).
«E Dio tergerà ogni lacrima» (Is 25, 8) dai loro occhi.
RESPONSORIO
Si misero alla scuola del Signore Gesù,
vincendo ogni avarizia, ogni brama dei sensi;
ed ebbero la sorte di morire
martiri santi di Cristo.
Quanto è buono e soave
che vivano insieme i fratelli!
Ed ebbero la sorte di morire
martiri santi di Cristo.
Benedicimi, Padre.
I santi martiri Gervaso e Protaso, che gioiosamente ricordiamo, intercedano per noi presso il Signore.
Amen.
SECONDA LETTURA
Dalla «Lettera alla sorella Marcellina» di sant’Ambrogio, vescovo
Lett. 22, 1-4. 7. 9-13
Desidero tali difensori: ho con me i soldati di Cristo
Alla sua signora sorella, che gli è più cara della vita e degli occhi, il fratello Ambrogio.
Poiché non voglio tacere alla tua santità niente di ciò che avviene in tua assenza, sappi anche che abbiamo ritrovato i santi martiri.
Infatti, dopo che avevo consacrato la basilica, molti, come a una sola voce, cominciarono a sollecitarmi, dicendo: «La dovresti dedicare come la basilica “romana”!». Risposi: «Lo farò, se troverò reliquie di martiri». E subito penetrò in me come l’ardore di un presagio.
In breve: il Signore mi concesse la grazia. Infatti, sebbene lo stesso clero non fosse privo di timori, feci sgombrare dai sassi il terreno della zona davanti ai cancelli dei santi Felice e Nabore.
Trovai indizi probanti: anche con l’aiuto di quelli ai quali avrei dovuto imporre le mani, i santi martiri cominciarono ad emergere, sicché, mentre noi continuavamo a mantenere il silenzio, venne sollevata l’urna e deposta presso il luogo della sacra tomba.
Trovammo due uomini di straordinaria statura, come erano quelli dei tempi antichi. Intatte tutte le ossa, moltissimo sangue. Fu grande il concorso di popolo per tutti quei giorni. In breve: le profumammo tutte l’una dopo l’altra e, quando ormai era imminente la sera, le trasportammo nella basilica di Fausta. Là si vegliò l’intera notte e si svolse l’imposizione delle mani. Il giorno seguente le trasferimmo nella basilica detta “Ambrosiana”. Durante la traslazione un cieco fu guarito.
Io rivolsi al popolo questo discorso: «…Voi vedete come li ha sollevati tra i capi del suo popolo. Quali altri dobbiamo considerare capi del popolo se non i santi martiri? Nel numero di questi ormai, benché a lungo ignorati per il passato, sono collocati tra i primi Protaso e Gervaso, poiché con i meriti e gli esempi del loro martirio hanno allietato la Chiesa milanese che, sebbene sterile di martiri, è già madre di moltissimi figli.
Non a torto molti chiamano questa una risurrezione dei martiri. Vedrò tuttavia se essi sono risorti per sé, come certamente sono risorti per noi. Sapete, anzi avete visto voi stessi che molti furono liberati dai demoni; moltissimi anche, non appena toccata con le mani la veste dei martiri, furono guariti dalle infermità che li travagliavano; si sono rinnovati i prodigi del tempo antico, in cui, per l’arrivo del Signore Gesù, la grazia più copiosamente s’era riversata sulla terra; dall’ombra, per così dire, dei santi corpi vedete molti risanati.
Quanti fazzoletti vengono ininterrottamente lanciati, quanti indumenti, posti sulle veneratissime reliquie, sono restituiti capaci di guarire anche al solo contatto! Tutti sono paghi di toccarle, sia pure sfiorandole appena; e chi le toccherà sarà salvo.
