Lettura 86 Mc 12, 41- 44 L’obolo della vedova povera
Mc 12,41 «E sedutosi davanti al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E molti ricchi ne gettavano molte. 42 Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quadrante. 43 Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «Amen (in verità) vi dico: questa povera vedova ha gettato nel tesoro più di tutti quelli che hanno gettato nel tesoro. 44 Poiché tutti hanno gettato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Il testo gioca non casualmente sul verbo gettare / ballō, riportato sette volte; anche l’aggettivo “tutto” riportato quattro volte agisce per contrasto con il poco: “due spiccioli / lepton”, la più piccola moneta di rame accettata dal tempio.
Abbiamo giù avuto modo di dire che al Tempio erano accettate solo monete ebraiche, i sicli, in uso anche oggi in Israele con il nome originario di shequel. Tuttavia in Israele circolavano anche altre monete e Marco avverte il bisogno di permettere al lettore di apprezzare il valore di quelle due monetine paragonandolo con una moneta di uso più diffuso, vale a dire il quadrante romano, utilizzato in tutto l’Impero.
Questo brano, se escludiamo il “Discorso Escatologico” del capitolo 13, è l’ultimo insegnamento impartito da Gesù ai suoi discepoli. È un insegnamento contrassegnato da particolare importanza resa da alcune espressioni e atteggiamenti che caratterizzano l’atteggiamento dei rabbi.
Essi sono:
1- “essere seduto“; il maestro insegna da seduto, in posizione elevata, mentre i discepoli sono accovacciati in terra.
2- proskaleō: chiamare a sé i discepoli, usato da Marco solo tre volte in alcuni punti particolarmente importanti:
8,34 « Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».
Lettura 60: “Condizioni per seguire Gesù”.
9,35 « Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti».
Lettura 64: “Il più grande dei discepoli”.
10,42 « Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. 45 Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Lettura 72: “La richiesta di un posto di prestigio di Giacomo e Giovanni “.
Il terzo atteggiamento consiste nel fare precedere l’insegnamento dallo “Amen”, che rimanda alla radicale “roccia”, tradotto con “In verità”.
Ma cosa è successo di così strepitoso? Non erano più importante le discussioni avvenute poco prima con gli scribi, gli anziani, i farisei alla presenza della folla?
Già, ma quelle, tutto sommato, erano solo discussioni, infatti sono note come. “controversie di Gerusalemme”, che probabilmente hanno lasciato tutti gli interlocutori nel loro brodo.
Qui invece non è stata pronunciata una sola parola, ma c’è stata una donna, vedova e povera, che ha donato tutto quello che aveva a Dio. Ella ha posto interamente la sua vita nelle mani di Dio. Senza alcun bla, bla, bla. Esattamente come accade con tutte le donne presenti nei vangeli sinottici, perché le donne capiscono al volo ciò che Gesù intende. Così questa vedova diventa la perfetta discepola.
Però ci dobbiamo anche chiedere se non è anche lei “maestra”, perché Gesù non fa altro che mettere in evidenza ciò che lei ha fatto.
Questa donna anticipa quello che Gesù farà dopo un paio di giorni, quando consegnerà la sua vita alle autorità, in obbedienza al disegno del Padre.
In questo modo appare dirompente il confronto con i personaggi precedenti:
– quelli che avevano trasformato il Tempio in “una spelonca di ladri” 11,15
– quelli che “divorano le case delle vedove” 12,40
– quelli che si fanno venire l’ulcera per decidere se dare o no la moneta a Cesare 12,13ss.
– quelli che cercano i primi posti 12,39
– quelli che si preoccupano dell’esito dei rapporti matrimoniali nel mondo dei risorti 12,18 ss. anche perché loro sapevano già tutto dell’al di là.
Tante discussioni, tante diatribe, tante controversie che fanno perdere di vista la “pietra angolare” 12,10.
E non si rendevano conto che essa era lì sotto il loro naso.
L’unica che l’aveva colta è stata questa donna nella sua povertà e semplicità.
In verità c’è stato anche un uomo dalle parti di Gerico, cieco, (guarda un po’), che come questa vedova ha buttato tutto quello che aveva, cioè il mantello e poi si è messo a seguirlo, 10,46, Lettura 73.
Due figure che racchiudono queste intense giornate di Gerusalemme e dovrebbero fare arrossire parecchi interlocutori di Gesù… e forse anche qualche discepolo.