Nota esegetica 11 Le guerre di JHWH

Non è necessario cercare molte documentazioni per sostenere che la guerra è purtroppo una realtà connaturata nell’essere umano già all’emergere delle prime società umane. Le tombe che gli archeologi e paleontologi hanno trovato, anche quelle più antiche mostrano tra gli arredi che accompagnavano i defunti la presenza di armi, come punte di freccia in pietra o pugnali dello stesso materiale, il che mostra che già l’uomo delle caverne usava questi strumenti… e non solo per la caccia.
Le stesse grandi “civiltà” del passato si manifesta con la nascita di piccole comunità che via via si ingrandiscono diventando grandi imperi: Sumeri, Babilonesi, Egiziani, Assiri, Cinesi, ecc. che lasciano le loro tracce storiche attraverso famosi monumenti che sono il più delle volte monumenti memoriali di grandi battaglie con migliaia di morti ogni volta: «la guerra si rivela come una realtà permanente di questo mondo e come un male» (Leon Dufour). 
La stessa Bibbia narra, sin dai primi capitoli, la prima guerra. È la storia di Caino e Abele, che ricordiamo è una “eziologia metastorica” cioè spiegazione e risposta alla domanda di sempre: perché la guerra? Che secondo la cultura epocale diventa: “perché fin dalle origini gli uomini hanno fatto la guerra”. E per giunta questi erano due fratelli, il che significa che neanche i rapporti familiari impediscono quella triste attività.
E dobbiamo dire che già il primo evento “bellico” coinvolge Dio. Infatti Caino uccide Abele perché ha ritenuto che il sacrificio del fratello fosse più gradito del suo.
Questo coinvolgimento di Dio non riguarda solo Israele perché tutto l’Antico Vicino Oriente è animato da questa comprensione : guerre degli uomini che diventano guerre degli dèi, ma anche il contrario: guerre tra dèi che si ripercuotono in terra diventando guerre tra uomini. Una per tutte molto nota è la guerra di Troia, il cui motivo scatenante è un bisticcio tra due dee: un litigio tra Venere e Minerva che coinvolge il povero Paride incaricato di scegliere quale delle due fosse la più bella a cui segue una guerra tra gli dei dell’Olimpo nella quale sono trascinati i rispettivi fedeli. Ma non basta! Nella seconda metà dell’ottocento H. Schliemann scoprì le rovine dell’antica città di Troia, ma gli archeologi posteriori costatarono che la città scoperta in superficie aveva sotto di sé altri otto strati, il primo datato al 3000 a. C. il nono alla fine dell’impero romano. Quell’antica città aveva perciò subito ben nove  distruzioni. Possiamo ancora parlare di civiltà?

Per tornare al libro sacro, subito in Genesi 14, si narra che Abramo appena arrivato in Canaan si trova coinvolto in una guerra di quattro re locali contro altri cinque e si troverà costretto ad intervenire per liberare il nipote Lot, rapito con tutta la sua gente (Lettura 58 di Genesi vedi archivio). In questo caso sembra che Dio non fosse coinvolto.
Ma, lasciata la protostoria ed entrati nella storia cioè in Esodo troviamo subito una guerra che coinvolge JHWH.

Si tratta della guerra con Amalek che vuole vietare ad Israele di raggiungere la Terra della Promessa impedendogli di transitare nei pressi del suo territorio.
Abbiamo trattato diffusamente questo argomento nelle letture 38 e 39 di Esodo (vedi archivio).

Es.17,8 «Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. 9 Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». 10 Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. 11 Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. 12 Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. 13 Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada. 14 Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il cielo!».

(Abbiamo spiegato dettagliatamente il significato delle mani alzate in atteggiamento di preghiera nella citata lettura 38)
Questi ex schiavi hanno appena superato la seconda prova della sete e contemporaneamente hanno sperimentato che Dio ha accettato di essere messo alla prova – tentato – nasah, che si presenta un’altra sfida.
Il testo originale scrive letteralmente: Es 17,8 «E venne Amalek a combattere contro Israele a Refidim» quasi che con Amalek sia già avvenuto qualcosa di cui il lettore sia a conoscenza.
Refidim, non è mai stato localizzato: il deserto non offre molte strutture che possano essere identificate: è un luogo dove non c’è niente.

