Lettura 48 Es 19-20 Il trattato di alleanza – berit, seconda parte
Lo schema dei trattati di alleanza in uso nelle culture prossime ad Israele, riportato nella lettura precedente, ci ha permesso di individuare le scansioni dell’Alleanza del Sinai, ma questa ha delle caratteristiche sue proprie non riscontrabili nelle altre, soprattutto per quanto riguarda le clausole del patto.
Anzitutto i trattati con il “Grande re” imponevano al popolo sottomesso tributi molto pesanti, infatti non avrebbe senso dominare un altro popolo se non per sfruttare le sue ricchezze.
Ora cerchiamo di fare emergere alcune specificità delle Alleanze proposte da Dio attraverso due testi fondamentali seguendo la traccia suggerita da G. A. Borgonovo, Ciclo di Abramo, Dispensa ISSR, 86-87, pg 37-ss.
Primo racconto
Gen 15:1 «Dopo tali fatti, questa parola del Signore avvenne (fu rivolta) ad Abram in visione: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». 2 Rispose Abram: «Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Eliezer di Damasco». 3 Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». 4 Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». 5 Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». 6 Egli haman (credette) al Signore, che glielo accreditò come giustizia. 7 E gli disse: «Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese». 8 Rispose: «Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?». 9 Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un piccione». 10 Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all’altra; non divise però gli uccelli. 11 Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abram li scacciava. 12 Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì. […] 17 Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi.
18 In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza / io ho dato questo paese / dal fiume d’Egitto / al grande fiume, il fiume Eufrate; 19 il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, 20 gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim, 21 gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei».
Anzitutto Dio parla di una “ricompensa molto grande”; ma “ricompensa” a fronte di quale prestazione? Cosa ha fatto di grande Abramo per guadagnare questa ricompensa?
Segue una sorta di protesta di Abramo perché il tempo passa ma il discendente non arriva. Protesta che Dio ritiene pertinente e per rassicurarlo gli offre un segno: l’infinito numero delle stelle del cielo. Abramo si fida.
Allora questa haman /fede è la risposta alla promessa di Dio.
Poi abbiamo il rito di stipula del patto. L’uso corrente era che i contraenti passassero in mezzo a degli animali squartati, che poi saranno bruciati, e il significato era: accada questo anche a me se non rispetto questo patto. Si tratta della “maledizione” che abbiamo visto assente nel racconto del Sinai.
Già, ma qui è solo Dio, rappresentato dal forno e dalla fiaccola, che compie il giuramento.
Invece Abramo dorme, «colto da un profondo torpore».
È una costate! Quando Dio opera qualcosa di importate, l’uomo dorme.
Accade questo alla creazione della donna in Gn 2,21 «Allora JHWH Dio fece scender un torpore sull’uomo che si addormentò…». Sono le stesse parole
Accade ancora nell’orto dei Getzemani quando Gesù deve decidere definitivamente della sua vita e soprattutto della sua opera; e la decisione può essere soltanto sua (vedi nota esegetica 5, parte finale:
Mt 28,43 «E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. 44 E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».
Tornando ad Abramo, il brano termina con il rinnovo della promessa di una discendenza numerosa e del possesso della terra (Abramo è ancora nomade).
Ma allora qual è l’impegno di Abramo? – La fede. – Tutto qui?
Il termine “credere” usato nel v6, non rende lo “haman” ebraico, che è anche l'”amen” che diciamo al termine delle preghiere. Purtroppo nel nostro linguaggio il verbo “credere” ha assunto un significato dubitativo: “Credo che domani pioverà”. Credo che la Borsa salga” cioè, quanto di più aleatorio si possa esprimere.
Haman, invece, significa: essere fermo, essere forte, stabilità, degno di fiducia, fermezza, sicurezza; come sostantivo vuol dire: roccia. Quindi la traduzione corretta potrebbe essere «Abramo si stabilì in JHWH» oppure «Abramo trovò in Dio il senso della sua vita».
Allora “credere” non è semplicemente ritenere vera un’affermazione, ma aderire all’Alleanza che Dio propone.
Nel v 18 abbiamo tradotto con “ho dato” anche se l’avvenimento non si è ancora realizzato perché i verbi ebraici non usano la nostra scansione temporale: passato, presente, futuro, ma solo imperfetto e perfetto; il perfetto può essere indifferentemente passato, presente, futuro ma significa che la cosa è fatta, è realizzata anche se non l’ho ancora sotto gli occhi e su di essa posso contare. Quindi, “ho dato”rende l’idea di un evento attuato anche se dovranno passare ancora alcuni secoli.
