Santissima Trinità

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Letture del rito Ambrosiano

La santa Trinità

ALL’INGRESSO
Benedetta la santa e indivisibile Trinità
che crea l’universo e lo governa
e vive gloriosa nei secoli infiniti.

LETTURA Es 33, 18-23; 34, 5-7a
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere». Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni».

SALMO Sal 62 (63)

Ti ho cercato, Signore, per contemplare la tua gloria.

O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria. R

Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani. R

Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali. R

EPISTOLA Rm 8, 1-9b
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.

VANGELO Gv 15, 24-27
✠ Lettura del Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: “Mi hanno odiato senza ragione”. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».

DOPO IL VANGELO
Sia lode al Padre che regna nei cieli
e al Figlio che è sovrano con lui;
cantino gloria allo Spirito Santo
tutte le creature beate.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
O Trinità beata, a te cantiamo,
alla tua maestà ci prostriamo adoranti,
in te fermamente crediamo:
accresci la nostra fede.

ALLA COMUNIONE
Questa è la fede cattolica:
credere un solo Dio nella Trinità beata
e adorare la Trinità nell’unico Dio.

Ufficio delle letture

La santa Trinità

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allor e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti, salda
custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.

RESPONSORIO
Benediciamo il Padre e il Figlio e lo Spirito santo:
lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.

Benedetto Dio nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.

SALMODIA
Cantico 1 Sam 2, 1-10
La gioia e la speranza degli umili sono in Dio
Nessuno potrà vedere la gloria della risurrezione, se non chi avrà custodito integro il mistero della Trinità con l’inesauribile schiettezza della fede (S. Ambrogio).

Ant. Una è la sostanza, uno il santo volere e del Padre e del Figlio e dello Spirito santo; *
del Dio Trino ed uno unica è la potenza, indivisa la gloria.

Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio.

Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c’è santo come il Signore, *
non c’è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette.

L’arco dei forti s’è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.

La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.

Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,

per farli sedere con i capi del popolo, *
e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre *
Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L’Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria.

Ant. Una è la sostanza, uno il santo volere e del Padre e del Figlio e dello Spirito santo; *
del Dio Trino ed uno unica è la potenza, indivisa la gloria.

Cantico Sir 39, 13-16a. 18-20. 35
Tutte le opere del Signore sono magnifiche
Ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali (Col 3, 16).

Ant. Uno è il regno del Padre, del Figlio e dello Spirito; *
una la grazia, la potenza e l’azione della sovrana Trinità beata.

Ascoltatemi, figli santi, *
e crescete come una pianta di rose su un torrente.

Come incenso spandete un buon profumo, *
fate fiorire fiori come il giglio,

spandete profumo e intonate un canto di lode; *
benedite il Signore per tutte le opere sue.

Magnificate il suo nome; †
proclamate le sue lodi *
con i vostri canti e le vostre cetre;

così direte nella vostra lode: †
«Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore! *
Ogni sua disposizione avrà luogo a suo tempo!».

A un suo comando si compie quanto egli vuole; *
nessuno può ostacolare il suo aiuto.

Ogni azione umana è davanti a lui, *
non è possibile nascondersi ai suoi occhi.

Il suo sguardo passa da un’eternità all’altra, *
nulla è straordinario davanti a lui.

Ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca *
e benedite il nome del Signore.

Gloria.

Ant. Uno è il regno del Padre, del Figlio e dello Spirito; *
una la grazia, la potenza e l’azione della sovrana Trinità beata.

Cantico Gb 38, 4-11. 16-18; 42, 2. 5-6
Lode alla divina sapienza del Creatore
Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo ma lo Spirito di Dio, per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato (1 Cor 3, 12).

Ant. Chi lietamente accoglie l’unico Figlio di Dio, *
apre il suo cuore anche al Padre e allo Spirito.

«Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? *
Dillo, se hai tanta intelligenza!

Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, *
o chi ha teso su di essa la misura?

Dove sono fissate le sue basi *
o chi ha posto la sua pietra angolare,

mentre gioivano in coro le stelle del mattino *
e plaudivano tutti i figli di Dio?