Il testo ci presenta due scene: una nella valle, l’altra sul monte.
La prima riguarda lo scontro tra due eserciti, che dobbiamo verosimilmente pensare storicamente come una battaglia tra due bande armate alla meglio e senza una struttura gerarchica definita, perché è gente appena fuggita dalla schiavitù e non può avere alcuna esperienza militare. Per usare una battuta delle nostre: una guerra fatta con i forconi e le fionde. Notare che Giosuè va in battaglia solo con «alcuni uomini». 
La seconda scena è sulla cima di un colle: “Mosè tende la mani  verso l’alto”.
Queste amni alzate verso l’alto è lo stile di preghiera tipico degli ebrei che stendono le mani verso l’alto volgendosi  verso Gerusalemme e il Tempio i luoghi sacri per eccellenza. Allo stesso modo, i musulmani quando pregano si rivolgono verso un luogo: la Mecca.
I cristiani non si rivolgono verso alcuna parte perché sanno che il Signore Gesù e lo Spirito sono lì presso di loro, vale a dire i cristianesimo non ha un baricentro di riferimento verso cui rivolgersi durante la preghiera.

Infatti nel Vangelo troviamo questo passo:

Mt 6,6 «Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Allora il luogo della preghiera del cristiano è quello in cui vive, cioè qualunque luogo, ovvero il mondo intero.

Ritornando ad Amalek, notiamo che man mano che il racconto prosegue la prima scena diviene sempre più sfumata fin quasi a sparire, mentre giganteggia la figura di Mosè con quelle mani alzate, tenute in alto da due aiutanti perché lui non ce la faceva più.
E restano così per tutto il giorno fino al tramonto del sole e la sconfitta di Amalek.
Da sottolineare: non c’è vittoria senza esercito e nemmeno senza quelle mani alzate. Però è un esercito che indietreggia quando le mani non sono alzate.
In questa guerra Dio non è neutrale, ma è coinvolto in pieno durante tutto il tempo dello scontro fino alla vittoria finale.

Allora possiamo dire che è la prima “Guerra di JHWH” che la Bibbia riporta.
In verità dovremmo ricordare anche le piaghe d’Egitto e l’attraversamento del Mar Rosso, ma non si è trattato di guerre vere e proprie. Ad ogni modo là il nemico, che andava contro il piano di Dio era faraone, ora è Amalek.
Però qui il coinvolgimento di JHWH è più che evidente; e oltretutto c’è una Sua promessa terribile: io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il cielo!».

In questo brano appare nitida la figura del Male rappresentato da Amalek contro il quale Dio opera costantemente senza tregua lunga tutta la storia.

Ma il Deuteronomio è ancor più duro:

Dt 25,17 «Ricordati di ciò che ti ha fatto Amalek lungo il cammino quando uscivate dall’Egitto: 18 come ti assalì lungo il cammino e aggredì nella tua carovana tutti i più deboli della retroguardia, mentre tu eri stanco e sfinito, e non ebbe alcun timor di Dio. 19 Quando dunque JHWH tuo Dio ti avrà assicurato tranquillità, liberandoti da tutti i tuoi nemici all’intorno nel paese che JHWH  tuo Dio sta per darti in eredità, cancellerai la memoria di Amalek sotto al cielo: non dimenticare»!

In definiva l’impegno di JHWH consiste nel cancellare la memoria di Amalek, ma è anche un imperativo di Israele, che sarà per sempre impegnato a ricordare ciò che Amalek gli ha fatto. 

Amalek qui è rappresentato come figura del Male Assoluto, allora bisogna esplorare chi è o cosa è Amalek.

Qui è necessario esplorare da dove proviene  Amalek. Ciò che sorprende è che tra Amalek ed Israele esisteva una certa parentela perché all’origine stanno i due figli di Isacco: Esaù e Giacobbe.
A suo tempo Esaù aveva disubbidito alle tradizioni di famiglia sposando due donne al di fuori della gente di Carran. Egli non è andato in Mesopotamia a cercarsi moglie come, poi, farà Giacobbe, ma aveva sposato due donne Ittite, come recita:

« Gn 34,34 Quando Esaù ebbe quarant’anni, prese in moglie Giudit, figlia di Beeri l’Hittita, e Basemat, figlia di Elon l’Hittita. 35 Esse furono causa d’intima amarezza per Isacco e per Rebecca».

