Lettura 17 Gen 2,1-4a Settimo giorno
Gen 2,1 «Vennero così terminati il cielo e la terra e tutte le loro schiere.
2 Nel settimo giorno, Dio portò a compimento la sua opera che aveva fatto
e cessò shabat nel settimo giorno da ogni sua opera che aveva fatto.
3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò,
perché in esso si riposò shabat da ogni sua opera che aveva creato in vista di fare.
4a Questa è la genealogia / toledot del cielo e della terra, quando vennero creati»
Abbiamo già detto che gli ebrei non avevano un nome proprio per i giorni della settimana, semplicemente li enumeravano. Il primo giorno era la nostra domenica il settimo il nostro sabato. Per noi diventa importante determinare quando Israele incomincia a celebrare il giorno di sabato. La nostra lettura suggerirebbe che è una festa collocata all’inizio del tempo: il settimo giorno della creazione.
Tuttavia lo studio della Bibbia ci porta a comprendere che questa festività nasce abbastanza tardi, nel tempo pre-esilico, quando nasce la Seconda Legge, il Deuteronomio. Allora dobbiamo dire che Genesi ed Esodo con i suoi Comandamenti dipendono da Deuteronomio e, in qualche modo, hanno subito un aggiornamento.
Vi sono, poi, alcuni testi che rivelano l’esistenza di festività che nel tempo letteralmente spariscono. Esse erano di derivazione Mesopotamica basate sul calendario lunare, che significa un mese di 28 giorni e quattro settimane 7×4=28 corrispondenti a: novilunio, primo quarto, plenilunio e ultimo quarto; per semplicità non riportiamo i nomi babilonesi. Era l’orologio più preciso che potessero avere a quel tempo.
Così abbiamo alcuni brani del VIII – VII secolo a. C. che lasciano trasparire quelle antiche festività
Amos 8,4 «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero / e sterminate gli umili del paese,
5 voi che dite: «Quando sarà passato il novilunio / e si potrà vendere il grano?
E il sabato (shappatum: plenilunio?), perché si possa smerciare il frumento, / diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false,
6 per comprare con denaro gli indigenti / e il povero per un paio di sandali»?
Osea 2,13 «Farò cessare tutte le sue gioie, / le feste, i noviluni, i sabati (shappatum: plenilunio?), tutte le sue solennità».
Isaia 1,13 «Smettete di presentare offerte inutili, / l’incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati (shappatum plenilunio?), assemblee sacre, / non posso sopportare delitto e solennità.
14 I vostri noviluni e le vostre feste / io detesto, / sono per me un peso; / sono stanco di sopportarli».
L’osservazione che fanno gli studiosi circa questi testi è: come mai si citano i noviluni, cioè quando la luna non si vede e non si ricordano i pleniluni quando si ha la luna piena, bella e grande nel cielo?
È probabile che qualche redattore post-deuteronomico abbia corretto “plenilunio” con “sabato“. Con una differenza sostanziale: che a Babilonia lo shappatum era un giorno nefasto e pertanto non si svolgeva alcuna attività perché avrebbe avuto esito negativo. Anche i romani avevano giorni nefasti, ma gli ebrei modificano il calendario introducendo quattro giorni di shappatum, cioè quattro sabati, che perdono l’idea negativa e diventano il giorno di riposo per tutti, come recita il comandamento:
Es 20,8 «Ricordati del giorno di sabato per “santificarlo“: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te».
Si tratta di un riposo presente nella stessa etimologia del nome. Il verbo shabat, significa:cessare, risposare, stare inoperoso, ecc. da cui deriva il nome del giorno, shabbat: sabato.
Si tratta di un “riposo” presente nella stessa etimologia del nome. Il verbo shabat, significa: cessare, risposare, stare inoperoso, ecc. da cui deriva il nome del giorno, shabbat: sabato.
(Abbiamo trattato questo argomento nella lettura 82 del libro di Esodo).
A questo punto dobbiamo registrare un aspetto che riguarda la formazione della Bibbia. Se stiamo a queste ricerche storico critiche sulla composizione dei testi, il sabato nasce dalla storia del popolo d’Israele, quindi avremmo a che fare con un sabato dell’uomo, una istituzione umana.
Ma una rilettura sincronica, cioè, la lettura del testo così come l’abbiamo ricevuto, il sabato è diventato “Sabato di Dio“, per poi diventare nuovamente “sabato per l’uomo” e di tutti gli uomini.
Infatti questo giorno è benedetto da Dio. Avevamo già trovato due benedizioni: quella degli animali marini 1,22 e quella dell’umanità, 2,3, ma nessun altro giorno è stato benedetto.
Allora questo è un giorno speciale. Tant’è che, a differenza degli altri, non ha fine… per questo giorno non troviamo la conclusione: «E fu sera e fu mattina...». Il settimo giorno è un giorno senza tramonto. Se è così allora è qualcosa di più di un semplice “riposo”. L’immagine di un giorno senza tramonto allude al tema dell’Ultimo Giorno, inteso come giorno escatologico. Con questo non intendiamo parlare di fine del mondo, ma di “giorno decisivo” e proprio per questo “ultimo”.
Oggi l’esegesi e la teologia parlano di “escatologia presenziale”: perché è nell’oggi che io decido della mia definitività. È nell’oggi che io decido la comunione con Dio.
Appunto come in questo sabato in cui Dio è l’Uomo, insieme, contemplano l’opera dei sei giorni e da questa contemplazione scaturisce la comunione, la preghiera e la poesia:
Sal 8,2 «Come splende, Signore Dio nostro, / il tuo nome su tutta la terra:
la bellezza tua voglio cantare, / essa riempie i cieli immensi.
3 Dalla bocca di bimbi e lattanti / liberare tu ami la lode,
per confonder superbi avversari / e ridurre a silenzio i ribelli.
4 Quando il sole contemplo e la luna / e le stelle che accendi nell’alto,
5 io mi chiedo davanti al creato: /cosa è l’uomo perché lo ricordi?
Cosa è mai questo figlio dell’uomo / che tu abbia di lui tale cura?
6 Inferiore di poco a un dio, / coronato di forza e di gloria!
7 Tu l’hai posto signore al creato / a lui tutte le cose affidasti
8 ogni specie di greggi e d’armenti, / e animali e fiere dei campi.
9 Le creature dell’aria e del mare / e i viventi di tutte le acque :
10 Come splende, Signore Dio nostro, / il tuo nome su tutta la terra»!
(versione D. M. Turoldo)
E che su tutto questo scenda la benedizione di Dio lo manifesta l’ultimo versetto che chiude la sezione con la prima della toledot, genealogie:
4a «Questa è la genealogia / toledot del cielo e della terra, quando vennero creati».