Lettura 16 Mc 1,32-34 La fine della “giornata di Cafarnao”

Mc 1,32 «Ora, venuta la sera, quando fu tramontato il sole, portavano a lui tutti gli ammalati e gli indemoniati; 33 e l’intera città si era radunata presso la porta. 34 Ed egli curò molti malati di varie malattie e cacciò molti demoni. E non lasciava parlare i demoni perché lo conoscevano».

Gli portano gli ammalati alla sera dopo il tramonto, non perché facesse più fresco, ma perché era terminato il giorno di sabato. In Israele il passaggio da un giorno a quello successivo avveniva alla sera. Ma “sera” è un tempo relativamente ampio, come fai a dire che sei già nel nuovo giorno? Il tramonto del sole è una buona indicazione, ma anch’esso non è molto preciso: tramonto iniziato o tramonto completato?

A Gerusalemme usavano indicare il cambio di giornata quando nel cielo si potevano vedere almeno tre stelle.

Anche il nostro testo con la doppia indicazione «venuta la sera, tramontato il sole», dice che anche a Cafarnao questo passaggio era osservato con grande scrupolosità. E siccome di sabato non si potevano portare pesi, solo con l’arrivo del nuovo giorno potevano portare gli ammalati. 

«E non lasciava parlare i demoni perché lo conoscevano»

Questi demoni, come lo “spirito immondo” che si era impossessato dell’ossesso nella sinagoga (Lettura 14), conoscono bene chi è Gesù, ma Egli impedisce loro di divulgare la sua identità.

Una persona non è specificata dalla sua carta d’identità, dal suo codice fiscale o dal suo nome, che sono solo segni, ma invece può essere conosciuto solo attraverso la sua storia.

Allora non si può definire la messianicità di Gesù finché non si è assistito alla sua vicenda.

E al demonio, mentitore fin dall’inizio, non è consentito proclamare la verità di del Messia. 

Con questo Marco vuole avvertire anche il catecumeno entrato nella sua comunità, che non puoi conoscere Gesù se non conosci la sua vita e non ti identifichi con la sua storia.