Ti ringrazio, Signore Gesù, di avere suscitato per noi gli spiriti così potenti di questi santi martiri in un tempo in cui la tua Chiesa ha bisogno di più efficace protezione. Apprendano tutti quali difensori io cerco, atti a difendere, ma incapaci di offendere. Questi io ti ho procurato, popolo santo, perché giovino a tutti, non rechino danno a nessuno.
Tali difensori io desidero, tali soldati ho con me; non soldati del mondo, ma soldati di Cristo. Per tali difensori nessuna invidia io temo, perché la loro protezione è, quanto più potente, tanto più sicura. Io desidero che essi difendano anche quelli che me li invidiano. Vengano dunque, e vedano le mie guardie del corpo. Non rifiuto di essere circondato da tali armi: “Gli uni per i carri, gli altri per i cavalli: noi invece per il nome del Signore Dio nostro saremo esaltati” (Sal 19, 8). Queste reliquie sono tratte da un sepolcro indegno di loro e come trofei sono mostrate al cielo. Il tumulo è intriso di sangue, appaiono i segni del loro sangue di trionfatori, i resti sono stati trovati intatti al loro posto, in perfetto ordine, il capo è staccato dal tronco. Ora i vecchi vanno dicendo di aver sentito in passato nominare questi martiri, di averne letto l’iscrizione funebre. Questa città aveva perduto i suoi martiri, mentre aveva sottratto quelli altrui. Sebbene questo sia un dono di Dio, tuttavia non posso misconoscere la grazia che il Signore Gesù ha concesso ai tempi del mio episcopato; e poiché non merito di essere un martire io stesso, vi ho almeno procurato questi martiri. Queste vittime trionfali raggiungano il luogo dove Cristo è offerta sacrificale. Ma egli, che ha patito per tutti, sta sopra l’altare; questi che sono stati riscattati dalla sua passione, saranno collocati sotto l’altare. Questo luogo avevo scelto per me, perché è giusto che un vescovo riposi dove soleva offrire il sacrificio; ma cedo a queste vittime sacre la parte destra, posto dovuto ai martiri. Riponiamo dunque le sacrosante reliquie, collocandole in una sede degna e festeggiamo questo intero giorno con devozione fedele».
TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua Gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
ORAZIONE
O Dio, che in questa festiva celebrazione
ci poni ad esempio
la coraggiosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso,
concedi al tuo popolo, che crede in te fermamente,
di combattere sempre con animo forte
la buona battaglia della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Lodi

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).
Ant. Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle: *
non cesseranno mai di lodare il nome del Signore.
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria.
Ant. Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle: *
non cesseranno mai di lodare il nome del Signore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
PRIMA ORAZIONE
Preghiamo. (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che in questa festiva celebrazione
ci poni ad esempio
la coraggiosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso,
concedi al tuo popolo, che crede in te fermamente,
di combattere sempre con animo forte
la buona battaglia della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SALMODIA
Cantico Sap 10,15-21;11,1-4
L’esodo
La vita dei santi è per gli altri norma di vita (S. Ambrogio).
Ant. Soltanto questi sono i difensori che voglio: *
soldati del mondo, ma soldati di Cristo.
La Sapienza liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia *
da una nazione di oppressori.
Entrò nell’anima di un servo del Signore *
e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.
Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, *
li guidò per una strada meravigliosa,
divenne loro riparo di giorno *
e luce di stelle nella notte.
Fece loro attraversare il Mar Rosso, *
guidandoli attraverso molte acque;
sommerse invece i loro nemici *
e li rigettò dal fondo dell’abisso.
Per questo i giusti spogliarono gli empi †
e celebrarono, Signore, il tuo nome santo *
e lodarono concordi la tua mano protettrice,
perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti *
e aveva sciolto la lingua degli infanti.
Essa fece riuscire le loro imprese *
per mezzo di un santo profeta:
attraversarono un deserto inospitale, †
fissarono le tende in terreni impraticabili, *
resistettero agli avversari, respinsero i nemici.
Quando ebbero sete, ti invocarono *
e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio contro la sete da una dura roccia.