Chi ha chiuso tra due porte il mare, *
quando erompeva uscendo dal seno materno,

quando lo circondavo di nubi per veste *
e di densa caligine per fasce?

Poi gli ho fissato un limite *
e gli ho messo chiavistello e porte

e ho detto: “Fin qui giungerai e non oltre *
e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”.

Sei mai giunto alle sorgenti del mare *
e nel fondo dell’abisso hai tu passeggiato?

Ti sono state indicate le porte della morte *
e hai visto le porte dell’ombra funerea?

Hai tu considerato le distese della terra? *
Dillo, se sai tutto questo!».

Comprendo che puoi tutto *
e che nessuna cosa ti è impossibile.

Io ti conoscevo per sentito dire, *
ma ora i miei occhi ti vedono.

Perciò mi ricredo e ne provo pentimento *
su polvere e cenere.

Gloria.

Ant. Chi lietamente accoglie l’unico Figlio di Dio, *
apre il suo cuore anche al Padre e allo Spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo
1 Cor 2, 1-16

Il grande mistero della volontà di Dio

Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano (Is 64, 3).
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? (Is 40, 13).
Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

RESPONSORIO
Per mezzo dello Spirito
Dio ci ha rivelato una sapienza
che nessuno dei dominatori di questo mondo
ha potuto conoscere,
perché la nostra fede non fosse fondata
sulla sapienza umana,
ma sulla potenza divina.

Ti benediciamo, o Padre,
che hai rivelato ai piccoli i tuoi misteri,
perché la nostra fede non fosse fondata
sulla sapienza umana,
ma sulla potenza divina.

SECONDA LETTURA
Dal trattato su «La Trinità» di sant’Agostino, vescovo
XV, 51

Che io mi ricordi di te, ti comprenda, ti ami!

Signore, Dio nostro, noi crediamo in te Padre, Figlio e Spirito santo. Infatti la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le genti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo» (Mt28, 19), se tu non fossi Trinità.
Né tu ci avresti comandato, Signore Dio, di essere battezzati nel nome di chi non fosse il Signore Dio. E neppure si sarebbe detto per divina ispirazione: «Ascolta, Israele: il Signore tuo Dio è un unico Dio» (Dt 6, 4), se tu così non fossi Trinità da essere un unico Signore Dio.
E se tu, Dio Padre, non fossi identico al Figlio, tuo Verbo, Gesù Cristo, e allo Spirito santo, vostro dono, noi non potremmo leggere nella lettera della Verità: «Dio ha mandato il Figlio suo» (Gal 4, 4; Gv 3, 17); né tu, o Unigenito, avresti detto dello Spirito santo: «Il Padre manderà lo Spirito santo nel mio nome» (cfr. Gv 14, 26) e «il Consolatore che io vi manderò dal Padre» (Gv 15, 26).
Indirizzando il mio sforzo a questa regola di fede, per quanto ho potuto, per quanto tu mi hai dato di potere, ti ho cercato e ho desiderato di intendere ciò che ho creduto, e molto ho indagato e faticato. Signore Dio mio, unica mia speranza, esaudiscimi, perché non mi stanchi di cercarti, ma sempre, con cuore ardente, cerchi il tuo volto (cfr. Sal 104, 4). Donami la forza di cercarti, tu che ti sei fatto trovare e mi hai infuso la speranza di poterti trovare sempre di più. Davanti a te stanno la mia costanza e la mia debolezza: risana questa e conserva quella. Davanti a te sono poste la mia scienza e la mia ignoranza: accoglimi mentre entro là dove tu mi hai aperto; e là dove hai chiuso, aprimi allorché busso. Che io ti ricordi, ti comprenda, ti ami. Accresci in me tutto questo fino a che tu non mi abbia completamente trasformato.
So che è stato scritto: «Parlando molto non eviterai la colpa» (Prv 10, 19) e voglia il cielo che io parli solo per predicare la tua parola e per lodarti! Così anche se parlerò molto, non solo eviterò il peccato ma acquisterò un merito prezioso! Liberami, o Dio, dal multiloquio di cui io soffro nel profondo della mia anima, che è misera al tuo cospetto e si rifugia nella tua misericordia.
Anche se taccio con la bocca, non riesco tuttavia a tacere con i miei pensieri. Se pensassi solo quello che ti piace, non ti chiederei di liberarmi da questo multiloquio.
Sono invece molti i miei pensieri, pensieri umani, pensieri vani (cfr. Sal 93, 11).
Donami di non acconsentirvi, e, allorché arrivano ad affascinarmi, fa’ che io sia capace di respingerli senza indugiare in essi imbambolato.
E nemmeno abbiano tanto valore per me da ispirare qualcosa del mio operare, ma piuttosto, sotto la tua custodia, sia da essi difeso il mio giudizio, difesa la mia coscienza.
Un certo sapiente, chiamato Ecclesiastico, parlando di te, dice nel suo libro: «Potremmo parlare molto senza mai arrivare: la conclusione dei discorsi è che lui è tutto» (Sir 43, 27).
Quando dunque saremo arrivati a te, finirà questo «molto parlare senza arrivare»; tu solo allora rimarrai tutto in tutti (cfr. 1 Cor 15, 28); e ti loderemo senza fine con una sola parola, unificati anche noi in te.
Signore Dio unico, Dio Trinità, tutto quanto detto da me in questi libri proviene da te, lo conoscano anche coloro che sono tuoi; se c’è qualcosa di mio, ignoralo tu e venga ignorato anche dai tuoi. Amen.

