Lettura 27 Breve riflessione introduttiva al primo comandamento Dt 6,4 – 13

Dt 6,4 «Ascolta, Israele: JHWH è il nostro Dio, JHWH è uno solo. 5 Tu amerai JHWH tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. 6 Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; 7 li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. 8 Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi 9 e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

10 Quando JHWH tuo Dio ti avrà fatto entrare nel paese che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti; quando ti avrà condotto alle città grandi e belle che tu non hai edificate, 11 alle case piene di ogni bene che tu non hai riempite, alle cisterne scavate ma non da te, alle vigne e agli oliveti che tu non hai piantati, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, 12 guardati dal dimenticare JHWH, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione servile. 13 Temerai JHWH Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome.»

Questi pochi versetti sono il cuore del Deuteronomio e della sua teologia, ma prima di commentarlo diamo un’occhiata alla struttura che lo segue e alla quale prepara.

Secondo Von Rad, riferito brutalmente, a questi versetti segue un’accozzaglia di omelie buttate lì senza un nesso logico. Tuttavia gli studi recenti sostengono che il redattore finale abbia avuto l’accortezza e l’intelligenza di raccogliere questi testi in una struttura ben delineabile anche se discutibile, che noi cerchiamo di seguire.

Anzitutto tutti i capitoli che vanno da qui fino al 12 escluso, sono formati da varie forme di approfondimento e applicazione del primo comandamento. E possiamo capirne il motivo. Pur se messo in bocca a Mosè, sappiamo che queste riflessioni nascono nell’esilio babilonese o nell’immediato post-esilio.

La vita in terra di Babilonia ha messo gli esiliati a contatto con gli innumerevoli dèi dell’Olimpo mesopotamico e, proprio lì, come abbiamo già trattato, matura il passaggio dall’enoteismo (= ogni terra ha il suo dio) al monoteismo: c’è un solo Dio, JHWH, per tutta la terra.

Allora si tratta di comprendere come applicare e vivere questa unicità di JHWH in diversi luoghi e in varie situazioni della vita sempre nell’osservanza dell’Alleanza avvenuta al Sinai.

Se è così potremmo strutturare tutta la parte che rimane fino al Codice deuteronomico in due sezioni:

1 sezione Dt 6,4 – 8,20

Che possiamo suddividere in tre sottosezioni e titoli possibili:

1.1 – 6,4-25 Fedeltà al primo comandamento.

1.2 – 7,1 – 26Rapporti con gli altri popoli durante l’ingresso nella Terra.

1.3 – 8,1 -20 Insediamento e necessità di tornare continuamente dall’Esodo all’ingresso nella Terra.

2 sezione Dt 9,1 – 11,32

Che possiamo a sua volta dividere in due sezioni

1- 9,1 – 10,11una ripresa narrativa a riguardo del prossimo insediamento e delle ribellioni precedenti

2- 10,12 – 11,32 una parte esortativa che possiamo suddividere in quattro parti

10,12 – 11,1 richiamo all’obbedienza dei comandamenti

11,2 – 7la lezione del passato

11,8 – 25 cosa accadrà nella Terra se la fedeltà sarà travolta dall’infedeltà

11,26 – 32 benedizioni e maledizioni

Avremo modo nel corso delle future riflessioni di verificare se questo schema sarà coerente, ma prima dobbiamo approfondire quei versetti iniziali che costituiscono il fondamento del Deuteronomio e di tutta l’opera deuteronomistica.