Lettura 27 La formazione dei vangeli
La struttura delle controversie galilaiche ci può aiutare a comprendere un aspetto di come è nato il genere “vangelo”.
Abbiamo già avuto modo dire, nella parte iniziale, che un vangelo non è la redazione cronachistica di ciò che Gesù ha fatto. Però questo non vuol dire che i fatti raccontati non siano storici.
In particolare le controversie che abbiamo appena esplorato, non sono avvenute tutte insieme così come ce le riporta Marco, piuttosto sono accadute in luoghi e contesti differenti e, certamente, non tutte insieme.
Il loro assiemaggio dipende invece dagli interrogativi che le comunità marciane o addirittura pre-marciane, si erano poste a riguardo di alcuni problemi concreti incontrati nella loro quotidianità.
Nel caso: come trattare i peccatori? Accoglierli o escluderli? Ammetterli alla Santa Cena? Come riammettere i peccatori pentiti nella comunità?
E che fare delle antiche tradizioni? La celebrazione del sabato, il riposo festivo, e via dicendo.
Notiamo che queste comunità hanno avuto il coraggio di spostare il giorno sacro dal sabato alla domenica: il giorno della Risurrezione, l’ottavo giorno.
La risposta a domande di questo tipo è stata ottenuta andando ad esplorare cosa aveva fatto Gesù in occasioni analoghe.
Non dobbiamo dimenticare che la memoria degli eventi riguardanti il Signore Risorto erano ancora molto viva nelle menti delle persone che ne erano state testimoni e che contribuirono a formalizzare le prime tradizioni orali e scritte.
Le risposte così ottenute vengono accorpate e scritte sia per finalità catechetiche sia per aiutare quelli che sarebbero venuti dopo quella prima generazione di testimoni.
In definitiva la struttura letteraria che possediamo è opera dei primi cristiani e in seconda battuta di Marco che ne è stato il redattore finale.
Quindi la storicità è sicura, la struttura dei testi è invece opera letteraria.
Con queste ultime osservazioni abbiamo terminato di leggere la prima sezione della prima parte del vangelo di Marco. Dalla prossima lettura inizieremo a riflettere sulla seconda sezione, sempre della prima parte.
Il criterio di suddivisione tra le due sezioni è la presenza di un sommario e una successione di argomenti che, dal punto di vista tematico, ricalcano la prima sezione.
Riportiamo le due strutture così come abbiamo fatto alla lettura 11.
prima sezione – Un insegnamento nuovo
1,14-15 => sommario
1,16 – 20 => chiamata dei primi discepoli
1,21 – 3,5 => predicazione / kērussō di Gesù in parole ed opere
3,6 => opposizione di farisei ed erodiani con rimando alla croce.
seconda sezione – Istruzione dei discepoli
3,7 – 12 => sommario
3,13 – 19 => elezione dei dodici apostoli
3,20 – 5,43 => predicazione / kerussō di Gesù in parole ed opere
6,1 – 6,6a => opposizione dei concittadini di Nazareth
Segnaliamo che in questa seconda sezione non troveremo più Gesù presente in qualche sinagoga se non alla fine, nella sinagoga di Nazareth dove troverà l’opposizione dei suoi concittadini.
Addirittura veniamo a sapere dal vangelo di Luca:
Lc 4,28 «All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; 29 si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. 30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò».
Quindi anche in questa seconda sezione è rappresentato il successo di Gesù presso le folle, insieme alla presenza dell’ombra della croce.