Lettura 58 Es 34,1-4 Preparazione alla teofania
Tra la promessa della teofania e la sua attuazione c’è un intermezzo. Bisogna nuovamente salire al Sinai.
Quando la Bibbia parla di “andare su un monte” (Gv 6,15) o “salire al piano superiore” (1Re 17,19), non vuole indicare una traslazione spaziale, ma un distacco dalle relazioni e dai problemi consueti.
Significa: prendere le distanze da…
Adesso anche Mosè deve prendere le distanze dal suo popolo, dagli animali, da ogni essere vivente: sul monte dovrà esserci solo lui con il suo Dio.
Appare qui un complemento di termine che ci costringe a pensare. «…rimarrai lassù per me…».
Come “per me”? Non va lassù per vedere la gloria di Dio? per ricevere di nuovo la Legge e sia così ristabilita l’Alleanza con il popolo?
E invece in prima battuta appare questo: «per me».
Forse che Dio ha bisogno di stare in compagnia di Mosè?
Ma non è Mosè ad aver bisogno di Dio?
Oppure il nostro Dio ha piacere di stare con le sue creature?
La risposta dovrebbe essere affermativa se nel Giardino di Eden Lo troviamo che passeggia alla brezza del giorno e cerca la compagnia di Adamo ed Eva (Gn 3,8 ss).
Nel libro di Giobbe 38 ss. lo troviamo appassionato a dare gioia alle sue creature e a “giocare” con esse mentre fa un lungo e paziente discorso allo stesso Giobbe per convincerlo circa la bontà della sua creazione. E almeno una volta bisogna leggerlo.
A qualcuno ha detto: «Questo è il figlio mio prediletto in lui mi compiaccio» Mt 3,17 e molti commenti a questo passo dicono che quando uno, alla stessa maniera di Gesù, viene immerso nell'”acqua della vita”, diventa a sua volta un «un figlio prediletto nel quale Dio si compiace».
“Compiacersi” vuol dire che Dio è contento di stare con…
Comunque, Mosè sale sul monte «per Me», non per altro.
C’è però una cosa che Mosè deve fare: bisogna tagliare le due nuove tavole di pietra per la Legge
34:1 «Poi il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate. 2 Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai lassù “per me” in cima al monte. 3 Nessuno salga con te, nessuno si trovi sulla cima del monte e lungo tutto il monte; neppure armenti o greggi vengano a pascolare davanti a questo monte».4 Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano».
Mentre le prime tavole, che Mosè aveva spezzato alla vista del Vitello d’oro, erano tutta opera di Dio, come dice:
31,18 «Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della Testimonianza, tavole di pietra, scritte dal dito di Dio» adesso è Mosè che le deve tagliare.
Questo è segno che Dio ha perdonato: scrivere le nuove tavole vuol dire che Dio ha ristabilito l’Alleanza».
Però alla conclusione del nuovo patto troviamo:
34, 27 «Il Signore disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele». 28 Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza: le dieci parole».
A prima vista sembra che ci sia una contraddizione: è Mosè o Dio che scrive?
Le ultime parole ci istruiscono sul senso di questi due versetti. Sia Mosè che Dio hanno scritto le tavole, ma «le dieci parole» o «decalogo » o «comandamenti» sono opera esclusiva di Dio.
È la prima volta che nella Bibbia appare il termine “decalogo”.
Allora all’interno della Legge si deve istituire un criterio di differenziazione perché c’è una parte più importante scritta direttamente dal dito di Dio.
Appare anche un altro aspetto non trascurabile che riguarda ancora il «per me».
Nello stendere la Legge Dio, l’Assoluto, il Creatore, l’Onnipotente vuole avvalersi dell’opera di un uomo.
Cioè, per potere realizzare il suo progetto Dio ha bisogno della collaborazione di un uomo.
Milleduecento anni dopo chiederà la collaborazione di una donna… e continua a non essere un’altra storia!