Forse l’amarezza di Rebecca è una concausa che le avrebbe suggerito di spingere Giacobbe ad imbrogliare Isacco è ottenere la benedizione e il diritto di primogenitura con tutta l’eredità, sottraendola ad Esaù.
Ad ogni modo la generazione di Amalek segue questo percorso:

Gen 36,9 «Questa è la discendenza di Esaù, padre degli Idumei, nelle montagne di Seir. 10 Questi sono i nomi dei figli di Esaù: Elifaz, figlio di Ada, moglie di Esaù; Reuel, figlio di Basemat, moglie di Esaù. 11 I figli di Elifaz furono: Teman, Omar, Zefo, Gatam, Kenaz. 12 Elifaz, figlio di Esaù, aveva per concubina Timna, la quale ad Elifaz partorì Amalek. Questi sono i figli di Ada, moglie di Esaù. 13 Questi sono i figli di Reuel: Naat e Zerach, Samma e Mizza. Questi furono i figli di Basemat, moglie di Esaù. 14 Questi furono i figli di Oolibama, moglie di Esaù, figlia di Ana, figlio di Zibeon; essa partorì a Esaù Ieus, Iaalam e Core».

Per farla breve: Esaù sposa una donna ittita Ada, che gli partorisce Elifaz. Questi, a suo tempo, da una concubina avrà come figlio Amalek che darà nome al popolo che assale Israele appena fuggito dall’Egitto. Quindi Amalek, se così si può dire, porta uno stigma: discende da una donna ittita ed è figlio di una concubina.   

  17,8 «Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. […] 13Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada. 14Allora  JHWH  disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il cielo!».

Dobbiamo riflettere sul versetto conclusivo di questo brano e cercare di capire chi sia o cosa rappresenta Amalek.  
         Abbiamo già avuto l’occasione di dire che la Bibbia non è il resoconto cronachistico del succedersi degli eventi, ma è piuttosto la sedimentazione dell’esperienza di Dio che migliaia di generazioni hanno fatto e che ci sono state tramandate. Dapprima tradizioni orali poi scritte e più volte riviste: la parte più rilevante della redazione finale avviene nel post-esilio. Quindi per comprendere pienamente Es 17,8-16 dobbiamo considerare il tema degli amaleciti o amalekiti nella sua unità e complessità. Quello che si dice di questo popolo non è quello che pensassero Mosè o Giosuè, ma è piuttosto quello che dicevano ai tempi del post esilio quando la Bibbia prende la struttura che oggi conosciamo. Di Amalek si ricordano tutti gli i racconti negativi che sono pervenuti ai nostri redattori e che riportiamo in ordine cronologico.

La Bibbia non riporta notizie di guerre con Amalek durante il periodo dell’insediamento o quello dei Giudici, ma ne troviamo uno subito all’inizio della Monarchia, quando ancora la sua struttura politica era alquanto fragile.  

SAUL  CONTRO   AMALEK    1 Sam 15 

Unto re da poco tempo, e per certi versi ancora sotto la guida del profeta Samuele, Saul si vede costretto ad uno scontro con Amalek avvenuto intorno al 1000 a.C.  quando il primo re, Saul, era riuscito ad affrontare Amalek in una imboscata.
Qui Saul compie il primo peccato che lo porterà alla perdita del trono.

1Sam 15:1 «Samuele disse a Saul:2  Così dice  JHWH  degli eserciti: Ho considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha fatto per via, quando usciva dall’Egitto. 3 Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini».[…] 5 Saul venne alla città di Amalek e tese un’imboscata nella valle.   6 Disse inoltre Saul ai Keniti (o Madianiti): «Andate via, ritiratevi dagli Amaleciti prima che vi travolga insieme con loro, poiché avete usato benevolenza con tutti gli Israeliti, quando uscivano dall’Egitto». I Keniti (o Madianiti) si ritirarono da Amalek.7 Saul colpì Amalek da Avila procedendo verso Sur, che è di fronte all’Egitto.
8 Egli prese vivo Agag, re di Amalek, e passò a fil di spada tutto il popolo. […]  9Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio del bestiame minuto e grosso, gli animali grassi e gli agnelli, cioè tutto il meglio, e non vollero sterminarli; invece votarono allo sterminio tutto il bestiame scadente e patito».

Non possiamo riportare integralmente il brano, che però consigliamo di leggere, ma ci preme sottolineare la ragione della spedizione: in questo caso l’azione di Saul non era stata la risposta ad una razzia, come poi accadrà a Davide, ma si è trattato di una “guerra santa di sterminio (herem)” dichiarata da Dio per quello che Amalek aveva fatto agli schiavi in fuga dall’Egitto, che è quanto riporta il brano di Es 17, cha abbiamo esaminato sopra.
È importante rilevare il nome del re amalecita: “Agag” perché sarà richiamato più avanti nel libro di Ester.

