Lettura 53 Seconda moltiplicazione dei pani Mc 8,1 – 9
Mc 8:1 «In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamati a sé i discepoli e dice loro: 2 «Ho compassione / splagchnizomai di questa folla, perché già tre giorni si trattengono con me e non hanno da mangiare. 3 Se li licenzio digiuni, verso le loro case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano». 4 Gli risposero i discepoli: «E come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?». 5 E domandò loro: «Quanti pani avete?». Gli dissero: «Sette». 6 Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. 7 Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. 8 Così essi mangiarono e furono sazi; e raccolsero i resti dei pezzi avanzati in sette sporte. 9 ora, erano circa quattromila. E li congedò.
10 Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta».
Gli esegeti fanno un gran discutere per decidere se si tratta effettivamente di una seconda moltiplicazione dei pani, quella del c 6 e questa, o di due racconti differenti dell’unica moltiplicazione.
La cosa non ci interessa più di tanto, perché non seguiamo il metodo storico critico, cioè quel metodo che cerca di individuare i racconti, le tradizioni che hanno preceduto l’edizione finale, che ovviamente hanno il loro valore.
Noi però facciamo una lettura sincronica, cioè leggiamo il testo così come Marco lo ha composto senza cercare di individuare tradizioni e racconti precedenti. (Per saperne di più vedi note esegetiche 2-3-4 in “Glosse”).
Infatti ammesso che Marco abbia fatto due racconti del medesimo accadimento, resta il fatto che le due moltiplicazioni hanno significati alquanto differenti; che noi dobbiamo cercare di evidenziare
Dobbiamo anzitutto rilevare come questa gente, per lo più pagana, sta seguendo Gesù da tre giorni, nel deserto, però non era una festa a base di polenta e salamini, con musica dal vivo tenuta da band di grido, ma gli andavano dietro per sentirlo parlare ed essere istruiti, in quanto Lui «… visceralmente commosso / splagchnizomai per loro (stesso verbo di 6,34), perché erano come pecore senza pastore, si era messo ad insegnare loro molte cose» Mc 6,34. Mentre nel capitolo 6, alla prima moltiplicazione dei pani, eravamo in territorio ebraico, adesso siamo nella Decapoli in cui gli uditori sono pagani o in grande maggioranza pagani.
Allora possiamo comprendere il numero dei sette pani e delle sette sporte di avanzi. Il numero sette è la radice di 70 che secondo la “Tavola dei popoli” di Gn 10,1-32 mostra la genealogia dei settanta popoli conosciuti, tutti discendenti da Noè e dai suoi figli.
Le sette sporte di avanzi possono suggerire una disponibilità di pane per altri popoli, ma non possiamo perdere di vista il richiamo alle “briciole” menzionate nell’episodio della donna siro-fenicia di Mc 7,24, lettura 51.
Tutto il dialogo si svolge tra Gesù e i discepoli mentre la folla, pur essendo in scena, resta muta sullo sfondo. Da questo dialogo sembra che i discepoli non abbiano ancora elaborato il senso della prima moltiplicazione dei pani: l’avere sfamato 5000 uomini più le donne non suggerisce loro alcunché. La loro risposta, così terra a terra, risulta pertanto quanto mai deludente. Tuttavia, i discepoli si rivelano sempre molto disponibili al servizio. Sono infatti loro che distribuiscono alla gente il pane e i pesciolini. E, così, sono sempre loro a diventare gli intermediari tra il Maestro e la folla.
Il numero 4000, 4×1000, potrebbe significare i quattro punti cardinali, suggerendo così che questa folla veniva da ogni dove.
Se è così, ricordando che questa sezione è dedicata alla ricerca dell’identità di Gesù, deduciamo che il testo intenda presentare Gesù come “pastore universale“.