Lettura 17 Giona 3,5-10 La non conversione di Gerusalemme
Ora dobbiamo esaminare la reazione di Giona alla conversione dei niniviti, ma per fare questo dobbiamo renderci conto anzitutto del portato culturale che lo riguardava. E con lui anche gli ebrei, di ieri o di oggi, e tutti coloro che frequentano il testo sacro.
La conversione di Ninive e soprattutto del suo re non può fare a meno di richiamare alla mente un episodio analogo accaduto a Gerusalemme, ma con esito diametralmente opposto. Il fatto è accaduto alla vigilia della caduta della città santa al tempo del profeta Geremia. Siamo intorno al 590 a. C.
Ger 36:1 Nel quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, questa parola fu rivolta a Geremia da parte di JHWH: 2 «Prendi un rotolo da scrivere e scrivici tutte le cose che ti ho detto riguardo a Gerusalemme, a Giuda e a tutte le nazioni, da quando cominciai a parlarti dal tempo di Giosia fino ad oggi. 3 Forse quelli della casa di Giuda, sentendo tutto il male che mi propongo di fare loro, abbandoneranno ciascuno la sua condotta perversa e allora perdonerò le loro iniquità e i loro peccati».
Da parte di Dio c’è l’annuncio di una grande rovina che sta per abbattersi su Gerusalemme. Possiamo facilmente riconoscere che si tratta di un messaggio analogo a quello annunciato a Ninive da Giona.
Ger 36,4 Geremia chiamò Baruc figlio di Neria e Baruc scrisse, sotto la dettatura di Geremia, tutte le cose che il Signore gli aveva detto su un rotolo per scrivere. 5 Quindi Geremia ordinò a Baruc: «Io ne sono impedito e non posso andare nel tempio di JHWH. 6 Andrai dunque tu a leggere, nel rotolo che hai scritto sotto la mia dettatura, le parole di JHWH, facendole udire al popolo nel tempio del Signore in un giorno di digiuno; le leggerai anche ad alta voce a tutti quelli di Giuda che vengono dalle loro città. 7 Forse si umilieranno con suppliche dinanzi al Signore e abbandoneranno ciascuno la sua condotta perversa, perché grande è l’ira e il furore che il Signore ha espresso verso questo popolo».
Geremia spera nella conversione di Gerusalemme, ma non sembra sia la medesima speranza nutrita da Giona nei confronti di Ninive.
Ger 36,8 Baruc figlio di Neria fece quanto gli aveva comandato il profeta Geremia, leggendo sul rotolo le parole del Signore nel tempio.9 Nel quinto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, nel nono mese, fu indetto un digiuno davanti al Signore per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo che era venuto dalle città di Giuda a Gerusalemme. 10 Baruc dunque lesse nel libro facendo udire a tutto il popolo le parole di Geremia, nel tempio del Signore, nella stanza di Ghemarià, figlio di Safàn lo scriba, nel cortile superiore presso l’ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore.
Come nel caso di Giona anche a Gerusalemme il messaggio di Dio è annunciato anzitutto al popolo e solo in seconda battuta raggiunge il sovrano e i dignitari di corte.
Ger 36,11 Michea figlio di Ghemarià, figlio di Safàn, udite tutte le parole del Signore lette dal libro, 12 scese alla reggia nella stanza dello scriba; ed ecco là si trovavano in seduta tutti i capi dignitari: Elisamà lo scriba e Delaià figlio di Semaià, Elnatàn figlio di Acbòr, Ghemarià figlio di Safàn, e Sedecìa figlio di Anania, insieme con tutti i capi. 13 Michea riferì loro tutte le parole che aveva udite quando Baruc leggeva nel libro al popolo in ascolto.
14 Allora tutti i capi inviarono da Baruc Iudi figlio di Natania, figlio di Selemia, figlio dell’Etiope, per dirgli: «Prendi nelle mani il rotolo che leggevi ad alta voce al popolo e vieni».Baruc figlio di Neria prese il rotolo in mano e si recò da loro. 15 Ed essi gli dissero: «Siedi e leggi davanti a noi». Baruc lesse davanti a loro.