Esamineremo il tema dello sterminio / herem nel corso della lettura del Deuteronomio perché qui è figura di punizione per quanto Amalek aveva fatto agli schiavi in fuga, mentre il suo significato è teologicamente più profondo.
Evidenziamo che lo sterminio di Amalek è richiesto da Dio tramite il profeta Samuele, allora si tratta a tutti gli effetti di una guerra di JHWH.

DAVIDE  CONTRO  AMALEK  1Sam 30

Anche Davide si trova a dover combattere contro Amalek. In questo racconto, che non possiamo riportare perché molto lungo, (e a maggior ragione suggeriamo di leggerlo) si narra che Amalek fece una delle tante razzie in una città meridionale di Giuda, Ziklag, e la distrusse appiccandole il fuoco, portando via donne e bambini con un ingente bottino..

In quel tempo Davide era prossimo a diventare re; Israele era già un regno che si era imposto sottomettendo alcuni  popoli vicini, ma con gli amaleciti c’era stato poco da fare perché non si scontravano mai in campo aperto ma, appunto, compiuta la razzia, sparivano. Nel deserto, poi, era difficile rintracciarli.

1 Sam30, 3 «Tornò dunque Davide e gli uomini che erano con lui ed ecco la città era in preda alle fiamme; le loro donne, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via [Da Amalek]. 4 Davide e la sua gente alzarono la voce e piansero finché ne ebbero forza. 5 Le due mogli di Davide, Achinoàm di Izrèel e Abigail, già moglie di Nabal da Carmel, erano state condotte via. 6 Davide fu in grande angoscia perché tutta quella gente parlava di lapidarlo. Tutti avevano l’animo esasperato, ciascuno per i suoi figli e le sue figlie. Ma Davide ritrovò forza e coraggio in JHWH suo Dio. 7 Allora Davide disse al sacerdote Ebiatar figlio di Achimelech: «Portami l’efod». Ebiatar accostò l’efod a Davide. 8 Davide consultò JHWH e chiese: «Devo inseguire questa banda? La raggiungerò?». Gli rispose: «Inseguila, la raggiungerai e libererai i prigionieri». 9 Davide e i seicento uomini che erano con lui partirono e giunsero al torrente di Besor, dove quelli rimasti indietro si fermarono. 10 Davide continuò l’inseguimento con quattrocento uomini: si fermarono invece duecento uomini che erano troppo affaticati per passare il torrente di Besor».

In questo caso Davide sarà fortunato  dato che  un egiziano schiavo di Amalek, abbandonato perché in fin di vita, lo guida al campo degli amaleciti. Si realizza così quanto Dio aveva detto.
Così Davide è in grado di ricuperare  bottino, uomini, bambini e donne tra cui due delle sue mogli che erano state rapite.
Anche in questo caso nella guerra di Davide con Amalek c’è di mezzo la consultazione di Dio è il suo presagio circa l’esito vittorioso della guerra. Allora possiamo dire che anche questa è “Guerra di JHWH. D’altra parte Dio non fa altro che essere coerente con quanto aveva decretato in Es. 17.

Nel nostro percorso tralasciamo i libri dei Profeti per non allungare troppo la nostra indagine e veniamo ad un libro alquanto recente, quello di Ester che è tutto intrecciato tra questa bellissima donna e un discendente di Amalek.

ESTER CONTRO  AMALEK

Tentiamo un breve riassunto del libro di  Ester, ma, al solito, è più che consigliabile leggerlo.
Nel libro di Ester composto nel II° secolo a. C. ma ambientato al tempo del primo post-esilio a Susa capitale della Persia, sotto il re Serse, Assuero per la Bibbia, troviamo un personaggio Amàn, figlio di Hammedàta  l’Agaghita, cioè discendente di Agag, il re contro cui aveva combattuto Saul, quindi un amalecita, che era diventato primo ministro dell’Impero Persiano.
I persiani avevano costruito un impero esteso dall’India fino al Mediterraneo che comprendeva un grande numero di popoli. In questo enorme impero ogni popolo poteva continuare a coltivare le sue usanze, le sue leggi, la sua religione.
Gli ebrei, che lungo la storia avevano subito diverse vicissitudini e che in questo immenso territorio erano sparsi un po’ dappertutto, potevano tranquillamente continuare a praticare i precetti della loro Legge. Uno di questi vietava di prostrarsi davanti ad un uomo perché l’unico davanti a cui inchinarsi è Dio.
Amàn si sente offeso da questa pratica e quando gli si presenta l’occasione propone al “Re dei Re”, Assuero, di promulgare un editto che ordina di uccidere in un determinato giorno tutti gli ebrei che risiedono in tutto l’Impero, Giudea compresa.
La narrazione diventa drammatica, ma, purtroppo, non possiamo riportarla. Sarà Ester, una bellissima ragazza ebrea, che a suo tempo era stata condotta con violenza dentro lo harem di Assuero la quale, diventata regina, convincerà il re ad annullare quella legge. Metterà anche in evidenza la malvagità di Amàn che verrà impiccato. Ecco una parte del versetto della condanna di Amàn:

