Lettura 14 1Re 19,15 – 17 All’Oreb / Sinai 13 -18, 4a parte la missione di Elia

La teofanie non sono mai fine a se stesse. Una conoscenza di Dio che non tenga conto delle sue opere risulta sterile. Il nostro Dio appare sulla scena biblica anzitutto come “creatore”, anzi: “il Creatore”. La Bibbia si apre con le parole «In principio Dio creò…». E da subito, sino ad oggi, Egli è impegnato a “curare” la sua creazione in tutte le sue forme, delle quali quella umana è la più fragile e anche la più pericolosa.

In Es 3, quando JHWH chiama Mosè dal roveto ardente è per “mandarlo” in Egitto a liberare il popolo reso schiavo da Faraone. Nelle letture 10 e 11del libro di Esodo abbiamo trattato delle obiezioni di Mosè, appunto, e di altri profeti nell’eseguire il compito loro affidato.

In tutta la Bibbia, forse, c’è solo Maria che risponde con un “sì” incondizionato… E aveva di fronte solo un angelo, non Dio stesso!

Anche ad Elia Dio ha riservato un compito

1Re 19,15 «Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re di Aram. 16 Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto. 17 Se uno scamperà dalla spada di Cazaèl, lo ucciderà Ieu; se uno scamperà dalla spada di Ieu, lo ucciderà Eliseo».

In questo modo Dio ha esposto al nostro profeta il Suo progetto di nuova vita e noi dobbiamo verificare se Elia ascolterà o andrà ancora per conto suo.

Anzitutto Dio lo invia nel nord d’Israele nel deserto di Damasco, quindi una vita eremitica di preghiera e riceve anche l’incarico di:

ungere Cazaèl come re di Aram

ungere Ieu come re di Israele

ungere Eliseo come profeta al suo posto

Ma cosa c’entra Cazaèl che regna a Damasco, fuori di Israele e nemico di Israele?

Abbiamo visto (v10, Lettura 11) che la risposta alla domanda di Dio “Cosa tu qui Elia“?, conteneva l’accusa a JHWH di non interessarsi di quanto avviene in Israele, ma qui Dio gli annuncia un programma di rivoluzione politica che coinvolge addirittura altri regni. Per il semplice fatto che Dio è il Signore di tutta la terra e della stessa storia, tutta la storia.

Però… C’è un però molto importante che rileviamo direttamente dai testi.

2Re8,7 «Eliseo andò a Damasco. A Ben-Hadàd, re di Aram, che era ammalato, fu riferito: «L’uomo di Dio è venuto fin qui». 8 Il re disse a Cazaèl: «Prendi un dono e va’ incontro all’uomo di Dio e per suo mezzo interroga il Signore, per sapere se guarirò o no da questa malattia». 9 Cazaèl gli andò incontro prendendo con sé, in regalo, tutte le cose più squisite di Damasco, con cui caricò quaranta cammelli. Arrivato, si fermò davanti a lui e gli disse: «Tuo figlio, Ben-Hadàd, re di Aram, mi ha mandato da te con la domanda: Guarirò o no da questa malattia?». 10 Eliseo gli disse: «Va’ a dirgli: Tu guarirai; ma JHWH mi ha mostrato che egli certamente morirà». 11 Poi, con sguardo fisso, si irrigidì a lungo; alla fine l’uomo di Dio si mise a piangere. 12 Cazaèl disse: «Signor mio, perché piangi?». Quegli rispose: «Perché so quanto male farai agli Israeliti: brucerai le loro fortezze, ucciderai di spada i loro giovani, sfracellerai i loro bambini, sventrerai le loro donne incinte». 13 Cazaèl disse: «Ma che sono io tuo servo? Un cane potrebbe attuare questa grande predizione?». Eliseo rispose: «Il Signore mi ha mostrato che tu diventerai re di Aram». 14 Quegli si separò da Eliseo e ritornò dal suo padrone, che gli domandò: «Che ti ha detto Eliseo?». Rispose: «Mi ha detto: Certo guarirai». 15 Il giorno dopo costui prese una coperta, l’immerse nell’acqua e poi la stese sulla faccia del re che morì. Al suo posto divenne re Cazaèl».

Allora Elia non ha unto Cazaèl; al più Eliseo e comunque in un forma che non vede uso di olio.

Anche nel secondo caso Elia non pratica nessuna unzione, essa viene eseguita da un discepolo del discepolo.

2Re 9:1 «Il profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse: «Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d’olio e va’ in Ramot di Gàlaad. 2 Appena giunto, cerca Ieu figlio di Giòsafat, figlio di Nimsi. Entrato in casa, lo farai alzare dal gruppo dei suoi compagni e lo condurrai in una camera interna. 3 Prenderai il vasetto dell’olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: Dice JHWH: Ti ungo re su Israele. Poi aprirai la porta e fuggirai senza indugio». 4 Il giovane andò a Ramot di Gàlaad. 5 Appena giunto, trovò i capi dell’esercito seduti insieme. Egli disse: «Ho un messaggio per te, o capo». Ieu disse: «Per chi fra tutti noi?». Ed egli rispose: «Per te, o capo». 6 Ieu si alzò ed entrò in una camera; quegli gli versò l’olio sulla testa dicendogli: «Dice il Signore, Dio di Israele: Ti ungo re sul popolo di JHWH, su Israele».

Quindi Elia non ha unto né Cazaèl né Ieu.

Ancora una volta Elia è andato per conto suo?

Il proseguimento del racconto mostrerà che Elia non avrebbe mai potuto ungere quei due re, ma lo ha fatto il suo discepolo: Eliseo. Quindi Elia ha agito attraverso la mediazione del discepolo

Allora in questi due gesti Elia non è più lo spaccone che domina la scena, ma sta in posizione defilata; adesso sa che è Dio a muovere le fila della Storia perché Lui ne è il Signore.

E il suo ruolo sarà quello di vivere nel deserto, in solitudine, in preghiera e nel silenzio perché l’azione dei discepoli si efficace.