Lettura 26 Una visione di insieme delle controversie galilaiche Mc 2,1 – 3,6
Dopo avere esaminato nel dettaglio le cinque dispute di Galilea, cerchiamo di collegarle tra di loro cogliendone continuità e cesure. Lo facciamo esaminando le caratteristiche tipiche dei personaggi coinvolti.
I discepoli
Dei discepoli abbiamo la “carta d’identità”: nome, paternità, professione, luogo di residenza. Essi sono:
I fratelli Simone e Andrea, figli di Giona (Mc 1,6; Mt 16,16), pescatori.
I fratelli Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo (Mc 1,19) anch’essi pescatori.
Tutti e quattro vivevano attorno al lago di Galilea, verosimilmente a Cafarnao.
Troviamo poi Levi o Matteo, figlio di Alfeo, esattore delle imposte (Mc 2,14), anche lui viveva presso il lago di Galilea.
Nella prima disputa, “la guarigione del paralitico”, i discepoli sono sicuramente testimoni, ma non sono neanche nominati.
Nella seconda, “la chiamata di Levi / Matteo”, partecipano al banchetto con Gesù, i pubblicani e gli altri peccatori; a loro sono comunicate le critiche degli oppositori, che evidentemente non avevano il coraggio di farle direttamente al Maestro.
Nella terza controversia, sono accusati di non praticare il digiuno prescritto come invece facevano farisei e discepoli di Giovanni Battista.
Nella quarta controversia hanno commesso l’infrazione di strappare le spighe in giorno di sabato.
Nella quinta, “l’uomo dalla mano inaridita” sono sicuramente presenti, ma non sono coinvolti.
In tutte le controversie i discepoli non pronunciano una parola.
Gli oppositori
A differenza dei discepoli degli oppositori conosciamo solo il gruppo di appartenenza, ma della loro identità personale non è detto nulla: non sappiamo chi sono né da dove vengono e nemmeno quanti siano. Quasi a dire che l’opposizione sicuramente c’è, ma l’oppositore sfugge alle sue responsabilità.
Nella prima disputa, “la guarigione del paralitico”, si dice: «6 Ora, vi erano seduti là alcuni scribi e ragionavano / dialogizō in cuor loro: 7 «Perché costui dice così? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non l’unico Dio?».
Si dice che sono scribi, quindi esperti delle Scritture perciò della Legge, ma chi sono? da dove vengono? quanti sono? Almeno un nome. E invece nulla. Quasi dei pensieri che girano nell’aria senza una benché minima paternità.
Essi “ragionavano in cuor loro“; una contestazione molto discreta; neanche verbale.
Nella seconda disputa, “la chiamata di Levi”, si tratta ancora di scribi appartenenti alla setta dei farisei, cioè esperti delle scritture e aderenti al movimento farisaico. Anche di questi nessun nome, nessuna indicazione di provenienza.
Le loro rimostranze sono più rimarcate delle precedenti perché si rivolgono ai discepoli:«Perché [Gesù] mangia con i pubblicani e peccatori»?
La terza disputa “a riguardo del digiuno” è innescata dai farisei che si rivolgono direttamente a Gesù: Mc 2,18 «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Quindi una contestazione più pressante delle precedenti.
Anche la quarta controversia, “le spighe strappate di sabato” è condotta direttamente dai farisei, che però restano sempre sconosciuti, posta in tono molto perentorio fatta direttamente a Gesù: «I farisei gli dicevano: «Vedi! Perché fanno di sabato quel che non è lecito?» Mc 2,24.
Nella quinta controversia, “l’uomo dalla mano inaridita”, non è presentato alcun colloquio; “ma lo spiavano“, cioè lo guardavano in modo cattivo e non viene detto chi spiava: farisei? erodiani? scribi?
Qui è Gesù che li interpella Mc 3,4 «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?». Una domanda che resta senza risposta. Un’opposizione che resta del tutto silente, nascosta, quasi non esistesse.
Ma poi “nelle segrete stanze” Mc 3,6 «E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire»
Il male riesce ad essere tanto più efficace quanto più è nascosto.
La struttura.
La struttura di questo brano è importante perché ci permette di capire qualcosa di più della figura di Gesù.
Ricordiamo che stiamo percorrendo la prima parte che abbiamo intitolato: “Chi è Gesù” e la prima sezione della prima parte che abbiamo intitolato: “Un insegnamento nuovo“.
La struttura di queste dispute è di tipo chiasmatico che sintetizziamo con lo schema: titolo e affermazione di Gesù
a => comunione con i peccatori => «Il Figlio dell’Uomo ha il potere di rimettere i peccati» 2,10
a1 => comunione con i peccatori => «Non hanno bisogno del medico i sani ma i malati» 2,17
b => le nozze con la nuova umanità => «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché lo sposo è con loro non possono digiunare» 2,20
c => il sabato => «Perciò il Figlio dell’Uomo è Signore del sabato». 2,28
c1 => il sabato => «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?» 3,4
Il centro delle controversie è la terza, cioè le Nozze promesse dagli antichi profeti.
Il prezzo da pagare per questo nuovo legame con gli uomini è togliere una vita: «E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire» 3,6.
Queste controversie terminano qui, ma riprenderanno a Gerusalemme (Mc 11,27-12,34), dove l’esito sarà la realizzazione della decisione presa in questa riunione.