Est 8,12 [Parla Assuero imperatore di Persia] «Così è il caso di Amàn figlio di Hammedàta, il Macedone, il quale estraneo, per la verità, al sangue persiano e ben lontano dalla nostra bontà, accolto come ospite presso di noi, aveva tanto approfittato dell’amicizia che professiamo verso qualunque nazione, da essere proclamato nostro padre e da costituire la seconda personalità nel regno, venendo da tutti onorato con la prostrazione. Ma non reggendo al peso della sua superbia, egli si adoperò per privare noi del potere e della vita e con falsi e tortuosi argomenti richiese la pena di morte per il nostro salvatore e in ogni circostanza benefattore Mardocheo [che aveva fatto padre a Ester rimasta orfana], per l’irreprensibile consorte del nostro regno Ester e per tutto il loro popolo. Pensava infatti per questa via di sorprenderci nell’isolamento e di trasferire l’impero dei Persiani ai Macedoni».

Così il giorno previsto per la strage di tutti gli ebrei diventa giorno di una grande festa, chiamata di Purim, che dura due giorni e dagli ebrei è celebrata ancora oggi.

In questo versetto Amàn discendente di Amalek viene definito Macedone: la spiegazione la troviamo più sotto. 

Nel libro di Ester, come nel racconto di Giuseppe (Gn 37 ss), Dio è presente solo sullo sfondo; non ci sono sacrifici, non ci sono profeti, non ci sono visioni, non ci sono rivelazioni, ma solo la pura fede nella certezza che Dio non abbandona i suoi fedeli. E alla fine si capisce come la tribolazione cui era stata sottoposta Ester all’inizio, faceva parte di un disegno più grande e imprevedibile.
Anche in questo caso così drammatico si può sostenere l’intervento di Dio che porta alla morte il discendente di Amalek e salva tutti gli ebrei.
Allora possiamo dire che anche questa è una “Guerra di JHWH, che annienta tutti gli amleciti.

I  MACCABEI  CONTRO  ANTIOCO  EPIFANE

Il libro di Ester è stato scritto quando a Gerusalemme regna Antioco Epifane, discendente da uno dei generali che alla morte di Alessandro Magno aveva ottenuta la parte dell’Impero Macedone comprendente la Siria e la Palestina all’incirca nel 300 a.C. 
Ora, Antioco Epifane aveva impostato una dura politica di forzata ellenizzazione, in contrasto con le liberalità precedenti, descritta in 1Maccabei 1.

 Quindi “il macedone” cui accenna il libro di Ester è Antioco Epifane per cui si pensa ad una continuità del MALE Assoluto  che perseguita il popolo eletto si dalle sue origini..

1 Mac 1,41 «Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo regno, che tutti formassero un sol popolo 42 e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli consentirono a fare secondo gli ordini del re. 43 Anche molti Israeliti accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. 44 Il re spedì ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda, ordinando di seguire usanze straniere al loro paese, 45 di far cessare nel tempio gli olocausti, i sacrifici e le libazioni, di profanare i sabati e le feste 46 e di contaminare il santuario e i fedeli, 47 di innalzare altari, templi ed edicole e sacrificare carni suine e animali immondi, 48 di lasciare che i propri figli, non circoncisi, si contaminassero con ogni impurità e profanazione, 49 così da dimenticare la Legge e mutare ogni istituzione, 50 pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. 51 Secondo questi ordini scritti a tutto il regno, stabilì ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città. 52Anche molti del popolo si unirono a loro, tutti i traditori della Legge, e commisero il male nella regione 53 e ridussero Israele a nascondersi in ogni possibile rifugio.
54 Nell’anno centoquarantacinque (167 a. C.), il quindici di Casleu il re innalzò l’abominio della desolazione [un idolo sull’altare del tempio]. Anche nelle città vicine di Giuda eressero altari 55 e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. 56 Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. 57Se qualcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte. 58 Con prepotenza trattavano gli Israeliti che venivano scoperti ogni mese nella città 59 e specialmente al venticinque del mese, quando sacrificavano sull’ara che era sopra l’altare dei sacrifici [nel tempio]. 60Mettevano a morte, secondo gli ordini, le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli, 61con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. 62 Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi immondi 63 e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza; così appunto morirono».