SIMBOLO DETTO «ATANASIANO»
Chi vuol arrivare a salvezza *
prima di tutto bisogna che possieda la fede cattolica.

Chi non l’avrà conservata integra e inviolata *
senza alcun dubbio perirà in eterno.

Per la fede cattolica noi adoriamo *
l’unico Dio nella Trinità e la Trinità nell’Unità,

senza confondere le persone, *
senza separare la sostanza.

Altra è la persona del Padre, *
altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito santo.

Ma una è la divinità del Padre, del Figlio, dello Spirito santo, *
coeterna là maestà, uguale la gloria.

Quale il Padre, tale il Figlio, *
tale lo Spirito santo.

Increato il Padre, increato il Figlio, *
increato lo Spirito santo.

Immenso il Padre, immenso il Figlio, *
immenso lo Spirito santo.

Eterno il Padre, eterno il Figlio, *
eterno lo Spirito santo.

E tuttavia non sono tre eterni, *
ma un unico eterno.

Né sono tre increati o tre immensi, *
ma un unico increato e un unico immenso.

Allo stesso modo, onnipotente è il Padre, onnipotente il Figlio; *
onnipotente lo Spirito santo,

e tuttavia non sono tre onnipotenti, *
ma un unico onnipotente.

Dio è il Padre, Dio il Figlio, *
Dio lo Spirito santo;

e tuttavia non sono tre Dèi, *
ma un unico Dio.

Signore il Padre, Signore il Figlio, *
Signore lo Spirito santo;

e tuttavia non sono tre Signori, *
ma un solo Signore.

Come la verità cristiana ci obbliga a credere *
ciascuna persona come Dio e Signore,

così la fede cattolica ci proibisce di asserire *
l’esistenza di tre Dèi o di tre Signori.

Il Padre non è stato fatto né creato da nessuno, *
né da nessuno è stato generato.

Il Figlio dal Padre solo *
è generato, non fatto né creato.

Lo Spirito santo è dal Padre e dal Figlio: *
non è né fatto né creato né generato, ma solamente procede.

Uno solo è il Padre, non ci sono tre Padri; +
uno solo è il Figlio, non ci sono tre Figli; *
uno solo lo Spirito santo, non ci sono tre Spiriti santi.

E in questa Trinità non c’è niente che sia prima o dopo, *
che sia maggiore o minore:

tutte e tre le Persone *
sono coeterne ed eguali tra loro.

