Lettura 14 Giona 3,1-4 A Ninive

Gio 3,1«E fu la parola di JHWH a Giona una seconda volta per dire: 2 “Alzati a vai a Ninive la grande /gadol città e annuncia per essa il messaggio che sto per dirti”. 3 E sia alzò Giona e andò a Ninive secondo la parola di JHWH. Ninive era una città molto grande agli occhi di Dio: ci volevano tre giorni a percorrerla tutta». 4 Giona cominciò a percorrere la città camminando per un giorno e annunciava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà rovesciata (Cei: “distrutta)».

1- Rileviamo che per la quarta volta si accenna a “Ninive la grande città“. Il numero quattro ha valenza simbolica perché rappresenta i quattro elementi cosmici. Allora Ninive assume valenza universale: un universo dominato dal male e dalla violenza. Questo rimanda la memoria del lettore al mondo precedente il diluvio quando, appunto dominava la violenza perché il cuore degli uomini concepiva solo male:

Gn 6,5 «JHWH vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E JHWH si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore».

Allora anche il nostro testo vuol dire che tutto il pianeta è sotto il dominio del male come lo era prima del diluvio.
Se è così ci siamo dentro tutti come già dicevamo alla lettura 2. Così il libro di Giona ha destinazione universale.

2- Osserviamo: “Annuncia il messaggio che sto per darti…” ma il messaggio non viene espresso; è sufficiente l’invito a recarsi a Ninive perché Giona si alzi e ci vada: già conosce che cosa dovrà annunciare e non gli occorrono ulteriori specificazioni. È chiaro il rimando al primo capitolo che recitava: « Gio 1,2 “Alzati va’ a Ninive la grande città e proclama contro di essa che il loro male è salito fino a me».

E non ci sono tentennamenti o obiezioni da parte del nostro profeta; ora egli è cambiato: l’avventura nel ventre del pesce lo ha “convertito“.

L’annuncio di Giona ai niniviti e stringatissimo: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà rovesciata“. Più laconico di così si muore.
Manca la formula del messaggero: “Così dice il Signore” oppure “Oracolo di JHWH“.
E non viene manifestato il motivo per cui la città sarà rovesciata.
Manca, da parte del profeta, il benché minimo tentativo di persuasione, di convincimento.
Pensiamo al fiume o alla valanga di parole che riversiamo sui nostri interlocutori quando vogliamo convincerli di qualcosa!

Qui invece, soltanto un misero: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà rovesciata».

Anche Gesù quando si rivolgerà ai pescatori di Galilea non si perderà in chiacchiere, ma userà un semplice. «”Vieni e seguimi”; e quelli lasciate le reti...»(Mt 4,19ss)

Forse potremmo pensare che Giona si limiti ad un messaggio così stringato perché lo fa controvoglia, ma non dobbiamo dimenticare cosa rischia e che probabilmente attribuendo la responsabilità della comunicazione a Colui che l’ha inviato godrebbe di una certa protezione. In realtà egli ci mette la faccia e gioca la partita in prima persona.

Giona è tutt’altro che codardo. È invece uno che ha fegato!