Lettura 6 1Re 18,1- 19 Elia e Acab
Dal punto di vista strutturale riconosciamo nel brano seguente quattro scene di cui la quarta conclude e apre al racconto successivo. Tutta la pericope è scandita dal verbo andare nella voce: “va’”, che la traduzione CEI non rispetta.
1^ scena =>18, 1 «Dopo molto tempo, il JHWH disse a Elia, nell’anno terzo: «VA’, mostrati ad Acab; io concederò la PIOGGIA alla terra». 2 Elia andò a farsi vedere da Acab. In Samaria c’era una grande carestia.
2^Scena =>3 Acab convocò Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio; 4 quando Gezabele uccideva i profeti di JHWH, Abdia prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e procurò loro pane e acqua. 5 Acab disse ad Abdia: «VA’ nel paese verso tutte le sorgenti d’ACQUA e tutti i torrenti d’ACQUA della regione; forse troveremo erba per tenere in vita cavalli e muli e non dovremo uccidere una parte del bestiame». 6 Si divisero la regione da percorrere; Acab andò per una strada e Abdia per un’altra.
3^ Scena => 7 Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quegli lo riconobbe e si prostrò con la faccia a terra dicendo: «Non sei tu il mio signore Elia?». 8 Gli rispose: «Lo sono; VA’ di’ dal tuo padrone: C’è qui Elia». 9 Quegli disse: «Che male ho fatto perché tu consegni il tuo servo ad Acab perché egli mi (1)uccida? 10 Per la vita di JHWH tuo Dio, non esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a cercarti. Se gli rispondevano: Non c’è! egli faceva giurare il popolo o il regno di non averti trovato. 11 Ora tu dici: VA’, dì al tuo signore: C’è qui Elia! 12 Appena sarò partito da te, lo spirito del Signore ti porterà in un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non trovandoti, mi (2) ucciderà; ora il tuo servo teme JHWH fin dalla sua giovinezza. 13 Non ti hanno forse riferito, mio signore, ciò che ho fatto quando Gezabele sterminava tutti i profeti di JHWH, come io nascosi cento profeti, cinquanta alla volta, in una caverna e procurai loro pane e acqua?
14 E ora tu comandi: VA’, dì al tuo signore: C’è qui Elia? Egli mi (3) ucciderà». 15 Elia rispose: «Per la vita di JHWH degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi mostrerò a lui».
4^ Scena => 16 Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa. Acab si diresse verso Elia. 17 Appena lo vide, Acab disse a Elia: «Sei tu la rovina/ AKOR di Israele!». 18 Quegli rispose: «Io non rovino/AKOR Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal.
19 VA‘, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocento-cinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele».
1^ – Dio ed Elia. La parola di Dio invia Elia da re Acab per annunciare l’invio della pioggia. E veniamo a sapere che la siccità dura da tre anni; quindi mancano tre raccolti e il paese vive una carestia molto grave.
Dio non aveva mai detto: “non darò la pioggia“. È stato Elia a dire al re Acab: “Non ci sarà né rugiada né pioggia finché lo dirò io…” Infatti il nostro Dio non è quello che «fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti»? Mt 5,45
Allora la parola di Elia andava in direzione opposta a quella di Dio?
2^ – Re Acab e Abdia. Comunque questa siccità è molto grave « In Samarìa c’era una grande carestia» v2, al punto che anche re Acab si preoccupa. Sì, ma per i cavalli, non per il popolo. Così grave da inviare in cerca d’acqua anche il primo ministro… sempre per i cavalli!
Quindi Dio invia Elia, il suo ministro, re Acab invia Abdia, il suo primo ministro; come svolgeranno il loro compito?
Nella comprensione biblica il cavallo è citato quasi sempre in senso negativo. In un paese prevalentemente montagnoso, come nelle nostre valli alpine, il mezzo di trasporto prevalente era il mulo che può portare carichi molto pesanti per i sentieri più impervi e pericolosi e così diventava compagno di lavoro per l’uomo. Non invece il cavallo che vuole terreni e strade adatte; molto usato per la corsa e la guerra.
Il mulo è una figura di pace, il cavallo è una figura di guerra.
L’inserzione di questa “ricerca regale” è intrigante perché insinua nel lettore una domanda sibillina: se re Acab non si preoccupa per le condizioni del popolo, se ne occupa forse Elia?
Però adesso possiamo stare tranquilli perché è stato inviato da Dio per annunciare la fine della siccità.
Ma Elia sarà un obbediente ambasciatore di giustizia e di pace?
3^ – Abdia ed Elia. Il nome completo del primo ministro tradotto con Abdia in ebraico è Abad-ja, abbreviazione di Abad-JHWH , cioè “Servo di JHWH”.
Sappiamo che per gli antichi il nome non era un semplice suono, ma un programma di vita per chi lo portava.
Allora è vero che Abdia è servo di JHWH?
I vv 3-4 dicono: «Abdia temeva molto Dio, quando Gezabele uccideva i profeti di JHWH, Abdia prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e procurò loro pane e acqua».
Poi al v12: «… ora il tuo servo teme JHWH fin dalla sua giovinezza».
Quindi siamo di fronte ad una figura di fede silenziosa, lontana dal chiasso e dalle manifestazioni di potenza che opera efficacemente a favore dei fratelli di fede in pericolo.