Sicché, per ogni aspetto *
noi adoriamo l’Unità nella trinità e la Trinità nell’Unità.

Così dunque ritenga *
chi vuol essere salvo.

Ma per la salvezza è necessario anche credere *
l’incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Questa è la nostra fede: credere e proclamare *
che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio è Dio e uomo.

Dio dalla sostanza del Padre, *
generato prima di tutti i secoli;

uomo dalla sostanza della Madre, *
nato nel tempo.

Dio perfetto, uomo perfetto, *
composto di umana carne e di anima spirituale.

Uguale al Padre secondo la divinità, *
minore del Padre secondo l’umanità;

e, benché sia Dio e uomo, *
non ci sono due, ma c’è un unico Cristo.

Uno non per la mutazione della divinità nella carne, *
ma per l’assunzione dell’umanità da parte di Dio.

Uno non per confusione di sostanze, *
ma per l’unità della persona.

Come l’anima spirituale e la carne *
costituiscono un unico uomo,

così, unico è Cristo, *
Dio e uomo.

Egli patì per la nostra salvezza, *
discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte.

Alla sua venuta tutti gli uomini risorgeranno coi loro propri corpi *
e renderanno conto delle loro azioni.

Coloro che avranno fatto il bene *
andranno nella vita eterna.

Coloro che avranno fatto il male *
andranno nel fuoco eterno.

Questa è la fede cattolica: *
solo chi crederà con perseveranza e fermezza potrà essere salvo.

ORAZIONE
Donaci, o Dio, di custodire illibata
la fede trinitaria,
nella quale dall’origine la Chiesa
trova il fondamento della sua predicazione
e l’alimento della sua vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

La santa Trinità con storie di san Dionigi

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O Sole vero, irràdiati! 
(S. Ambrogio).

Ant. «Quando verrà il Consolatore che io manderò dal Padre, *
lo Spirito di verità che dal Padre procede, egli mi renderà testimonianza».

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. «Quando verrà il Consolatore che io manderò dal Padre, *
lo Spirito di verità che dal Padre procede, egli mi renderà testimonianza».
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                   (Pausa di preghiera silenziosa)
Padre, unica fonte della vita increata,
principio dell’ineffabile verità e dell’amore eterno,
fa’ che i tuoi fedeli
si aprano al fuoco dello Spirito
e, divenuti partecipi in Cristo della natura divina,
arrivino a contemplare il tuo volto
con animo libero e puro.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso
Tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale 
(1 Cor 10, 1-3).

Ant. Credendo proclamiamo il Padre, il Figlio, lo Spirito santo, *
e nella Trinità unica ed indivisa con tutto il cuore affermiamo la pienezza della vita divina, e l’unità della eccelsa potenza.

Voglio cantare in onore del Signore: †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.

È il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.

I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: *
«Inseguirò, raggiungerò, spartirò il bottino,

se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».

Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità, Signore?

Chi è come te tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.

Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua promessa,

luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
in eterno e per sempre.

Gloria.

Ant. Credendo proclamiamo il Padre, il Figlio, lo Spirito santo, *
e nella Trinità unica ed indivisa con tutto il cuore affermiamo la pienezza della vita divina, e l’unità della eccelsa potenza.

Salmi laudativi
Salmo 148
Glorificazione di Dio Signore e Creatore
A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5, 13).

Ant. Lodate il Padre dai cieli e il Figlio che vive in eccelso, *
lodate lo Spirito santo, angeli tutti di Dio.

Lodate il Signore dai cieli, *
lodatelo nell’alto dei cieli.

Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, *
lodatelo, voi tutte, sue schiere.

Lodatelo, sole e luna, *
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.

Lodatelo, cieli dei cieli, *
voi acque al di sopra dei cieli.

Lodino tutti il nome del Signore, *
perché egli disse e furono creati.

Li ha stabiliti per sempre, *
ha posto una legge che non passa.

Lodate il Signore dalla terra, *
mostri marini e voi tutti abissi,

fuoco e grandine, neve e nebbia, *
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,

monti e voi tutte, colline, *
alberi da frutto e tutti voi, cedri,

voi fiere e tutte le bestie, *
rettili e uccelli alati.