16 Allora, quando udirono tutte quelle parole, ebbero paura e si dissero l’un l’altro: «Dobbiamo senz’altro riferire al re tutte queste parole». 17 Poi interrogarono Baruc: «Dicci come hai fatto a scrivere tutte queste parole». 18 Baruc rispose: «Di sua bocca Geremia mi dettava tutte queste parole e io le scrivevo nel libro con l’inchiostro».
19 I capi dissero a Baruc: «Va’ e nasconditi insieme con Geremia; nessuno sappia dove siete». 20 Essi poi si recarono dal re nell’appartamento interno, dopo aver riposto il rotolo nella stanza di Elisamà lo scriba, e riferirono al re tutte queste cose.
21 Allora il re mandò Iudi a prendere il rotolo. Iudi lo prese dalla stanza di Elisamà lo scriba e lo lesse davanti al re e a tutti i capi che stavano presso il re. 22 Il re sedeva nel palazzo d’inverno – si era al nono mese – con un braciere acceso davanti.
23 Ora, quando Iudi aveva letto tre o quattro colonne, il re le lacerava con il temperino da scriba e le gettava nel fuoco sul braciere, finché non fu distrutto l’intero rotolo nel fuoco che era sul braciere.
Si osservi con quale accanimento e rabbia il re distrugge il rotolo man mano che viene letto. Comportamento radicalmente opposto a quello del re di Ninive.
Ger 36,24 Il re e tutti i suoi ministri non tremarono né si strapparono le vesti all’udire tutte quelle cose. 25 Eppure Elnatàn, Delaià e Ghemarià avevano supplicato il re di non bruciare il rotolo, ma egli non diede loro ascolto. 26 Anzi ordinò a Ieracmeèl, un principe regale, a Seraià figlio di Azrièl e a Selemia figlio di Abdeèl, di arrestare Baruc lo scriba e il profeta Geremia, ma il Signore li aveva nascosti.
27 Questa parola del Signore fu rivolta a Geremia dopo che il re ebbe bruciato il rotolo con le parole che Baruc aveva scritte sotto la dettatura di Geremia: 28 Prendi di nuovo un rotolo e scrivici tutte le parole di prima, che erano nel primo rotolo bruciato da Ioiakìm re di Giuda. 29 Contro Ioiakìm re di Giuda dichiarerai: «Dice il Signore: Hai bruciato quel rotolo, dicendo: Perché vi hai scritto queste parole: Certo verrà il re di Babilonia e devasterà questo paese e farà scomparire da esso uomini e bestie? 30 Per questo dice il Signore contro Ioiakìm re di Giuda: Egli non avrà un erede sul trono di Davide; il suo cadavere sarà esposto al calore del giorno e al freddo della notte. 31 Io punirò lui, la sua discendenza e i suoi ministri per le loro iniquità e manderò su di loro, sugli abitanti di Gerusalemme e sugli uomini di Giuda, tutto il male che ho minacciato, senza che mi abbiano dato ascolto».
A Ninive, come abbiamo visto, c’è stata una liturgia penitenziale che ha coinvolto persino gli animali, a Gerusalemme nessuno ha messo in pratica il minimo gesto di pentimento e di conversione.
Ger 36,32 Geremia prese un altro rotolo e lo consegnò a Baruc figlio di Neria, lo scriba, il quale vi scrisse, sotto la dettatura di Geremia, tutte le parole del libro che Ioiakìm re di Giuda aveva bruciato nel fuoco; inoltre vi furono aggiunte molte parole simili a quelle.
Il comportamento del re di Giuda e del re di Ninive sono completamente diversi. E dovremmo tenere presente che i giudei erano discendenti di Abramo, il popolo dell’Alleanza; il re era della stirpe di Davide, ma le sue orecchie, come quelle dei suoi ministri, erano tappate o addirittura ostili alle parole di Dio.
Potremmo individuare qualche attenuante per qualcuno quanto riguarda i dignitari della corte, ma alla fine la carica o la carriera hanno la meglio.
Qualche anno dopo 586/587 a. C. Gerusalemme cade nelle mani dei babilonesi che distruggono la città, radono al suolo il Tempio e così si avvera la parola rivelata da Dio a Geremia.