Lettura 7 1Re 18,20 – 40 La sfida del Carmelo
1^ Scena => 18,20 «Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. 21 Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando danzerete a doppio ritmo? ( Cei: zoppicherete con i due piedi) Se JHWH è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il FUOCO. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il FUOCO.
24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
2^scena => 25 Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il FUOCO». 26 Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. 27 Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». 28 Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. 29 Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
3^ Scena => 30 Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. 31 Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». 32 Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. 33 Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. 34 Quindi disse: «Riempite quattro brocche d’ACQUA e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. 35 L’ACQUA scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’ACQUA.
36 Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che (1) tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che (3) ho fatto tutte queste cose per tuo comando. 37 Rispondimi, JHWH, rispondimi e questo popolo (2)sappia che tu sei JHWH Dio e che converti il loro cuore!».
4^ Scena => 38 Cadde il FUOCO DI JHWH e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. 39 A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «JHWH è Dio! JHWH è Dio!». 40 Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò».
Sul Monte Carmelo, che vuol dire “Campo Sacro”, sono stati trovati i resti di un santuario che risalgono al 1500 a. C., cioè 250 anni prima dell’Esodo dall’Egitto. Evidentemente un santuario dedicato a qualche divinità antica. Segno che le religioni passano, ma i luoghi sacri restano.
Osserviamo che al nostro redattore piace lavorare con gli elementi cosmici: se nell’episodio di Zarepta c’era una timida allusione al fuoco e nell’episodio precedente dominava l’acqua, in questo pur non mancando il riferimento all’acqua e alla terra, l’elemento risolutore è il fuoco.
È presente anche il modulo strutturale 3+1, cioè 3 scene di cui la più importante è la quarta che apre poi al brano successivo.
1^ Elia e il popolo.
v 21 “doppio passo di danza” oppure “doppio ritmo di danza” (CEI: zoppicherete con due piedi). “Doppio o diviso” vuol dire ballare contemporaneamente due danze cultuali: quella per Baal e quella per JHWH.
v22 “sono rimasto io solo” espressione che sta a dire che i profeti di JHWH sono stati uccisi dalla regina Gezabele o hanno abiurato diventando profeti di Baal o sono andati a casa. Ma non c’erano i cinquanta più cinquanta profeti salvati da Abdia come abbiamo visto nella
Lettura precedente? Questa è una frase che ritornerà a tempo debito.
In questo brano emergono diverse forme di religiosità:
1- la religiosità militante di Gezabele che non esista a sopprimere gli avversari con la spada e il potere che le dà l’essere regina
2- la religiosità popolare che ha bisogno di segni spettacolari del divino, disposta a mescolare divinità, culti, riti, cioè incline al sincretismo religioso e sempre incapace di fare una scelta univoca.
3- la religiosità di Elia che presenta molti risvolti problematici.
4- la religiosità del re Acab che teoricamente dovrebbe essere il custode dell’Alleanza e invece appare incapace di prendere decisioni perché è sempre succube della moglie.
2^ Preparativi dei profeti di Baal
Le pratiche attuate dai sacerdoti di Baal sono tipiche del mondo pagano: tendono a “forzare” la volontà del dio attraverso rituali magici e violenti che mirano ad appropriarsi della potenza della divinità.
La preghiera biblica è invece offerta da Dio stesso, che addirittura mette a disposizione un formulario di preghiere: il libro dei Salmi; è una preghiera che vuole anzitutto ribadire il “senso della relazione”: mi rivolgo ad un Tu che mi è sempre vicino tanto che anche i capelli del capo sono oggetto della sua cura. Il nostro Dio è quello che mette al primo posto l’Alleanza delle quale anche le stesse clausole vengono dopo, perché a Lui preme la “relazione” e chiede sempre di conoscere la Sua volontà per attuarla.
Comunque, pur se JHWH è Dio di tutte le creature, la preghiera dei profeti di Baal non viene esaudita. Elia li prende in giro, disprezzandoli.
3^ Preparativi di Elia
L’ altare fatto con dodici pietre grezze, non toccate da ferro, rimanda agli altari costruiti da Abramo, da Mosè, da Giacobbe; ma Giacobbe non è diventato Israele, che vuol dire “hai lottato con Dio e hai vinto“?
L’acqua sparsa tre volte rimanda può richiamare Lv 1,9 che prescrive il lavaggio delle interiora delle vittime. Ma, in questo caso, gioca il ruolo di elemento cosmico.
Osserviamo che per tre volte riempiono il canaletto la cui capacità e “due misure da seme” cioè: 45 x 2= 90 litri d’acqua che in totale fanno 270 litri d’acqua; ma non c’era la siccità?
Osserviamo la preghiera di Elia v36-37. Dio è chiamato ad intervenire per tre motivi:
1- si sappia che tu sei Dio in Israele
2- il popolo sappia che sei JHWH, Dio che conosce il loro cuore.
3- che io Elia, sono il tuo servo e ho fatto questo per tuo comando
Le prime due richieste sono coerenti con il Dio dell’Alleanza, ma l’ultima è una richiesta impertinente perché Dio non gli aveva ordinato di organizzare una sfida, ma di annunciare la fine della siccità e l’invio della pioggia.
Allora anche Elia cerca di forza la volontà di Dio, proprio come i profeti dia Baal.
Siamo di fronte ad una lotta con Dio. Secondo la sua “fede” Dio è presente solo se lui, Elia, appare vittorioso. E se risultasse perdente Dio sarebbe assente?
Ma ci chiediamo: Dio è presente solo nella vittoria? e nella sconfitta? e per i morti ammazzati?
Ancora una volta il lettore implicito è messo con le spalle al muro; deve continuare ad interrogare il testo.
4^ La vittoria di Elia
Con la discesa del fuoco che brucia ogni cosa la sfida risulta vincente. Adesso il popolo è pronto ad acclamare “JHWH è nostro Dio“. Una fede abbastanza debole perché fondata sul prodigioso. E infatti segue una scena paradossale o ironica se non fossero anche tragica.
Elia che sgozza i quattrocentocinquanta profeti di Baal. Facciamo qualche conto. Se avesse impiegato un minuto a testa ci sono voluti 450 minuti pari a circa 7 ore e mezza.
E i quattrocento profeti di Asera dove sono finiti?
Ma Elia non era stato mandato da Dio per annunciare l’invio della pioggia?
Forse che Dio gli aveva chiesto di sgozzare quattrocentocinquanta profeti di Baal?
Se Elia agisce così qual è la differenza tra la sua religiosità e quella di Gezabele?
Perché lo sgozzamento avviene nel torrente Kison? Ai tempi di Debora, uno di giudici di Israele (anche le donne nell’antico Israele avevano un ruolo importante), nei pressi di quel torrente accadde che il capo dell’esercito nemico fuggito dopo una battaglia venne ucciso da una donna, Debora appunto, mentre il comandante di Israele con tutto l’esercito lo stava cercando (Gdc 4,7ss.). Quindi Kison è luogo di derisione perché una donna ha fatto quello che l’intero esercito non è riuscito a compiere.
Ma con questa citazione il nostro redattore chi vuole prendere in giro?
Altra domanda che chiede una risposta.