Lettura 15 Giona 3,1-4 Ninive come Sodoma

Gio 3,4 «Giona cominciò a percorrere la città camminando per un giorno e annunciava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà rovesciata/ hapak (Cei: distrutta)».

La corretta traduzione dell’annuncio di Giona ai niniviti è fondamentale se non si vogliono perdere i legami con altri passi biblici.
“Ninive sarà distrutta” allude semplicemente alla fine che hanno fatto molte città antiche, una più una meno…
Invece: «… Ninive sarà rovesciata / hapak richiama tutti i numerosi passi che nella Scrittura rimandano a Sodoma e Gomorra, le due città malvagie per eccellenza.
Passiamo in rassegna alcuni di questi collegamenti per tentare poi di comprendere l’atteggiamento di Giona verso Ninive.

Quando Sodoma sta per essere rovesciata i due angeli inviati da JHWH, cercano di convincere Lot, nipote di Abramo, a lasciare la città insieme ai famigliari. Arrivato ad un certo punto della fuga, Lot chiede di fermarsi in una città non troppo lontana, Zoar, perché non ce la fa più per la grande fatica. Riportiamo questa parte del dialogo:

Gn 19,21 «Rispose l’angelo: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non rovesciare / hapak (Cei: distruggere) la città di cui hai parlato. 22 Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, cioè rovesciare Sodoma, finché tu non vi sia arrivato».

Alcuni versetti dopo viene narrata la distruzione delle due città e dell’intera vallata:

Gn 19,23 «Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, 24 e JHWH fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente da JHWH. 25 E rovesciò / hapak (Cei: distrusse) queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo».

A conclusione del racconto troviamo una sorta di riepilogo generale:

Gn 19,29 «Così, quando Dio rovesciò / hapak (Cei: distrusse) le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot al rovesciamento / hapak Cei: catastrofe) mentre rovesciava / hapak (Cei: distruggeva) le città nelle quali Lot aveva abitato».

Vi sono poi altri libri che richiamano il rovesciamento delle due città.

Il libro di Deuteronomio è costituito da cinque lunghi discorsi di Mosè al popolo che sta per entrare nella Terra Promessa. All’inizio del terzo discorso Mosè parla delle “benedizioni” che seguiranno alla “custodia /osservanza” dell’Alleanza e delle “maledizioni” che invece potranno seguire alla rottura della relazione con JHWH.

Riportiamo l’inizio delle maledizioni.

Dt 29,21 «Allora la generazione futura, i vostri figli che sorgeranno dopo di voi e lo straniero che verrà da una terra lontana, quando vedranno i flagelli di quel paese e le malattie che il Signore gli avrà inflitte: 22 tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura, non sarà seminato e non germoglierà, né erba di sorta vi crescerà, come dopo il rovesciamento / hapak (Cei: sconvolgimento) di Sòdoma, di Gomorra, di Adma e di Zeboim, rovesciate / hapak (Cei: distrutte) dalla Sua collera e dal Suo furore…»

Nel libro del Profeta Isaia abbiamo dei vaticini contro le nazioni e in quello rivolto a Babilonia troviamo questo passaggio:

Is 13,19 «Babilonia, perla dei regni, / splendore orgoglioso dei Caldei,
sarà come Sòdoma e Gomorra rovesciate / hapak (Cei: sconvolte) da Dio».

Il profeta Geremia sconvolto e demoralizzato dall’insuccesso della sua predicazione e da tutte le angherie che ha subito, ad un certo punto si rivolge a Dio con una preghiera che certamente può scandalizzare tante persone pie, ma che mostra la sua grande fede in JHWH. Essa inizia con quel famoso: «Mi hai sedotto JHWH e io mi sono lasciato sedurre…»

Giunge fino a maledire il giorno della sua nascita e qui troviamo il passo che ci interessa:

Ger 20,15 «Maledetto l’uomo che portò la notizia / a mio padre, dicendo:
«Ti è nato un figlio maschio», colmandolo di gioia.
16 Quell’uomo sia come le città / che il Signore ha rovesciato / hapak (Cei: demolito) senza compassione».

Anche Geremia pronuncia una serie di oracoli contro le nazioni straniere. A riguarda di Edom dice:

Ger 49, 17 «Edom sarà oggetto di orrore; chiunque passerà lì vicino ne resterà attonito e fischierà davanti a tutte le sue piaghe. 18 Come nel rovesciamento / hapak (Cei: sconvolgimento) di Sòdoma e Gomorra e delle città vicine – dice JHWH – non vi abiterà più uomo né vi fisserà la propria dimora un figlio d’uomo».

Non è il caso di ricercare altri riferimenti e per tornare al nostro Giona possiamo affermare che nel pronunciare il suo: «… Ninive sarà rovesciata /hapak», si inserisce in un orizzonte di senso ben consolidato nella memoria del lettore del testo sacro.

In breve Ninive è destinata a fare la fine di Sodoma e Gomorra e diventare un’arida distesa di sale, come l’attuale Mar Morto.
Già, ma Giona da che parte sta?
Come pensa o spera che finirà la faccenda?
La laconicità del suo messaggio porta a pensare che non fa alcun sforzo che convinca i niniviti a cambiare vita.
Forse si attende o spera che scenda fuoco e zolfo dal cielo accompagnato da tutto l’armamentario degli dèi che sanno farsi rispettare.
D’altra parte “a questa crudele gentaglia” non è il caso di fare sconti.
Oppure sa già come andrà a finire e allora non ci mette neanche una briciola di entusiasmo.
Eppure per predicare “a quella gentaglia”, come abbiamo già detto ci vuole molto fegato.

E il nostro lettore implicito resta inchiodato al testo che deve ancora interrogare… e anche interrogarsi.