Gloria.
Ant. Soltanto questi sono i difensori che voglio: *
soldati del mondo, ma soldati di Cristo.
Salmi laudativi
Salmo 150
Ogni vivente dia lode al Signore
A Dio la gloria, nella Chiesa e in Cristo Gesù (Ef 3, 21).
Ant. Ecco quanto è buono e soave *
che i fratelli vivano insieme per sempre!
Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e sui flauti.
Lodatelo con cembali sonori, †
lodatelo con cembali squillanti; *
ogni vivente
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. Ecco quanto è buono e soave *
che i fratelli vivano insieme per sempre!
Salmo diretto
Salmo 117,1-9
Canto di gioia e di vittoria
Celebriamo il giorno anniversario del ritrovamento dei santi, la cui morte è preziosa al cospetto di Dio, avvenuto per opera dell’uomo di Dio, il vescovo Ambrogio (S. Ambrogio).
Celebrate il Signore, perché è buono; *
eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono: *
eterna è la sua misericordia.
Lo dica la casa di Aronne: *
eterna è la sua misericordia.
Lo dica chi teme Dio: *
eterna è la sua misericordia.
Nell’angoscia ho gridato al Signore, *
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Il Signore è con me, non ho timore; *
che cosa può farmi l’uomo?
Il Signore è con me, è mio aiuto, *
sfiderò i miei nemici.
È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nei potenti.
Gloria.
SECONDA ORAZIONE
Signore Dio nostro,
fa’ che gli esempi di questi martiri
presentatici dai paterni insegnamenti
di sant’Ambrogio,
ci infondano vigore nell’animo
e ci diano una viva intelligenza di fede.
Per Cristo nostro Signore.
INNO
Di Protaso e Gervaso oggi mi allieto,
oggi il mio canto è nuovo.
Ho trovato, Gesù, nuovo tesoro,
nuovo è il mio grazie.
Dall’ignorato tumulo
i prodigi zampillano:
chi può celare il sangue
che fino al cielo grida?
Chiaro un segno dall’alto ci rivela
le gloriose vittime:
più non moriamo martiri,
ma ritroviamo i martiri.
Torna a vedere un cieco
e così attesta la preziosa morte;
è un macellaio di nome Severo,
e tutti lo conoscono.
Pone le sacre vesti,
sugli occhi ottenebrati,
ed è squarciata la sua lunga notte,
subito vede la luce.
Varia una turba accorre
di malati e di ossessi:
tutti alle case tornano
guariti e liberati.
Le antiche età rivivono:
ogni male risanano
il tocco degli indumenti
e l’ombra delle spoglie venerate.
A te, Padre, la lode
e all’unico tuo Figlio
con lo Spirito santo
canteremo nei secoli. Amen.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Cristo, morto e risorto, unica ragione della nostra vita, si levi la voce dei redenti:
Gesù, vero Dio, che ti sei umiliato nell’obbedienza, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Vittima sacra, che hai effuso il tuo sangue sull’altare della croce, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Figlio di Dio, fortezza dei martiri, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Signore, che hai sofferto e sei stato riconosciuto re dell’universo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Salvatore crocifisso, che sei stato assunto nella gloria, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Sposo della Chiesa, che sempre le sei vicino, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Ora media

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNI
– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA
È l’ora terza. Gesù Signore
sale ingiuriato la croce,
ma noi pensosi gli offriamo
l’affetto di un animo orante.
Se in te nasce il Figlio di Dio,
la vita conservi incolpevole
e, con voce assidua implorando,
dischiudi il tuo cuore allo Spirito.
Quest’ora ha segnato la fine
al lungo torpore del male,
ha debellato la morte,
ha cancellato la colpa.
Di qui l’epoca inizia
della salvezza di Cristo,
nelle Chiese dell’universo
la verità s’irradia della fede.