Non possiamo fare a meno di rilevare l’abilità di questo narratore che indirettamente ci mette davanti una figura di contrasto. Verso chi? Lo scrittore non lo dice perché è il lettore implicito che rispondere o rispondersi e cercare la risposta nel seguito.
E quelle poche righe che ci presentano la figura del re sono un giudizio su Acab o sull’istituzione monarchica? E noi potremmo aggiungere: su coloro che sono responsabili della vita dei popoli.
Elia inviato ad annunciare l’invio della pioggia chiede al primo ministro Abdia di essere presentato al re e dalla risposta di Abdia veniamo a sapere che in Samarìa era in corso una persecuzione dei fedeli di JHWH e che lo stesso Elia era un “ricercato”. Così comprendiamo perché Dio l’aveva “nascosto”, prima presso il torrente Cherit e poi a Zarepta.
Il testo mette in campo non solo il tema della fede ma anche quello dell’obbedienza. Abdia riesce ad essere obbediente al re e a Dio. Ed Elia riesce ad essere obbediente a Dio?
Notiamo anche che Abdia non ha avuto bisogno di pronunciare giuramenti per esprimere la sua fede, ma l’ha testimoniata rischiando la vita per essa, (3 volte il verbo uccidere) mentre Elia ancora una volta al v15 deve pronunciare il suo giuramento: «Per la vita di JHWH degli eserciti,alla cui presenza io sto» al fine di convincere Abdia. Forse perché tutti ritenevano che le sparava sempre molto grosse?
4^ – Elia e re Acab
In questa scena è in gioco il termine “rovina” che in ebraico suona “acor” o “akor” e le cui radicali sono anche quelle di Carmelo.
Questo termine è usato dal redattore perché rimanda alla località di Akor, un luogo maledetto, il cui significato si trova in Gs 7,24 ss. e Gs 6,18ss. (che consigliamo di leggere integralmente) come eziologia di un grande mucchio di pietre che si trovava della valle di Akor.
Brevemente. Quando Giosuè conquista Gerico la città è condannata allo herem, cioè allo sterminio, distruzione totale di abitanti, animali, case e oggetti di ogni genere. Nessuno deve usare qualcosa che provenga da Gerico. Però un certo Acan portò via degli oggetti d’oro e altre cose. Di seguito accade che Israele in una guerriciola perde la battaglia con diversi morti. Giosuè si rivolge al Signore il quale gli rivela che Israele ha peccato perché non ha rispettato lo sterminio. Fatte le dovute ricerche e trovato il colpevole eseguono il giudizio:
Gs 7,24 «Giosuè allora prese Acan di Zerach e l’argento, il mantello, il lingotto d’oro, i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino, le sue pecore, la sua tenda e quanto gli apparteneva. Tutto Israele lo seguiva ed egli li condusse alla valle di Akor. 25 Giosuè disse: «Come tu hai portato sventura a noi, così il Signore oggi la porti a te!». Tutto Israele lo lapidò, li bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate. 26 Eressero poi sul posto un gran mucchio di pietre, che esiste fino ad oggi. Il Signore allora desistette dal suo tremendo sdegno. Per questo quel luogo si chiama fino ad oggi Valle di Akor».
Quando Elia e Acab si accusano a vicenda di essere la rovina / “akor” di Israele, hanno in mente questo fatto.
E vanno avanti: “la rovina sei tu”. No, la rovina sei tu”…
Il risultato dell’incontro, o dello scontro, è la sfida del Monte Carmelo che anch’esso richiama Akor.
Ma, ci chiediamo: Elia non era stato inviato da Dio a re Acab per comunicare l’invio della pioggia?
Elia è profeta fedele a Dio? lui, che dice sempre: “alla cui presenza io sto“?
Certo, il re nella carestia prodotta dalla siccità, non si preoccupa della situazione del popolo, ma dei cavalli, ma Elia cosa fa di diverso dal re?
Lo zelo di Elia ha avuto il sopravvento sul compito ricevuto da Dio; l’annuncio della pioggia si è trasformato in una sfida sanguinosa.
Appendice sulla valle di Akor
Il profeta Osea ritiene che Israele possa abbandonare gli idoli per un intervento di amore appassionato di Dio trasformando la «valle di Akor in porta di speranza» e scrive:
Os 2,16 Perciò, ecco, la attirerò a me, / la condurrò nel deserto / e parlerò al suo cuore.
17 Le renderò le sue vigne /e trasformerò la valle di Akor / in porta di speranza. /Là canterà come nei giorni della sua giovinezza, / come quando uscì dal paese d’Egitto.
18 E avverrà in quel giorno / – oracolo del Signore – / mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
19 Le toglierò dalla bocca /i nomi dei Baal, / che non saranno più ricordati.
20 In quel tempo farò per loro un’alleanza / con le bestie della terra / e gli uccelli del cielo / e con i rettili del suolo;/ arco e spada e guerra / eliminerò dal paese; / e li farò riposare tranquilli.
21 Ti farò mia sposa per sempre, / ti farò mia sposa / nella giustizia e nel diritto, / nella benevolenza e nell’amore,/ 22 ti fidanzerò con me nella fedeltà / e tu conoscerai il Signore.
23 E avverrà in quel giorno / – oracolo del Signore – / io risponderò al cielo / ed esso risponderà alla terra;
24 la terra risponderà con il grano, / il vino nuovo e l’olio / e questi risponderanno a Izreèl.
25 Io li seminerò di nuovo per me nel paese / e amerò Non-amata; /e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio,
ed egli mi dirà: Mio Dio.