Lettura 61 Mc 9,2- 9,13 La Trasfigurazione
Mc 9,2 «Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in disparte, loro soli. E fu trasfigurato davanti a loro 3 e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime, quali alcun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4 E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5 E Pietro prendendo allora la parola disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». 6 Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. 7 E venne una Nube che li coprì con la sua ombra e venne una voce dalla nube: «Questi è il mio Figlio, il prediletto; ascoltatelo!» (Sl 2,7; Dt 18,15). 8 E ad un tratto guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
9 Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’Uomo fosse risorto dai morti. 10 Ed essi tennero per sé la Parola /Logos, domandandosi però che cos’è questo risuscitare dai morti.
11 E lo interrogarono: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 12 Ma egli dichiarò loro: Certamente, Elia venendo prima ristabilisce ogni cosa (Ml 3,23-24) ; e come mai sta scritto sul Figlio dell’Uomo, che avrebbe patito molto e sarebbe stato disprezzato? 13 Ebbene, io vi dico che Elia è già venuto, e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
I tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sono i testimoni dei momenti cruciali della vita di Gesù. Li abbiamo trovati alla presenza del risuscitamento della figlia di Giairo 5,22 ss. e li troveremo nell’orto dei Getsemani 14,32 ss. uno dei momenti più drammatici della vita di Gesù, quando egli sarà in “lotta” con il Padre.
Adesso a questi tre discepoli « in disparte, loro soli » sta per essere fatto un dono veramente importante: vedere come Egli è. Ma sappiamo dalle letture precedenti a quale livello di incomprensione erano giunti i rapporti tra Gesù e i suoi, incapaci di affrontare il significato della via della croce.
Non per niente questa teofania accade tra la prima e la seconda predizione della condanna e della crocifissione del Maestro.
Questo brano è tutto intrecciato di rimandi all’Antico Testamento e nello stesso tempo anticipa o prelude agli incontri con il Risorto che Marco non riporta perché, a rigore, il suo Vangelo termina in 16,8 con l’annuncio della tomba vuota e l’invito ai discepoli di recarsi in Galilea: «Là lo vedrete». I vv 16,9-20 infatti sono un’aggiunta successiva di qualche copista. Potremmo dire che secondo Marco l’incontro con il Risorto avviene durante l’ascolto della “Parola” e in quelle manifestazioni in cui Gesù è presentato in forma sovrumana, tecnicamente “gloriosa”, come durante le traversate del Mare di Galilea: quella della tempesta sedata 4,35-ss. in cui egli comanda al mare di tacere e al vento di calmarsi, poi quando cammina sulle acque 6,45-ss. e, inoltre in tutte le guarigioni e cacciate di demoni, azioni, queste, che solo Dio può compiere.
Qui troviamo due personaggi importanti dell’Antico Testamento: Mosè ed Elia, ai quali era stato fatto il dono di una teofania sul Sinai, nella medesima caverna. Mosè potè parlare con Dio “faccia a faccia” anche senza poterne vedere il volto. Elia lo conobbe come «voce di silenzio svuotato», che è il titolo che abbiamo dato alla lettura del Libretto di Elia (vedi archivio).
Se è così allora in Gesù abbiamo la sintesi di questi due personaggi: Egli è il nuovo Mosè ed è stato già preceduto dal ritorno di Elia secondo le antiche profezie.
Il tutto è avvolto dalla Nube che a partire dalla Lettura 29 del libro di Esodo, abbiamo mostrato essere che la manifestazione della Presenza di Dio. La Nube abbiamo detto: “rivela e nasconde“.
Nel nostro caso dalla Nube promana una voce: «Questi è il mio Figlio, il prediletto; ascoltatelo!» che rimanda al momento del battesimo di Gesù quando egli si trovava lì, in fila con i peccatori, con la ripetizione quasi testuale delle medesime parole: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» Mc 1,9 Lettura 9.
La prima parte del Vangelo di Marco ricercava l’identità di Gesù ed era giunta alla confessione di Pietro: «Tu sei il Cristo». Qui ci ricolleghiamo all’inizio dove già era presente la testimonianza del Padre: «Questi è il Figlio mio…».
Ci stiamo sempre più avvicinando alla confessione del centurione che l’aveva crocifisso:
15,39 «Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».
E questo è l’approdo a cui dovranno arrivare tutti i suoi discepoli. Quelli di ieri e quelli di oggi.