I re della terra e i popoli tutti, *
i governanti e i giudici della terra,

i giovani e le fanciulle, †
i vecchi insieme ai bambini *
lodino il nome del Signore:

perché solo il suo nome è sublime, †
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. *
Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.

È canto di lode per tutti i suoi fedeli, *
per i figli d’Israele, popolo che egli ama.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Lodate il Padre dai cieli e il Figlio che vive in eccelso, *
lodate lo Spirito santo, angeli tutti di Dio.

Salmo diretto
Salmo 92
Esaltazione della potenza di Dio creatore
«Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i Credenti in lui 
(Gv 7, 38.39).

Il Signore regna, si ammanta di splendore; †
il Signore si riveste, si cinge di forza; *
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.

Saldo è il tuo trono fin dal principio, *
da sempre tu sei.

Alzano i fiumi, Signore, †
alzano i fiumi la loro voce, *
alzano i fiumi il loro fragore.

Ma più potente delle voci di grandi acque, †
più potente dei flutti del mare, *
potente nell’alto è il Signore.

Degni di fede sono i tuoi insegnamenti, †
la santità si addice alla tua casa *
per la durata dei giorni, Signore.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Concedi, Padre, ai tuoi figli
di custodire con cuore sincero
la fede nella Trinità divina,
che nel sacramento del battesimo
hanno professato con animo lieto.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
Padre, suprema fonte dell’essere
che il cielo e la terra hai creato,
luce amorosa di puro intelletto
che il Verbo eterno generando irraggi!

Divina è la tua origine,
o Figlio che nasci da vergine,
tu che mortale carne rivesti
e la mortalità nostra risani.

Spirito santo, fuoco inestinguibile,
principio nel mondo di vita celeste,
brucia ogni scoria, riscalda
il desolato gelo dell’anima.

O Padre, Figlio e Spirito,
o Trinità beata, unico Dio,
o palpitante e splendido mistero,
salva i tuoi servi oranti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, Verbo santo di Dio, gioiosamente diciamo:

Luce da Luce, figlio eterno del Padre, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che sei Dio vero da Dio vero, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che ti sei incarnato per opera dello Spirito santo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che siedi alla destra del Padre, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che dal Padre effondi su di noi lo Spirito di santità, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che con il Padre e lo Spirito santo sei adorato e glorificato, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.Amen.

Ora media

La santa Trinità

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

È l’ora terza. Gesù Signore
sale ingiuriato la croce,
ma noi pensosi gli offriamo
l’affetto di un animo orante.

Se in te nasce il Figlio di Dio,
la vita conservi incolpevole
e, con voce assidua implorando,
dischiudi il tuo cuore allo Spirito.

Quest’ora ha segnato la fine
al lungo torpore del male,
ha debellato la morte,
ha cancellato la colpa.

Di qui l’epoca inizia
della salvezza di Cristo,
nelle Chiese dell’universo
la verità s’irradia della fede.

Dalla gloria del suo patibolo
Gesù parla alla Vergine:
Ecco tuo figlio, o donna;
Giovanni, ecco tua madre.

Al vincolo di giuste nozze,
avvolte in profondo mistero,
era solo affidato in custodia
l’onore della Madre.

Stupendi prodigi dal cielo
confermano l’alto disegno;
la turba malvagia non crede,
chi crede ritrova salvezza.

Credo in un Dio Unigenito,
nato tra noi dalla Vergine,
che ha tolto i peccati del mondo
e siede alla destra del Padre.

Gloria si canti all’unico Dio
e a Gesù Cristo Signore,
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118 – 1-8 (Alef)
Meditazione della legge di Dio
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Ant. Dio ha mandato nei nostri cuori *
lo Spirito del suo Figlio, che grida: «Abbà, Padre!».

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

Ant. Dio ha mandato nei nostri cuori *
lo Spirito del suo Figlio, che grida: «Abbà, Padre!».