Dalla gloria del suo patibolo
Gesù parla alla Vergine:
Ecco tuo figlio, o donna;
Giovanni, ecco tua madre.
Al vincolo di giuste nozze,
avvolte in profondo mistero,
era solo affidato in custodia
l’onore della Madre.
Stupendi prodigi dal cielo
confermano l’alto disegno;
la turba malvagia non crede,
chi crede ritrova salvezza.
Credo in un Dio Unigenito,
nato tra noi dalla Vergine,
che ha tolto i peccati del mondo
e siede alla destra del Padre.
Gloria si canti all’unico Dio
e a Gesù Cristo Signore,
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.
– verso le 12
si dice l’inno di SESTA
O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,
placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
– verso le 15
si dice l’inno di NONA
Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,
la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.
Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.
SALMODIA
Salmo 21
Il giusto provato dalla sofferenza è esaudito
Gesù gridò a gran voce: «Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 24,46).
I (2-12)
Ant. In te, Signore, hanno sperato in nostri padri, *
e non rimasero delusi.
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? +
Tu sei lontano dalla mia salvezza»: *
sono le parole del mio lamento.
Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *
grido di notte e non trovo riposo.
Eppure tu abiti la santa dimora, *
tu, lode di Israele.
In te hanno sperato i nostri padri, *
hanno sperato e tu li hai liberati;
a te gridarono e furono salvati, *
sperando in te non rimasero delusi.
Ma io sono verme, non uomo, *
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono, *
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *
lo liberi, se è suo amico».
Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Al mio nascere tu mi hai raccolto, *
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Da me non stare lontano, +
poiché l’angoscia è vicina *
e nessuno mi aiuta.
Gloria.
Ant. In te, Signore, hanno sperato in nostri padri, *
e non rimasero delusi.
II (13-23)
Ant. Tu che mi salvi, non stare lontano, *
Signore, accorri in mio aiuto.
Mi circondano tori numerosi, *
mi assediano tori di Basan.
Spalancano contro di me la loro bocca *
come leone che sbrana e ruggisce.
Come acqua sono versato, *
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera, *
si fonde in mezzo alle mie viscere.
È arido come un coccio il mio palato, +
la mia lingua si è incollata alla gola, *
su polvere di morte mi hai deposto.
Un branco di cani mi circonda, *
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi, *
posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano: +
si dividono le mie vesti, *
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, *
mia forza, accorri in mio aiuto.
Scampami dalla spada, *
dalle unghie del cane la mia vita.
Salvami dalla bocca del leone *
e dalle corna dei bufali.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Gloria.
Ant. Tu che mi salvi, non stare lontano, *
Signore, accorri in mio aiuto.
III (24-32)
Ant. Si parlerà del Signore alle generazioni future, *
al popolo che verrà annunzieranno la sua giustizia.
Lodate il Signore, voi che lo temete, +
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, *
lo tema tutta la stirpe di Israele;
perché egli non ha disprezzato nè sdegnato *
l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto, *
ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.
Sei tu la mia lode nella grande assemblea, *
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati, +
loderanno il Signore quanti lo cercano: *
«Viva il loro cuore per sempre».
Ricorderanno e torneranno al Signore *
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui *
tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il regno è del Signore, *
egli domina su tutte le nazioni.
A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, *
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui, *
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene; *
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno: *
«Ecco l’opera del Signore!».
Gloria.
Ant. Si parlerà del Signore alle generazioni future, *
al popolo che verrà annunzieranno la sua giustizia.
TERZA
LETTURA BREVE
Ap 6, 9b. 11b
Vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.
RESPONSORIO
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio.
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. *
Alleluia, alleluia.
Non le toccherà nessun tormento.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. *
Alleluia, alleluia.
ORAZIONE
O Dio, che in questa festiva celebrazione
ci poni ad esempio
la coraggiosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso,
concedi al tuo popolo, che crede in te fermamente,
di combattere sempre con animo forte
la buona battaglia della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
SESTA
LETTURA BREVE
Ap 12, 10b. 11
Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’Accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.
