Lettura 10 Giona 2,2-3 La preghiera di Giona, un primo sguardo

Giona 2,2 «Dal ventre della pescia Giona pregò JHWH suo Dio 3 e disse:

«Nella mia angoscia ho gridato a JHWH / ed egli mi ha risposto;

dallo Sheol (profondo degli inferi) ho gridato / e tu hai ascoltato la mia voce.

4 Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare / e un torrente mi ha circondato;

tutti i tuoi flutti e le tue onde / su di me passavano.

5 E dicevo: Sono gettato / lontano dai tuoi occhi;/ ma continuerò a guardare / verso il tuo santo tempio.

6 L’acqua sopra di me mi toglieva il respiro, / l’abisso mi avvolgeva, i giunchi avvinghiavano il mio capo.

7 Sono disceso yarad alle radici dei monti, / la terra ha chiuso le sue sbarre / su di me per sempre, / Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, JHWH mio Dio.

8 Quando mi mancava il respiro, / mi sono ricordato di JHWH.

La mia preghiera è giunta fino a te, / nel tuo santo tempio.

9 Coloro che si rivolgono ad idoli vani / hanno abbandonano la loro hesed (amore/grazia).

10 Ma io con voce di lode offrirò a te il sacrificio / adempirò il voto che ho fatto;

la salvezza appartiene a JHWH».

11 E JHWH comandò al pesce ed esso vomitò Giona sull’asciutto».

La preghiera di Giona è composta di parti tratti da diversi salmi quasi ad indicare che abbia percorso tutto il salterio. Ne riportiamo alcuni mostrandone i rimandi versetto per versetto attraverso il segno =>.

v2 => Sal 18,7 Nel mio affanno invocai JHWH / nell’angoscia gridai al mio Dio:

dal suo tempio ascoltò la mia voce, /al suo orecchio pervenne il mio grido.

Sal 120,1Nella mia angoscia ho gridato a JHWH / ed egli mi ha risposto.

Sal 130,1Dal profondo a te grido, o JHWH; / 2 JHWH, ascolta la mia voce.

v3 => Lam 3:1 Io sono l’uomo che ha provato la miseria / sotto la sferza dell’ira di Dio.

2 Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare / nelle tenebre e non nella luce.

3 Solo contro di me egli ha volto e rivolto / la sua mano tutto il giorno.

4 Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, / ha rotto le mie ossa.

5 Ha costruito sopra di me, mi ha circondato / di veleno e di affanno.

6 Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi / come i morti da lungo tempo.

Sal 31, 23 Io dicevo nel mio sgomento: / «Sono escluso dalla tua presenza».

Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera / quando a te gridavo aiuto.

Sal 42,8 Un abisso chiama l’abisso al fragore delle tue cascate; / tutti i tuoi flutti e le tue onde sopra di me sono passati.

v4 => Sal 18,5 Mi circondavano flutti di morte, / mi travolgevano torrenti impetuosi;

6 già mi avvolgevano i lacci degli inferi, / già mi stringevano agguati mortali.

v6 => Sal 18,5 Mi circondavano flutti di morte, / mi travolgevano torrenti impetuosi;

6 già mi avvolgevano i lacci degli inferi, / già mi stringevano agguati mortali.

Sal 69,2 Salvami, o Dio: /l’acqua mi giunge alla gola.

3 Affondo nel fango e non ho sostegno; / sono caduto in acque profonde / e l’onda mi travolge.

v7 => Sal 30,4 JHWH, mi hai fatto risalire dagli inferi, / mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

Sal 130,3 Se consideri le colpe, JHWH, / JHWH, chi potrà sussistere?

4 Ma presso di te è il perdono: / e avremo il tuo timore.

v8 => Sal 5,8 Ma io per la tua grande misericordia / entrerò nella tua casa;

mi prostrerò con timore / nel tuo santo tempio.

Sal 18,7 Nel mio affanno invocai JHWH, / nell’angoscia gridai al mio Dio:

dal suo tempio ascoltò la mia voce, / al suo orecchio pervenne il mio grido.

Sal 142,4 Mentre il mio spirito vien meno, / tu conosci la mia via.

Nel sentiero dove cammino / mi hanno teso un laccio.

Sal 143,4 In me languisce il mio spirito, / si agghiaccia il mio cuore.

v9 => Sal 32,7 Tu detesti chi serve idoli falsi, / ma io ho fede nel Signore.

v10 => Sal 41,5 Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: / attraverso la folla avanzavo tra i primi / fino alla casa di Dio, / in mezzo ai canti di gioia / di una moltitudine in festa.

Se in prima battuta possiamo affermare che Giona abbia passato in rassegna tutto il salterio in realtà la sua preghiera è piuttosto un salmo di ringraziamento.

Allora ci possiamo chiedere quali sono le ragioni che Giona può avere per esprimere un salmo di ringraziamento. Egli si trova nel ventre del pesce e non alcuna idea di come la vicenda possa concludersi.

Possiamo tentare di spiegarlo riassumendo la sua vicenda. Ricevuto da Dio l’ordine di recarsi a Ninive e non volendo assolutamente eseguirlo, si allontana da Israele per porre la più grande distanza possibile tra sé e JHWH.

E una chiara rottura della relazione, relazione alla quale lui tiene più della sua stessa vita, tanto che durante la tempesta, non esita a dire a marinai di essere lui il colpevole e chiede loro di essere gettato a mare perché, abbiamo detto, preferisce morire che vivere fuori dalla comunione con Dio. E qui finisce nelle fauci del pesce. Il quale non lo stritola, non lo divora, lo serba in grembo come una madre fa con il suo bambino.

In tutto questo egli non può fare a meno di riconoscere che è tutta opera di Dio. Così Giona scopre che malgrado le sue intenzioni la relazione con Dio che egli aveva rotto è ripristinata perché Dio non è disposto a rompere con il suo profeta. Perché è il “sempre fedele”. Tu puoi rompere con Lui, ma lui non ti molla!

Avviene qui ciò che era già accaduto con il primo uomo.

Dopo che Adamo ed Eva hanno mangiato del frutto dell’albero nel giardino di Eden, si nascondono, ma poiché l’unico che poteva vederli era soltanto Dio, essi si nascondono da Dio. Anche in questo caso è giocata la rottura della comunione, relazione con Lui.

Ma Dio non disposto a lasciar naufragare il suo progetto e così va alla ricerca delle sue creature:

Gn 3,8 «Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». 10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

Allora anche per Giona possiamo affermare che il ringraziamento dipende dall’avere ritrovata la comunione con il suo Dio. E non per merito suo, ma di Dio stesso.

E questo, a dir poco, è grandioso!