9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Ant. «Tutto quello che il Padre possiede è mio; *
per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà» – dice il Signore –.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

Ant. «Tutto quello che il Padre possiede è mio; *
per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà» – dice il Signore –.

17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Ant. «Il Consolatore, lo Spirito santo, che il Padre manderà nel mio nome, *
egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

Ant. «Il Consolatore, lo Spirito santo, che il Padre manderà nel mio nome, *
egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

TERZA

LETTURA BREVE
2 Cor 1, 21-22
Fratelli, è Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

RESPONSORIO
A Dio solo si addice l’onore e la gloria.

A Dio solo si addice l’onore e la gloria. *
Alleluia, alleluia.

A lui la lode nei secoli.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

A Dio solo si addice l’onore e la gloria. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Padre, unica fonte della vita increata,
principio dell’ineffabile verità e dell’amore eterno,
fa’ che i tuoi fedeli
si aprano al fuoco dello Spirito
e, divenuti partecipi in Cristo della natura divina,
arrivino a contemplare il tuo volto
con animo libero e puro.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
1 Cor 12, 4-6
Fratelli, vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

RESPONSORIO
A te la lode, Trinità beata.

A te la lode, Trinità beata. *
Alleluia, alleluia.

A te si canti gloria.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

A te la lode, Trinità beata. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Concedi, Padre, ai tuoi figli
di custodire con cuore sincero
la fede nella Trinità divina,
che nel sacramento del battesimo
hanno professato con animo lieto.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Ef 4, 3-6
Fratelli, cercate di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

RESPONSORIO
Varcate le porte di Dio con inni di grazie.

Varcate le porte di Dio con inni di grazie. *
Alleluia, alleluia.

Lodatelo, benedite il suo nome.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Varcate le porte di Dio con inni di grazie. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Padre, unica fonte della vita increata,
principio dell’ineffabile verità e dell’amore eterno,
fa’ che i tuoi fedeli
si aprano al fuoco dello Spirito
e, divenuti partecipi in Cristo della natura divina,
arrivino a contemplare il tuo volto
con animo libero e puro.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:

Concedi, Padre, ai tuoi figli
di custodire con cuore sincero
la fede nella Trinità divina,
che nel sacramento del battesimo
hanno professato con animo lieto.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri secondi

La santa Trinità

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

Se l’animo vacilla o s’impaura,
rinvigorisci e salva.
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

O viva fiamma della mia lucerna,
o Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

INNO
Padre, suprema fonte dell’essere,
che il cielo e la terra hai creato,
luce amorosa di puro intelletto
che il Verbo eterno generando irraggi!

Alla tua voce, Maria,
sobbalza il profeta futuro:
Elisabetta al mondo ti rivela
e ti saluta beata.

Divina è la tua origine,
o Figlio che nasci da vergine,
tu che mortale carne rivesti
e la mortalità nostra risani.

Spirito santo, fuoco inestinguibile,
principio nel mondo di vita celeste,
brucia ogni scoria, riscalda
il desolato gelo dell’anima.

O Padre, Figlio e Spirito,
o Trinità beata, unico Dio,
o palpitante e splendido mistero,
salva i tuoi servi oranti.
Amen.

RESPONSORIO
Siamo stati lavati, siamo stati santificati,
siamo stati giustificati
nel nome del Signore nostro Gesù Cristo
e nello Spirito del nostro Dio!
Unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora.

Benedetto sia il Padre
del Signore nostro Gesù Cristo,
nel quale abbiamo creduto
e siamo stati segnati
dallo Spirito Santo promesso.
Unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora.

SALMODIA
Salmo 109,1-5.7
Il Messia, re e sacerdote
Come il Padre si compiace nel Figlio, così anche il Figlio benedice il Padre: il Padre infatti rende onore al Figlio e il Figlio rende onore al Padre (S. Ambrogio).

Ant. Pregate mediante lo Spirito santo, conservatevi nell’amore di Dio Padre, *
attendete la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,

finchè io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici. 

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;

dal seno dell’aurora, *
come rugiada, io ti ho generato». 

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.

Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Salmo 133
Invito alla preghiera notturna

Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;

voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.

Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.

Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Pregate mediante lo Spirito santo, conservatevi nell’amore di Dio Padre, *
attendete la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.

PRIMA ORAZIONE
Signore Dio, Padre onnipotente,
guarda i tuoi servi che adorano la tua maestà;
benedicili e proteggili per il tuo unico Figlio
nella potenza dello Spirito Santo
e fa’ che trovino nella tua lode
letizia sempre più grande.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, *
e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» – dice il Signore -.

Lanima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria

Lanima mia magnifica il Signore.

Ant. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, *
e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» – dice il Signore -.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
Dio Padre, che mandando agli uomini
la Parola di verità e lo Spirito di santificazione
ci hai rivelato il tuo mistero mirabile,
donaci di confessare la vera fede
e di riconoscere la gloria della Trinità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Cantico
 Cfr. Ap 19, 1-7
Le nozze dell’Agnello
Dove c’è la Chiesa, lì c’è lo Spirito di Dio; e dove c’è lo Spirito di Dio, lì c’è la Chiesa e ogni grazia: lo Spirito è verità (S. Ireneo).

Ant. Ecco, s’immerge Cristo, su lui scende lo Spirito, parla dal cielo il Padre: *
nel mistero del santo lavacro del Giordano tutta vive ed agisce la Trinità beata.

Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.

Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.

Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l’Onnipotente.

Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria,

perché sono giunte le nozze dell’Agnello; *
la sua sposa è pronta.

Gloria.

Ant. Ecco, s’immerge Cristo, su lui scende lo Spirito, parla dal cielo il Padre: *
nel mistero del santo lavacro del Giordano tutta vive ed agisce la Trinità beata.

ORAZIONE
Giungano a te, o Dio, le nostre suppliche:
conserva nella fedeltà totale al tuo servizio
noi che confessando la Trinità santissima
siamo risorti dal fonte battesimale.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI
Adoriamo e benediciamo la santa Trinità, principio e sorgente di ogni bene:
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Padre santo, poiché non sappiamo pregare come si conviene, donaci il tuo santo Spirito,
– perché aiuti la nostra debolezza e interceda per noi.

Figlio di Dio, che hai donato lo Spirito santo alla tua Chiesa,
– fa’ che resti sempre con noi e ci confermi nella verità.

Vieni, o Spirito consolatore, e donaci i tuoi frutti di santità:
– amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, castità.

Eterno Padre, hai effuso nei nostri cuori il tuo Spirito che grida: Abbà, Padre!;
– fa’ che ci sentiamo in lui figli tuoi e diveniamo in eterno coeredi di Cristo.

O Cristo, hai mandato lo Spirito che procede dal Padre, perché ti rendesse testimonianza davanti al mondo;
– fa che, illuminati dalla sua verità, professiamo apertamente il tuo vangelo.

Spirito della nuova vita, dona la pace e la gioia eterna ai nostri defunti,
– e nella risurrezione risvegliali con la tua divina potenza.

Con l’animo dei piccoli,
ai quali sono stati rivelati i misteri del regno,
umilmente diciamo:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

La santa Trinità

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Prima che il giorno si chiuda,
a te si leva un’ultima preghiera:
con amore di padre
vegliaci nel riposo.

Quieta trascorra la notte
e senza torbidi sogni:
l’astuzia del Nemico
non arrivi a contaminarci.

A te si innalza, o Dio, la nostra supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 90
Sotto la protezione di Dio
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10, 9).

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Tu che abiti al riparo dell’Altissimo *
e dimori all’ombra dell’Onnipotente,

di’ al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, *
mio Dio, in cui confido».

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *
dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne, *
sotto le sue ali troverai rifugio.

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *
non temerai i terrori della notte,

né la freccia che vola di giorno, †
la peste che vaga nelle tenebre, *
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Mille cadranno al tuo fianco †
e diecimila alla tua destra; *
ma nulla ti potrà colpire.

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *
vedrai il castigo degli empi.