In questo racconto, Abramo non ha alcun rito da celebrare, nessun gesto da compiere, non riceve alcuna norma da osservare, quasi fosse semplice spettatore.
Possiamo allora dire che la clausola o l’impegno da parte dell’uomo in questa Alleanza è la “relazione” allo stato puro, cioè la fede.
Forse, immersi nel nostro materialismo, siamo portati a dire: “allora questa alleanza è solo acqua fresca”oppure… Oppure viene alla luce la precarietà o provvisorietà delle nostre relazioni.
Secondo racconto
Gen 17:1 «Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse:
«Io sono Dio onnipotente: / cammina davanti a me / e sii integro. /2 Porrò la mia ALLEANZA / tra me e te e ti renderò numeroso / molto, molto». 3 Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
4 «Eccomi: / la mia ALLEANZA è con te / e sarai padre / di una moltitudine di popoli.
5 Non ti chiamerai più Abram / ma ti chiamerai Abraham / perché padre di una moltitudine / di popoli ti renderò.
6 E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re. 7 Stabilirò la mia ALLEANZA con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come ALLEANZA perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. 8 Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio».
9 Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi “shamar” (osservare custodire) la mia ALLEANZA, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. 10 Questa è la mia ALLEANZA che dovete osservare, ALLEANZA tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. 11 Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell’ALLEANZA tra me e voi. 12 Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. 13 Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia ALLEANZA sussisterà nella vostra carne come ALLEANZA perenne. 14 Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia ALLEANZA».
15 Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. 16 Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei».
17 Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all’età di novanta anni potrà partorire? E Sara all’età di novanta anni potrà partorire?». 18 Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!». 19 E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia ALLEANZA con lui come ALLEANZA perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui. 20 Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. 21 Ma stabilirò la mia ALLEANZA con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l’anno venturo». 22 Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.
Questo brano presenta una struttura alquanto semplice.
1-8 la promessa
9-14 la circoncisione
15-21 la promessa
Il testo vede come redazione finale la tradizione sacerdotale P. Siamo quindi nel post-esilio e con tutte le traversie subite da Israele le norme religiose, compresa la pratica della circoncisione, erano state trascurate.
Così l’agiografo, rifacendosi a tradizioni più antiche, pone al centro il comandamento della circoncisione racchiuso a mo’ sandwich tra due racconti di promessa.
Però non è questo il tema principale del testo perché il termine berit Alleanza è ripetuto 13 volte (12: una pienezza che riguarda il popolo + 1: una pienezza più grande).
È molto importante il v11 che definisce la circoncisione come “segno dell’Alleanza“… perché l’Alleanza in sé è ben altra cosa.
Non si può fare a meno di ricordare l’insieme della predicazione profetica e non solo, che insiste sulla “circoncisione del cuore” a sottolineare che il segno è solo segno che dovrebbe aiutare a rimandare a…
Levitico 26,40 «Dovranno confessare la loro iniquità e l’iniquità dei loro padri: per essere stati infedeli nei miei riguardi ed essersi opposti a me; 41 peccati per i quali anche io mi sono opposto a loro e li ho deportati nel paese dei loro nemici. Allora il loro cuore non circonciso si umilierà e allora sconteranno la loro colpa.
Geremia 4,4 «Circoncidetevi per il Signore, / circoncidete il vostro cuore, /uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme /, perché la mia ira non divampi come fuoco / e non bruci senza che alcuno la possa spegnere,/a causa delle vostre azioni perverse».
Deuteronomio 10, 16 «Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra nuca; 17 perché il Signore vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, 18 rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. 19 Amate dunque il forestiero, poiché anche voi foste forestieri nel paese d’Egitto».
Allora “cuore circonciso” è quello che mette la relazione con Dio davanti ad ogni gesto anche religioso perché è la relazione la risposta dell’uomo alla promessa-alleanza di Dio, così come ha fatto Abramo..
Da notare che finché i testi riguardano Abramo la relazione è riferita soltanto a Dio, ma quando si parla del popolo la relazione include anche il prossimo.
Complessivamente potremmo affermare che questi brani ci mettono in guardia dal ritenere sufficienti i gesti religiosi fine a se stessi perché finirebbero per diventare idoli, compresa la Legge. (A. Manara, Questioni sulla pratica della fede, EduCatt, pag 75)