Il simbolo di tutto questo viene sintetizzato con due parole: “abominio della desolazione” come riporta il testo originale. Tutto questo per un ebreo è il Male Assoluto.

Se è così il regime imposto da Antioco Epifane e suoi successori è una continuazione di quel Male che Israele incontra appena uscito dall’Egitto. Allora la guerra o guerriglia che i Maccabei impostano contro il re è una continuazione della Guerra di JHWH,  anche se in questi racconti non ci sono, rivelazioni, visioni, profezie, ma solo la pura e nuda fede di chi vuole essere fedele alla Religione dei Padri.   

RIPRESA SINTETICA

Cerchiamo ora di tracciare una pista di riflessione che ci aiuterà a comprendere meglio ed arricchire anche leggendo interamente i testi citati.

Il “mio popolo” “esce” – “yazah” – “esodo” – “viene alla luce”, (lettura 2 di Esodo) uscendo dal grembo dell’Egitto, attraverso una “Guerra Santa” condotta da JHWH contro Faraone, il quale non è un personaggio storico, ma la personificazione del Male, il Male Assoluto perché con “ostinazione o indurimento del cuore” va direttamente contro il progetto di Dio.
Appena mossi i primi passi questo “popolo bambino” incontra un nemico, Amalek, che cerca di sopprimerlo. In questo modo Amalek diventa il prosecutore del disegno di Faraone: Amalek è la nuova figura storica del Male Assoluto… che però deve fare i conti con JHWH.
Più avanti gli scontri avvengono con il neo re Saul e per questo il profeta Samuele gli impone di sterminare del tutto Amalek. E Saul sarà rigettato come re perché non avendo eseguito completamente lo herem / sterminio, si è messo dalla parte del Male Assoluto.
Questo Male Assoluto fiancheggia tutta la storia del “mio popolo“: lo trova Davide, e poi lo ritroviamo nel Libro di Ester in cui Dio sconfigge questo Male non mediante un esercito, ma…”una donna”! Infine lo ritroviamo anche nei due libi dei Maccabei.
Tutte queste “Guerre di JHWH” sono condotte perché il popolo della promessa, uno dei più piccoli e insignificanti, sia in grado di portare al mondo il quella salvezza che si realizzerà in pienezza nei giorni di pasqua, quando il Figlio dopo essere stato appeso alla croce risorgerà da morte. Come promessa rivolta a tutti gli uomini. 

CONCLUSIONE

Fin qui abbiamo visto una elaborazione delle Guerre di JHWH sotto il profilo storico, vale a dire, Dio entra invisibilmente in azione attraverso l’aiuto concesso più e più volta al popolo prediletto.

Però c’è un’altra “Guerra di JHWH” meno visibile perché ha a che fare con entità spirituali. Di questo non molto è filtrato nella Bibbia in modo esplicito. Bisognerebbe rivolgersi ai libri Apocrifi dell’Antico Testamento, che tuttavia pur essendo apocrifi a volte sono citati da Gesù Cristo stesso.

Non vogliamo entrare in questo contesto e poniamo solo alcune domande.
Da dove viene il Serpente di Genesi?
Non è lì che Dio annuncia una guerra tra la stirpe della donna (Maria?) e il serpente?
E Gesù prima ancora di iniziare il suo ministero, prima ancora di aprir bocca non si trova davanti il diavolo?
E tutti i Vangeli non sono la dimostrazione di una guerra senza esclusione di colpi tra il diavolo/ satana/ serpente contro Gesù per evitare che salga sulla croce? Per questo punto vedi in Glosse Nota esegetica 9 ” Il demonio nel Vangelo di Marco”.

Allora possiamo dire che c’è una “Guerra di JHWH” contro potenze spirituali, iniziata già dall’inizio della creazione.