RESPONSORIO
I giusti vivono per sempre.
I giusti vivono per sempre. *
Alleluia, alleluia.
La loro ricompensa è presso il Signore.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
I giusti vivono per sempre. *
Alleluia, alleluia.
ORAZIONE
Signore Dio nostro,
fa’ che gli esempi di questi martiri
presentatici dai paterni insegnamenti
di sant’Ambrogio,
ci infondano vigore nell’animo
e ci diano una viva intelligenza di fede.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
NONA
LETTURA BREVE
Cfr. Ap 20, 4
Vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo.
RESPONSORIO
Esultano i giusti davanti a Dio.
Esultano i giusti davanti a Dio. *
Alleluia, alleluia.
Cantano a te per la gioia, Signore.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
Esultano i giusti davanti a Dio. *
Alleluia, alleluia.
ORAZIONE
O Dio, che in questa festiva celebrazione
ci poni ad esempio
la coraggiosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso,
concedi al tuo popolo, che crede in te fermamente,
di combattere sempre con animo forte
la buona battaglia della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure:
Signore Dio nostro,
fa’ che gli esempi di questi martiri
presentatici dai paterni insegnamenti
di sant’Ambrogio,
ci infondano vigore nell’animo
e ci diano una viva intelligenza di fede.
Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmodia Complementare
Salmo 118
Meditazione della legge di Dio
I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.
Gloria.
II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.
Gloria.
III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).
Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.
Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.
Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.
Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.
Gloria.
IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).
Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.
Gloria.
V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).
Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria.
VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).
Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.
Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.
Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.
Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.
Gloria.
VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).
Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.
I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.
M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.
Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.
Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.
Gloria.
VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).
La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria.
IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.
Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.
Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.
Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.
La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Gloria.
X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.
Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.
Gloria.
XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.
Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.
Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.
Gloria.
XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).
La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.
Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.
Gloria.
XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.
Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).
Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria.
XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).
Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.
Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.
Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.
Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.
Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.
Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.
Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.
Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.
Gloria.
XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).
Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.
I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.
Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.
Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.
Gloria.
XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.
La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.
Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.
Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.
Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.
Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.
Gloria.
XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).
Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.
Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.
Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.
Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.
Gloria.
XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria.
XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).
Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.
Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.
Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.
Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
Gloria.
XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).
I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.
Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.
Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.
Gloria.
XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Gloria.
Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).
La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.
Gloria.
Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.
L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.
Gloria.
Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.
Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.
Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.
Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria.
Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
Gloria.
Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.
Gloria.
Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).
A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.
Gloria.
Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria.
Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!
Gloria.
Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.
Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.
Gloria.
Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.
Gloria.
Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).
Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!
Gloria.
Vespri secondi

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
I tuoi santi, o Dio, camminano nella vita
alla soave luce del tuo volto.
Sono allietati nel tuo nome,
sono esaltati dalla tua giustizia.
Tu sei la fonte del loro vigore,
tu sei la loro corona di gloria.
Sono allietati nel tuo nome,
sono esaltati dalla tua giustizia.
I tuoi santi, o Dio, camminano nella vita
alla soave luce del tuo volto.
Sono allietati nel tuo nome,
sono esaltati dalla tua giustizia.
INNO
Di Protaso e Gervaso oggi mi allieto,
oggi il mio canto è nuovo.
Ho trovato, Gesù, nuovo tesoro,
nuovo è il mio grazie.
Dall’ignorato tumulo
i prodigi zampillano:
chi può celare il sangue
che fino al cielo grida?
Chiaro un segno dall’alto ci rivela
le gloriose vittime:
più non moriamo martiri,
ma ritroviamo i martiri.
Torna a vedere un cieco
e così attesta la preziosa morte;
è un macellaio di nome Severo,
e tutti lo conoscono.
Pone le sacre vesti,
sugli occhi ottenebrati,
ed è squarciata la sua lunga notte,
subito vede la luce.
