Lettura 53 Gen 12,1-6 La chiamata di Abramo

Gen 12:1 «JHWH disse ad Abram:

«Vàttene dalla tua terra, dalla tua patria / e dalla casa di tuo padre,

verso il paese che io ti indicherò.

2 Farò di te un grande popolo

e ti benedirò,

renderò grande il tuo nome

e diventerai una benedizione.

3 Benedirò coloro che ti benediranno / e coloro che ti malediranno maledirò

e in te si diranno benedette / tutte le famiglie della terra».

4 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato JHWH, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. 5 Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan 6 e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei».

Dio si rivolge ad Abramo con tre richieste e quattro promesse.

Il verbo che regge le tre richieste sembra un comando militare. Forse l’ebraico non è così imperativo perché, come già incontrato in altri casi, è costituito dalla ripetizione dello stesso verbo prima all’infinito e poi con il tempo coerente. In questo caso è: “lek lekà” che tradotto suonerebbe male perché in italiano cambia la radicale e sarebbe: “andare vai“; bisognerebbe potere scrivere “andare anda“. Quindi riteniamo che quello di Dio più che un comando sia un’esortazione.

LE TRE RICHIESTE

La terra.

Da quello che si può dedurre ad esempio dal v 5 e altri testi, possiamo sostenere che la famiglia di Abramo era benestante e vivesse di agricoltura come allora si usava. Ora per un agricoltore la terra non è semplicemente la fonte di sostentamento, ma costituisce una rete di legami che l’uomo di città difficilmente può comprendere. Quando hai seminato il frumento piuttosto che cavoli o cipolle e ogni giorno hai guardato all’orizzonte se arriva la pioggia e nel caso hai irrigato il terreno, ammesso che avessi provveduto a riempiere le cisterne durante la stagione piovosa. Hai difeso i germogli dai parassiti, dagli animali che avrebbero devastato tutto e via dicendo, quella terra è molto di più del suo valore di mercato. Quella terra che i tuoi avi hanno dissodato, per la quale le generazioni successive hanno costruito canali per irrigare e vi dicendo, sono tutti esempi per dire che verso quella terra tu hai una relazione affettiva. La storia di quella terra si intreccia con la storia della tua famiglia. Per questo quella terra è oggetto del tuo amore. Proprio come un’amante che risponde alle tue fatiche con i suoi frutti.

La patria

Potremmo definire la patria come l’orizzonte simbolico di riferimento di una persona. Nei dettagli essa è l’insieme di lingua, cultura, tradizioni, costumi, riti, liturgie religiose e sociali, modi di relazionarsi agli altri, organizzazione della società, classi sociali in cui la società è strutturata. Riguarda altresì la morale pubblica e privata, l’ordinamento dello stato con le sue leggi.

Tutto questo forma l’ambiente nel quale ogni persona si muove e interagisce con gli altri.

Ecco, la richiesta fatta ad Abramo è di abbandonare questa realtà per trovarne o costruirne un’altra ex novo.

La casa di tuo padre

Questa richiesta è rivolta all’ambito degli affetti familiari, che nel nostro caso non sono solo quelli verso il padre e la madre, ma tenuto conto di quel mondo, anche verso il clan o la tribù di cui Abramo faceva parte

LE PROMESSE

Farò di te un grande popolo

E vedremo la fatica che dovranno fare Abramo e Sarài per avere un figlio, e quando alla fine arriverà, saranno molto vecchi tanto da rendersi conto che esso è più figlio della “promessa” di Dio, che della loro capacità generativa.

Ti benedirò

Uno degli effetti della benedizione è la fecondità, per cui possiamo dire che la prima promessa e questa seconda sono strettamente collegate tra loro.

Renderò grande il tuo nome

In Gen 11, Lettura 49, avevamo già incontrato il tema della grandezza del nome. In quel caso erano i costruttori di Babele e della Torre che volevano “farsi” un grande nome, ma nella Bibbia questo tentativo umano è sempre destinato al fallimento. È Dio stesso e solo Lui, che può rendere grande il nome di qualcuno. Al più l’uomo può rendere grande il nome di Dio. Curiosamente il nome di Abramo contiene l’aggettivo “grande” perché composto da due parole Ab = padre e ram = grande, cioè “Padre grande” o “Grande padre”.

Diventerai benedizione

Il linguaggio è un po’ sfumato se non addirittura criptico perché è anticipazione di ciò che avverrà nel futuro, ma possiamo dire che questa proposizione indica che Abramo diventerà il Primo Mediatore della Storia della Salvezza. Primo in senso temporale perché dal punto di vista ontologico il Mediatore assoluto è Gesù Cristo. E sempre dal punto di vista ontologico anche la mediazione di Abramo dipende da Gesù Cristo.

Versetto 3

Questo versetto ricalca nel dettaglio quanto espresso nelle altre promesse. Tuttavia costringe a riflettere la maledizione riservata a coloro che maledicono Abramo. Infatti se Abramo è il mediatore che apre alla via della salvezza chi lo maledice e si rifiuta di percorrere quella via, è condannato alla perdizione.

Questa successione di benedizioni sembra volere cancellare la serie di maledizioni che abbiamo incontrato nei capitoli precedenti.

Dopo il peccato nel Giardino abbiamo trovato due maledizioni:

Gen 3,14 «Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché tu hai fatto questo, / sii tu maledetto più di tutto il bestiame / e più di tutte le bestie selvatiche…».

Gen 3,17 «All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,/ maledetto sia il suolo per causa tua!

Con dolore ne trarrai il cibo / per tutti i giorni della tua vita».

Anche Caino viene maledetto per avere ucciso il fratello Abele:

Gen 4,10 «[Dio] Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello».

Ma la risposta di Dio al sacrificio offerto da Noè appena uscito dall’arca strappa a Dio la promessa di non maledire più il suolo a causa dell’uomo:

Gen 8,20 «Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. 21 Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto».

Tuttavia abbiamo trovato un’ulteriore maledizione da parte di Noè verso Canaan il figlio Cam:

Gen 9,24 «Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; 25 allora disse: «Sia maledetto Canaan! / Schiavo degli schiavi / sarà per i suoi fratelli!».

Ora, questa maledizione proviene da un uomo, Noè, ma la maledizione riservata a coloro che maledicono Abramo è ben più grave perché è una promessa fatta da Dio. E con una differenza sostanziale: quelle benedizioni e maledizioni precedenti sono metastorica; quelle che riguardano Abramo sono storiche

Segno che la ricerca della salvezza è cosa seria. Molto seria!

Poste tutte queste condizioni e promesse: 4 «Allora Abram partì, come gli aveva ordinato JHWH».

Ma che bravo quell’Abramo lì.

Ha mollato tutto ed è partito senza neanche pensarci su cinque minuti?