Poiché tuo rifugio è il Signore *
e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora,

non ti potrà colpire la sventura, *
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli darà ordine ai suoi angeli *
di custodirti in tutti i tuoi passi:

Sulle loro mani ti porteranno *
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Camminerai su aspidi e vipere, *
schiaccerai leoni e draghi.

Lo salverò, perché a me si è affidato; *
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

Mi invocherà e gli darò risposta; †
presso di lui sarò nella sventura, *
lo salverò e lo renderò glorioso.

Lo sazierò di lunghi giorni *
e gli mostrerò la mia salvezza.

Gloria.

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

LETTURA BREVE
Ap 22, 4-5
Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

RESPONSORIO BREVE
Custodiscimi, Signore.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

Proteggimi all’ombra delle tue ali.

Come pupilla degli occhi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Guarda questo giusto, che vedendosi rinchiuso nel carcere della terrena gravezza desidera partire per incominciare a essere con Cristo (S. Ambrogio).

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

ORAZIONE
Alla fine del giorno
che ha celebrato il Salvatore risorto,
a te salga, Padre, la supplica:
donaci di riposare nella pace, sicuri da ogni male,
e di ridestarci in letizia al canto delle tue lodi.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Inviolato fiore, purissima Vergine,
porta lucente del cielo,
Madre di Cristo amata, Signora piissima,
odi quest’inno di lode.
Casta la vita scorra, sia limpido l’animo:
così t’implorano i cuori.
Per la tua dolce supplica a noi colpevoli
scenda il perdono di Dio.
Vergine tutta santa, Regina bellissima,
inviolato fiore.

Oppure:

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Filippo Neri, sacerdote

San Filippo Neri

Filippo nacque a Firenze il 21 luglio 1515; dai domenicani di San Marco ebbe la sua prima formazione 
religiosa. A 18 anni fu mandato a Montecassino da uno zio che aveva un negozio, ma agli affari Filippo preferiva la solitudine e, appena poteva, si recava alla celebre abbazia benedettina per pregare, pur non sentendo la chiamata a farsi monaco. Poco dopo lo troviamo a Roma, dove sarebbe rimasto per oltre sessant’anni.
Frequentò corsi di teologia e filosofia presso l’università della Sapienza e, visitando chiese, catacombe, basiliche, dette inizio a una specie di predicazione ambulante, piena di spirito e di allegria, che conquisterà, in breve, tutta la simpatia dei romani. In particolare il suo fascino straordinario, fatto di buon umore e allegria, ma pieno di spirito evangelico, trascinò i giovani che lo seguirono con entusiasmo. Per loro Filippo mise in atto una delle sue idee più felici: l’Oratorio secolare, vera palestra di carità e santità, dove, oltre alle preghiere, ai canti e ai divertimenti, si organizzava l’assistenza ai poveri e ai malati. Con il suo confessore, nel 1548, fondò la Confraternita della Santissima Trinità, dedicata particolarmente all’assistenza dei pellegrini più poveri, dei carcerati, dei malati negli ospedali e nei lazzaretti; e nel 1551, per incrementare la devozione all’Eucaristia, istituì la pratica delle “Quarant’ore”.
Filippo fu consacrato sacerdote nello stesso anno, il 23 maggio, e, come sacerdote, entrò nella comunità dei cappellani di san Girolamo che esercitavano, tra l’altro, le funzioni di confessori e direttori di coscienza. Apprezzato come padre spirituale, si trovò subito circondato da un nutrito gruppo di discepoli, desiderosi di approfondire la loro spiritualità con preghiere, meditazioni, e l’ascolto dei sermoni di Filippo. Con loro ben presto diede vita alla Congregazione dell’Oratorio, una comunità chiamata così perché nata nell’ambiente oratoriano da lui organizzato.
Per le sue virtù e la sua capacità di curare i corpi e le anime fu amato, ammirato, venerato da papi, prelati e cardinali. Morì dopo una lunga e dolorosa malattia il 26 maggio 1595, assistito dal card. Federico Borromeo. Venne proclamato santo nel 1622 da Gregorio XV.