Varia una turba accorre
di malati e di ossessi:
tutti alle case tornano
guariti e liberati.
Le antiche età rivivono:
ogni male risanano
il tocco degli indumenti
e l’ombra delle spoglie venerate.
A te, Padre, la lode
e all’unico tuo Figlio
con lo Spirito santo
canteremo nei secoli. Amen.
RESPONSORIO
«Trovino spazio i martiri, vittime vittoriose,
là dove Cristo è vittima.
Spora l’altare è posto il Redentore,
morto in croce per tutti;
sotto l’altare riposino
i riscattati dalla sua passione.
E’ questo il luogo che era destinato
alla mia sepoltura:
cedo il posto d’onore
alle vittima sante;
sotto l’altare riposino
i riscattati dalla sua passione».
SALMODIA
Salmo 27,1-3.6-9
Supplica e ringraziamento
«Io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri anniversari non potranno resistere né controbattere (Lc 21,15).
Ant. «Fratelli e amici miei, – dice il Signore -, *
venite nel regno del Padre mio».
A te grido, Signore; *
non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non mi parli, *
io sono come chi scende nella fossa.
Ascolta la voce della mia supplica, quando ti grido aiuto, *
quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio.
Non travolgermi con gli empi, *
con quelli che operano il male.
Parlano di pace al loro prossimo, *
ma hanno la malizia nel cuore.
Sia benedetto il Signore, *
che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera;
il Signore è la mia forza e il mio scudo, *
ho posto in lui la mia fiducia;
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore, *
con il mio canto gli rendo grazie.
Il Signore è la forza del suo popolo, *
rifugio di salvezza del suo consacrato.
Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici, *
guidali e sostienili per sempre.
Salmo 133
Invito alla preghiera notturna
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Gloria.
Ant. «Fratelli e amici miei, – dice il Signore -, *
venite nel regno del Padre mio».
PRIMA ORAZIONE
Si allieti, o Dio, la tua Chiesa
per l’unica corona di gloria
che unisce fraternamente
i martiri Protaso e Gervaso;
la loro testimonianza accresca la nostra fede
e conforti la nostra vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).
Ant. Guidato da una fede pari a quella dei martiri,
le reliquie dei martiri lieto Ambrogio riscopre.
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria.
L’anima mia magnifica il Signore.
Ant. Guidato da una fede pari a quella dei martiri,
le reliquie dei martiri lieto Ambrogio riscopre.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
Grande sia oggi, o Dio, la gioia della tua Chiesa
che ammirata contempla la gloria
dei santi Protaso e Gervaso,
resi veramente fratelli
dalla stessa fede e dallo stesso martirio.
Per Cristo nostro Signore.
SALLENDA IN ONORE DEI SANTI
Protaso e Gervaso, martiri del Signore,
sono eccellenti medici per i mali del popolo.
Il loro patrocinio da ogni male ci libera.
Gloria.
Protaso e Gervaso, martiri del Signore,
sono eccellenti medici per i mali del popolo.
Il loro patrocinio da ogni male ci libera.
ORAZIONE
La gloriosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso
ci rinvigorisca, o Dio vivo e santo,
e alla nostra debolezza
ottenga adeguato soccorso.
Per Cristo nostro Signore.
INTERCESSIONI
Onoriamo il Redentore, che è stato glorificato nel martirio dei santi Protaso e Gervaso,e gioiosamente diciamo:
Noi cantiamo a te, Signore.
Noi ti lodiamo e ti adoriamo, o Cristo, causa e modello di ogni martirio,
– perché ci hai amati sino alla fine.
Tu che hai chiamato i peccatori pentiti al premio della vita eterna,
– donaci la grazia della conversione e della costanza.
Tu che hai affidato alla Chiesa il sacrificio del tuo sangue per la remissione dei peccati,
– concedi ai credenti di affrontare con fortezza le prove della vita.
Tu che ci hai sostenuti nella fede in questo giorno,
– conserva nella perseveranza coloro che soffrono per la giustizia.
Tu che hai offerto la tua vita per tutti gli uomini,
– associa alla gloria della tua risurrezione i nostri defunti
Nella certa speranza della tua venuta,
uniti a tutti i fratelli, preghiamo:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.
Oppure:
La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.
Compieta

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria. Alleluia.
INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.
Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.
Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.
Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.
A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella notturna tenebra
veglia sull’opera tua.
Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito santo,
ora e per sempre. Amen.
SALMODIA
Salmo 87
Preghiera di un uomo gravemente ammalato
Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).
Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.
Signore, Dio della mia salvezza, *
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
tendi l’orecchio al mio lamento.
Io sono colmo di sventure, *
la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
sono come un uomo ormai privo di forza.
È tra i morti il mio giaciglio, *
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
e che la tua mano ha abbandonato.
Mi hai gettato nella fossa profonda, *
nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
e con tutti i suoi flutti mi sommergi.
Hai allontanato da me i miei compagni, *
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
verso di te protendo le mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
O sorgono le ombre a darti lode?
Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
la tua giustizia nel paese dell’oblio?
Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
perché mi nascondi il tuo volto?
Sono infelice e morente dall’infanzia, *
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
i tuoi spaventi mi hanno annientato,
mi circondano come acqua tutto il giorno, *
tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
mi sono compagne solo le tenebre.
Gloria.
Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.
LETTURA BREVE
Ger 14, 9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
RESPONSORIO BREVE
Pietà di me, o Dio.
Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.
Mi riparo all’ombra delle tue ali.
In te mi rifugio.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio.
CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Nessuno può strappare da te Cristo, se tu stesso non ti strappi a lui (S. Ambrogio).
Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Gloria.
Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito santo *
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede
alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo,
per risorgere alla vita nuova con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Inviolato fiore, purissima Vergine,
porta lucente del cielo,
Madre di Cristo amata, Signora piissima,
odi quest’inno di lode.
Casta la vita scorra, sia limpido l’animo:
così t’implorano i cuori.
Per la tua dolce supplica a noi colpevoli
scenda il perdono di Dio.
Vergine tutta santa, Regina bellissima,
inviolato fiore.
Oppure:
Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.
CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.
Il santo del giorno
Santi Gervaso e Protaso, martiri

Di Protaso e Gervaso, antichi martiri della Chiesa di Milano, Ambrogio (lo racconta nella sua Lettera 77a alla sorella Marcellina) trovò le spoglie mortali presso la piccola chiesa cimiteriale dedicata ai santi Nabore e Felice (zona cimiteriale di Porta Vercellina).
Venerdì 19 giugno dell’anno 386, consacrando il tempio che ora porta il suo nome, il santo vescovo depose le preziose reliquie sotto l’altare, in un loculo che aveva fatto predisporre per la propria sepoltura. In quell’occasione, l’esaltazione dei martiri – di cui fu testimone Agostino – contribuì a confortare la comunità cattolica di Milano, duramente provata dall’opposizione degli ariani.
La traslazione delle reliquie di questi martiri, fatta da Ambrogio a scopo liturgico a esempio di analoga prassi nelle Chiese d’Oriente, ebbe influsso notevole in tutta la Chiesa d’Occidente, nella storia del culto dei santi e delle loro reliquie. La data del rinvenimento dei loro corpi entrò ben presto nei più importanti calendari e sacramentari, e sorsero leggendarie narrazioni della loro passione. I due martiri ricevettero molte raffigurazioni nell’arte cristiana antica.
I corpi dei due testimoni di Cristo, insieme con quello di Ambrogio, rimasero per molti secoli nascosti agli occhi di tutti, fino all’8 agosto 1871, quando riscoperti, poterono di nuovo essere posti in onore nella cripta della basilica ambrosiana, dove sono circondati da grande venerazione.